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	<title>CTS Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>CTS Archives - SportOutdoor24</title>
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	<item>
		<title>La pagliacciata dei protocolli approvati dal CTS</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/la-pagliacciata-dei-protocolli-approvati-dal-cts/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 11:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CTS]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1347" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/La-pagliacciata-dei-protocolli-approvati-dal-CTS.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="La pagliacciata dei protocolli approvati dal CTS" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/La-pagliacciata-dei-protocolli-approvati-dal-CTS.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/La-pagliacciata-dei-protocolli-approvati-dal-CTS-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/La-pagliacciata-dei-protocolli-approvati-dal-CTS-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>I protocolli approvati dal CTS sono una pagliacciata. Non c&#8217;è altro termine per definire questi documenti pieni di indicazioni, norme, regole, prescrizioni, divieti e restrizioni che, <strong>dalla sera alla mattina, diventano carta straccia</strong>. Quello del <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/ecco-il-documento-integrale-del-cts-sulle-linee-guida-per-la-riapertura-di-impianti-e-piste/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">protocollo per la riapertura degli impianti sciistici</a> è solo l&#8217;ultimo caso che non deve però far dimenticare gli altri, uguali e con identica sorte: il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/nuovo-dpcm-24-ottobre-sport-cosa-cambia/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">protocollo per la ripresa dello sport giovanile</a>, quello per la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/nuovo-protocollo-palestre-ottobre-2020-cosa-cambia-su-mascherine-prenotazioni-e-corsi/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">riapertura delle palestre e centri fitness</a>, quello per la ripresa della scuola, per l&#8217;apertura dei ristoranti e molti altri ancora. Mesi di discussioni, studi, ragionamenti, analisi, negoziazioni, nonché investimenti economici per adeguamenti vari e acquisto di materiale che <strong>non sono serviti a nulla</strong>.</p>
<p>Ora, che la stagione sciistica in Italia cominci a inizio dicembre è scolpito nella pietra del calendario: ogni anno in occasione dell&#8217;Immacolata. Così come qualunque operatore della montagna può dire che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/rinvio-sci-al-5-marzo-anef-e-una-presa-in-giro/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">aprire una stazione sciistica e mettere in funzione gli impianti di risalita non è come fare una lavatrice</a>: ci sono <strong>settimane se non mesi di lavoro</strong> precedenti al momento in cui il primo sciatore sale in quota e scende con gli sci ai piedi. Mesi di lavoro e di investimenti economici, per preparare le piste, revisionare e manutenere gli impianti, garantire la sicurezza. Migliaia di lavoratori e milioni di euro in ballo.</p>
<p>Del protocollo sulla riapertura degli impianti sciistici si è cominciato a parlare già in estate, e le prime proposte da parte della Conferenza delle Regioni risalgono alle prime settimane dell&#8217;autunno. La tempistica è importante, perché in questo nuovo niet allo sci c&#8217;entrano anche le zone colorate. Ma quando è stata <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/finalmente-approvato-il-protocollo-di-sicurezza-per-gli-impianti-di-risalita/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">proposta e approvata l&#8217;ultima versione del protocollo per la riapertura delle piste da sci</a> in Italia le zone gialle, arancioni e rosse già erano state istituite da almeno un paio di mesi.</p>
<p>Cioè, nel momento in cui il CTS ha approvato il protocollo per lo sci <strong>era ben chiaro sia il contesto in cui sarebbe stato applicato</strong> &#8211; le stazioni e gli impianti sciistici, le relative località, e le strutture tipiche che si trovano in montagna, come i rifugi &#8211; <strong>che i criteri per stabilire se la situazione pandemica avrebbe consentito di andare a sciare oppure no</strong>. Ciò che il CTS ha approvato, con largo anticipo verso la prevista data del 15 febbraio, era molto chiaro e molto semplice: sì alla riapertura di impianti e piste da sci, solo in zona gialla, solo nella misura del 30% della portata oraria complessiva degli impianti, con alcuni vincoli relativi all&#8217;uso della mascherina e al distanziamento.</p>
<p>Poi, <strong>a poche ore dalla messa in funzione degli impianti e dell&#8217;arrivo dei primi turisti, il nuovo niet</strong>. Niente da fare, non si apre. Ora, in uno stato di diritto una cosa è imprescindibile: la certezza delle regole. Faccio una cosa perché è consentita, non la faccio se è vietata. E non c&#8217;entra nulla la &#8220;<a href="https://www.tpi.it/opinioni/scienza-improvvisa-e-insopportabile-campagna-contro-gufi-commento-selvaggia-lucarelli-20210216743762/?fbclid=IwAR04NDMCExzaG_fuxMLN6GXRT3FviYXcSiihWE6IyJHyLrzHqOlZi1Koa3c" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">crociata contro gli scienziati gufi</a>&#8221; perché o i protocolli hanno davvero un carattere tecnico scientifico, e allora all&#8217;avverarsi di determinate condizioni normano ciò che possiamo o non possiamo fare (in zona gialla si aprono le stazioni sciistiche, in zona arancione e rossa no) oppure <strong>non hanno nulla di tecnico e scientifico e le decisioni passano da fattori che gli operatori economici non sono in grado di valutare</strong> e verificare. E a questo punto &#8220;<em>ha da passà &#8216;a nuttata</em>&#8220;, teniamo tutto chiuso e stiamo tutti fermi finché questa epidemia non sarà finita (ma qualcuno studi <strong>seri criteri per i ristori</strong>, perché in un&#8217;economia di sistema non basta avere la saracinesca alzata o abbassata per subire o meno le conseguenze economiche dei lockdown).</p>
<p><em>Credits photo di <a href="https://pixabay.com/it/users/jackmac34-483877/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=653851" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">jacqueline macou</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=653851" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Pixabay</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sci in zona gialla: si può uscire dalla regione?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/sci-in-zona-gialla-si-puo-uscire-dalla-regione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2021 07:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[CTS]]></category>
		<category><![CDATA[dpcm]]></category>
		<category><![CDATA[zona gialla]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sci in zona gialla ha avuto il via libera dal CTS, ma ora la[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2300" height="1613" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Sci-in-zona-gialla-ma-si-puo-uscire-dalla-regione.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Sci in zona gialla: ma si può uscire dalla regione?" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Sci-in-zona-gialla-ma-si-puo-uscire-dalla-regione.jpg 2300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Sci-in-zona-gialla-ma-si-puo-uscire-dalla-regione-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/02/Sci-in-zona-gialla-ma-si-puo-uscire-dalla-regione-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 2300px) 100vw, 2300px" /><br><br><p>Lo sci in zona gialla ha avuto il via libera dal CTS, ma ora la domanda per cui nessuno al momento ha una risposta è se si può uscire dalla regione per andare a sciare in un&#8217;altra. E tutto nasce dall&#8217;incastro di date e responsabilità circa questi provvedimenti. Andiamo per ordine.<br />
Il CTS ha detto <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/riapertura-impianti-sci-dal-15-febbraio-ok-dal-cts/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">ok al protocollo delle regioni circa la riapertura degli impianti e delle piste da sci</a>. Ha dato il <strong>via libera solo per le regioni in zona gialla</strong>, quindi con basso indice di contagio, e con determinate condizioni, dalla riduzione della capienza al 50% su cabinovia, funivie e seggiovie all&#8217;obbligo di mascherina Ffp2 e al contingentamento degli accessi alle piste, che giocoforza dovrà essere attuato con la <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/skipass-online-dove-comprarlo-e-come-funziona/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">prevendita degli skipass online</a>. No invece alla riapertura degli impianti e delle piste da sci nelle regioni arancioni (al momento la provincia autonoma di Bolzano, che pare <a href="http://www.provincia.bz.it/news/it/news.asp?news_action=4&amp;news_article_id=652459" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">andare incontro a 3 settimane di nuovo lockdown</a>, oltre a Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria).<br />
La chiusura degli impianti da sci era <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/piste-da-sci-chiuse-fino-al-15-febbraio-e-nel-dpcm-del-16-gennaio/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">prevista dall&#8217;ultimo DPCM del governo Conte fino al 15 febbraio</a>, così come il divieto di spostamento tra regioni. Anche tra regioni gialle. Peraltro, almeno dal punto di vista formale il CTS ha dato l&#8217;ok al protocollo per la riapertura dello sci ma <strong>non ha esplicitamente detto dal 15 febbraio</strong>. E la decisione sulla data spetta comunque e sempre al Governo.<br />
Se il CTS ha potuto recepire il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/ecco-il-documento-integrale-del-cts-sulle-linee-guida-per-la-riapertura-di-impianti-e-piste/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">protocollo delle regioni per la riapertura degli impianti sciistici</a>, diversa è invece la decisione per lo spostamento tra regioni. Trattandosi però di una <strong>misura di limitazione della libertà individuale</strong>, quella sullo spostamento deve arrivare da un provvedimento del presidente del consiglio dei ministri, di concerto almeno con il ministro della salute e magari anche con una valutazione collegiale del consiglio dei ministri. Premier, ministro e consiglio dei ministri che ora sono <strong>in carica solo per l&#8217;ordinaria amministrazione</strong>.<br />
Da cui i dubbi, degli appassionati di sci ma anche degli esercenti delle imprese funiviarie, circa lo <strong>scenario che si prospetterà al 15 di febbraio:</strong> un eventuale governo Draghi non andrebbe in carica in tempo utile per firmare una decisione in merito al divieto di spostamento tra regioni senza comprovati motivi, ma è anche difficile pensare che &#8211; in una situazione pandemica ancora incerta &#8211; si lasci decadere l&#8217;attuale divieto con un liberi tutti incondizionato. L&#8217;ANEF intanto <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2021/02/04/news/il_15_febbraio_scade_il_divieto_di_spostamento_fra_le_regioni_il_governo_valuta_se_spostarlo_fino_al_5_marzo-285936000/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">richiede lo sblocco degli spostamenti regionali</a>, senza il quale avrebbe poco senso, dal punto di vista economico, rimettere in funzione gli impianti di risalita e riaprire le piste da sci.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Apertura impianti sci: il CTS ha approvato il protocollo di sicurezza</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/finalmente-approvato-il-protocollo-di-sicurezza-per-gli-impianti-di-risalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 10:15:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[CTS]]></category>
		<category><![CDATA[impianti]]></category>
		<category><![CDATA[piste]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella giornata di ieri, il CTS ha finalmente approvato il protocollo di sicurezza per l&#8217;esercizio[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="2011" height="1411" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/01/vialattea18.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="via-lettea" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/01/vialattea18.jpg 2011w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/01/vialattea18-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/01/vialattea18-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 2011px) 100vw, 2011px" /><br><br><p>Nella giornata di ieri, il CTS ha finalmente approvato il protocollo di sicurezza per l&#8217;esercizio degli impianti di risalita. Un momento attesissimo, indispensabile per le residue speranze degli appassionati di avere una possibilità di sciare da metà febbraio fino a Pasqua.</p>
<h2>Finalmente approvato il protocollo di sicurezza</h2>
<p>Il Comitato Tecnico Scientifico, la commissione governativa incaricata di decidere su tutte le procedure per la gestione del virus e il contenimento dei contagi, ha quindi dato l&#8217;OK a tutta una serie di proposte &#8211; dalla riduzione della capacità degli impianti chiusi come funivie e telecabine ai distanziamenti e alla gestione delle code &#8211; i cui termini specifici devono ancora essere resi noti. A fine dicembre, quando il CTS rimandò al mittente per l&#8217;ultima volta le proposte, la questione più scottante era la gestione del numero chiuso sulle piste.</p>
<h2>Dobbiamo essere felici? Si ma&#8230;</h2>
<p>Non diamo per scontato che poi dal 15 febbraio,<a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/piste-da-sci-chiuse-fino-al-15-febbraio-e-nel-dpcm-del-16-gennaio/" data-wpel-link="internal"> il primo giorno possibile di apertura</a>, tutti gli impianti d&#8217;Italia saranno in attività. E&#8217; verissimo che le piste sono già pronte e che la situazione dell&#8217;innevamento non è mai stata così felice come quest&#8217;anno ma vanno valutati almeno due fattori per cui sciare sarà tutt&#8217;altro che scontato.</p>
<h3>1. Ristori o non ristori? Questo è il problema</h3>
<p>Alla fine del 2020, l&#8217;ANEF (Ass.Naz.Esercenti Funiviari) calcolava nella metà di gennaio la scadenza ultima di apertura degli impianti per la quale la stagione avrebbe avuto un senso da un punto di vista economico. Ora, se si aprisse il 15 febbraio, la sostenibilità economica e finanziaria dei singoli impianti dipenderebbe dai ristori promessi dal Governo. Forse a molti converrà tenere chiuso e prendere il ristoro? E anche all&#8217;interno del singolo comprensorio apriranno tutti gli impianti o solo una parte? E il costo dello skipass giornaliero si alzerà o si abbasserà? Il <a href="https://www.dolomitisuperski.com/it" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Dolomiti SuperSk</a>i e l&#8217;Adamello Ski Ponte di Legno Tonale hanno già confermato che ci saranno e non vedono l&#8217;ora. In Valle d&#8217;Aosta, dove gli impianti sono pubblici, l&#8217;apertura è di per sé quasi scontata, ma gli altri?</p>
<h3>2. Apertura alla mobilità tra regioni</h3>
<p>E se la situazione dei contagi &#8211; che in fin dei conti ormai è l&#8217;unica priorità &#8211; impedisse ancora la libera mobilità tra regioni se non addirittura la mobilità all&#8217;interno della propria regione come accade oggi nelle zone rosse e arancioni? Avremmo impianti aperti solo per residenti, il che è poco credibile. L&#8217;Alto Adige, solo venerdì scorso, aveva impugnato gli obblighi a cui era stato vincolato dal Governo affermando che lunedì 18 gennaio avrebbe aperto per gli abitanti della provincia di Bolzano, salvo poi cambiare idea il giorno seguente dopo aver fatto meglio i conti &#8211; quelli economici e quelli dei contagi.</p>
<p>Va da sé che, al di là dell&#8217;opportunità economica della faccenda, non avrebbe senso aprire se le grandi città sono ancora in ginocchio come oggi: come già abbiamo avuto modo di dire, il mondo della montagna (e dello sci in particolare) è dipendente dal mondo della pianura e, se uno non gira bene, non funziona nemmeno l&#8217;altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco il documento integrale del CTS sulle linee guida per la riapertura di impianti e piste</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/ecco-il-documento-integrale-del-cts-sulle-linee-guida-per-la-riapertura-di-impianti-e-piste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Dec 2020 19:40:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[CTS]]></category>
		<category><![CDATA[impianti]]></category>
		<category><![CDATA[sci]]></category>
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					<description><![CDATA[Per completezza di informazione, pubblichiamo volentieri il testo completa del documento prodotto dal CTS in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/Alta-Badia_Ski-World-Cup-©-Freddy-Planinschek.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Documento CTS riaperture" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/Alta-Badia_Ski-World-Cup-©-Freddy-Planinschek.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/12/Alta-Badia_Ski-World-Cup-©-Freddy-Planinschek-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Per completezza di informazione, pubblichiamo volentieri il testo completa del documento prodotto <a href="http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&amp;id=5432&amp;area=nuovoCoronavirus&amp;menu=vuoto" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">dal CTS in data 24 dicembre</a> che chiede alle Regioni (e di conseguenza agli impiantisti sul territorio) di rivedere le linee guida sui protocolli per la gestione della sicurezza sulle piste e sugli impianti. <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/non-riapriranno-le-piste-da-sci-il-7-gennaio/" data-wpel-link="internal"><strong>Noi ne abbiamo parlato qui.</strong></a></p>
<p><strong>“Proposta di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali”</strong></p>
<p>A partire dal mese di ottobre si è osservato un serio peggioramento degli indici di contagio a livello nazionale, con crescita esponenziale dei nuovi casi che ha imposto l’introduzione di misure di contenimento e limitazione della circolazione basato sul monitoraggio settimanale di ventuno indicatori finalizzati ad inquadrare il livello di rischio applicabile a livello regionale.</p>
<p>Nonostante le misure adottate abbiano determinato un rallentamento della crescita dei contagi in tutto il territorio nazionale, si deve comunque rilevare che la circolazione del virus rimane elevata, con situazioni locali che in alcuni casi destano ancora particolare preoccupazione.</p>
<p>Pertanto, è ancora necessario adottare la massima cautela per non inficiare i risultati positivi fin qui raggiunti, continuando a richiamare ad una stringente osservanza di tutte le misure idonee alla prevenzione del contagio, che oltre all’uso di mascherine in tutti i contesti in cui si potrebbero verificare assembramenti improvvisi e incontrollabili (compresi gli spazi all’aperto), al distanziamento interpersonale di almeno un metro e la accurata igiene delle mani, devono necessariamente prevedere specifiche misure scalabili in funzione dell’andamento della curva epidemiologica anche a livello locale.</p>
<p><strong>Allo stato attuale gli impianti di risalita sono chiusi. Tuttavia, nell’ottica della loro prossima riapertura, che dovrà comunque essere preceduta da una propedeutica rivalutazione della situazione epidemiologica</strong>, deve necessariamente essere messo in evidenza che <strong>una parte rilevante dei mezzi di risalita nei comprensori sciistici</strong> (in particolare cabinovie e funivie) <strong>presentano caratteristiche strutturali e di carico tali da poter essere assimilati in tutto e per tutto ai mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale</strong> (autobus, filobus, tram e metropolitane) rappresentando pertanto un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta in base alla classificazione del livello di rischio di contagio da SARS-CoV-2 di cui al “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS- CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” dell’INAIL.</p>
<p><strong>Deve pertanto prevedersi un’efficace riorganizzazione del sistema degli impianti di risalita da affiancare a misure di prevenzione e protezione collettive e individuali</strong> che necessitano, comunque, della collaborazione attiva degli utenti che dovranno continuare a mettere in pratica i comportamenti previsti per il contrasto alla diffusione dell’epidemia.</p>
<p>In merito alla “Proposta di linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali” proposte dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, trasmessa al Ministro per gli Affari Regionali e le autonomie con nota del 23 novembre 2020, si premette che il CTS si è già espresso su analoga tematica nel verbale 117 del 14 ottobre 2020 [indicazioni per la gestione degli impianti di risalita presentato dall’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari (ANEF)].</p>
<p>Rispetto alla attuale proposta, riconoscendo l’importanza della tematica ed apprezzando l’impegno a creare un sistema che possa garantire la ripresa delle attività connesse allo svolgimento degli sport invernali in sicurezza, si esprimono le seguenti considerazioni su specifici punti di attenzione.</p>
<p>In primo luogo, <strong>deve necessariamente sottolinearsi che le misure proposte possono trovare applicazione solo ne caso in cui l’andamento epidemiologico a livello di Regione o Provincia Autonoma sia compatibile con la classificazione della stessa in area gialla</strong>.</p>
<p>In tale caso, <strong>potrà essere ammessa una occupazione al 100% delle seggiovie, con obbligo di indossare la mascherina chirurgica</strong> o di comunità e divieto di abbassare la calotta anti vento ove presente; nel caso in cui dovesse rendersi necessaria la chiusura della calotta (ad esempio per condizioni meteo avverse o temperature eccessivamente basse) dovrà necessariamente prevedersi la riduzione della capienza al 50% anche per le seggiovie, fermo restando l’obbligo di mantenere la mascherina durante tutto il trasporto.</p>
<p><strong>Per gli impianti chiusi (cabinovie e funivie) va operata la riduzione della capienza al 50% a cui associare sempre l’uso obbligatorio della mascherina.</strong></p>
<p>Nel caso di territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 2 del DPCM 3 novembre 2020 (cd. zona arancione), la riduzione di portata al 50% già applicata per le tipologie chiuse (cabinovie, funivie, …) deve essere estesa anche alle seggiovie indipendentemente dall’utilizzo della calotta; dovranno, inoltre, essere previste restrizioni di uso in linea con le limitazioni alla mobilità delle persone previste dallo stesso articolo.</p>
<p>Rimane ferma la previsione di chiusura degli impianti per gli sciatori amatoriali nei territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 3 del DPCM 3 novembre 2020 (cd. zona rossa).</p>
<p>In riferimento alle zone arancioni e rosse sono applicabili le deroghe previste per i soli atleti professionisti e non professionisti che partecipano ad eventi e competizioni di interesse nazionale riconosciuti da CONI e CIP, come stabilito dall’art. 1, c. 9, lett. e) del DPCM 3 novembre 2020 e tenuto conto dei chiarimenti forniti nelle FAQ al DPCM 3 novembre 2020 del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio.</p>
<p>Per i soli atleti sopra indicati, è quindi applicabile la deroga alla limitazione della mobilità di cui all’art. 2, c. 4, lett. b) del DPCM 3 novembre 2020.</p>
<p><strong>Per quanto attiene la previsione di un contingentamento delle presenze sui campi da sci mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, si sottolinea la necessità di declinare criteri chiari per la definizione di tali tetti massimi che tengano conto non solo delle quote giornaliere ma anche di quelle settimanali e stagionali.</strong></p>
<p>A tale scopo, andrebbe anche previsto un sistema di prenotazione che consenta una gestione strutturata del numero di utenti che possono effettivamente accedere ai comprensori sciistici ed ai relativi impianti di risalita in ogni singola giornata, anche attraverso il coordinamento non solo (come già previsto) con i rappresentanti di categoria e le Autorità Sanitarie locali, ma anche con i rappresentanti delle strutture ricettive.</p>
<p>Mancano inoltre, nel documento, previsioni relative alla gestione dei flussi per il controllo dello skipass o di altre tipologie di titoli di accesso.</p>
<p>Poiché le presenti linee guida devono potersi applicare a tutti i contesti sul territorio nazionale, <strong>è necessario mettere a punto misure idonee a evitare assembramenti e a ridurre le occasioni di contatto in tutte le realtà in cui la verifica del titolo di viaggio non possa essere svolta con modalità <em>contact-less</em></strong>, soprattutto nei prevedibili momenti di maggiore afflusso e comunque nel corso dell’intera giornata.</p>
<p>Per quanto attiene le misure di rimodulazione della capienza per le diverse tipologie di impianti, tenuto conto della situazione epidemiologica attuale, si segnala la necessità di un aggiornamento dell’Allegato 15 “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19 in materia di trasporto pubblico” del DPCM 4 dicembre 2020, le cui misure ed eventuali deroghe erano state delineate nel mese di luglio 2020, in una fase della pandemia caratterizzata da un numero stabilmente molto basso di nuovi casi giornalieri in condizioni di bassa incidenza.</p>
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<p>Photocredit: Alta Badia Ski World Cup © Freddy Planinschek</p>
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