Nuovo protocollo palestre ottobre 2020: cosa cambia su mascherine, prenotazioni e corsi

nuovo protocollo palestre

Cosa dice il nuovo protocollo palestre di ottobre 2020? Le novità riguardano principalmente le mascherine, la misurazione della temperatura e l’introduzione di App per regolare gli accessi. Da qualche ora è stato pubblicato il nuovo protocollo anti-Covid per palestre e piscine, che potrebbero essere le vittime della prossima stretta del Governo per limitare l’aumento esponenziale dei contagi da Coronavirus. Il documento del Dipartimento per lo Sport, intitolato “Linee Guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere”, va ad aggiornare il protocollo del 19 maggio, imponendo regole più stringenti e rendendo obbligatorie molte misure che, fino a ieri, erano solamente consigliate. Una di queste, come spiegheremo più avanti, riguarda l’uso delle mascherine. Si parla anche dell’istituzione di App per regolare gli accessi e gli ingressi, ma in questo caso sorgono parecchi dubbi: come faranno le palestre ad adeguarsi in tempi brevi?
Palestre e piscine, dunque, non hanno alternative: o si rispetta questo protocollo più rigido, o si chiude. E potrebbe valere il discutibile metodo del “punirle tutte per educarne poche”. Dopo l’annuncio di domenica scorsa, questa settimana i controlli da parte delle autorità sanitarie sono stati rafforzati. Con il nuovo protocollo di ieri, il Governo ha dato a queste attività una sorta di ultima possibilità: attendiamo qualche giorno per i primi riscontri.

Cosa cambia con il nuovo protocollo palestre: mascherine (quasi) sempre obbligatorie e non solo

Come anticipato in precedenza, tante raccomandazioni si sono trasformate in obblighi. Quello più importante riguarda l’uso delle mascherine, che ora vanno indossate in qualsiasi momento all’interno della palestra, eccezion fatta quando si svolgono gli esercizi sul posto: “A titolo di esempio, la mascherina va indossata obbligatoriamente anche durante l’allenamento se il cliente si sposta da una postazione di allenamento all’altra”.
I gestori delle palestre, inoltre, all’ingresso sono obbligati a verificare che i clienti abbiano un dispositivo di protezione individuale con sé. Permangono, inoltre, gli obblighi di mantenere la distanza di 1 metro nella struttura e negli spogliatoi (2 metri quando si fanno gli esercizi) e di sanificare gli attrezzi dopo ogni utilizzo grazie ai prodotti igienizzanti a disposizione. Le palestre devono “mettere a disposizione almeno 1 dispenser di gel disinfettante ogni 300 mq considerando esclusivamente le aree in cui si svolge l’attività fisica e motoria” e “mettere a disposizione dispenser di gel disinfettante nelle zone di accesso e transito”.
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Misurazione della temperatura obbligatoria e cartelli con la capienza massima

Se prima era solo una raccomandazione, ora la misurazione della temperatura è diventata obbligatoria. Il Governo, infatti, questa settimana ha ricevuto molte segnalazioni di strutture che non effettuavano questa pratica. Sul nuovo protocollo si legge che “è obbligatorio rilevare la temperatura a tutti i frequentatori/soci/addetti/accompagnatori, giornalmente al momento dell’accesso, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5° C”. Per evitare assembramenti, inoltre, i bambini non potranno essere accompagnati da più di un genitore. Da considerare anche il nuovo obbligo di mettere all’entrata un cartello con il numero di presenze consentite all’interno della struttura. E i gestori, si legge sulle linee guida, sono “invitati a promuovere l’utilizzo di IMMUNI”.
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Obbligo (non per tutte le strutture) di App per tracciare l’accesso alle palestre

Una delle misure più importanti (e che faranno discutere, dato che non sarà facile per le palestre adeguarsi in fretta) riguarda la predisposizione di App e sistemi tecnologici per monitorare gli accessi e le prenotazioni. A pagina 7 del protocollo si legge che “è obbligatorio l’utilizzo di soluzioni tecnologiche che consentano la possibilità di tracciare l’accesso alle strutture, per il tramite di applicativi WEB, o applicazioni per device mobili, di coloro che partecipano alle attività sportive proposte”. L’obiettivo è usare queste piattaforme per regolare gli ingressi ed evitare assembramenti, contingentando “il numero massimo di persone che potranno accedere agli spazi e alle aree comuni, nonché alle aree dove si svolgono le attività con impegno fisico e respiratorio elevato, dove aumenta il rischio di diffusione dei droplets”.
Questi strumenti digitali di prenotazione, però, dovranno essere utilizzati solamente dalle strutture con capienza superiore alle 50 persone in contemporanea. Per le palestre più piccole, dunque, non c’è l’obbligo di dotarsi di soluzioni tecnologiche e/o applicativi web, ma resta l‘obbligo di prenotazione delle lezioni dei corsi in anticipo e di registrazione su registro cartaceo: “La determinazione del numero massimo di persone che possono essere presenti in contemporanea all’interno della struttura deve risultare dalla considerazione di 12mq per persona, considerando per il computo i metri quadrati (al chiuso) dell’intera struttura. Per quanto riguarda attività e corsi di gruppo, il numero massimo di cui sopra è 5mq per partecipante”.
Nelle piscine, dove le regole rimangono le stesse rispetto a prima, va garantito uno spazio minimo di 7 mq per persona e si può accedere solamente su prenotazione.
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