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	<title>himalaya Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>himalaya Archives - SportOutdoor24</title>
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	<item>
		<title>Sherpa che avvelenano gli alpinisti sull&#8217;Everest, la smentita</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/sherpa-che-avvelenano-gli-alpinisti-sulleverest-la-smentita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinsmo]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
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					<description><![CDATA[Polemica di montagna che ne ricorda una calcistica: settimana scorsa ci siamo dichiarati delusi dal[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="763" height="572" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/CX7Zj4EW8AAt4Lg.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/CX7Zj4EW8AAt4Lg.jpg 763w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/CX7Zj4EW8AAt4Lg-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /><br><br><p>Polemica di montagna che ne ricorda una calcistica: settimana scorsa ci siamo dichiarati delusi dal fatto che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news-en/gli-sherpa-sulleverest-avvelenano-i-clienti-per-far-loro-pagare-il-volo-durgenza-in-elicottero-verso-lospedale/" data-wpel-link="internal">non ci saremmo potuti fidare nemmeno degli sherpa nepalesi in cime all’Everest</a>. Il NY Post (tabloid noto per spingere i titoli ma anche per evitare le fake news) <a href="https://nypost.com/2026/04/01/world-news/mt-everest-guides-allegedly-made-tourists-sick-in-20m-scam/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">ha citato fonti indiscutibili che raccontavano</a> la frode assicurativa perpetrata da un gruppo di guide locali che<strong> avvelenavano il cibo dei propri turisti per indurli a chiamare l’elicottero di emergenza che li riportasse in ospedale in città</strong>. Una truffa da 20 milioni di dollari americani.</p>
<p>Con una solerzia degna di un giornalista rosicone dopo una sconfitta nel derby (o dopo gli scrutini referendari), il sito americano <a href="https://www.climbing.com/news/nepal-helicopter-fake-rescue-charge-sheet-no-evidence-for-poison/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">climbing.com</a> (powered by Outside che, dai tempi di Jon Krakauer, ha in simpatia gli sherpa) ha smentito tutto, entrando a gamba tesa sull’accaduto. «Nessuna prova. Da dove proviene dunque la voce sull&#8217;avvelenamento? I pubblici ministeri affermano che le guide erano colpevoli senza che nessuno degli imputati sia stato accusato di aver manomesso il cibo dei clienti».</p>
<p>Danno del bugiardo (o quantomeno dell’incompetente) a un pubblico ministero di un paese straniero? L’accusa nepalese peraltro non ha ancora nemmeno istruito il processo.</p>
<p><strong>E noi a chi dobbiamo credere?</strong> Dove sta la verità? Siamo di fronte in ogni caso a esempi di informazione parziale. È una delle mille vicende di montagna (“Chi è arrivato per primo in cima? Aveva o non aveva le bombole? Ha lasciato morire il suo compagno per guadagnare la vetta?”) che ci ammorberanno per anni e noi non sapremo mai com’è andata veramente.</p>
<p><strong>Da una parte il sensazionalismo della notizia, dall’altro la cieca difesa ad oltranza.</strong></p>
<p>Il <a href="https://kathmandupost.com/money/2026/04/07/nepal-rejects-everest-poisoning-claims-vows-crackdown-on-rescue-fraud" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Katmandu Post poche ore fa scriveva che</a> “Il ministero ha affermato che, sebbene tali irregolarità siano state segnalate, le accuse di danni deliberati agli escursionisti non sono state comprovate dalle indagini del CIB (l’ufficio investigativo della Polizia)” che però ha ricevuto numerose accuse ancora da valutare. I media sono stati esortati ad astenersi dal diffondere informazioni non verificate: del resto, questa è la attività turistica che più di ogni altra garantisce ingresso di capitali stranieri in Nepal.</p>
<p><strong>Sembra quindi ci abbiano fatto la supercazzola</strong>: ci sono mille accuse – viene citata anche una donna canadese che ha sporto denuncia alla Polizia e si è rifiutata di pagare volo di emergenza e cure ospedaliere per un totale di circa 10.000 euro – ma non se ne può parlare perché al momento non ci sono prove. Detto questo, sembra siano già state verificate le manipolazioni di documenti e la falsificazione delle firme di medici per ottenere rimborsi assicurativi illegittimi. Non saranno stati avvelenati ma la truffa c&#8217;è comunque stata.</p>
<p>Climbing.com avvisa (o minaccia) che la vicenda è in evoluzione e che dobbiamo aspettarci aggiornamenti. <strong>Dopo aver esaurito le vicende di Garlasco e i replay del gol di Muntari, Rete4 magari farà una puntata anche sugli sherpa.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
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		<title>Gli sherpa sull&#8217;Everest avvelenano i clienti per far loro pagare il volo d&#8217;urgenza in elicottero verso l&#8217;ospedale</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news-en/gli-sherpa-sulleverest-avvelenano-i-clienti-per-far-loro-pagare-il-volo-durgenza-in-elicottero-verso-lospedale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 15:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1440" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2026/04/pexels-grishkoff-4381236-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Notizia di oggi ripresa anche dal <a href="https://nypost.com/2026/04/01/world-news/mt-everest-guides-allegedly-made-tourists-sick-in-20m-scam/" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">NY Post</a>: s<span class="jCAhz ChMk0b"><span class="ryNqvb">econdo una nuova indagine, le guide che lavorano sull&#8217;Everest con i ricchi occidentali che ambiscono più o meno vanamente a salire gli 8842 metri dalla montagna più alta del mondo, avrebbero più volte segretamente <strong>adulterato il cibo dei turisti</strong> per provocare costosi interventi di soccorso urgente in elicottero.</span></span></p>
<p><span class="jCAhz ChMk0b"><span class="ryNqvb">Lo scopo? <strong>Guadagnare una percentuale dalla losca frode assicurativa da 20 milioni di dollari.</strong></span></span> <span class="jCAhz ChMk0b"><span class="ryNqvb">La polizia nepalese ha incriminato 32 persone per criminalità organizzata e frode in relazione al complotto, che coinvolge proprietari di compagnie di trekking, operatori di elicotteri e dirigenti ospedalieri.</span></span></p>
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<div>Chi ha detto che in montagna si trovano solo brave persone, quelle genuine e autentiche di una volta?</div>
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<p>Foto pexels</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<p><a style="background-color: #ffffff;" href="https://www.sportoutdoor24.it/news/paesi-piu-gentili-mondo-2026-classifica-remitly/" data-wpel-link="internal"><strong>I 5 paesi più gentili al mondo</strong></a></p>
</div>
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<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
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		<title>Kuntal Joisher, il primo alpinista vegano 100% a scalare un Ottomila</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/kuntal-joisher-il-primo-alpinista-vegano-a-scalare-un-ottomila/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 08:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
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					<description><![CDATA[Kuntal Joisher è il primo alpinista vegano al 100% a scalare un Ottomila: lo è[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/12/Kuntal-Joisher-Alpinista-Vegano.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Kuntal Joisher Alpinista Vegano" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/12/Kuntal-Joisher-Alpinista-Vegano.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/12/Kuntal-Joisher-Alpinista-Vegano-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p><strong>Kuntal Joisher</strong> è il primo <strong>alpinista vegano</strong> al 100% a scalare un Ottomila: lo è diventato a maggio 2018 raggiungendo la vetta del Lhotse, la quarta montagna più alta della Terra con i suoi 8.516 metri. Non è in assoluto il primo alpinista vegano a raggiungere la vetta di un Ottomila seguendo una dieta a base di vegetali: <a href="http://www.gerlinde-kaltenbrunner.at/de/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Gerlinde Kaltenbrunner</a> nel 2010 e <a href="https://atanasskatov.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Atanas Skatov</a> nel 2014 per esempio sono arrivati <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/quanto-costa-andare-sulleverest-spedizione-alpinismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">in cima all&#8217;Everest</a> seguendo una dieta vegana, come ha fatto lo stesso <a href="http://www.kuntaljoisher.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Kuntal Joisher</a> nel 2016. Ma un conto è seguire una dieta vegana, un altro è essere un <strong>alpinista vegano al 100%</strong>, anche per quanto riguarda l&#8217;attrezzatura e l&#8217;abbigliamento alpinistici. E siccome l&#8217;abbigliamento per spedizioni in alta quota prevede l&#8217;uso di piume di anatra e oca nessuno prima di Kuntal Joisher e della sua perseveranza era mai riuscito in questa impresa. Abbiamo intervistato Kuntal e ci siamo fatti raccontare cosa significa essere un alpinista vegano, a quali difficoltà deve far fronte durante le sue spedizioni, e come è riuscito a essere il primo alpinista 100% vegan a raggiungere la cima di un Ottomila.</p>
<p><strong>Kuntal, quali sono le maggiori difficoltà per un alpinista vegano?</strong></p>
<p>Ho deciso di diventare vegano verso la fine del 2002 ed è da 16 anni che lo sono totalmente. Quando nel 2009 ho capito che scalare l&#8217;Everest era il più grande sogno della mia vita, mi sono ripromesso che o l&#8217;avrei scalato in quanto alpinista vegano oppure non l&#8217;avrei fatto. La maggior parte delle persone nel mondo dell&#8217;alta montagna avrà pensato che fossi pazzo, visto che la dieta raccomandata per spedizioni estreme in alta quota include salami, carne in scatola e insaccata, formaggio, uova e latticini e io non posso mangiare nessuno di questi prodotti animali ricchi di proteine ​​ad alto contenuto di grassi. Tuttavia, la mia dieta non è mai stata un problema. Ho partecipato a più di 25 spedizioni alpinistiche in Himalaya, e non ho mai avuto problemi a causa del mio essere vegano, nemmeno in quest&#8217;ultima salita fino alla cima del Lhotse. A essere sincero, organizzare un menu vegano per una spedizione alpinistica non è poi così difficile. Ho lavorato con successo con personale di cucina locale durante spedizioni nelle montagne del Cile, nell&#8217;Himalaya in India e Nepal, e persino in una regione remota come il Northern Patagonian Ice Field. Non importa dove ti trovi, puoi fare un menu vegano ovunque. Ci vuole solo l&#8217;impegno verso la causa dei diritti degli animali e della sostenibilità del nostro pianeta.</p>
<p><strong>Quali sono le differenza nel tuo piano nutrizionale durante una spedizione rispetto a quello di ogni giorno?</strong></p>
<p>Quando mi sto allenando il mio piano nutrizionale è molto semplice: alimenti integrali di origine vegetale. Cioè basso contenuto di grassi, alto contenuto di carboidrati. Adoro <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/la-frutta-migliore-da-mangiare-prima-di-fare-sport/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">mangiare frutta</a>, verdura, fagioli, lenticchie, cereali integrali, datteri, noci e semi e questa dieta ha fatto meraviglie per me. Mi riprendo molto più velocemente anche quando faccio degli allenamenti atroci come un&#8217;escursione di 20 ore nelle montagne di casa mia. Dall&#8217;altro lato, ogni volta che mangio cibo malsano come roba fritta o farina bianca raffinata, il mio recupero diventa più lento. È il corpo di ciascuno che dice cosa gli piace. E il mio corpo ama una dieta vegana di cibi integrali. Alcuni dei miei piatti preferiti sono frutta come banana, mango, uva, datteri essiccati, uvetta, fichi, e non posso dimenticare la farina d&#8217;avena fatta con acqua o latte di soia, la mia colazione preferita in assoluto!</p>
<p>Per quanto riguarda la mia dieta mentre sto scalando invece, molto dipende da dove mi trovo. Se è l&#8217;Himalaya, allora la maggior parte del cibo locale tende a essere vegetariano, ed è più facile renderlo vegano. Il cibo in genere comprende stufati di verdure, curry, frutta, lenticchie, fagioli, zuppe, pane di grano, riso, patate, pasta, etc. Quindi, durante le mie ascensioni in Himalaya, mi attengo a mangiare la cucina locale. Allo stesso tempo porto cibo da casa che tende ad essere un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-merenda-ideale-per-chi-pratica-sport-la-frutta-secca-e-in-guscio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">mix di frutta secca e noci</a>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-prepararsi-in-casa-una-barretta-energetica-ai-cereali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">barrette nutritive fatte di datteri e noci</a> e qualche snack locale anche se sono malsani, ma dopotutto in montagna le calorie sono calorie e ne hai bisogno!</p>
<p><strong>Quante calorie consumi durante una scalata a un Ottomila?</strong></p>
<p>Ad altitudini più elevate il fabbisogno calorico del corpo umano è drammaticamente diverso rispetto a quello a livello del mare. Al campo base, che è a 5.400 metri, il fabbisogno calorico degli alpinisti si aggira intorno alle 4000 calorie al giorno, e aumenta facilmente fino a 8-9000 calorie a 7.600 metri. Un alpinista brucia circa 15.000 calorie in una tipica spedizione sull&#8217;Everest di 20 ore tra andata e ritorno in vetta. Durante una spedizione non mi importa se il cibo è salutare: se è vegano lo mangio, perché ho bisogno di calorie. Ad esempio una piccola bottiglia di 250 ml di Coca Cola sono 100 calorie, per il 99% di carboidrati semplici. Un singolo biscotto Oreo sono 45 calorie, quindi una ventina sono circa 900 calorie! Queste sono tutte calorie e hanno un ottimo sapore, e a 7.000 metri di quota, dove la maggior parte della gente non riesce a mangiare nulla, preferisco mangiare e soddisfare i miei bisogni calorici.</p>
<p><strong>Cosa hai mangiato durante la spedizione al Lhotse e agli Ottomila che hai scalato?</strong></p>
<p>Per la salita all&#8217;Everest e al Lhotse, al Campo Base a 5.400 metri e al Campo Due a 6.400 ho mangiato praticamente tutto fresco: riso battuto, porridge di semola e avena, pane indiano fritto al curry, pane tibetano, pancakes, lenticchie e riso, pasta, patatine fritte, hamburger e altri prodotti alimentari indiani, tutti vegan ovviamente. I nostri fantastici cuochi Ngima Tamang e Anup Rai ci hanno persino preparato una torta vegana! Al di là del Campo Due sono sopravvissuto principalmente con alcune cose: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/integratori-sport-drink-quali-scegliere-quando-usarli-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">integratori energetici e idratanti</a>, pasti secchi essiccati, farina d&#8217;avena istantanea con latte di soia, biscotti Oreo, datteri e fichi secchi, frutta disidratata come kiwi, ananas, papaia, frutta in guscio come noci mandorle e anacardi e alcuni cibi di conforto indiano.</p>
<p><strong>Quali benefici ha comportato per te la scelta vegana?</strong></p>
<p>Da quando seguo una sana dieta vegana ho benefici prestazionali durante il mio allenamento a livello del mare. I miei tempi di recupero sono migliorati e ho potuto allenarmi sempre più duramente per le grandi ascensioni in montagna. Ma uno dei maggiori benefici e qualcosa che non è molto ovvio o tangibile, è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/chi-mangia-frutta-e-piu-felice/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">la quantità di pace mentale e concentrazione</a> che ho ricavato dopo aver apportato questo cambiamento di stile di vita. Sapere che nessun animale o essere senziente è morto per permettermi di perseguire i miei obiettivi mi dà la massima tranquillità per concentrarmi e realizzare i miei sogni. Se non sei già convinto dei benefici per la salute di questo stile di vita, allora ti suggerisco di diventare vegano per il vantaggio mentale che ti dà questa scelta. E dopo aver scalato l&#8217;Everest e il Lhotse, so che alla fine tutto dipende dalla tua forma fisica e prontezza mentale.</p>
<p>Un altro vantaggio che ho in quanto alpinista vegano rispetto agli altri alpinisti e che ho notato durante le spedizioni è che non ho mai avuto un&#8217;infezione allo stomaco. La maggior parte degli alpinisti durante le loro spedizioni sono vittime di problemi gastrici e mal di stomaco, con la conseguenza di indebolirsi e, talvolta, non riprendersi mai e tornare a casa. Secondo me la maggior parte di questi problemi allo stomaco sono causati dall&#8217;intolleranza al lattosio o dalla carne infetta. Come alpinista vegano non mangio esseri viventi né bevo i loro sottoprodotti, il che significa che le probabilità di contrarre infezioni sono quasi inesistenti. Ho anche raccomandato ai miei compagni di arrampicata di mangiare vegano quando hanno contratto un&#8217;infezione e ha fatto miracoli con la maggior parte di loro!</p>
<p><strong>Il tuo essere un alpinista vegano riguarda anche l&#8217;equipaggiamento: quanto è stato difficile trovare un&#8217;alternativa alla piuma d&#8217;oca per l&#8217;abbigliamento?</strong></p>
<p>Quando ho deciso di scalare l&#8217;Everest sapevo che la sfida più grande non sarebbe stata trovare cibo vegano, ma piuttosto abbigliamento vegano. E durante il periodo in cui mi sono allenato e ho proseguito le spedizioni sono riuscito a trovare quasi tutto ciò che è necessario per scalare l&#8217;Everest in quanto alpinista vegano. Durante una spedizione come l&#8217;Everest, l&#8217;ascensione finale alla vetta avviene completamente all&#8217;interno della zona della Morte oltre gli 8.000 metri dove uno scalatore affronta venti forti e temperature a partire da -40° C. Ogni anno diversi alpinisti subiscono lesioni da congelamento e devono asportare parecchie dita di mani e piedi. Per affrontare il freddo gli alpinisti indossano equipaggiamento specializzato, nello specifico un completo monopezzo e guanti in piumino. Le piume vengono raccolte uccidendo anatre e oche nel modo più crudele. Nonostante gli sforzi, nel corso degli anni non sono riuscito a trovare un&#8217;alternativa all&#8217;uso del piumino. Ho persino scritto ad alcuni dei migliori marchi di attrezzatura da montagna chiedendo loro di costruire un completo sintetico per me, ma mi hanno risposto che era impossibile. A un certo punto ho pensato di costruire la mia tuta vegana usando un sarto locale in Nepal. Tuttavia, ho subito capito che la tecnologia esistente di isolamento sintetico significava che il mio abbigliamento sarebbe stato troppo ingombrante e pesante, rendendolo praticamente inutilizzabile. Sì, ci sono diverse giacche isolanti sintetiche disponibili sul mercato, ma nessuna di queste aiuta un umano a sopravvivere nell&#8217;aria fredda e rarefatta sulla cima dell&#8217;Everest.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-49117" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2018/12/Kuntal-Joisher-Alpinista-Vegano_.jpeg" alt="Kuntal Joisher Alpinista Vegano_" width="670" height="591" /></p>
<p>Per due anni consecutivi, il 2014 e 2015, ho cercato senza fortuna di trovare un completo sintetico per la mia spedizione sull&#8217;Everest e alla fine mi sono arreso e ho deciso di acquistare un completo in piuma per la mia scalata all&#8217;Everest del 2016. Sono arrivato sulla cima dell&#8217;Everest il 19 maggio 2016 seguendo una dieta vegana, tuttavia un animale era morto per me e per farmi raggiungere il tetto del mondo. Indossavo quell&#8217;animale sotto forma di piume. Dopo essere tornato a casa ho avuto forti rimorsi di coscienza. Ho pensato: Ho mollato troppo presto? Avrei dovuto lavorare di più per i miliardi di animali macellati ogni anno per cibo, vestiti e attività ricreative? E così la mia ricerca per sostituire le piume è ricominciata.</p>
<p>Dopo essere tornato dall&#8217;Everest, qualcuno mi ha parlato di una tecnologia di isolamento chiamata <a href="https://www.savetheduck.it/it_it/plumtech/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Plumtech</a>, una innovazione isolante sintetica dell&#8217;azienda italiana <a href="https://www.savetheduck.it/it_it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Save the Duck</a>, un marchio che è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/caso-report-moncler-cosa-dice-la-legge-italiana-e-le-alternative-al-piumino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">sempre stato animal &amp; cruelty free</a> e rispettoso dell&#8217;ambiente. Ho fatto le mie ricerche e ho deciso di contattare Save the Duck su Facebook e chiedere se potevano aiutarmi a costruire un completo sintetico monopezzo che funzionasse su un Ottomila. Avevo infatti deciso di scalare il Lhotse nel maggio 2018. Proprio come ogni altra volta pensavo che la mia richiesta di creare un abito sintetico sarebbe stata respinta e invece Save The Duck disse che lo avrebbero costruito, ed erano sicuri che la tecnologia avrebbe funzionato in qualsiasi tipo di condizioni meteorologiche anche su una montagna di 8000 metri. Ero estatico! Nei mesi successivi abbiamo scambiato messaggi e note di progettazione e poi, finalmente, nell&#8217;aprile 2018, mentre mi dirigevo al campo base del Lhotse, il primo completo sintetico del mondo creato dal team di Save the Duck era pronto.</p>
<p><strong>Adesso quali sono i tuoi prossimi progetti?</strong></p>
<p>Ho scalato l&#8217;Everest a maggio 2016 osservando una dieta vegana ma indossando un completo in piuma per raggiungere la vetta. Nel maggio 2018 ho salito il Lhotse come un vero alpinista vegano al 100%, sia dieta vegana che attrezzatura da montagna vegana. Ora spero di tornare a scalare l&#8217;Everest nel maggio 2019 indossando l&#8217;abito sintetico creato da Save the Duck, e un giorno spero di costruire una squadra di alpinisti vegani di tutto il mondo che ascendano insieme all&#8217;Everest mentre mangiano cibo vegano e indossano indumenti animal free.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un tunnel sotto l&#8217;Everest, per la nuova ferrovia che collega Tibet e Nepal</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/un-tunnel-sotto-leverest-per-la-nuova-ferrovia-che-collega-tibet-e-nepal/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 11:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[nepal]]></category>
		<category><![CDATA[tibet]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/everest-solfar-vr.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/everest-solfar-vr.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/everest-solfar-vr-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/02/everest-solfar-vr-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ii primo ministro cinese Li Keqiang e il suo collega nepalese Prasad Sharma Oli hanno stipulato un accordo per collegare i due paesi attraverso u<strong>na ferrovia che passa attraverso il centro della catena montuosa dell&#8217;Himalaya</strong>, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/tag/everest/" data-wpel-link="internal">Everest</a> compreso, sotto il quale potrebbe passare addirittura un tunnel.</p>
<p>Il treno che collegherà i paesi più alti del mondo partirà da Shigatse (Xigaqze, a2800 metri di altitudine) in Tibet e arriverà alla capitale nepalese di Kathmandu (1400 m). A sua volta da Shigatse è già possibile arrivare alla capitale tibetana Lhasa, grazie alla <strong>supertecnologica linea Quinghai-Tibet</strong>, la ferrovia che tocca il punto più alto del mondo, a 5.072 metri sul livello del mare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/5-consigli-per-chi-vuole-andare-sulleverest/" data-wpel-link="internal">5 consigli per chi vuole andare sull&#8217;Everest</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora incerto il tragitto, che potrebbe seguire la direttrice di Gyirong oppure quella che passa per l&#8217;Everest. Di sicuro si tratta di una sfida interessante per i progettisti (dovranno affrontare<strong> un tunnel sotto l&#8217;Everest</strong>) e di una grande novità anche per i turisti che in futuro vorranno passare da una capitale all&#8217;altra.<br />
Ma anche di un importante mossa geopolitica dei cinesi rispetto al Nepal, che è considerato territorio strategico anche dall&#8217;India.</p>
<p>La nuova ferrovia sarà lunga 700 chilometri e si prevedono 4 anni per la sua costruzione. A differenza dei treni iperveloci (fino a 350 km/h) che percorrono la Quinghai-Tibet, qui le carrozze viaggeranno ad un massimo di 120 km/h sul versante tibetano e di 160 su quello nepalese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-storia-della-conquista-degli-ottomila-tutte-le-prime-assolute-e-invernali/" data-wpel-link="internal">La conquista degli Ottomila: le prime , le assolute, le invernali</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le emozioni in vetta al Nanga Parbat in video</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/le-emozioni-in-vetta-al-nanga-parbat-in-video-himalaya-scalata-simone-moro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2017 09:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arrampicata]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[nanga parbat]]></category>
		<category><![CDATA[scalata]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sherpa-mingma-nanga-parbat-facebook.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="sherpa-mingma-nanga-parbat-facebook" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sherpa-mingma-nanga-parbat-facebook.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sherpa-mingma-nanga-parbat-facebook-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/sherpa-mingma-nanga-parbat-facebook-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Il 2 ottobre scorso alle 12.40 8 alpimnisti sono arrivati in vetta al Nanga Parbat, la montagna assassina che anche Simone Moro ha conquistato in invernale quest&#8217;anno. Fra i protagonisti di questa scalata ci sono il nepalese <strong>Sherpa Mingma Gyalje, il pakistano Muhammad Ali Spdara</strong>. Sulla pagina <a href="https://www.facebook.com/climbermingma/?hc_ref=ARQzCWw3wX2rNgP20Xg_bqrQEkBeoDanKQS6lFTgqNCUHITszlyjqu4y4TjWiO_J8oA&amp;fref=nf" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Facebook</a> di Mingma G. è apparso un video girato in cima alla montagna, con commento felice e ansimante (sono saliti senza ossigeno).<br />
<strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/nanga-parbat-2016-perche-la-prima-invernale-di-simone-moro-alex-txicon-ali-sadpara-e-tamara-lunger-e-una-conquista-storico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La prima invernale sul Nanga Parbat di Simone Moro, Ali Sapdara e Tamara Lunger</a></strong><br />
<iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fclimbermingma%2Fvideos%2F1136311586500939%2F&amp;show_text=0&amp;width=560" width="560" height="315" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<h3>I protagonisti</h3>
<p>Sherpa Mingma Gyalje è un fortissimo scalatore in ascesa nel mondo dell&#8217;alpinismo, che ha già conquistato 12 ottomila su 14 e ha recentemente aperto una nuova via in solitaria sulla parete ovest del Chobutse. Sapdara ha fatto parte della spedizione vincente di Simone Moro a febbraio e questa è la <strong>quarta volta che raggiunge la cima del Nanga Parbat.</strong><br />
<strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-storia-della-conquista-degli-ottomila-tutte-le-prime-assolute-e-invernali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La storia della conquista degli Ottomila: tutte le prime, assolute e invernali</a></strong></p>
<p>Foto: Mingma Gyalje / Facebook</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>5 consigli per chi vuole andare sull&#8217;Everest</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/5-consigli-per-chi-vuole-andare-sulleverest/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 07:02:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[avventura]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli appassionati dell&#8217;outdoor hanno certamente sognato una volta nella vita di andare in Himalaya per[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Andare-sull-Everest.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Andare sull Everest" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Andare-sull-Everest.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Andare-sull-Everest-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Andare-sull-Everest-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Gli appassionati dell&#8217;outdoor hanno certamente sognato una volta nella vita di andare in Himalaya per un trekking. Molti lo fanno. Ormai è una vacanza molto più comune di quanto non si creda. Molti <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/la-storia-della-conquista-degli-ottomila-tutte-le-prime-assolute-e-invernali/" data-wpel-link="internal">leggono libri e blog</a>, guardano film e documentari e arrivano a <strong>sognare di salire in cima all&#8217;Everest</strong>. Solo uno su mille crede che sia un&#8217;impresa realizzabile anche da un uomo comune, come voi che state leggendo questo post e che non siete necessariamente esperti e in forma come un alpinista di fama come ce ne sono parecchi &#8211; da Simone Moro in giù.</p>
<p>Marco Zaffaroni è un uomo comune. 54enne, &#8216;tranquillo&#8217; piccolo imprenditore lombardo con un lavoro (alleva e toeletta vacche da latte e organizza eventi sportivi) che lo occupa dalla mattina alla sera, una moglie, due figlie e un cane di cui preoccuparsi, e una grande passione per gli sport di fatica. Ha cominciato con il triathlon &#8220;da giovane&#8221;, ha scoperto le gare endurance multisport, ha aperto un club &#8211; il <a href="http://www.friesianteam.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Friesian Team</a> &#8211; con i cui colori gareggiano vari atleti professionisti (&#8220;e una è pure andata alle Olimpiadi&#8221;) e, da qualche tempo a questa parte, va sull&#8217;Himalaya. Durante una maratona ha conosciuto un alpinista svizzero di cui è poi diventato amico e che in seguito gli ha chiesto se volesse accompagnarlo in una spedizione. &#8220;Ormai credo di essere andato in Nepal una dozzina di volte, più o meno. Non tutte le volte che parti per un 8000 poi ci arrivi. Anzi, a me è capitato pochissime volte&#8221;.</p>
<p>Abbiamo incontrato Marco alla prima serata di una serie di quattro che il Gruppo Ethos &#8211; otto ristoranti tra Milano e la Brianza &#8211; ha organizzato per fare <strong>incontrare a cena veri campioni dello sport</strong> ai propri clienti: al Ristorante Fabbrica Libera a Casatenovo (LC) c&#8217;è stato anche il paraciclista Fabrizio Macchi (due ori ai Mondiali) mentre i<a href="http://www.fabbricalibera.it/it/evento-3067" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">l 24 maggio sarà la volta di Fabio Vedana</a>, uno dei più noti allenatori di atleti endurance. Il 14 giugno, prima delle olimpiadi di Rio, toccherà a<a href="http://www.fabbricalibera.it/it/evento-3068" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer"> Igor Cassina, oro ad Atene 2004</a>.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-36505" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Marco-Zaffaroni.jpg" alt="Marco-Zaffaroni" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Marco-Zaffaroni.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/Marco-Zaffaroni-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br />
A Marco Zaffaroni quindi abbiamo chiesto quali sono<strong> i cinque consigli che darebbe all&#8217;uomo della strada che sognasse di andare sull&#8217;Everest</strong>, come lui si appresta a fare nelle prossime settimane, dopo aver già conquistato il Shisha Pangma di 8.027 metri nel 2005, il Cho Oyu di 8.201 metri nel 2009 e cinque delle Seven Summits.</p>
<p><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/everest-il-film-perche-per-jon-krakauer-e-una-bufala/" data-wpel-link="internal">Avete visto il film Everest qualche mese fa al cinema?</a></strong> &#8220;Io non posso dirvi cosa va bene per tutti. Io posso dirvi cosa va bene per me&#8221;.</p>
<h3>1. Abbiate il giusto atteggiamento</h3>
<p>&#8220;Sto parlando di approccio mentale all&#8217;avventura. A me piace dire che vado sull&#8217;Himalaya in &#8220;stile gitante&#8221;. Qui non ci sono eroi né campioni. In fin dei conti, bisogna pensare solo a godere di quel posto e a portare a casa la pelle. Quindi, come un gitante, vado in economia cercando di risparmiare il più possibile, vado rilassato senza nemmeno pensare ai grandi alpinisti che fanno i record, che scrivono libri e che non prendono nemmeno in considerazione l&#8217;ipotesi di respirare ossigeno da una bombola. Io sì. Io sono lì per salire. Provo a salire con le mie forze ma se una bombola mi aiuta a sopravvivere, ben venga. Il cosiddetto &#8216;stile alpino&#8217;, poi, è molto relativo. Salire in &#8220;stile gitante&#8221; non significa che io vada in montagna con le infradito, tutt&#8217;altro. Io al massimo ho il vezzo di arrivare al campo base vestito come sono sceso dall&#8217;aereo. Non bisogna però confondere la professionalità col professionismo. Per arrivare in cima bisogna per forza essere molto professionali&#8221;.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/5-trekking-divini-sulle-montagne-sacre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 trekking divini sulle montagne sacre</a></p>
<h3>2. La preparazione è molto relativa</h3>
<p>&#8220;Anche parlando della preparazione atletica necessaria, va detto che anche in questo caso è tutto molto relativo. Ho visto super atleti muscolati che si sono preparati per un anno e mezzo che sono scappati appena superati i 5000 metri di altitudine temendo un edema polmonare. Del resto, tanta massa muscolare richiede tanto ossigeno per funzionare e lì di ossigeno non ce n&#8217;è. Io ovviamente mi faccio trovare in forma perché da sempre amo gli sport di fatica. La preparazione tecnica? Salire sull&#8217;Everest non richiede grandi capacità . Si riesce a fare molta della salita impugnando i bastoncini. La parte più pericolosa tecnicamente è all&#8217;inizio, quando bisogna attraversare un&#8217;infinità di seracchi sul ghiacciaio che vengono attrezzati con scale metalliche e corde dagli sherpa&#8221;.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/perche-alcuni-hanno-lo-spirito-dellavventura-e-altri-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Perché alcuni hanno lo spirito dell&#8217;avventura e altri no</a></p>
<h3>3. Portatevi l&#8217;attrezzatura migliore</h3>
<p>&#8220;Io salgo in stile gitante ma non sono pazzo. Per un&#8217;impresa del genere ci vuole il meglio. Piumini himalayani, scarponi progettati per queste altezze, un&#8217;infinità di guanti artici, una manciata di tende e sacchi a pelo. Io ci riempio diversi barili da trasporto. Lo dice uno che sull&#8217;Himalaya ci ha lasciato le dita dei piedi per congelamento.&#8221;</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/i-film-sulleverest-alternativi-a-everest/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Il film sull&#8217;Everest alternativi a Everest</a></p>
<h3>4. L&#8217;alimentazione è importante per lo spirito</h3>
<p>&#8220;Mi sono accorto che mangio più salame nostrano quando sono sull&#8217;Himalaya che quando sono a casa. Già mangi poco, sei lontano dagli affetti, sei sotto stress. Almeno che si mangi qualcosa di buono che ti faccia sentire a casa! La mia dieta è fatta di salumi lombardi, grana, pasta&#8230; come a cena in famiglia&#8221;.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/everest-il-film-perche-per-jon-krakauer-e-una-bufala/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Everest, il film: perché per Jon Krakauer è una bufala</a></p>
<h3>5. L&#8217;organizzazione è fondamentale</h3>
<p>&#8220;Bisogna sapere che è virtualmente possibile andare sull&#8217;Everest solo in primavera. La stagione monsonica corrisponde alla nostra estate. Ci sarebbe una finestra forse anche in autunno ma ormai il governo nepalese spesso non dà il permesso agli sherpa di attrezzare il ghiacciaio da attraversare. Il versante cinese è sempre aperto in teoria Detto che il permesso per la salita costa 11.000 euro è sempre più comodo affidarsi a un&#8217;agenzia. La vostra agenzia di viaggio si mette in contatto con un&#8217;agenzia locale per prenotare e coordinare i voli, la prenotazione della stanza a Kathmandu, il pagamento dei permessi, l&#8217;assunzione degli sherpa. Anche volendo, è praticamente impossibile fare tutto da soli&#8221;.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/quanto-costa-andare-sulleverest-spedizione-alpinismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Quanto costa salire in cima all&#8217;Everest</a></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-36504" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/JPG-a-cena-con-il-campione.jpg" alt="JPG a cena con il campione" width="646" height="901" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/JPG-a-cena-con-il-campione.jpg 646w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/05/JPG-a-cena-con-il-campione-215x300.jpg 215w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>5 clip inedite del film Everest</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/5-clip-inedite-del-film-everest/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 16:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[jon krakauer]]></category>
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					<description><![CDATA[Everest, il film sulla tragica spedizione del maggio 1996 raccontata da Jon Krakauer (l’autore di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Everest_Locandina_Italiana.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Everest_Locandina_Italiana" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Everest_Locandina_Italiana.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Everest_Locandina_Italiana-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/09/Everest_Locandina_Italiana-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Everest, il film sulla tragica spedizione del maggio 1996 raccontata da Jon Krakauer (l’autore di Into the Wild) nel libro Aria sottile (Corbaccio edizioni) è il titolo d’apertura, fuori Concorso, della <a href="https://www.labiennale.org/it/cinema/news/08-07.html?back=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">72^ Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</a>: diretto da Baltasar Kormákur e girato anche sulle Alpi italiane (in Val Senales, Trentino-Alto Adige) sarà proiettato in anteprima mondiale il 2 settembre nella Sala Grande (Palazzo del Cinema) al Lido di Venezia.</p>
<p>La pellicola ha già fatto abbondantemente parlare di sé (ultimo in ordine di tempo ma primo per peso della propria opinione Reinhold Messner che al <a href="http://www.4uik.com/it/2-News/5-Film/6088-Il-nuovo-numero-di-4UIK-%C3%A8-negli-store-iOS-e-Android.html?s=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">cinemagazine 4Uik</a> ha dichiarato: “È girato su una pista da sci. Quindi che cosa può far vedere della mancanza di ossigeno, dell’alta quota, della condizione data dal freddo? Niente. Ho visto mentre lo giravano, sarà un tipico film di Hollywood, ci saranno grandi attori, ma manca l’attore principale che è la montagna, con tutta la sua grandezza, la bufera, il freddo e specialmente la mancanza di ossigeno”): <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/everest-il-film-nelle-sale-italiane-a-settembre-2015/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qui tutte le informazioni sul film nelle sale italiane a partire dal 24 settembre</a>.</p>
<p>Nel frattempo Universal ha diffuso queste cinque clip inedite in lingua originale del film.</p>
<p><script class="cmplx-embed" src="https://player.complex.com/tv/js/embed.js?cId=BlZ2ZhdzoEq5_-pGyPmg_59_wip3Z8Vk&amp;pId=26aa5f02d93f4c05a4546f6d5ecb59b7&amp;adSetCode=67a3ff9d3a842ae818bb9de1badc5b0&amp;site=collider&amp;kw="></script><noscript></p>
<div>Please enable Javascript to watch this video</div>
<p></noscript></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Il volo sull’Himalaya</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/montagna/il-volo-sullhimalaya/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 23:41:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[elicottero]]></category>
		<category><![CDATA[everest]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono due modi per arrivare sull’Everest o su una delle più alte vette. Uno[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/himalaya.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Credits: Teton Gravity Research" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/himalaya.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/himalaya-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/himalaya-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ci sono due modi per <strong>arrivare sull’Everest</strong> o su una delle più alte vette. Uno è quello di spendere <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/quanto-costa-andare-sulleverest-spedizione-alpinismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">almeno 30 mila dollari </a>per tentare la salita, l’altro, decisamente meno dispendioso e più facile, è aprire un libro di immagini o andare su internet e cercare<strong> foto e video del ‘Tetto del mondo’</strong>.</p>
<p>Certamente non è la stessa cosa in termini di esperienza, ma è possibile arrivarci molto vicini grazie a un affascinante video in alta definizione realizzato recentemente dalla <a href="http://www.tetongravity.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Teton Gravity Research</a>, casa di produzione multi-media specializzata in riprese sportive outdoor.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://player.vimeo.com/video/121045965" width="500" height="281" frameborder="0" title="The Himalayas from 20,000 ft." webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il breve filmato è stato realizzato <strong>a bordo di un elicottero</strong> che, partendo da Kathmandu, ha raggiunto i seimila metri di altezza, volteggiando intorno alle vette dell’Himalaya. A bordo gli operatori, ovviamente dotati di ossigeno supplementare, hanno utilizzato una delle videocamere giro-stabilizzate <strong>più avanzate</strong> attualmente in circolazione, ossia il <strong>sistema GSS C520</strong>.</p>
<p>L’impresa è servita per ottenere le<strong> immagini più stabili e nitide</strong> finora mai catturate dei monti più alti del pianeta.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Andrea Zambaldi travolto da una valanga sull&#8217;Himalaya</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/andrea-zambaldi-travolto-da-una-valanga-sullhimalaya/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 07:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[andrea zambaldi]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[tibet]]></category>
		<category><![CDATA[valanghe]]></category>
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					<description><![CDATA[Andrea Zambaldi, l&#8217;alpinista veronese partito per scalare due vette da Ottomila in sette giorni facendo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1713" height="1202" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi.jpg 1713w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi-300x211.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi-1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi-670x470.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/09/DYNAFIT_Double8Expedition_Kathmandu_Andrea_Zambaldi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 1713px) 100vw, 1713px" /><br><br><p>Andrea Zambaldi, l&#8217;alpinista veronese partito per scalare due vette da Ottomila in sette giorni facendo il concatenamento di Shisha Pangma (8027 metri) e Cho Oyu (8201 metri), e che <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/andrea-zambaldi-2-ottomila-in-7-giorni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">avevamo intervistato alla vigilia della partenza</a>, è stato <strong>travolto la mattina di mercoledì 24 settembre da una valanga </strong>a soli 100 metri dalla vetta dello Shisha Pangma, insieme ai due compagni della spedizione Double 8 (i tedeschi Benedikt Böhm e Sebastian Haag) e ad altri due scalatori aggregati all&#8217;ascesa (il famoso arrampicatore svizzero Ueli Steck e il tedesco Martin Maier).</p>
<p>Böhm e Steck sono rimasti fortunatamente distanti dalla valanga, <strong>Zambaldi e Haag risultano tutt&#8217;ora dispersi</strong>, mentre Maier si è salvato miracolosamente. Le ricerche degli sherpa locali e degli altri alpinisti sono ancora in corso.</p>
<p>La notizia cominciava a rimbalzare nel pomeriggio del 24 settembre tra i telefoni degli &#8220;addetti ai lavori&#8221; e soprattutto di chi conosce Andrea. Poi alla sera è arrivata la conferma ufficiosa ma inequivocabile del sito <a href="http://www.explorersweb.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Explorersweb.com</a>, una sorta di piattaforma online a cui si appoggiano tutte le grandi spedizioni &#8211; dall&#8217;Himalaya al Karakorum, dalle traversate oceaniche a quelle polari. Alle 19.30 il post firmato da Stefan Nestler (un blogger e fotografo di montagna tedesco) non lasciava margini di dubbio: <em>&#8220;Una valanga sulla Shisha Pangma uccide due alpinisti&#8221;</em>. Un&#8217;ora dopo, Raheel Adnan (un giovane giornalista pakistano che d&#8217;abitudine segue le grandi spedizioni internazionali) riusciva a scendere più nei particolari titolando: <em>&#8220;Due alpinisti scomparsi per la valanga. Uno si salva miracolosamente&#8221;</em>.</p>
<p>Sembra che non ci siano dubbi su come si siano svolti i fatti: i tre membri del Team Double8 (la spedizione promossa da Dynafit che puntava a salire lo Shisha Pangma di 8027 metri e, entro soli sette giorni, anche il Cho Oyu di 8188 metri, completando lo spostamento di 170 km tra una cima e l&#8217;altra in mountain bike) cominciano la salita finale nel tardo pomeriggio del 23 settembre, insieme a Steck e Maier. Chi parte dal Campo Base a quota 5600, chi dal Campo 1 a 6300 e chi, come Andrea Zambaldi, dal Campo 2 a 6800. <strong>L’ultimo messaggio di Benedikt Böhm</strong> postato sul sito di Dynafit dice: <em>&#8220;Combattere, combattere, combattere. Cumuli di neve e ad alto rischio di valanghe… è frustrante!&#8221;</em>.</p>
<p>Del resto, <strong>due tentativi di salita erano andati a vuoto nei giorni precedenti</strong> per questa ragione. Tutti si danno appuntamento al Campo 3 a 7300 alle due del mattino. Alle 6:50 del 24 settembre raggiungono i 7900 metri di quota, appena sotto la cima, quando Haag, Zambaldi e Maier vengono <strong>investiti da una valanga, a soli 100 metri dalla vetta, e precipitano per oltre 600 metri</strong>. Böhm e Steck chiamano  subito il Campo Base con il telefono satellitare chiedendo assistenza e cercano inutilmente, per oltre quattro ore, di raggiungere l&#8217;area della valanga sotto di loro per portare i primi soccorsi. Tutte le notizie giunte finora arrivano dalla testimonianza di Böhm e ora si attende di sentire anche il resoconto di quei momenti direttamente dalla voce di Maier.</p>
<p>Chi era Andrea Zambaldi? Nato a Milano 31 anni fa, veronese di adozione e cresciuto nel quartiere di Borgo Roma, studi a Trento e trasferito per lavoro a Bolzano, era il Responsabile Marketing proprio di Dynafit e si allenava sui sentieri del Monte Baldo e sulle pareti del Garda Trentino. Nel 2008, con la spedizione On The Rocks, <strong>era già arrivato in cima allo Shisha Pangma insieme a un altro veronese, Andrea Montolli</strong>.</p>
<p>Lo Shisha Pangma, chiamato anche Gosainthān dalle popolazioni locali, è la quattordicesima montagna più alta della Terra con i suoi 8027 metri: <strong>la più bassa fra i 14 ottomila che ci sono al mondo, ma anche l&#8217;ultima a essere conquistato</strong> per le restrizioni imposte dalla Cina. È situata in Tibet, nella catena dell&#8217;Himalaya. Fu conquistata per la prima volta nel 1964 da una spedizione cinese. Nel 2005 Simone Moro è stato il primo a scalarla in invernale, insieme al polacco Morawski.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>&#8216;In ginocchio sulle ali&#8217;, il nuovo libro di Simone Moro</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/cultura/in-ginocchio-sulle-ali-il-nuovo-libro-di-simone-moro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 10:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[himalaya]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[messner]]></category>
		<category><![CDATA[simone moro]]></category>
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					<description><![CDATA[È difficile tracciare il confine tra vita e avventura quando si pensa all’alpinista Simone Moro.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[								
								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/simone-moro-libro-copertina.jpg" title="simone-moro-libro-copertina" data-wpel-link="internal">
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								<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2014/04/simone-moro-libro.jpg" title="simone-moro-libro" data-wpel-link="internal">
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								</a>
								
								<hr style="visibility:hidden; height:1px; width:100%; display:block;" />
<p>È difficile tracciare il confine tra vita e avventura quando si pensa all’alpinista <strong>Simone Moro</strong>. Dopo le sue numerose imprese sulle cime più alte del mondo narrate in &#8220;Cometa sull’Annapurna&#8221;, &#8220;‘8000 metri di vita&#8221;, &#8220;La voce del ghiaccio&#8221; ed &#8220;Everest&#8221;, lo scalatore bergamasco conferma questa impressione con il nuovo libro <strong>&#8220;In ginocchio sulle ali&#8221;</strong> (Rizzoli), in cui racconta la sua esperienza di pilota d’alta quota. Il volume, con prefazione di Reinhold Messner e postfazione di Maurizio Follini, è disponibile nelle librerie dal 2 aprile.</p>
<p>La passione che unisce Moro all’elicottero ha origini lontane, ma indubbiamente il contatto più intenso con questo mezzo l’ha avuto il 26 dicembre del 1997, quando i soccorsi aerei <strong>lo recuperarono sull’Annapurna</strong> in seguito alla valanga che travolse lui e i suoi due compagni di cordata; fu l’unico a salvarsi.</p>
<p>Da quel momento l’interesse dell’alpinista è cresciuto, portandolo a diventare nel 2010 <strong>un pilota di soccorso d’alta quota</strong> attivo in Nepal. Qui presta aiuto, oltre che agli scalatori in difficoltà, anche alla popolazione locale, registrando nel 2012 il record del recupero in long line più alto mai realizzato in parete, ad oltre 6400 metri.</p>
<p>&#8220;In ginocchio sulle ali&#8221; si rivela una storia di rispetto e dedizione verso la montagna, un racconto emozionante della vita che lo scrittore-alpinista, medaglia d’oro al valore civile, ha trasformato in <strong>una missione al servizio degli altri</strong>. Ma per Moro l’elicottero non è certo un punto d’arrivo: <em>&#8220;Non ho perso le forze per andare a piedi in montagna&#8221;</em>, dice, <em>&#8220;Ho solo deciso di ampliare i miei orizzonti&#8221;</em>.</p>
<p>Qui sotto, <strong>la nostra video intervista a Moro</strong>, che racconta come si affrontano il rischio e la paura in montagna.</p>
<p><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/PY1DU75s2Bw?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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