Vuoi scalare l’Everest? Ti servono (almeno) 30.000 dollari

Quanto costa scalare l'Everest

Da quando nel 1953 lo scalatore neozelandese Edmund Hillary e lo sherpa Tensing Norgaystood hanno raggiunto per la prima volta il tetto del mondo, si stima che oltre 4000 scalatori si siano spinti fino agli 8848 metri dell’Everest. Il vero e proprio boom si è avuto però a partire dagli anni Novanta, con la conseguenza di seri problemi per quanto riguarda l’affollamento in quota, lo smaltimento dei rifiuti al campo base e la sicurezza degli sherpa, come la tragedia della valanga del 18 aprile che ha travolto e ucciso 16 portatori, lungo il percorso che conduce al ghiacciaio del Khumbu, ha ancora una volta evidenziato.

Ma quanto sborsa tutta questa gente per salire sulla montagna più alta del mondo?

Come prima cosa c’è da pagare il governo nepalese, e a febbraio il ministro della Cultura, del Turismo e dell’Aviazione Civile ha dichiarato che dal 2015 la tariffa individuale passerà da 25mila a 11mila dollari a scalatore. Questo per scoraggiare gli alpinisti individuali che si raggruppavano solo per approfittare della tariffa di 10mila dollari a testa per i gruppi di 7 o più scalatori.

Poi c’è da pagare l’ufficiale di collegamento, un rappresentante del governo che dal 2014 staziona al campo base per controllare il reale afflusso di persone e la gestione dei rifiuti. E fanno 2500 dollari. C’è anche una tassa a favore degli ice doctor, gli sherpa addestrati ad attrezzare scale e funi nei punti di maggior pericolo: circa 600 dollari a persona.

Poi ci sono l’equipaggiamento e il trasporto per portarlo al campo base. Una bombola di ossigeno costa 500 dollari, e normalmente ne servono almeno sei: fanno 3mila dollari. Una yak per trasportare il tutto fino al campo base costa circa 150 dollari al giorno. Normalmente ne servono almeno quattro per quattro giorni: totale 2400 dollari.

Poi servono i portatori, a 75 dollari l’uno al giorno. E infine, assumendo di non essere Messner che sale in solitaria, servono le guide: e qui si entra nel calcolo dell’imponderabile, che dipende da tipologia, esperienza e genere di servizi che le guide sanno offrire, fino al numero di componenti la spedizione.

Ci sono spedizioni che partono con il solo supporto di alcuni sherpa esperti per la parte terminale dell’ascensione, ma questo significa che l’acclimatamento e tutta la gestione del campo base è lasciata al singolo. E il costo è di circa 40mila dollari.

Ci sono spedizioni con delle guide sherpa locali che restano con la spedizione per tutto il tempo necessario e si occupano di tutti gli aspetti, dalla cucina alle previsioni meteo, anche in maniera esclusiva con il singolo alpinista. E qui si parte dai 40mila dollari a salire.

E infine ci sono le spedizioni con guide occidentali, per lo più europee, il cui costo varia dai 55mila agli 85mila dollari, con punte da 100mila dollari se si vuole una guida occidentale tutta per sé.

Avete risparmiato abbastanza? Be’, potrebbe non bastare, perché a questo calcolo bisogna aggiungere il volo verso Kathmandu e i pernottamenti in città, il visto d’ingresso in Nepal, il trasporto da Kathmandu a Lukla, le tea house, il deposito per la spazzatura (4mila dollari, che in teoria dovrebbero restituire), l’eventuale servizio per le previsioni meteo, cibo, tende, assicurazione personale, kit medici, abbigliamento e attrezzatura personale, telefono satellitare…

Alla fine, quanto bisogna sborsare per scalare la montagna più alta del mondo? Be’, un selfie sulla cima dell’Everest costa almeno 30mila dollari, ma può arrivare a costare anche 100mila bigliettoni verdi.

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