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	<title>slackline Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>slackline Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>5 buoni motivi per comprare una slackline</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/5-buoni-motivi-per-comprare-una-slackline/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2021 11:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fitness]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Slackline-Loum-Montenegro.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Slackline" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Slackline-Loum-Montenegro.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Slackline-Loum-Montenegro-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/04/Slackline-Loum-Montenegro-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ormai le slackline sono un po’ ovunque: dalle fiere di settore hanno conquistato i parchi di città, le spiagge e le pareti di arrampicata. E ormai la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/slackline/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">slackline</a> &#8211; quella <strong>fettuccina di tessuto sintetico su cui procedere mantenendo l’equilibrio</strong> &#8211; è senza dubbio tra i prodotti outdoor più venduti ovunque. Ma se ancora siete in dubbio se comprare o meno una slackline (prezzo: <a href="http://www.amazon.it/b/ref=dp_bc_3?ie=UTF8&amp;node=4551612031&amp;tag=&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">dai 30 ai 60 euro più o meno</a>) ci sentiamo in diritto di darvi un consiglio: se vi attira l’idea, compratela. È un <strong>investimento con divertimento e benefici assicurati e duraturi</strong>. Per almeno questi 5 motivi.</p>
<h3>1. È un incredibile stimolo per l’equilibrio</h3>
<p>Non a caso la sua ‘invenzione’ come passatempo e allenamento è opera di due arrampicatori &#8211; Adam Grosowsky e Jeff Ellington, che nel 1979 all’Evergreen State College cominciarono a camminare in equilibrio su cavi e catene che trovavano nel campus. Da allora questo passatempo si è evoluto, ed è diventato un vero e proprio allenamento e sport: provate e per le prime ore non riuscirete a stare in equilibrio per più di qualche secondo. Anche perché è qualcosa di completamente diverso dal surf come dallo snowboard e dallo skateboard: i piedi non procedono affiancati ma uno avanti l’altro, le braccia vanno naturalmente verso l’alto e insomma, ci vuole un po’ per imparare questo nuovo equilibrio (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/ecco-come-manteniamo-lequilibrio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">se volete scoprire come manteniamo l&#8217;equilibrio cliccate qui</a>).</p>
<h3>2. È un vero e proprio allenamento</h3>
<p>Difficile a crederci, ma provate a passarci qualche ora sopra e alla fine sentirete tirare i muscoli dalle piante dei piedi a quelli del collo. Ovviamente sulla slackline si sale rigorosamente a piedi nudi, il che favorisce la propriocezione.</p>
<h4>&gt; Per approfondire: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/il-senso-di-andy-lewis-per-la-liberta-e-la-pazzia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Il senso di Andy Lewis per la libertà e la pazzia</a></h4>
<h3>3. Accende la mente e la creatività</h3>
<p>Se all’inizio è già un successo rimanere fermi e in equilibrio senza cadere, poi i progressi sono veloci e vien voglia di provare qualche trick più divertente. E ce ne sono una marea: Drop Knee, Vertical Leap, Lemur Leap e molti altri vi faranno fantasticare e pensare più di quanto non immaginiate: se cercate qualche consiglio per cominciare, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-si-cammina-sulla-corda-slackline/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui trovate quelli di Lukas Irmler, uno slackliner da Guinness dei primati</a>.</p>
<h3>4. La slackline la portate ovunque</h3>
<p>Insomma, durante un pic-nic, un pomeriggio in parete, in spiaggia o durante un’escursione in montagna: la infilate nello zaino e potete divertirvi nei momenti di relax. Bastano due alberi, o due pietre abbastanza grandi, e il gioco è fatto: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/highline-slackline-intervista-alessandro-d-emilia-video/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">lo dice anche Alessandro D&#8217;Emilia, organizzatore dell&#8217;Highline Meeting</a>.</p>
<h3>5. È un fantastico anti-stress</h3>
<p>Quando sei sulla fettuccina e cerchi di rimanere in equilibrio non hai tempo né modo di pensare ad altro: problemi di cuore, scazzi sul lavoro, conto in banca in rosso, sciacquone del water che perde scompaiono dalla mente e ti ritrovi a passare ore a pensare solo a come stare in equilibrio sulla slackline. E se non è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/stress/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">anti-stress</a> questo, non sappiamo cos’altro lo sia.</p>
<p><em>Credits: <a href="https://www.instagram.com/loummontenegro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Instagram</a> </em></p>
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		<title>Perché ci affascinano gli sport ad alto rischio?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/perche-ci-affascinano-gli-sport-ad-alto-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 06:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[alex honnold]]></category>
		<category><![CDATA[base jumping]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
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					<description><![CDATA[Basta, troppi rischi, non vale più la pena: la notizia che Clif Bar, produttore americano[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/11/BANFF_Honnold301.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Alex Honnold Banff" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/11/BANFF_Honnold301.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/11/BANFF_Honnold301-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/11/BANFF_Honnold301-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Basta, troppi rischi, non vale più la pena: la notizia che Clif Bar, produttore americano di barrette energetiche da sempre vicino al mondo degli action sport, <strong>ha tolto la sponsorizzazione ad alcuni dei suoi atleti di punta</strong> (parliamo di Alex Honnold, Dean Potter, Steph Davis, Cedar Wright e Timmy O’Neill) e verso alcune discipline (il Base jump, l’highline e l’arrampicata in free solo) ha destato scalpore e dibattito al punto che la stessa azienda si è sentita in dovere scrivere una lettera aperta alla comunità del climbing per spiegare le proprie ragioni (<a href="http://www.clifbar.com/text/a-letter-to-the-climbing-community" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">la potete leggere in originale qui</a>).</p>
<p>La motivazione di questa decisione a suo modo epocale? Che &#8220;<em>queste forme di sport spingono il confine troppo in là, dando all’elemento rischio un margine che la nostra azienda non vuole più sostenere</em>&#8221; e che &#8220;<em>non ci sentiamo più di sostenere e trarre beneficio da atleti che sopportano un tale carico di rischio in sport che non consentono margine di errore, che non prevedono una rete di sicurezza</em>&#8220;.</p>
<p>Tutto questo in un momento in cui gli sport outdoor, action o estremi che dir si voglia stanno conquistando <strong>fette sempre più grandi di popolarità, fascino e praticanti</strong> come mai prima d&#8217;ora: pensate al fatto che secondo il Censis sarebbero alcune decine di migliaia gli italiani che hanno già provato il brivido del bungee jumping, o al successo di pubblico di rassegne cinematografiche come il Banff o l&#8217;European Outdoor Festival, sempre sold out.</p>
<p>Ma allora perché una scelta del genere da parte di un&#8217;azienda da sempre vicina a queste comunità sportive?</p>
<p>Abbiamo chiesto di aiutarci a rispondere a questa e ad altre domande alla professoressa Raffaella Ferrero Camoletto, <a href="http://www.didattica-cps.unito.it/do/docenti.pl/Show?_id=rfercam" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all&#8217;università di Torino</a>,  autrice di &#8220;Oltre il limite. Il corpo tra sport estremi e fitness&#8221; (<a href="https://www.mulino.it/isbn/9788815102331" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Il Mulino, 13 euro</a>) e altri scritti sull&#8217;argomento <a href="http://www.scipol.unito.it/documents/cv128.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">del corpo spinto al limite e dei nuovi sport tra rischio, gioco e stili di vita</a>.</p>
<p><strong>Professoressa Ferrero Camoletto, partiamo dalle motivazioni che spingono alla pratica di questi sport</strong><br />
Una premessa: spesso si parla di motivazioni per lo più dal punto di vista psicologico. C&#8217;è chi ha parlato di un profilo di personalità, riconoscendo con il termine sensation-seeker degli individui alla ricerca di emozioni forti; chi ha parlato di fattore rischio, o fattore Ulisse, come di un meccanismo innato che spinge alla ricerca del limite ultimo. Ma secondo me questo approccio è solo parziale: credo ci siano anche ragioni culturali a spingere questo genere di atleti. Ragioni che li rendono più vicini alla vita della gente comune di quanto un certo sensazionalismo mediatico sostiene.</p>
<p><strong>Quali sarebbero queste motivazioni culturali?</strong><br />
Bisogna partire dall&#8217;analisi di come sta cambiando la pratica sportiva e più in generale la concezione del corpo nella società contemporanea. Molti pensano che chi pratica questi sport cerchi la morte, in realtà è esattamente il contrario: già nel 1991 con il suo libro &#8220;Passione del rischio&#8221; l&#8217;antropologo francese David Le Breton aveva capito che questi sport cosiddetti estremi sono dei rituali di vita, non di morte. Chi li pratica cerca la conferma del proprio sé e del proprio essere degno di stare al mondo, e questa ricerca del senso e della misura della nostra esistenza è scattata nel momento in cui son venuti meno altri criteri, altre forme culturali e altre forme sociali attraverso le quali percepivamo noi stessi nel mondo.</p>
<p><strong>Quindi il bisogno di metterci alla prova nasce dal bisogno di capire chi e cosa siamo?</strong><br />
In questi sport la sfida è sia esterna, la natura, che interna, le nostre competenze e capacità: misurarsi con questa doppia sfida è un modo per capire il proprio valore.</p>
<p><strong>C&#8217;è però sempre una componente non controllabile di pericolo a cui ci si espone</strong><br />
Sì, queste sono pratiche sportive di volontaria esposizione a un potenziale rischio. Ma non bisogna confondere pericolo e rischio: chi pratica l&#8217;estremo descrive le proprie esperienze come un lavoro per arrivare a spostare i limiti della propria competenza attraverso sfide misurate alle proprie capacità. Sono pratiche di progressiva acquisizione di una forte consapevolezza di sé e delle proprie capacità, pratiche che coinvolgono il corpo come progetto. E in esse è compresa anche la capacità di saper rinunciare, di sapersi fermare: chi pratica questi sport sa benissimo che i limiti sono plastici, modificabili, e che la rinuncia è sempre temporanea.</p>
<p><strong>Ma allora quale modello veicolano queste pratiche sportive?</strong><br />
Quello di un individuo capace di prendere dei rischi nel senso positivo del termine: il modello di un individuo &#8216;imprenditore&#8217;, capace di cogliere le occasioni, un uomo autoresponsabilizzato, cosciente di sé, e perciò positivo, vincente. Non a caso l&#8217;immaginario di queste pratiche sportive è usato non solo da marchi a loro vicini e affini, ma anche per prodotti apparentemente distanti che vogliono associarsi a idee di creatività e plasticità nell&#8217;affrontare le trasformazioni di ogni giorno.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il senso di Andy Lewis per la libertà e la pazzia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/il-senso-di-andy-lewis-per-la-liberta-e-la-pazzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 06:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[base jumping]]></category>
		<category><![CDATA[international mountain summit]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
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					<description><![CDATA[Andy Lewis è l’uomo che ha detto di no a Madonna, rifiutando mezzo milione di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-0.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-0.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-0-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-0-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Andy Lewis è l’uomo che ha detto di no a Madonna, <strong>rifiutando mezzo milione di dollari per andare in Tour con la regina del Pop</strong>: successe nel 2012, subito dopo lo show di &#8220;Sketchy&#8221; Andy nel Super Bowl Half Time, il momento più visto nella storia della Tv americana. E mentre lo slacklining diventava mainstream e tutti parlavano di quanto è pop camminare sulla corda, Andy spariva, per un mese, da qualche parte nel sud della Thailandia, per arrampicare, fare BASE jump e passare il tempo sulla sua slackline.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/perche-alcuni-hanno-lo-spirito-dellavventura-e-altri-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Perché alcuni hanno lo spirito dell&#8217;avventura e altri no</a></p>
<p>Andy è così, <strong>inafferrabile nella sua libertà</strong>, o <em>slacklife</em> come la chiama lui, quell’idea per cui non c’è una ragione vera per camminare in equilibrio su una fettuccia di nastro se non per il semplice fatto di farlo. Un <em>carpe diem west coast</em>, o <em>living in the moment</em> in cui pazzia e libertà, e qualunque altro equilibrio possibile tra le due cose, guidano ogni scelta di vita.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-1.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33118" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-1.jpg" alt="Andy Lewis-1" width="670" height="447" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p>Noi Andy Lewis l’abbiamo incontrato durante l’<a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/international-mountain-summit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">International Mountain Summit di Bressanone</a>: l’abbiamo visto sbucare da un vicolo nell’aria fredda del mattino, con <strong>un cappello con orecchie da coniglio illuminate in testa</strong>: “<em>Hey man, how are you doing?</em>” ci ha detto, come se ci conoscesse da sempre, e poi siamo andati a fare un giro per le montagne, nel corso del quale ha fatto un piccolo show delle sue abilità su una slackline innevata e ci ha raccontato della <strong>sua personalissima visione della vita</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33119" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-4.jpg" alt="Andy Lewis-4" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-4.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-4-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<blockquote><p>La libertà? È il naturale diritto di dire e fare quello che voglio.</p></blockquote>
<p>Nel novembre del 2011 <strong>Andy Lewis ha attraversato The Great Bongzilla in free solo</strong>, superando il suo precedente record camminando per 55 metri a 60 metri di altezza senza protezione.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/kUhNAw8hHy4?rel=0" width="670" height="377" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<blockquote><p>La sfida è quando sei ispirato da un’idea che sembra impossibile anche solo da cominciare. Poi questa idea diventa probabile, quindi possibile e infine realtà attraverso il lavoro, la perseveranza e la dedizione.</p></blockquote>
<h3>Come trasformare un sogno in realtà?</h3>
<blockquote><p>È come camminare sulla slackline: per arrivare in fondo devi concentrarti su ogni singolo passo, e c’è sempre un primo passo possibile verso un obiettivo apparentemente impossibile. Devi aver ben chiara in testa la tua idea e prendere la direzione giusta.</p></blockquote>
<p>Nel 2008 Andy Lewis ha tenuto il <strong>discorso di laurea come miglior studente della sua classe</strong> alla Humboldt State University. Era uno studente irrequieto ma brillante e <strong>passava la maggior parte del suo tempo a giocare con i videogames</strong>.</p>
<p>Poi <strong>ha trasformato il suo hobby in uno stile di vita</strong>, inventando alcuni dei più famosi, difficili e ammirati trick su una slackline, lanciandosi in pochi anni da oltre 200 BASE jump e girando il mondo per fare ciò che gli piace fare.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-5.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33121" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-5.jpg" alt="Andy Lewis-5" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-5.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-5-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<blockquote><p>La normalità? È solo una specie di standard accettabile di vita. Tutti ambiscono a uno standard accessibile e raggiungibile, ma io credo invece che sia uno standard di mediocrità. Essere normali oggi significa essere deboli, arrendevoli, ordinari e costretti a nascondere la propria intelligenza.</p></blockquote>
<p>Andy Lewis <strong>detiene alcuni dei più incredibili record da Guinness dei primati</strong> del suo sport, dalla più lunga alla più alta slackline attraversate.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-3.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-33120" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/11/Andy-Lewis-3.jpg" alt="Andy Lewis-3" width="640" height="362" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-3.jpg 640w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/11/Andy-Lewis-3-300x170.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<blockquote><p>Tutti si concentrano sui record, perché attirano il pubblico, ma la vera sfida è ispirare gli altri sfidando se stessi nel fare ciò che si vuole e si può fare. Non mi interessa un record mondiale se lo conquisto esprimendo solo il 70% delle mie possibilità. Ciò che mi ispira davvero è dare il 100% di me stesso sfidando le mie capacità.</p></blockquote>
<h3>Perché faccio ciò che faccio?</h3>
<blockquote><p>Ci sono cose, come l’amore e la passione, che non si possono spiegare a parole. Si capiscono solo provandole sulla propria pelle.</p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/EdHqmnB-NNc?rel=0" width="670" height="377" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em>Credits photo: <a href="https://www.facebook.com/andy.lewis.3532" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Facebook.com/AndyLewis</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Walk: 11 motivi per vedere il film su Philippe Petit</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/the-walk-11-motivi-per-vedere-il-film-su-philippe-petit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 05:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[philippe petit]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
		<category><![CDATA[the walk]]></category>
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					<description><![CDATA[The Walk, il film sulla vita e sulla più grande impresa del funambolo francese Philippe[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/The-Walk-Philippe-Petit.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="The Walk Philippe Petit" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/The-Walk-Philippe-Petit.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/The-Walk-Philippe-Petit-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/The-Walk-Philippe-Petit-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>The Walk, il film sulla vita e sulla più grande impresa del funambolo francese Philippe Petit, la traversata su un cavo sospeso tra le Torri Gemelle di New York, nel 1974, <strong>esce questa sera 22 ottobre 2015 nelle sale italiane</strong>: la regia è di Robert Zemeckis, nei panni del protagonista c&#8217;è Joseph Gordon-Levitt e nel cast troviamo anche Ben Kingsley.</p>
<p>Se cercavate un buon motivo per andare a vederlo, magari proprio in 3D, eccone 11:</p>
<h3>The Walk è (forse) il miglior 3D di sempre</h3>
<blockquote><p>Il lavoro che fa Zemeckis con il 3D è mozzafiato (se soffrite di vertigini vi ritroverete con le unghie conficcate nella poltroncina), e considerato che nessuno di noi era a New York quella mattina di giugno del 1974, il punto di vista di chi stava sul filo aggiunge comunque significato alla faccenda.</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.bestmovie.it/news/il-miglior-3d-di-sempre-dal-festival-di-roma-la-recensione-di-the-walk/421045/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Bestmovie</a></em></p>
<h3>Zemeckis mette lo spettatore all’altezza giusta</h3>
<blockquote><p>Plastici e nodi, cavi che si allentano e un cornicione come camerino, ganci di sicurezza (“In scena non si mente” afferma Petit rifiutando d’indossarlo) e ferite al piede, 110 piani da scalare verso l’immortalità e un bilanciere che arriva dritto nell’occhio dello spettatore.</p></blockquote>
<p><em>Fonte <a href="http://www.cinespettacolo.it/csmain/articolo.asp?aid=10612" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Cinespettacolo</a></em></p>
<h3>Philippe Petit ha preparato personalmente Joseph Leonard Gordon-Levitt</h3>
<blockquote><p>Avevamo solo 8 giorni &#8211; spiega &#8211; in cui ho messo cavi e funi ovunque in magazzino. L&#8217;ho fatto iniziare tracciando una linea per terra, che è anche più difficile perché è una linea morta. Ma, a parte l&#8217;aspetto fisico, volevo capisse l&#8217;animo, la sfida. Il cavo per me è un animale vivo e quando lo si tira non è mai dritto, è come un sorriso. La paura? No, non ce l&#8217;ho mai né prima né durante, sono addestrato per camminare lì.</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.italpress.com/spettacoli/the-walk-petit-nessuna-paura-quando-faccio-teatro-nel-cielo" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Italpress</a></em></p>
<p><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/SoBckRtCeGk?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>The Walk è un magnifico film sulla libertà</h3>
<blockquote><p>Non solo per la questione del “sovvertire le regole sociali”, ma proprio per questo inseguire un proprio gioco/sogno, che non si sa mai esattamente qual è, ma che continua ad ossessionarci fino a che non lo abbiamo realizzato. Non è un caso che Zemeckis collochi il proprio personaggio narratore sulla Statua della libertà, e che questo ragazzo, oggi uomo (Philippe Petit) venga dalla Francia (proprio come la Statua, del resto).</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.sentieriselvaggi.it/?p=956148" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sentieri Selvaggi</a></em></p>
<h3>Per Petit il cavo è una modalità della vita</h3>
<blockquote><p>In francese il cable è fil… il filo della vita. Ho sempre con me una cordicella – racconta mostrando il suo fil rouge – è un animale vivo. Quando si collegano due parti si collegano anche le persone. È un lavoro meraviglioso collegare le cose. E le persone.</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.sentieriselvaggi.it/?p=956154" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sentieri Selvaggi</a></em></p>
<h3>The Walk regala momenti di autentica follia</h3>
<blockquote><p>Momenti di autentica follia che per una volta tanto non sono il frutto del genio visionario di Robert Zemeckis &#8211; regista del film &#8211; bensì appartengono alla storia, consegnati all&#8217;immortalità da un uomo col fegato XXL</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.melty.it/the-walk-joseph-gordon-levitt-funambolo-tra-le-twin-towers-la-recensione-a176844.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Melty</a></em></p>
<p><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/edEDJoB-gCg?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Zemeckis si è inventato alcune situazioni per rendere il film più adatto a Hollywood</h3>
<blockquote><p>Il film è tratto dal libro di Petit Toccare le nuvole, appena pubblicato in Italia ma «riporta tante situazioni vere e un paio di cose inventate da regista e produttori per rendere il film più adatto a Hollywood». Per esempio? «Per dire tutti gli elementi sbagliati o assurdi ci metteremo 4 ore. Ciò che mi turba maggiormente è che Zemeckis abbia deciso che fosse necessario farmi inciampare sul cavo: se l’avessi fatto veramente non sarei neanche qui a parlarne».</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.vanityfair.it/show/cinema/15/10/19/the-walk-3d-funambolo-philippe-petit-film-zemeckis-joseph-gordon-levitt-intervista-foto-man-on-wire" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Vanity Fair</a></em></p>
<h3>Zemeckis tra i pochi registi che sanno fondere audacia e semplicità</h3>
<blockquote><p>Eppure Zemeckis, come ha scritto Matt Zoller Seitz in un bellissimo pezzo sul film, “è con Steven Spielberg e Alfred Hitchcock è in una ristretta lista di registi che capiscono come fondere l&#8217;audacità con la semplicità”. In The Walk è audace, molto, per il nostro divertimento e il nostro stupore; semplice, forse, un po&#8217; meno. Quando a Philippe Petit venne chiesto il perché del suo gesto, con sincero candore il francese rispose &#8220;Non c&#8217;è un perché.&#8221; Poche, pochissime parole capaci di dire tutto e di più, che Robert Zemeckis non a caso ha scelto di mettere in bocca anche al suo protagonista, Joseph Gordon-Levitt.</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.comingsoon.it/news/?source=cinema&amp;key=51321" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Comingsoon</a></em></p>
<h3>Mettere il primo piede su quel cavo è stato il momento più importante della vita di Philippe Petit</h3>
<blockquote><p>Quando misi il primo piede su quella fune non potei pensare. Era il momento più importante della mia vita, lo stavo preparando da 6 anni e mezzo</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://video.corriere.it/funambolo-petit-attraversare-torri-gemelle-impresa-vita/48285a86-7697-11e5-9086-b57baad6b3f4" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Corriere.it</a></em></p>
<p><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/A--D994apH0?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Durante la traversata Petit si mise a parlare con un gabbiano che volteggiava sopra la sua testa</h3>
<blockquote><p>Camminando lungo un cavo che collegava le Torri Gemelle di New York, a 1350 piedi di altezza, per 45 minuti, il funambolo non solo percorse per 8 volte il tratto tra le due torri, ma si sedette, salutò con le ginocchia e mentre era disteso sul cavo si mise a parlare con un gabbiano che volteggiava sopra la sua testa.</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://blog.screenweek.it/2015/10/the-walk-prime-clip-in-italiano-per-il-nuovo-film-di-robert-zemeckis-478322.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Screenweek</a></em></p>
<h3>Philippe Petit sogna di esibirsi sull’Isola di Pasqua</h3>
<blockquote><p>Sotto il mio letto ho una scatola rossa con su scritto “projects”: dentro ho segnato diversi luoghi dove vorrei stendere il mio filo, cattedrali, montagne, ogni sogno più segreto. Potrei prenderne uno a caso, ma dovessi scegliere adesso vorrei esibirmi sull’Isola di Pasqua per uno spettacolo mistico.&#8221;</p></blockquote>
<p><em>Fonte: <a href="http://www.vertigo24.net/news/2015-10-19/RomaFF10-Philippe-Petit-il-funambolo-che-ha-ispirato-The-Walk.-Il-mio-e-teatro-nel-cielo" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Vertigo24</a></em></p>
<p>E prima di andare in sala potresti <strong>approfondire la figura leggendaria di Philippe Petit</strong> leggendo:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/the-walk-chi-e-philippe-petit-il-funambolo-delle-torri-gemelle-di-new-york/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Chi è Philippe Petit, il funambolo delle Torri Gemelle di New York?</a></li>
<li><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/ecco-come-manteniamo-lequilibrio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Ecco come manteniamo l&#8217;equilibrio</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Walk: chi è Philippe Petit, il funambolo delle Torri Gemelle di New York</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/the-walk-chi-e-philippe-petit-il-funambolo-delle-torri-gemelle-di-new-york/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 05:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[highline]]></category>
		<category><![CDATA[philippe petit]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
		<category><![CDATA[the walk]]></category>
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					<description><![CDATA[Philippe Petit è il più grande funambolo al mondo: francese nato a Nemours il 13[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/Philippe-Petit-home.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Philippe Petit The Walk Twin Towers" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/Philippe-Petit-home.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/Philippe-Petit-home-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/Philippe-Petit-home-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Philippe Petit è il più grande funambolo al mondo: francese nato a Nemours il 13 agosto 1949, ora vive tra New York e le Catskills (in una casa chiamata Cable House) dopo aver firmato <strong>alcune tra le più memorabili traversate in equilibrio su una corda di ogni tempo</strong>. Compresa quella del 7 agosto 1974 tra le Torri Gemelle del World Trade Center di New York di cui racconta il film <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/the-walk-il-film-su-philippe-petit-il-funambolo-che-cammino-tra-le-torri-gemelle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">The Walk 3D diretto da Robert Zemeckis</a>.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rH_Aao34C4g?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La preparazione della traversata delle Torri Gemelle di New York è durata oltre 3 mesi: <strong>Philippe Petit fece oltre 200 visite al cantiere delle Twin Towers con oltre 30 travestimenti</strong> (compreso quello di un reporter francese di Metropolis, un magazine di architettura), affittò un elicottero per una ricognizione dall’alto e ricostruì nei minimi dettagli i modellini delle Torri Gemelle.</p>
<h3>Philippe Petit <strong>ebbe la prima ispirazione per la traversata delle Torri Gemelle nel 1968</strong>,</h3>
<p>Era nella sala d’attesa del dentista quando su una rivista lesse del progetto delle Twin Towers e del World Trade Center: ci vorranno 6 anni di preparazione per arrivare alla mattina del 7 agosto 1974.</p>
<blockquote><p>“<em>Siate funamboli, non dovete restare a lungo senza le grandi altezze</em>”</p>
<p>Philippe Petit</p></blockquote>
<h3>La traversata delle Torri Gemelle durò 45 minuti</h3>
<p>Philippe Petit andò avanti e indietro per 8 volte inginocchiandosi e sdraiandosi sul cavo d’acciaio teso tra le Twin Towers. <strong>Al termine venne arrestato dalla polizia di New York</strong> e condannato a pagare simbolicamente 1 centesimo di dollaro per ognuno dei 104 piani delle Torri Gemelle. Il procuratore distrettuale, valutata la copertura mediatica dell’impresa, fece cadere le accuse formali e tramutò la condanna nell’obbligo di esibirsi per i bambini a Central Park.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/10/Philippe-Petit-arresto.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-32460" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/10/Philippe-Petit-arresto.jpg" alt="Philippe Petit-arresto" width="592" height="397" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/Philippe-Petit-arresto.jpg 592w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/Philippe-Petit-arresto-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 592px) 100vw, 592px" /></a></p>
<p>Dopo la traversata dell’agosto 1974 la Port Authority of New York &amp; New Jersey gli concesse un <strong>pass a vita per l&#8217;Observation Deck delle Torri Gemelle</strong>.</p>
<p>Il racconto dell’impresa di New York è tutto nel libro autobiografico <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8850211392?keywords=philippe%20petit&amp;qid=1444825025&amp;ref_=sr_1_1&amp;sr=8-1&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Toccare le nuvole</a> (Ponte alle Grazie), da cui è tratto anche il <strong>documentario Man on Wire premio Oscar nel 2008</strong>. Tra i particolari, quello del cavo lanciato da una torre all’altra attaccato a una freccia scoccata con un arco.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/W5aGddaC-gQ?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Philippe Petit è stato un assoluto autodidatta del funambolismo e della giocoleria: <strong>a 18 anni è già stato cacciato da ben 5 scuole</strong> (per borseggio degli insegnanti e rifiuto di farsi interrogare) e decide di vivere facendo l’artista di strada. Fra le sue imprese più memorabili ci sono la <strong>traversata tra i campanili della cattedrale di Notre Dame a Parigi nel 1971</strong>, quella dei piloni nord dell’Harbur Bridge di Sydney del 1973, quella delle Grandi Cascate di Peterson e poi anche di quelle del Niagara, la traversata del Superdome di New Orleans e quella tra le guglie della cattedrale di Laon in Francia.</p>
<blockquote><p>“<em>Abbiamo bisogno di guardare il cielo e le stelle, di sognare, inventare, improvvisare. La creatività quindi ci è necessaria come l’aria. E per essere creativi occorre innanzitutto sfruttare a fondo i propri sensi, evitando che si atrofizzino in questa nostra vita quotidiana dominata dalla ripetizione e dalle tecnologie</em>”</p>
<p>Philippe Petit</p></blockquote>
<p>Celeberrima, soprattutto in Francia, la <strong>passeggiata di 800 metri su una corda tesa in diagonale fino al secondo piano della Tour Eiffel</strong>. Dopo ogni impresa è stato regolarmente fermato dalla polizia arrivando a <strong>oltre 500 arresti in tutta la sua vita</strong>.</p>
<p>Tutti gli spettacoli di Philippe Petit sono andati in scena <strong>senza preavviso, senza permessi, senza alcun annuncio o comunicato e in totale clandestinità</strong>: quello del 1974 tra le Twin Towers è stato possibile grazie al sostegno finanziario di Francis Brunn, un celebre giocoliere tedesco.</p>
<p>Philippe Petit ha scritto in tutto una decina di libri, tra cui <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8862200919?keywords=philippe%20petit&amp;qid=1444825025&amp;ref_=sr_1_3&amp;sr=8-3&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Trattato di funambolismo</a> con prefazione di Paul Auster, suo traduttore in inglese, e una nota di Werner Herzog e <a href="http://www.amazon.it/gp/product/B00KCM2QJE?keywords=philippe%20petit&amp;qid=1444825025&amp;ref_=sr_1_2&amp;sr=8-2&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Creativity: The Perfect Crime</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Walk: il film su Philippe Petit, il funambolo che camminò tra le Torri Gemelle</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/the-walk-il-film-su-philippe-petit-il-funambolo-che-cammino-tra-le-torri-gemelle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 07:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[highline]]></category>
		<category><![CDATA[philippe petit]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
		<category><![CDATA[the walk]]></category>
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					<description><![CDATA[The Walk, diretto da Robert Zemeckis, è il film sull’impresa più grande di Philippe Petit,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/THE_WALK_FILM_PHILIPPE_PETIT_ROBERT_ZEMECKIS.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="THE_WALK_FILM_PHILIPPE_PETIT_ROBERT_ZEMECKIS" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/THE_WALK_FILM_PHILIPPE_PETIT_ROBERT_ZEMECKIS.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/THE_WALK_FILM_PHILIPPE_PETIT_ROBERT_ZEMECKIS-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/THE_WALK_FILM_PHILIPPE_PETIT_ROBERT_ZEMECKIS-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>The Walk, diretto da Robert Zemeckis, è il <strong>film sull’impresa più grande di Philippe Petit</strong>, il funambolo francese che il 7 agosto 1974 compì la <strong>traversata delle Torri Gemelle del World Trade Center</strong> su un cavo d’acciaio e senza alcuna protezione.</p>
<p>Il film <strong>uscirà nelle sale italiane il 22 ottobre 2015</strong> con Joseph Gordon-Levitt nei panni del protagonista Philippe Petit e nel cast anche Ben Kingsley (Oscar come miglior attore protagonista per Gandhi), Charlotte Le Bon, James Badge Dale, Ben Schwartz e Steve Valentine.</p>
<p><a href="http://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-drammatico/walk" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">The Walk</a> non è il primo film a raccontare la storia di quella <strong>memorabile ed elettrizzante attraversata</strong>: prima del film del premio Oscar Robert Zemeckis ci avevano provato Sandi Sissel nel 1984 con il <strong>cortometraggio High Wire</strong> e James Marsh con il <strong>documentario Man on Wire &#8211; Un uomo tra le Torri</strong>, Oscar nel 2009.</p>
<p>Per raccontare quella memorabile giornata e quanto la precedette Zemeckis e il co-sceneggiatore Christopher Browne sono partiti dal libro autobiografico “<a href="http://www.amazon.it/Toccare-nuvole-Towers-ricordi-funambolo/dp/8879286404&amp;tag=sportoutdoor2-21" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Toccare le nuvole. Fra le Twin Towers, i miei ricordi di funambolo</a>” scritto dallo stesso Petit dopo l’attentato che distrusse le Torri Gemelle l’11 settembre 2001: il nascere dell’idea di questa impresa oltre i limiti, l’allestimento della squadra di complici, reclutati in una scombinata combriccola di amici più o meno affidabili, i <strong>sopralluoghi segreti nelle torri ancora in costruzione</strong>, le foto e i disegni per pianificare l’impresa e poi quel caldo mattino d’estate, con le Torri Gemelle non ancora inaugurate, con quel <strong>cavo d’acciaio teso a 412 metri di altezza</strong> e un puntino che vi camminava sopra.</p>
<p><strong>Oltre centomila newyorkesi si fermarono con il naso all&#8217;insù</strong> e il fiato sospeso per tutti i 45 minuti che ci vollero per andare dall&#8217;una all&#8217;altra torre e ritorno.</p>
<p>The Walk dopo aver aperto il 53° New York Film Festival (25 settembre/11 ottobre) e prima di arrivare nelle sale cinematografiche sarà anche presentato <strong>in anteprima alla X edizione della Festa del Cinema di Roma</strong> (16-24/10).</p>
<p><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/rH_Aao34C4g?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Adventure Outdoor Fest è anche per i bambini</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/ladventure-outdoor-fest-e-anche-per-i-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 14:09:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[adventure-outdoor-fest]]></category>
		<category><![CDATA[alto adige]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
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					<description><![CDATA[A San Candido, all’Adventure Outdoor Fest 2015 (22-26 luglio), si possono portare anche i bambini.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/07/adventure-outdoor-fest-bambini-3.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Credits: Adventure Outdoor Fest" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/07/adventure-outdoor-fest-bambini-3.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/07/adventure-outdoor-fest-bambini-3-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/07/adventure-outdoor-fest-bambini-3-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>A San Candido, all’<a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/adventure-outdoor-fest-2015/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Adventure Outdoor Fest 2015</a> (22-26 luglio), si possono portare <strong>anche i bambini</strong>. Anzi, si devono portare: nel programma di attività, eventi, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/aperitivo-tra-i-monti-alladventure-outdoor-fest-2015/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">incontri</a> ed escursioni del festival c’è anche una parte dedicata ai piccoli avventurieri di montagna.</p>
<p>Ci sarà un <strong>workshop di slackline</strong>, per esempio, tenuto dagli atleti <a href="http://www.adventureoutdoorfest.com/guests-MARCO_MILANESE" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Marco Milanese</a> e <a href="http://www.adventureoutdoorfest.com/guests-Aldo_valmassoi" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Aldo Valmassoi</a>, e anche laboratori di gioco a contatto con elementi naturali, come l’<a href="http://www.adventureoutdoorfest.com/appuntamento-adventure_kids_nature_experience" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Adventure Kids Nature Experience</a> con i ragazzi di <a href="http://www.xmountain.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">X-Mountain</a>. Non mancheranno divertenti <strong>arrampicate ed escursioni</strong> pensate per i bambini, in compagnia ovviamente di guide esperte che seguiranno da vicino i primi passi tra i monti dei giovani atleti.</p>
<p>Per il programma completo basta fare un salto sul sito dell’<a href="http://www.adventureoutdoorfest.com/programma.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Adventure Outdoor Fest</a>.</p>
<p>E non dimenticate di venire <strong>a trovarci allo stand di Sportoutdoor24</strong>, dove sarà possibile degustare specialità enogastronomiche della montagna, acquistare in esclusiva le nostre t-shirt e fare molto altro!</p>
<p><em>Credits: Adventure Outdoor Fest</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lukas Irmler: così si cammina sulla corda</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-si-cammina-sulla-corda-slackline/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 14:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[adidas]]></category>
		<category><![CDATA[corda]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
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					<description><![CDATA[Il termine tecnico è slackline ed è quella fettuccia che si tende fra due alberi[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/72.jpg" title="Come camminare sulla slackline" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/64.jpg" title="6 Come camminare sulla slackline" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/5.bmp" title="5 Come camminare sulla slackline" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/5.bmp" alt="5-come-camminare-sulla-slackline" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/47.jpg" title="4 Come camminare sulla slackline" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/3-CREDIT-fazert.jpg" title="3 Come camminare sulla slackline" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/2-CREDIT-oUTDOOR-SHOW.jpg" title="Come camminare sulla slackline" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/2-CREDIT-oUTDOOR-SHOW-100x75.jpg" alt="come-camminare-sulla-slackline" />
								</a>
								
																
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/15.jpg" title="1 Come camminare sulla slackline" data-wpel-link="internal">
									<img align="left" hspace="15" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/05/15-100x75.jpg" alt="1-come-camminare-sulla-slackline" />
								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>Il termine tecnico è slackline ed è <strong>quella fettuccia che si tende fra due alberi</strong> (i professionisti lo fanno anche tra due cornicioni o tra i due estremi di un canyon) per camminarci sopra. È divertente e molto utile per il fisico. E ci vuole poco per imparare: parola di <a href="http://www.lukas-irmler.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Lukas Imrler</a>, atleta professionista dell&#8217;<a href="http://www.outdoorsportsteam.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Outdoor Sports Team di Adidas</a>, già detentore di due Guinness World Record. Sfogliate la gallery e <strong>scoprite come imparare a camminare su una corda tesa</strong> in poche ore.</p>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dal 5 al 7 giugno Sacile ospita gli Xtreme Days</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/dal-5-al-7-giugno-sacile-ospita-gli-xtreme-days/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2015 16:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[parkour]]></category>
		<category><![CDATA[sacile]]></category>
		<category><![CDATA[sacilextreme]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
		<category><![CDATA[street boulder]]></category>
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					<description><![CDATA[Torna l’adrenalina a Sacile con l’edizione 2015 degli Xtreme Days, in programma dal 5 al[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/immagine3.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sacile Xtreme Days 2015" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/immagine3.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/immagine3-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/immagine3-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Torna l’adrenalina a Sacile con l’<strong>edizione 2015 degli Xtreme Days, in programma dal 5 al 7 giugno</strong>. Un evento imperdibile per tutti gli amanti degli sport estremi, che &#8211; <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/xtreme-days-sacile-eventi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come nella scorsa edizione</a> &#8211; potranno vivere una spettacolare tre giorni all’insegna dello sport e del divertimento.</p>
<p>Importanti novità caratterizzeranno gli Extreme Days 2015, come il <strong>Flyboard</strong>, la nuovissima disciplina che sta riscuotendo un grande successo soprattutto tra i giovani e che andrà a completare la ricchissima offerta di attività presenti, come il <strong>rollerjet</strong>, il <strong>parkour</strong>, l’acrobatic jump, il <strong>bmx freestyle</strong>, il bike trial e lo <strong>streetboulder</strong>.</p>
<p><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/immagine4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-28888" alt="immagine4" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/immagine4-300x116.jpg" width="300" height="116" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/immagine4-300x116.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/immagine4.jpg 977w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Numerosi anche gli ospiti che interverranno alla spettacolare tre giorni, come i due campioni dello <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/5-buoni-motivi-per-comprare-una-slackline/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">slackline</a>, Ale D’Emilia e Armin Holzer, il wild iron man <strong>Danilo Callegari, che presenterà la sua nuova missione impossibile</strong> e la campionessa italiana di <a title="Toniche e flessibili con la Pole Dance all’aperto" href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/toniche-e-flessibili-con-la-pole-dance-allaperto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">pole dance</a> Valeria Bonalume.</p>
<p>Inoltre per tutti gli appassionati di fotografia ci sarà la possibilità di partecipare al <strong>workshop fotografico dedicato al mondo “action” e &#8220;outdoor&#8221;</strong>, realizzato in collaborazione con l’<a title="Adventure Outdoor Festival, 4 giorni a tutto sport (e non solo)" href="https://www.sportoutdoor24.it/news/eventi/adventure-outdoor-festival-trentino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Adventure Outdoor Fest</a>, dove i partecipanti potranno apprendere i segreti delle tecniche dello shooting e dell’editing e partecipare al photo-contest che premierà le immagini più spettacolari.</p>
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		<item>
		<title>Il brivido della highline</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/highline-slackline-intervista-alessandro-d-emilia-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 15:39:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[slackline]]></category>
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					<description><![CDATA[Highline, ossia: a piedi nudi su una corda sospesi in mezzo al vuoto. Ce ne[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/ci3aE3QyTh0?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Highline, ossia: a piedi nudi su una corda sospesi in mezzo al vuoto. Ce ne parla <strong>Alessandro d&#8217;Emilia</strong>, uno degli ideatori dell&#8217;Highline Meeting, che richiama appassionati di slackline di tutto il mondo fra le gole del Monte Piana.</p>
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