5 trekking divini sulle montagne sacre

Dall'Olimpo in Grecia al Fuji in Giappone, 5 trekking divini sulle montagne sacre e venerate dalle popolazioni locali

Monte Fuji 5 trekking divini sulle montagne sacre

Certo, anche l’Everest è un monte sacro (gli indigeni lo chiamano Chomolungma, che significa la Dea Madre del Mondo), ma a meno di essere alpinisti di livello mondiale (o di avere un bel gruzzoletto da investire per farsi portare in vetta da una spedizione commerciale, come vi abbiamo raccontato qui) non è una di quelle montagne considerate facilmente accessibili.

5 trekking divini sulle montagne sacre

Più abbordabili sono invece altre montagne sacre la cui vetta è raggiungibile con un minimo di preparazione escursionistica e fisica, affrontando uno dei ‘trekking divini’ che vi proponiamo in questa gallery.

Monte Fuji (Giappone)
Il principale luogo sacro degli shintoisti e di tutto il Giappone, è meta di pellegrinaggio da ogni parte del mondo. Punto di partenza dell’ascesa alla vetta è la quinta stazione, raggiungibile in autobus dalla strada Kawaguchiko-Yoshida-Noguchi: dai 2305 metri partono diversi sentieri che portano ai 3776 metri della vetta, dove la neve non è improbabile nemmeno nei mesi estivi. Non è una salita impegnativa, tanto che capita di incontrare anche famiglie con bambini o anziani giapponesi lungo il cammino. Il sentiero tradizionale e più frequentato è il Kawaguchiko-Yoshida-guchi, per il quale ci vogliono circa 6 ore in salita (3 in discesa, lungo un altro tracciato) e lungo la quale ci sono 20 rifugi; il più difficile è il Gotemba-guchi, 8 ore di cammino, che passa accanto a un campo di cenere lasciata dall’eruzione del 1707. Ci sono poi il sentiero di Fujinomiya-guchi (o sentiero di Mishima-guchi, 5 ore in salita, 3 in discesa) e il Subashiri-guchi (5 ore e mezza di cammino circa).

Credits: FlickrCC Travelbusy.com

Monte Ararat (Turchia)
I metri son 5165 e l’ultimo tratto è sempre coperto di neve e ghiaccio: salire sulla vetta dell’Ararat non è una semplice escursione (il grado di difficoltà secondo la scala francese è il D, quindi per alpinisti esperti), ma in tema di montagne sacre quella che i turchi chiamano Agri Dagi è imperdibile. Secondo il Vecchio testamento è proprio su questa vetta sull’altopiano dell’Anatolia, nell’estremo oriente turco al confine con l’Iran e l’Armenia, che si sarebbe fermata l’Arca di Noé dopo il Diluvio Universale. Punto di partenza di ogni ascesa è il villaggio di Elikoy a 2250 metri di altitudine e a 15 di strada da Dogubeyazit, dove arrivano gli autobus da Ankara. Da qui c’è un sentiero che sale fino ai 2900 metri del Campo Base 1, da cui poi è possibile raggiungere il Campo Base 2 a 4200 metri e infine la vetta. Normalmente, senza fretta, ci vogliono 5 giorni in tutto.

Monte Ararat 5 trekking divini sulle montagne sacre

Credits: FlickrCC Martijn.Munneke

Monte Kailash (Tibet)
Il Kailash, oltre che una delle vette più alte di tutto l’Himalaya, è anche la montagna venerata da hindu, jains, buddisti e seguaci del Bon, la religione shamanica pre-buddista. Un pellegrinaggio sulle sue pendici, se non la vera e propria circumambulazione (kora), è tra i precetti irrinunciabili dei fedeli di ciascuna di queste religioni, che lo identificano come il mitologico Monte Meru, l’asse attorno al quale è centrato l’universo. Tuttavia non è un trekking da prendere alla leggera: le lunghe distanze dei trasferimenti, le altitudini elevate (si viaggia dai 4500 metri del lago Manasarovar ai 5600 della vetta vera e propria), le poche strutture ricettive sono difficoltà oggettive, ripagate però da uno dei viaggi più affascinanti e mistici che si possono fare sulla terra.

Monte Kailash 5 trekking divini sulle montagne sacre

Credits: FlickrCC Vijay Kiran

Monte Olimpo (Grecia)
Il tetto della Grecia, e l’autentico Olimpo (!) delle divinità classiche. La vetta più alta è il Mytikas, a quota 2917 metri: ci vogliono normalmente due giorni di escursioni per salire e scendere partendo dal villaggio di Prionia, a 18 km da Litochoro. Da qui si arriva al rifugio A in circa 3 ore, e in altrettante si raggiunge la vetta dove vi attende il registro dei visitatori…

Monte Olimpo 5 trekking divini sulle montagne sacre

Credits: FlickrCC Dave Lonsdale

Monte Sinai (Egitto)
Mosè è salito a mani vuote ed è disceso con le tavole della legge, oggi invece conviene attrezzarsi con un sacco a pelo e l’occorrente per almeno un giorno di bivacco. L’ascensione ai 2285 metri della vetta del Sinai (chiamato anche Gebel Musa, Monte di Mosè, o Har HaElokim, montagna divina), compresa di visione dell’alba su tutta la penisola, è uno dei trekking più gettonati d’Egitto. Punto di partenza per tutti i 1585 metri del Monastero di Santa Caterina: da quel punto ci sono circa 3 ore di cammino, compresi i 750 gradini che portano alla vetta. Piccolo inconveniente: lungo il cammino si incontrano anche i gitanti in libera uscita dai villaggi di Sharm, per lo più a bordo di cammello.

Monte Sinai 5 trekking divini sulle montagne sacre

Credits: FlickrCC alljengi

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