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	<title>contagio Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Il Covid non si trasmette tramite l’attrezzatura sportiva</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/il-covid-non-si-trasmette-tramite-lattrezzatura-sportiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 18:03:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[contagio]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Covid non si trasmette tramite l’attrezzatura sportiva, specie se fatta con materiale assorbente come[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2400" height="1684" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Depositphotos_211768512_xl-2015.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Depositphotos_211768512_xl-2015.jpg 2400w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Depositphotos_211768512_xl-2015-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Depositphotos_211768512_xl-2015-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 2400px) 100vw, 2400px" /><br><br><p><strong>Il Covid non si trasmette tramite l’attrezzatura sportiva,</strong> specie se fatta con <strong>materiale assorbente</strong> come una pallina da tennis o un guanto da palestra. Mentre il CTS sta discutendo sulle norme per <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/riapertura-palestre-e-piscine-le-regole-solo-con-attivita-individuali/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">riaprire le palestre e le piscine dopo il 5 marzo</a>, è stato pubblicato un altro studio in grado di confermare che il rischio di contagio toccando le superfici è basso.<br />
Più nello specifico, la ricerca si è concentrata sulla possibilità di trasmettere il virus passandosi attrezzature sportive e oggetti da palestra. Una possibilità che, secondo i risultati, è <strong>decisamente inferiore alle aspettative.</strong><br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/coronavirus-come-disinfettare-bene-le-superfici-e-quali-sono-i-materiali-piu-a-rischio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal"> Coronavirus: come disinfettare bene le superfici e quali sono i materiali più a rischio </a></strong></p>
<h2>Il Covid non si trasmette tramite l’attrezzatura sportiva</h2>
<p><a href="https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2021.02.04.21251127v1.full" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">La ricerca</a> è stata condotta da un team di esperti della Liverpool School of Tropical Medicine, che si è concentrato sul rischio di contagio nel momento in cui <strong>si toccano attrezzature sportive</strong> (palloni, racchette e così via) che passano per più mani nel giro di poco tempo. Tuttavia, i risultati hanno mostrato che la probabilità di ammalarsi dipende anche dalla <strong>porosità del tipo di oggetto</strong> con cui abbiamo a che fare.<br />
Per capirlo, gli accademici hanno applicato una dose consistente e meno consistente di Coronavirus vivo sui seguenti attrezzi da sport: un guanto da cricket, un pallone da calcio, una pallina da golf, un attrezzo da palestra, una sella da cavallo, delle palline da cricket rosse e bianche, una palla da rugby e un pallina da tennis; come materiale di controllo hanno usato un pezzo di acciaio inossidabile. Ogni oggetto è stato testato dopo 1 minuto, 5 minuti, 15 minuti, 30 minuti e 90 minuti.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/rischio-covid-in-palestra-praticamente-zero/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">Il rischio COVID in palestra? Praticamente zero </a></strong></p>
<h2>Quali materiali sono più a rischio contagio</h2>
<p>Negli oggetti su cui era stata applicata la dose di Coronavirus quantitativamente poco rilevante, il patogeno è stato rintracciato <strong>su 7 dei 10 articoli testati dopo 1 minuto</strong>, su 1 articolo su 10 dopo 5 minuti (la sella del cavallo) e <strong>nessuno degli articoli testati dopo 15, 30 e 90 minuti.</strong> Quando è stata applicata la dose di virus più consistente, gli esperti hanno rintracciato il patogeno su 9 articoli su 10 dopo 1 e 5 minuti (tutti tranne il guanto da cricket); 6 su 10 dopo 30 minuti; <strong>2 su 10 dopo 90 minuti</strong> (il pallone da rugby e la sella di cavallo).<br />
Lo studio, che deve ancora essere sottoposto a peer review, ha mostrato che il virus è più difficile da trasmettere quando applicato su attrezzi fatti di materiali assorbenti (come le palline da tennis). Negli sport in cui si utilizzano questi oggetti, spiega la dottoressa Emily Adams (una delle autrici dello studio) alla BBC, bisogna quindi <strong>concentrarsi meno sulla sanificazione di palline/attrezzature</strong> e di più sulle interazioni tra gli atleti durante gli incontri. Quanto ai centri sportivi, un modo per ridurre al minimo il rischio di contagio sarebbe alternare la consegna delle racchette (esempio) a chi prenota i campi, così da far &#8220;riposare&#8221; per almeno 1 ora e 30 o 2 ogni attrezzatura.<br />
<em>[Photo by Depositphotos]</em></p>
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		<title>Coronavirus: perché il contagio aereo al chiuso fa paura</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/coronavirus-contagio-aereo-al-chiuso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 09:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[contagio]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[Il contagio aereo da Coronavirus al chiuso fa paura: è quanto emerge da un documento[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/coronavirus-contagio-aereo-al-chiuso.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="coronavirus" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/coronavirus-contagio-aereo-al-chiuso.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/coronavirus-contagio-aereo-al-chiuso-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il<strong> contagio aereo da <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/coronavirus/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Coronavirus</a></strong> al chiuso fa paura: è quanto emerge da un documento sottoscritto da 239 scienziati all&#8217;OMS. E nella giornata di oggi è arrivata la conferma da parte dell&#8217;istituto dell&#8217;ONU per la salute: ci sono delle prove emergenti che testimoniano che il contagio può avvenire tramite le goccioline nell&#8217;aria.<br />
Mentre l’America Latina è diventata il nuovo epicentro della pandemia da Coronavirus, in Europa le restrizioni si stanno sempre più attenuando e il peggio sembra ormai passato. Nonostante ciò, abbassare la guardia (specialmente nell’ottica della possibile <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/coronavirus-la-seconda-ondata-puo-essere-prevista/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">seconda ondata</a> in autunno) è la cosa più sbagliata da fare perché il virus circola ancora tra noi:<strong> lo dimostrano i piccoli focolai</strong> che stanno sorgendo anche in Italia.<br />
A mettere ulteriormente in guardia sulla contagiosità del nuovo Coronavirus sono stati 239 esperti, provenienti da 32 paesi, che hanno inviato una <strong>lettera all’Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> (OMS) con un messaggio ben chiaro:<strong> il Covid-19 si trasmette anche nell’aria</strong>, non solo a stretto contatto con le persone o toccando le superfici “infette”. Un&#8217;ipotesi che oggi è stata confermata dall&#8217;agenzia ONU.<br />
A questo punto potrebbe essere rivalutata l’utilità della distanza interpersonale di 1-2 metri. Questa, infatti, se non associata alla mascherina potrebbe non proteggerci dal contagio nei luoghi chiusi.</p>
<h2>Coronavirus, il contagio aereo al chiuso fa paura: la lettera degli scienziati all’OMS</h2>
<p>Il contagio aereo al chiuso fa paura: è quanto sostiene la lettera, redatta da <strong>239 esperti di 32 paesi diversi</strong>, indirizzata all’OMS. La richiesta è quella di rivalutare le linee guida per contenere il contagio, considerando che il nuovo Coronavirus potrebbe trasmettersi anche per via aerea (al chiuso) <strong>indipendentemente dal distanziamento</strong>. Secondo gli autori della lettera, che settimana prossima pubblicheranno integralmente lo studio in questione (anticipato dal <a href="https://www.nytimes.com/2020/07/04/health/239-experts-with-one-big-claim-the-coronavirus-is-airborne.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">New York Times</a>), il droplet (le goccioline che escono dalla bocca) rimane in sospensione nell’aria senza perdere carica virale.<br />
Questo significa che il contagio potrebbe avvenire semplicemente respirando in un ambiente chiuso, anche mantenendo la distanza e non toccando una superficie infetta. Detto in maniera semplice: una persona lontana da noi, ma nella stessa stanza, <strong>potrebbe rappresentare un vettore di contagio.</strong><br />
Al momento il condizionale è d&#8217;obbligo: come spiega al NY Times Benedetta Allegranzi, responsabile tecnico dell&#8217;OMS sul controllo delle infezioni, la trasmissione aerea non è supportata da prove solide e chiare.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/veneto-lordinanza-di-zaia-su-test-e-quarantena-estero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Veneto, l’ordinanza di Zaia su test e quarantena per chi arriva dall’estero </a></strong></p>
<h2>Cambieranno le misure di prevenzione?</h2>
<p>Questa lettera ha preso alla sprovvista la comunità medico-scientifica e l’OMS, la quale ha sempre ribadito che il virus (a meno di casi eccezionali, come ad esempio durante alcune procedure mediche in ospedale) non si trasmette mai per via aerea. Se le verifiche dell’OMS dovessero<strong> confermare lo studio</strong> di questi 239 esperti, potrebbero avvenire enormi cambiamenti nelle misure per prevenire il contagio.<br />
Le mascherine <strong>andrebbero indossate sempre</strong>, anche al chiuso quando siamo da soli e non a contatto con altre persone. Inoltre, potrebbe mutare anche la gestione dei<strong> sistemi di ventilazione nei luoghi chiusi</strong>, in modo tale da minimizzare il ricircolo dell’aria.<br />
Quello che fino a qualche giorno fa sembrava un virus non “aerobico”, ora potrebbe essere minaccioso anche nei casi in cui si rispetta il distanziamento interpersonale. Attorno all’argomento è salito al massimo il livello di attenzione, perché in caso di conferme le norme “anti-Covid” potrebbero inasprirsi ulteriormente.<br />
Al momento, però, il condizionale è d&#8217;obbligo: come spiega al NY Times <strong>Benedetta Allegranzi</strong>, responsabile tecnico dell&#8217;OMS sul controllo delle infezioni, la trasmissione aerea non è supportata da prove solide e chiare.</p>
<h3>Aggiornamento (08.07.2020): l&#8217;OMS conferma che il contagio può avvenire anche per via aerea</h3>
<p>L&#8217;OMS, dopo aver ricevuto la lettera da parte dei 239 esperti, ha confermato<strong> l&#8217;esistenza di prove emergenti</strong> sul contagio per via aerea al chiuso: &#8220;La possibilità di trasmissione aerea in ambienti pubblici, specialmente in condizioni molto specifiche come<strong> locali affollati, chiusi e poco ventilati</strong> non può essere esclusa. Tuttavia, le altre prove devono essere ancora raccolte e interpretate e continuiamo a indagare&#8221; ha detto <strong>Benedetta Allegranzi</strong> durante una conferenza stampa a Ginevra.<br />
<em>(Foto: Lucian Petronel / Pexels)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>LEGGI ANCHE:</strong></h4>
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