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	<title>ricerca Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>ricerca Archives - SportOutdoor24</title>
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	<item>
		<title>Nel cuore bianco dell’Antartide, la sfida italiana per trovare il ghiaccio più antico del pianeta</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/nel-cuore-bianco-dellantartide-la-sfida-italiana-per-trovare-il-ghiaccio-piu-antico-del-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 10:39:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Antartide]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della notte polare, a 3.200 metri di quota e con temperature che toccano[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1000" height="563" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0009_da22db4b9d.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Beyond-epica" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0009_da22db4b9d.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0009_da22db4b9d-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0009_da22db4b9d-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br><br><p data-start="948" data-end="1434">Nel cuore della notte polare, <strong>a 3.200 metri di quota e con temperature che toccano i -35°C,</strong> è iniziata la missione più impegnativa del progetto europeo Beyond EPICA-Oldest Ice.</p>
<p data-start="948" data-end="1434">Una spedizione che ha il sapore dell’avventura estrema e che porta un’impronta italiana fortissima: l’Istituto di scienze polari del Cnr guida un team internazionale di quindici persone che da novembre a gennaio lavoreranno nel campo remoto di Little Dome C, 35 chilometri dalla base italo-francese Concordia.</p>
<h2 data-start="948" data-end="1434">Antartide, la missione finale di Beyond EPICA: l’avventura italiana che cerca il ghiaccio più antico della Terra</h2>
<p data-start="1436" data-end="2012">L’obiettivo è doppio, e per molti versi <strong>senza precedenti.</strong> Da un lato, perforare il substrato roccioso sotto la calotta antartica per capire quando quella roccia è stata esposta alla luce solare. Dall’altro, estrarre nuovi campioni di ghiaccio dai livelli più profondi della carota – tra 2.350 e 2.590 metri – dove si trovano tracce del clima terrestre di oltre un milione di anni fa. È il periodo della Transizione del Pleistocene Medio, una fase in cui il clima del pianeta cambiò profondamente. Capire quel passaggio significa leggere il futuro del nostro sistema climatico.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep7-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658196" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep7-4.jpg" alt="Beyond-epica-antartide-italia" width="1000" height="750" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep7-4.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep7-4-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep7-4-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p data-start="2014" data-end="2304">“Questa campagna presenta sfide tecnologiche e ingegneristiche senza precedenti”, racconta dal campo <strong>Carlo Barbante, coordinatore del progetto e scienziato di Ca’ Foscari e Cnr-Isp</strong>. “Affrontiamo queste prove forti del successo delle scorse campagne e della qualità del team internazionale”.</p>
<h3 data-start="2306" data-end="2363">Un’impresa scientifica che parla soprattutto italiano</h3>
<p data-start="2365" data-end="2844">Il progetto <a href="https://www.beyondepica.eu/en/" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">Beyond EPICA</a> coinvolge dodici istituzioni di dieci Paesi europei, ma la guida è italiana. Cnr-Isp coordina la spedizione; ENEA, insieme all’Istituto polare francese IPEV, gestisce la complessa logistica antartica; <strong>Ca’ Foscari e Università di Milano-Bicocca</strong> sono tra i protagonisti delle analisi dei campioni. È un impegno che si intreccia con le attività del PNRA, il Programma nazionale di ricerche in Antartide, che gestisce anche la nave rompighiaccio Laura Bassi.</p>
<p data-start="2846" data-end="3299">Il lavoro sul ghiaccio non si ferma nemmeno quando gli scienziati sono a migliaia di chilometri di distanza. Nei mesi scorsi, nei laboratori europei, i campioni portati via da Little Dome C hanno confermato qualcosa di straordinario: i 190 metri analizzati dal British Antarctic Survey di Cambridge contengono u<strong>na registrazione completa del clima e dell’atmosfera di almeno 1,2 milioni di anni fa.</strong> È la più antica testimonianza climatica mai recuperata.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep22-23_21b.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658194" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep22-23_21b.jpg" alt="Beyond-epica-antartide-italia-missione-ghiaccio" width="1000" height="667" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep22-23_21b.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep22-23_21b-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep22-23_21b-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p data-start="3301" data-end="3586">Ulteriori analisi –<strong> chimiche, fisiche e paleoclimatiche</strong> – proseguiranno nei laboratori di Regno Unito, Francia, Danimarca, Svizzera, Norvegia, Germania e Italia. Il puzzle del clima antico richiede competenze diverse, e la collaborazione internazionale è parte integrante del progetto.</p>
<h3 data-start="3588" data-end="3636">La sfida del ghiaccio più antico del pianeta</h3>
<p data-start="3638" data-end="4106">La perforazione finale è la più delicata. Arrivare al contatto con la roccia, <strong>estrarre la carota profonda senza fratture</strong> e ottenere materiale sufficiente per tutte le analisi è un’operazione che richiede precisione estrema. Ogni metro recuperato racconta una storia di polvere, gas intrappolati, variazioni atmosferiche e cicli glaciali. La speranza è <strong>riuscire a leggere con chiarezza la transizione</strong> che portò le glaciazioni da cicli di 40mila a cicli di 100mila anni.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep5-4.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658197" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep5-4.jpg" alt="Beyond-epica-antartide" width="1000" height="751" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep5-4.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep5-4-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/SitRep5-4-768x577.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p data-start="4108" data-end="4181">In pratica: capire come il clima terrestre ha cambiato le proprie regole.</p>
<h3 data-start="4183" data-end="4240">Una missione di scienza, ma anche di resistenza umana</h3>
<p data-start="4242" data-end="4599">Vivere e lavorare a Little Dome C significa <strong>svegliarsi ogni giorno in una distesa bianca senza orizzonte</strong>, in un campo remoto raggiungibile solo dopo giorni di trasferimenti logistici. A -35°C ogni gesto è più lento, ogni macchina va protetta, ogni spostamento è calcolato. Il team vivrà in tende riscaldate, con turni serrati e un supporto tecnico continuo.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0004_4070f275bf.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-658195" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0004_4070f275bf.jpg" alt="Beyond-epica-antartide-italia-missione" width="1000" height="563" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0004_4070f275bf.jpg 1000w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0004_4070f275bf-300x169.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2025/11/csm_IMG-20251109-WA0004_4070f275bf-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p data-start="4601" data-end="4825">È una spedizione che<strong> unisce ingegneria, fisica del ghiaccio, climatologia, ma anche una sfida fisica e mentale</strong>. Il modo in cui questi ricercatori affrontano il freddo, l’altitudine e l’isolamento è parte stessa del progetto.</p>
<h3 data-start="4827" data-end="4874">L’Antartide come archivio del nostro futuro</h3>
<p data-start="4876" data-end="5168">Beyond EPICA <strong>non è un’impresa isolata.</strong> Fa parte del più ampio impegno europeo e italiano nel leggere l’“archivio del clima” custodito nelle calotte polari. Ogni carota estratta è un capitolo della storia del pianeta. E ogni capitolo permette di capire meglio come il clima sta cambiando oggi.</p>
<p data-start="5170" data-end="5337">Se tutto andrà come previsto, la campagna 2025-2026 consegnerà alla scienza uno dei dataset più preziosi mai ottenuti: il ghiaccio più antico mai recuperato dall’uomo.</p>
<p data-start="5339" data-end="5418">Un viaggio al limite del mondo, e <strong>una missione che appartiene anche all’Italia.</strong></p>
<p data-start="5339" data-end="5418">Foto Beyond Epica</p>
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		<title>Sai perché le radiazioni solari rendono la tua corsa più faticosa?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/ricerca-come-le-radiazioni-solari-influenzano-le-prestazioni-sportive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Aug 2025 05:29:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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		<category><![CDATA[sole]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Radiazioni-solari-influenza-prestazioni-sportive.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Radiazioni solari influenza prestazioni sportive" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Radiazioni-solari-influenza-prestazioni-sportive.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Radiazioni-solari-influenza-prestazioni-sportive-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Radiazioni-solari-influenza-prestazioni-sportive-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Uno studio giapponese ha analizzato gli effetti delle<strong> radiazioni solari</strong> sull&#8217;andamento di alcuni runner. La ricerca, curata dalle università giapponesi <a href="http://www.himeji-du.ac.jp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Himeji Dokkyo</a> e <a href="https://www.hyogo-u.ac.jp/english/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Hyogo</a> e <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26842928" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">pubblicata</a> sull&#8217;European Journal of Applied Physiology, è la prima nel suo genere (altre si sono limitate solo a effetti di vento, calore e umidità) e ha spiegato come le radiazioni solari influenzano le prestazioni sportive di chi fa attività fisica.</p>
<h4>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cure-rimedi/i-rimedi-naturali-contro-le-scottature-solari/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I rimedi naturali contro le scottature solari</a></h4>
<h2>Diversi livelli di radiazioni solari</h2>
<p>Lo studio è stato condotto su otto volontari ai quali è stato chiesto di completare una serie di test – pedalare fino allo sfinimento per mezzora – in un ambiente controllato con una temperatura costante di 30°C e 50% di umidità nell&#8217;aria. Mentre queste condizioni permanevano, i <strong>gradi di radiazione solare artificiale</strong> variavano.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-653219" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/mike-cox-iP_7jOFBgIQ-unsplash-scaled.jpg" alt="Sai perché le radiazioni solari rendono la tua corsa più faticosa?" width="1707" height="2560" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/mike-cox-iP_7jOFBgIQ-unsplash-scaled.jpg 1707w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/mike-cox-iP_7jOFBgIQ-unsplash-200x300.jpg 200w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/mike-cox-iP_7jOFBgIQ-unsplash-683x1024.jpg 683w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/mike-cox-iP_7jOFBgIQ-unsplash-768x1152.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/mike-cox-iP_7jOFBgIQ-unsplash-1024x1536.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/07/mike-cox-iP_7jOFBgIQ-unsplash-1365x2048.jpg 1365w" sizes="(max-width: 1707px) 100vw, 1707px" /></p>
<p>Ne sono stati testati quattro livelli: 800 watt/mq (equiparabile alla luce che c&#8217;è in un pomeriggio assolato alla latitudine di Regno Unito o Giappone), 500 watt/mq (nuvole sottili in estate), 250 watt/mq (nuvole spesse in estate) e 0 watt/mq.</p>
<h4>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/qual-e-lora-ideale-per-praticare-sport/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Qual è l&#8217;ora ideale per fare sport</a></h4>
<h3>Risultati inaspettati</h3>
<p>Gli effetti della concentrazione maggiore o minore delle radiazioni ha portato a risultati inaspettati. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, livelli alti di luce solare non hanno intaccato la temperatura interna, la produzione di sudore e la frequenza cardiaca, ma solo la<strong> temperatura esterna</strong>. All&#8217;aumentare delle radiazioni, la pelle reagisce infatti scaldandosi significativamente, contribuendo a aumentare la percezione di calore interna (anche se, di fatto, rimane invariata) e a rendere la corsa più faticosa. Un consiglio? Prima di uscire a correre è meglio preoccuparsi dell&#8217;assenza di nuvole, più che dei gradi indicati dal termometro.</p>
<h4>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/smettere-sudare-dopo-allenamento-doccia-4-mosse-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Smettere di sudare dopo l&#8217;allenamento</a></h4>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mangiare piccante ti fa vivere di più e pesare meno: come il peperoncino aiuta a controllare il peso</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/mangi-piccante-vivrai-piu-a-lungo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ballerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 11:33:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[peperoncino]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo dice la scienza: è meglio se mangi piccante: vivrai di più e perderai peso.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/01/peperoncini_2-1.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="peperoncini e sorriso" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/01/peperoncini_2-1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/01/peperoncini_2-1-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/01/peperoncini_2-1-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Lo dice la scienza: <strong>è meglio se mangi piccante:</strong> vivrai di più e perderai peso.<br />
<strong>I peperoncini piccanti sono dei grandi alleati nell&#8217;aumentare la longevità.</strong> Un consumo regolare, ma non esagerato, aiuta a ridurre la mortalità. Il peperoncino diventa dunque un elemento importante, insieme a una dieta sana e equilibrata e all&#8217;esercizio fisico regolare, per avere un&#8217;aspettativa di vita più lunga.</p>
<h2>Se mangi piccante vivrai più a lungo e peserai meno, ecco perché</h2>
<p>Queste <strong>proprietà benefiche del peperoncino</strong> sono state certificate da uno studio realizzato dall&#8217;Università del Vermont si è basato su un database di oltre 16.000 pazienti nordamericani che <strong>sono stati &#8216;osservati&#8217; per un periodo di 23 anni.</strong> L&#8217;equipe di ricercatori ha focalizzato il proprio esame su un alimento, che già da tempo, si sospettava fosse di grande rilevanza per la salute: i peperoncini piccanti. Il risultato ha mostrato che le persone che facevano uso di questo alimento erano per lo più giovani, di razza bianca, sposati, fumatori e con consumo frequente di alcol e sigarette e che contemplavano nella loro dieta, carne e verdure.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-150606 size-full" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/dimagrire-con-la-dieta-del-peperoncino.jpg" alt="peperoncino" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/dimagrire-con-la-dieta-del-peperoncino.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/dimagrire-con-la-dieta-del-peperoncino-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/dimagrire-con-la-dieta-del-peperoncino-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br />
<strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/peperoncino-piccante-benefici-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Tutti i benefici per la salute del peperoncino</a></strong></p>
<h3>Mangi piccante? Riduce la mortalità</h3>
<p>Dopo aver esaminato nel dettaglio i dati in loro possesso, i ricercatori hanno evidenziato che i pazienti che maggiormente avevano utilizzato i peperoncini piccanti negli ultimi 19 anni, <strong>avevano un&#8217;aspettativa di vita che le altre persone non avevano.</strong> La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica <em>Plos One</em>, dimostra che i consumatori frequenti di peperoncino piccante avevano ridotto la mortalità del 13%. In particolare i motivi dei decessi erano legati ad attacchi cardiaci e malattie cardiovascolari.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/quale-attivita-sportiva-allunga-di-piu-la-vita/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Quale attività sportiva allunga di piu&#8217; la vita?</a></strong></p>
<h3>Peperoncini piccanti aiuto al controllo del peso</h3>
<p>La principale ragione di questo aumento della longevità va individuato nella capsaicina, il maggiore componente presente nei peperoncini piccanti. Questo composto chimico ha un ruolo determinante nei meccanismi molecolari che <strong>prevengono l&#8217;obesità e controllano il flusso sanguigno coronarico.</strong> Inoltre, i peperoncini piccanti hanno proprietà antimicrobiche che possono attaccare indirettamente il microbo dopo che ha modificato la microflora intestinale del paziente.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-118361" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/01/peperoncini_0.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/01/peperoncini_0.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/01/peperoncini_0-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/dimagrire-con-la-dieta-del-peperoncino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Dimagrire con la dieta del peperoncino</a></strong></p>
<p>La conclusione di questa ricerca evidenzia che l&#8217;utilizzo di pepe, peperoncini piccanti, cibo piccante in generale, può essere considerata <strong>un&#8217;abitudine molto positiva</strong> oltre che una raccomandazione di tipo dietetico.<br />
[foto pixabay]</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4></h4>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le famiglie che stanno molto all&#8217;aria aperta sono più felici, ecco perché</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/psicologia/le-famiglie-outdoor-sono-piu-felici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 08:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Se dopo una giornata in famiglia trascorsa all’aperto vi sentite tutti più bendisposti e rilassati[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/famiglie-outdoor-felici.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="famiglie outdoor felici" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/famiglie-outdoor-felici.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/famiglie-outdoor-felici-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/famiglie-outdoor-felici-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Se dopo una giornata in famiglia trascorsa all’aperto vi sentite tutti più bendisposti e rilassati un motivo c’è. Come afferma una ricerca dell’University of Illinois <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jftr.12138/pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">pubblicata</a> sul <em>The Journal of Family Theory &amp; Review</em>, le famiglie outdoor sono più felici perché<strong> la natura ha il potere di risanare i rapporti familiari</strong> oltre a rendere le persone meno irritabili.</p>
<h2>Stai sereno, le famiglie outdoor sono più felici</h2>
<p>Nello studio si legge che passare del tempo immersi in un ambiente naturale<strong> migliora sia la concentrazione del singolo</strong>, aiutandolo a capire in anticipo le intenzioni degli altri e a prevenire le situazioni di conflitto. La maggiore serenità d’animo che conferisce la natura all’individuo non fa altro che migliorare anche i suoi rapporti con gli altri membri della famiglia.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/4-motivi-per-portare-i-bambini-allavventura-nella-natura.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-88159" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/4-motivi-per-portare-i-bambini-allavventura-nella-natura.jpg" alt="" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/4-motivi-per-portare-i-bambini-allavventura-nella-natura.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/4-motivi-per-portare-i-bambini-allavventura-nella-natura-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2022/03/4-motivi-per-portare-i-bambini-allavventura-nella-natura-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a></p>
<p><strong>&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/auto/la-famiglia-che-da-anni-gira-il-mondo-su-un-defender/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La famiglia che da due anni gira il mondo su un Defender</a></strong></p>
<h3>Attenzione e ritualità</h3>
<p>Come <a href="http://news.aces.illinois.edu/news/how-can-family-function-better-get-outside-together" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">afferma</a> la coautrice Dina Izenstark, “<em>Quando si ripristina l’attenzione a ciò che ci circonda, si ritorna in grado di cogliere più facilmente i segnali sociali, ci si sente meno nervosi e si ha più autocontrollo. Nella nostra ricerca teorizziamo che quando si riproduce questa situazione, la maggiore attenzione al contesto si riflette anche sui rapporti interpersonali, aiutando ad andare più d’accordo con la propria famiglia</em>”. Nello studio appare anche importante l’<strong>aspetto di ritualità</strong> che caratterizza l’appuntamento con la natura. Andare al parco nel pomeriggio o passeggiare in montagna durante i weekend crea un momento di unione tra i componenti della famiglia, rafforzandola.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/i-bambini-che-fanno-giochi-pericolosi-crescono-piu-sani-e-intelligenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I bambini che fanno giochi un po&#8217; pericolosi crescono più sani e intelligenti</a></strong></p>
<h3>Rilassare il cervello</h3>
<p>Andare nella natura significa prendersi una pausa dagli schermi e rilassare finalmente il cervello. Secondo i ricercatori, la maggior parte del tempo viviamo in uno stato di “saturazione tecnologica” che affatica la mente richiedendole un’attenzione diretta e costante. Uscire a fare due passi nel verde permette di<strong> ripristinare un livello di concentrazione più sano</strong>, approfittando del sollievo che genera lo stato di “dolce meraviglia” nei confronti di ciò che si trova attorno a noi.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/camminare-nella-natura-fa-bene-anche-alla-mente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Camminare nella natura fa bene anche alla mente</a></strong></p>
<p><em>Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/rodeime/15558009181" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">FlickrCC Roderick Eime</a></em></p>
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		<title>Allenamento: bastano 20 minuti al giorno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/allenamento-bastano-20-minuti-al-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 08:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Si muore di più per sedentarietà che per obesità. Ma con appena 20 minuti al[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="1052" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Allenamento-bastano-20-minuti-al-giorno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Allenamento: bastano 20 minuti al giorno" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Allenamento-bastano-20-minuti-al-giorno.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Allenamento-bastano-20-minuti-al-giorno-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Allenamento-bastano-20-minuti-al-giorno-1024x718.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Allenamento-bastano-20-minuti-al-giorno-768x539.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Allenamento-bastano-20-minuti-al-giorno-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/01/Allenamento-bastano-20-minuti-al-giorno-670x470.jpg 670w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p>Si muore di più per sedentarietà che per obesità. Ma con appena <strong>20 minuti al giorno</strong> di attività fisica si possono prevenire problemi cardiovascolari e, quindi il rischio di <strong>morire prematuramente</strong>. Sono queste le conclusioni di uno studio inglese della Cambridge University, pubblicato sull’<em>American Journal of Clinical Nutrition</em>.</p>
<h2>Allenamento: bastano 20 minuti al giorno</h2>
<p>Gli scienziati hanno osservato per dodici anni gli effetti dell’obesità e della presenza o meno di esercizio su un campione di 334.161 uomini e donne europei, nell’ambito <a href="http://epic.iarc.fr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">dell’Epic</a> (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition Study), <strong>uno dei più imponenti studi internazionali su alimentazione e salute</strong>. Da questa lunga analisi è emerso che le persone che si impegnano in anche piccoli esercizi giornalieri, equivalenti a circa 20 minuti di camminata, presentano dal 16% al 30% di possibilità in meno di morire prematuramente rispetto ai soggetti inattivi.<a href="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/gmb-fitness-ug_onUKP99Q-unsplash.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-624639" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/gmb-fitness-ug_onUKP99Q-unsplash.jpg" alt="Fitness Industry A-Z: Habitat" width="1920" height="1440" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/gmb-fitness-ug_onUKP99Q-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/gmb-fitness-ug_onUKP99Q-unsplash-300x225.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/gmb-fitness-ug_onUKP99Q-unsplash-1024x768.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/gmb-fitness-ug_onUKP99Q-unsplash-768x576.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2024/01/gmb-fitness-ug_onUKP99Q-unsplash-1536x1152.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></a></p>
<p>Nonostante questo particolare aspetto benefico dell’esercizio fisico sia maggiori e più evidente tra le persone di peso normale, la ricerca ha dimostrato come <strong>anche chi ha un alto indice di massa corporea può guadagnarne sensibilmente</strong>. Una grande differenza è stata evidenziata, infatti, confrontando i gruppi di persone moderatamente attivi con quelli completamente sedentari.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/5-dritte-per-combattere-il-lavoro-sedentario/" data-wpel-link="internal">5 dritte per combattere il lavoro sedentario</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/4-esercizi-da-fare-in-ufficio-per-la-schiena-e-la-postura/" data-wpel-link="internal">4 esercizi per la schiena e la postura per chi lavora da casa</a></strong></li>
</ul>
<p>Del resto, sempre secondo lo studio, è emerso come dei 9,2 milioni di morti in Europa nel 2008 &#8216;solo&#8217; 337mila si possono attribuire all’obesità, mentre sono ben <strong>676mila i decessi a causa di problemi legati alla sedentarietà</strong>. Circa il doppio, quindi.</p>
<p>Il professor <strong>Ulf Ekelund</strong>, ledear dello studio e membro del Medical Research Council (MRC) alla Cambridge University, ha affermato:<em> &#8220;Si tratta di un messaggio molto semplice: è sufficiente una modesta quantità di attività fisica ogni giorno per avere sostanziali benefici per le persone fisicamente inattive&#8221;</em>. Ma ha voluto comunque sottolineare che <em>&#8220;anche se abbiamo dimostrato che appena 20 minuti possono fare la differenza, dovremmo comunque impegnarci a fare di più. L’attività fisica produce davvero molti vantaggi e dovrebbe essere parte integrante della nostra quotidianità&#8221;.</em></p>
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		<title>Chi abita vicino agli alberi vive meglio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/chi-abita-vicino-agli-alberi-vive-meglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Nov 2021 06:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Vivere in luoghi con molto verde fa bene al corpo e allo spirito, si sa.[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/07/alberi-fanno-stare-meglio.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/07/alberi-fanno-stare-meglio.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/07/alberi-fanno-stare-meglio-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/07/alberi-fanno-stare-meglio-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Vivere in luoghi con molto verde fa bene al corpo e allo spirito, si sa. Ma, nello specifico, <strong>che influenza hanno gli alberi sul nostro benessere</strong>? Alcuni ricercatori dell’University of Chicago e dell’University of Toronto hanno cercato di rispondere a questo quesito, confrontando i dati sulla salute di 31mila adulti residenti a Toronto con la distribuzione degli alberi nel conglomerato urbano dove risiedevano gli intervistati. Utilizzando le informazioni dell’Ontario Health Study e le immagini satellitari delle piante è emerso <strong>che chi abita nelle zone più alberate della metropoli sta meglio</strong>: meno problemi cardiovascolari e aumento della percezione di essere in salute.</p>
<h2>Chi abita vicino agli alberi vive meglio</h2>
<p>Lo studio ha riportato che <strong>aumentare di dieci unità </strong>il numero di alberi per isolato porterebbe a un maggior benessere sia fisico, sia psicologico, equivalente a quello che si percepirebbe con un aumento annuale del proprio reddito di 10mila dollari, o con un ringiovanimento di sette anni. Questo risultato cresce esponenzialmente man mano che si aggiungono alberi: a Toronto, per esempio, basterebbe piantare il 4% in più di piante per estendere questo effetto su larga scala.</p>
<p>In particolare, secondo <a href="http://www.washingtonpost.com/news/energy-environment/wp/2015/07/09/scientists-have-discovered-that-living-near-trees-is-good-for-your-health/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Marc Bergman</a>, uno degli autori della ricerca pubblicata su <a href="http://www.nature.com/srep/2015/150709/srep11610/full/srep11610.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Nature</a>, sembrerebbe che le conseguenze benefiche degli alberi piantati in luoghi pubblici siano maggiori rispetto a quelle delle piante <strong>nei giardini o negli spazi privati</strong>. Tuttavia, se gli studiosi sono riusciti a ottenere risultati significativi analizzando un campione molto ampio di popolazione, non sono stati ancora in grado di <strong>chiarire esattamente come</strong> gli alberi possano determinare queste ricadute positive sui residenti. Diminuzione dello stress? Aria più pulita e fresca? Riduzione della pressione arteriosa? Sicuramente. Ma c’è ancora molto da spiegare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Partenze veloci nella corsa: perché possono rallentarti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/corsa-perche-le-partenze-veloci-possono-farti-rallentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 09:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[acido lattico]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=36228</guid>

					<description><![CDATA[Quando si corre, le partenze sprintose possono giocare brutti scherzi. E, soprattutto, farci perdere terreno[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Corsa-Partenze-troppo-veloci.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Corsa Partenze troppo veloci" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Corsa-Partenze-troppo-veloci.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Corsa-Partenze-troppo-veloci-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Corsa-Partenze-troppo-veloci-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Quando si corre, le partenze sprintose possono giocare brutti scherzi. E, soprattutto, farci perdere terreno subito dopo averlo guadagnato. Lo ha dimostrato uno <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26817745" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">studio</a> condotto dalla Norwegian University of Science and Technology e pubblicato sul Journal od Strenght and Conditioning Research. Analizzando l&#8217;<strong>effetto dell&#8217;acido lattico</strong> sulla performance di alcuni atleti &#8211; corridori e sciatori – professionisti, i ricercatori si sono accorti che le partenze troppo rapide ed energiche possono abbassare la qualità della prestazione sportiva.</p>
<h3>Perché le partenze veloci nella corsa possono rallentarti</h3>
<p>L&#8217;esperimento consisteva nel far correre gli sportivi fino a farli stancare per poi<strong> lasciarli riposare</strong> alcuni minuti. Nel frattempo veniva monitorato il livello di acido lattico nel sangue: una parte degli atleti veniva fatta ripartire con una quantità di 3 mmol/L di questa sostanza, l&#8217;altra con 5 mmol/L.</p>
<p>Al termine della seconda corsa, gli atleti con una percentuale maggiore di acido lattico in circolo si dimostravano di gran lunga <strong>meno performanti</strong> rispetto agli altri, totalizzando uno scarto di mezzo minuto in una corsa di 10 minuti.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-far-passare-il-mal-di-gambe-dopo-aver-sciato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come far passare il mal di gambe da acido lattico</a></p>
<p>Se teniamo conto con alle partenze veloci il corpo reagisce producendo più acido lattico, allora è chiaro che chi deve affrontare delle corse di resistenza <strong>non avrà alcun vantaggio a iniziare il percorso a mille</strong> poiché nel lungo periodo questo provocherà un rallentamento. Il discorso interesserà di meno chi si appresa a completare brevi corse di velocità. Insomma, lo studio norvegese non fa altro che confermare il proverbio “chi va piano va sano e lontano”.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-evitare-i-crampi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come evitare i crampi</a></p>
<p><em>Credits photo: Dimension Data</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vuoi andare più veloce in bici? Usa le parolacce, funziona davvero</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/vuoi-andare-piu-veloce-in-bici-usa-le-parolacce-funziona-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 13:13:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=41270</guid>

					<description><![CDATA[Sì, è tutto vero, almeno stando alla ricerca dell&#8217;Università di Keele (Gran Bretagna): se dici[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/bici-parolacce-prestazioni.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Foto: Pixabay" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/bici-parolacce-prestazioni.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/bici-parolacce-prestazioni-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/05/bici-parolacce-prestazioni-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Sì, è tutto vero, almeno stando alla ricerca dell&#8217;Università di Keele (Gran Bretagna): se dici le parolacce vai più veloce in bici. Dire imprecazioni &#8216;energizzanti&#8217; ci spingerebbe di più, a<strong>umentando la potenza della pedalata.</strong> È una specie di energia extra scatenata da un istinto naturale, quello della rabbia e dell&#8217;insulto. Se incontriamo qualcuno che pedala e impreca come un pazzo, insomma, non facciamoci tanto caso, sta solo cercando di correre di più.</p>
<h2>La ricerca sulle parolacce nello sport</h2>
<p>Lo studio è stato condotto dallo psicologo <strong><a href="https://www.keele.ac.uk/psychology/people/richardstephens/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Richard Stephens</a></strong>, che ha messo ala prova due gruppi di volontari: il primo con 29 persone dall&#8217;età media di 21 anni, il secondo da 52 diciannovenni.<strong> I primi hanno pedalato per 30 secondi su una cyclette, gli altri si sono stretti la mano per 10 secondi.</strong> Nel fare gli esercizi hanno dovuto pronunciare parolacce e termini neutri, ma senza urlare. Le parolacce erano state selezionate fra quelle in grado di dare una scarica di adrenalina. Durante i test sono state misurate le potenze della pedalata e della stretta.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/10-cose-sbagliate-da-non-fare-in-bicicletta/" data-wpel-link="internal">10 cose sbagliate da non fare in bicicletta</a></strong></p>
<h3>Mistero scientifico</h3>
<p>Una volta raccolti i dati del test, lo psicologo si è accorto in maniera inequivocabile che le parolacce che &#8216;caricano&#8217; hanno <strong>aumentato la potenza della pedalata di 24 watt</strong> (durante la stretta di mano, l&#8217;accompagnamento dell&#8217;imprecazione ha aumentato di 2 kg la pressione esercitata). La prova è per ora troppo circoscritta per trarne una teoria utile a elaborare programmi di fitness a base di trash talking. Intuitivamente (e fisicamente) ci rendiamo conto di come imprecare possa elevare l&#8217;adrenalina e instillarci una forte determinazione a fare meglio, ma dal punto di vista scientifico non è ancora chiaro come funzioni il fenomeno.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/andare-in-bici-fa-bene-allamore/" data-wpel-link="internal">Andare in bici fa bene all&#8217;amore</a></strong></p>
<h3>Un istinto utile</h3>
<p>Una delle ipotesi è che le parolacce provochino una reazione elettrica nel sistema nervoso simpatico, che porta a imprimere più forza alle nostre azioni, ma sembra che in corrispondenza degli insulti non si registri un aumento del battito cardiaco. In ogni caso, il turpiloquio sembra un comportamento istintivo che potrebbe avere uno scopo preciso, <strong>ovvero l&#8217;aumento delle nostre prestazioni.</strong> Lo dimostra anche <a href="http://journals.lww.com/neuroreport/Abstract/2009/08050/Swearing_as_a_response_to_pain.4.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">un altro studio dello stesso autore</a>, che spiega come le imprecazioni permettano di sopportare meglio il dolore. Insomma, senza aspettare che la scienza scopra il motivo, sappiamo che dal punto di vista sportivo possiamo essere più sboccati senza necessariamente avercela con qualcuno: nel caso basta citare lo studio delle università di Cambridge, Maastricht, Hong Kong e Stanford, che hanno scoperto che chi smoccola tende a essere una persona più onesta delle altre.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;elisir di lunga vita? Camminare 2 minuti ogni ora</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/lelisir-di-lunga-vita-camminare-2-minuti-ogni-ora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 07:56:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sedentarietà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=27864</guid>

					<description><![CDATA[Camminare 2 minuti ogni ora allunga la vita, o per meglio dire previene i danni[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/camminare-2-minuti.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Camminare 2 minuti ogni ora" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/camminare-2-minuti.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/camminare-2-minuti-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/camminare-2-minuti-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Camminare 2 minuti ogni ora allunga la vita, o per meglio dire previene i danni connessi a uno stile di vita eccessivamente sedentario: lo afferma una ricerca pubblicata sul <a href="https://www.eurekalert.org/pub_releases/2015-04/ason-ecw042615.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Clinical Journal of the American Society of Nephrology</a>. Lo studio è stato condotto dai medici della University of Utah School of Medicine. L&#8217;equipe, guidata dal dottor Srinivasan Beddhu, ha analizzato l&#8217;ingente mole di dati contenuta nel <a href="http://www.cdc.gov/nchs/nhanes.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">National Health and Nutrition Examination Survey</a>, l&#8217;esteso programma con cui il <a href="http://www.cdc.gov/nchs/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">National Center for Health Statistics</a> (NCHS) monitora la salute e le abitudini alimentari dei cittadini americani. Passando in rassegna le informazioni riguardanti oltre 3mila soggetti, i cui sforzi giornalieri erano stati misurati con un accelerometro, gli scienziati sono giunti alla conclusione che una leggera attività fisica (tipo una veloce passeggiata) ripetuta per due minuti ogni ora è associabile a una <strong>diminuzione della mortalità del 33%</strong>.</p>
<h2>Come camminare 2 minuti ogni ora può allungare la vita</h2>
<p>A livello calorico, dicono inoltre i medici, sgranchirsi le gambe con tale frequenza equivale a cosumare <strong>400 Kcal alla settimana</strong>, poco meno delle 600 Kcal che si consumerebbero con 2,5 ore di moderata esercizio fisico <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/consigli-per-vivere-piu-a-lungo-facendo-passeggiate-ogni-settimanapasseggia-almeno-due-ore-e-mezza-a-settimana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">ogni sette giorni</a>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-27869" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/camminare-2-minuti.jpg" alt="Camminare 2 minuti ogni ora" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/camminare-2-minuti.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/camminare-2-minuti-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/camminare-2-minuti-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>Certo, un approccio sportivo e dinamico rimane il miglior elisir di lunga vita in circolazione. Ma come sottolinea Srinivasan Beddhu, spesso il lavoro <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/5-dritte-per-combattere-il-lavoro-sedentario/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">ci inchioda alla scrivania</a> impedendoci di eseguire <em>&#8220;un&#8217;adeguata dose di attività fisica&#8221;</em>. Ecco perché, per la nostra salute, diventano importanti i movimenti leggeri e apparentemente poco importanti: <em>&#8220;Anche piccoli cambiamenti possono avere un grande impatto&#8221;</em>.</p>
<p><em>Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/hipnos/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Hipnos/Flickr</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il caffè fa bene al cuore?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/il-caffe-fa-bene-al-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2021 08:15:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Se caffè fa bene al cuore se lo chiedono milioni di persone in tutto il[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/Caffe.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Caffè fa bene al cuore" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/Caffe.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/Caffe-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/Caffe-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Se caffè fa bene al cuore se lo chiedono milioni di persone in tutto il mondo per le quali la pausa caffè ha un ruolo privilegiato lungo lo scorrere delle giornate. Come tutti i piaceri, però, il suo consumo è da sempre consigliato in quantità moderate.  Secondo <strong>uno studio coreano</strong> del Kangbuk Samsung Hospital di Seoul, <a href="http://heart.bmj.com/content/early/2015/02/06/heartjnl-2014-306663.abstract" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">pubblicato sulla rivista Heart</a>, sembra però che bere <strong>dalle tre alle cinque tazzine al giorno</strong> di caffè potrebbe <strong>ridurre il rischio</strong> di incorrere in <strong>attacchi cardiaci</strong>. La ricerca, condotta su un campione di 25.138 uomini e donne con una media di età di circa 40 anni, ha evidenziato come gli individui che assumono una certa quantità di caffè abbiano le <strong>arterie più pulite</strong> degli altri.</p>
<h2>Il caffè fa bene al cuore?</h2>
<p>In particolare, i ricercatori hanno controllato i <strong>livelli di calcio</strong> presenti nei vasi sanguigni dei soggetti, uno dei primi allarmi che indicano ostruzione delle arterie e maggiori possibilità di problemi cardiaci. Ebbene, dallo studio è risultato che chi consuma dalle tre a non più di cinque tazzine quotidiane presenta valori di calcio inferiori.</p>
<p>Questa ricerca, che comunque <strong>non consiglia l’eccesso</strong> (oltre le cinque tazze il livelli di calcio tornavano a essere “critici”), e che fa parte di un più ampio dibattito sugli <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/corsa-e-caffe-si-o-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">effetti della caffeina sul cuore</a>, è l’ennesimo studio tra i tanti che dimostrano i benefici del caffè sulla salute. Come la riduzione del rischio di soffrire di diabete di tipo 2, o l’aiuto nel controllo dei movimenti nei malati di Parkinson.</p>
<p><em>Credits: FlickrCC <a href="https://www.flickr.com/photos/sven_festersen/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Sven Festersen</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Adidas Futurecraft Biofabric, le scarpe da running biodegradabli</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/adidas-futurecraft-biofabric-le-scarpe-da-running-biodegradabli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Ballerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 08:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[adidas]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[La ricerca nel campo dell’abbigliamento sportivo è sempre più attiva e attenta al discorso ecologico[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/adidas_biodegradabili.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Adidas Futurecraft Biofabric" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/adidas_biodegradabili.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/adidas_biodegradabili-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/11/adidas_biodegradabili-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>La ricerca nel campo dell’abbigliamento sportivo è sempre più attiva e attenta al discorso ecologico e tra le ultime novità in questo settore ci sono le <strong>Adidas Futurecraft Biofabric</strong>, una scarpa da running biodegradabile, che è stata presentata recentemente a New York. Un progetto che prosegue nel concetto di innovazione rivolta sia alla funzionalità, sia al rispetto per l&#8217;ambiente , che l’azienda tedesca ha già proposto con le <strong><a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/adidas-ultraboost-uncaged-parley-le-scarpe-da-running-in-plastica-riciclata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Adidas UltraBoost Uncaged Parley, le scarpe da running in plastica riciclata</a></strong>.</p>
<p>Queste nuove scarpe sono state fabbricate con un <strong>tessuto che riprende la seta prodotta dai ragni</strong>. La tomaia è fatta al 100% da una fibra ad alte prestazioni e soprattutto completamente biodegradabile. Questa fibra si chiama Biosteel ed è più leggera del 15% rispetto alle altre fibre sintetiche. Nonostante la caratteristica della biodegradabilità, è anche molto resistente e quindi adatta alla realizzazione di una suola per una scarpa sportiva.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/cosa-sono-le-scarpe-da-running-minimaliste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Cosa sono le scarpe da running minimaliste</a></strong></p>
<p>Adidas ha unito la propria tecnologia a quella della società tedesca AMSilk, azienda specializzata nella produzione di <strong>biopolimeri di seta sintetica</strong>. La produzione di questo tipo di calzature, rispetto alla maggioranza di quelle che vengono realizzate a livello mondiale in Asia, sarà invece fatta in Europa e Stati Uniti.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/7-scarpe-da-running-per-correre-in-inverno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">7 scarpe da running per correre in inverno</a></strong></p>
<p>L’ Adidas Futurecraft Biofabric sarà disponibile a partire dai primi mesi del prossimo anno, ma ancora non si conosce il prezzo che avrà, anche se è pensabile, dopo una serie limitata dal costo molto alto, ad un suo ingresso sul mercato per il grande pubblico ad un prezzo più accessibile.</p>
<p><strong>&gt;Leggi anche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/6-consigli-per-scegliere-le-scarpe-da-running/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Quali scarpe da running scegliere?</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>photo credits: www.deezen.com</em></p>
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		<title>Caffè scagionato dalle accuse: non è cancerogeno</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/caffe-scagionato-dalle-accuse-non-e-cancerogeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 21:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Ne sono state dette tante sul caffè e gli sono state scagliate contro accuse a[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/caffè-scagionato-dalle-accuse-non-è-cancerogeno.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/caffè-scagionato-dalle-accuse-non-è-cancerogeno.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/caffè-scagionato-dalle-accuse-non-è-cancerogeno-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/06/caffè-scagionato-dalle-accuse-non-è-cancerogeno-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Ne sono state dette tante sul caffè e gli sono state scagliate contro accuse a volte infondate. Fa parte di queste quella di essere un alimento pericolosa per l’organismo, in quanto potenzialmente in grado di<strong> provocare il tumore alla vescica</strong>. A sostenerlo erano stati gli esperi dell’<a href="http://www.who.int/en/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Organizzazione Mondiale della Sanità</a> che nel 1991, dopo una serie di studi, aveva incluso il caffè nella categoria 2b, ovvero delle sostanze suscettibili di provocare il cancro. Oggi l’OMS ha dovuto fare marcia indietro.</p>
<h3>Il parere dell&#8217;IARC</h3>
<p>Il 15 giugno 23 esperti dell’<a href="http://www.iarc.fr/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">IARC</a> (International Agency for Research on Cancer), l’agenzia interna all’OMS che si occupa di ricerca nel campo dei tumori, hanno espresso un <a href="http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2016/pdfs/pr244_E.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">nuovo parere</a> sul caffè in cui si legge che esso<strong> non rientra più nelle sostanze classificate come 2b</strong>, ma nella categoria 3, ovvero quella degli alimenti per i quali non ci sono prove sufficienti per stabilire il loro potere cancerogeno.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/il-caffe-fa-bene-al-cuore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Il caffè fa bene al cuore</a></p>
<h3>I benefici della tazzina</h3>
<p>Scagionata quindi la tazzina e non solo. Secondo gli esperimenti e gli studi condotti dall’OMS negli scorsi venticinque anni, il caffè non solo non sarebbe più cancerogeno, ma avrebbe proprietà preventive nei confronti dei tumori a fegato e utero e migliorerebbe la memoria. Inoltre, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/i-benefici-del-caffe-fa-bene-al-cuore-e-riduce-la-fame/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">come vi abbiamo raccontato</a>, <strong>il caffè fa bene al cuore e riduce la sensazione di fame</strong>.</p>
<h3>Fa bene, ma non bollente</h3>
<p>Ovviamente, un&#8217;avvertenza rimane d’obbligo: l’espresso, per essere “benefico”, non deve essere assunto in quantità superiori alle <strong>quattro tazzine al giorno</strong> e sempre a temperature inferiori a 65°C. Se lo si beve troppo caldo allora, come tutte le altre bevande assunte bollenti, può essere pericoloso per l’organismo e provocare tumore all&#8217;esofago. Insomma, si potrebbe quasi dire che un caffè (o qualcuno di più al giorno) toglie il medico di torno.</p>
<p><strong>&gt; Per approfondire</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/alimentazione/corsa-e-caffe-si-o-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Corsa e caffè: sì o no?</a></p>
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		<title>A che ora si corre nel mondo?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/a-che-ora-si-corre-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 07:42:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[runner]]></category>
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					<description><![CDATA[A che ora corrono i runner? La tabella oraria dei podisti di tutto il mondo[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/02/runner-79590_1920.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/02/runner-79590_1920.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/02/runner-79590_1920-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/02/runner-79590_1920-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>A che ora corrono i runner? La tabella oraria dei podisti di tutto il mondo è stata realizzata analizzando i dati relativi a <strong>177 milioni di utenti</strong> di trenta paesi registrati sull&#8217;app <a href="https://runkeeper.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Runkeeper</a>. La ricerca, condotta dal sito americano <a href="http://www.runnersworld.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Runnersworld</a>, ha rivelato che le abitudini sportive cambiano a seconda di latitudine e longitudine, anche se alcune tendenze sembrano essere piuttosto diffuse ovunque.</p>
<h3>Tendenze generali</h3>
<p>Per esempio, durante la <strong>settimana</strong> i runner di tutto il pianeta non amano le levatacce e preferiscono non scendere dal letto per correre quando fuori è ancora buio. Infatti, mediamente solo il 18% delle corse registrate con la app si svolge tra le 6 e le 9 del mattino, mentre il 32% tra le 17 e le 20. Nei <strong>weekend</strong> invece si è pronti a fare qualche sacrificio in più per approfittare al massimo della giornata: circa il 32% corre tra le 8 e le 11, mentre solo il 12% tra le 17 e le 20.<br />
In generale, durante la settimana il 32% delle corse è mattutino, il 68% serale. Sabato e domenica, invece, si corre per il 48% la mattina e per il 52% la sera.</p>
<h4>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/5-trucchi-per-riuscire-a-correre-al-mattino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">5 trucchi per correre al mattino</a></h4>
<h3>Il resto del mondo</h3>
<p>L&#8217;<strong>India</strong> si distingue dagli altri paesi. Infatti i runner indiani parrebbero essere dei veri mattinieri (colpa del caldo torrido e del traffico intenso che anima le città dal mattino): il 22% di loro corre tra le 6 e le 7, contro il 6% del resto del mondo.<br />
In <strong>Svizzera</strong> invece i podisti preferiscono <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-in-pausa-pranzo-elimina-lo-stress/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">correre durante la pausa pranzo</a> con un picco tra le 12 e le 13, sia per spezzare la giornata lavorativa e combattere lo stress, sia per evitare di fare attività fisica al buio e al freddo della sera.<br />
In<strong> Asia</strong> (Corea, Cina, Taiwan) si corre di più dopo il tramonto: mentre solo il 14% delle corse sono registrate tra le 9 e le 10 del mattino, il 53% si posiziona tra le 18 e le 23.</p>
<h4>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/correre-in-pausa-pranzo-elimina-lo-stress/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Correre in pausa pranzo elimina lo stress</a></h4>
<h3>Correre in Italia</h3>
<p>E in Italia? I dati raccolti rivelano che gli italiani prediligono le ore serali per la corsetta quotidiana: circa il 34% delle corse avviene tra le 18 e le 20, solo il 17,9% tra le 6 e le 9 del mattino.</p>
<h4>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/3-consigli-per-correre-al-buio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">3 consigli per correre al buio</a></h4>
<p>Per consultare i dati completi relativi ai singoli paesi e alla fascia oraria di riferimento potete <a href="http://rw.runnersworld.com/clean/time-of-day.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">consultare le informazioni</a> raccolte da Runnersworld.</p>
<p><em>Credits photo: <a href="https://pixabay.com/en/runner-jogging-morning-sky-clouds-79590/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pixabay</a></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una pillola per allenarsi senza muovere un dito</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/una-pillola-per-allenarsi-senza-muovere-un-dito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 12:52:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Avete presente la fatica che costa allenarsi per avere un fisico tonico e muscoloso? Ecco,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/work-out.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/work-out.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/work-out-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/10/work-out-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Avete presente la fatica che costa allenarsi per avere un fisico tonico e muscoloso? Ecco, immaginate di poter ottenere lo stesso risultato senza versare una goccia di sudore, con l&#8217;aiuto di una semplice <strong>pillola</strong>. Non è fantascienza, ma un progetto che stanno portando avanti i ricercatori della <a href="http://sydney.edu.au/science/molecular_bioscience/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">School of Molecular Bioscience</a> presso l&#8217;University of Sidney. Gli scienziati, dopo anni di ricerca, sono stati capaci registrare le reazioni molecolari che avvengono durante l&#8217;esercizio, pubblicando i <a href="http://www.cell.com/cell-metabolism/abstract/S1550-4131(15)00458-1" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">risultati</a> delle osservazioni una decina di giorni fa.</p>
<p>La &#8220;mappatura&#8221; delle reazioni comprende oltre i mille cambiamenti si verificano all&#8217;interno dei muscoli scheletrici quando ci si allena. L&#8217;obiettivo della ricerca, ha spiegato il dottor <a href="https://sydney.edu.au/science/people/nolan.hoffman.php" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Nolan Hoffman</a>, uno degli autori dello studio, è quello di riprodurre con un farmaco le reazioni biologiche più significative tra quelle registrate. Una volta che ci saranno riusciti (si parla di una tempistica di almeno un decennio) sarà possibile ricevere tutti i <strong>benefici dello sport senza alzarsi dal divano</strong>. Inquietante, vero?</p>
<p>In ogni caso, questo tipo di medicina del futuro <strong>non sarà una &#8220;caramella&#8221; per tutti</strong>. Hoffman ha precisato che il farmaco sarà destinato agli individui che non possono, per ragioni strutturali, allenarsi come gli altri: anziani, diabetici di tipo 2, persone affette da malattie cardiovascolari o obesità. In ogni caso è difficile pensare che la pillola rimarrà isolata a questa cerchia ristretta di pazienti senza ingolosire anche chi è perfettamente sano e capace di fare <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/12-esercizi-di-stretching-dalla-testa-ai-piedi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">esercizio</a>.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? Sareste disposti a sostituire una pillola alla vostra sessione di <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/rischi-salute-troppo-allenamento/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">allenamento</a> abituale?</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le montagne non hanno la forma di piramide</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/le-montagne-non-hanno-la-forma-di-piramide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2015 05:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Provate a disegnare una montagna. O fatela disegnare ai vostri figli. Uscirà irrimediabilmente a forma[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Cervino.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Cervino Forma Montagna" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Cervino.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Cervino-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Cervino-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Provate a disegnare una montagna. O fatela disegnare ai vostri figli. <strong>Uscirà irrimediabilmente a forma di triangolo</strong>: due line che salgono fino a incrociarsi. O a forma di piramide, se già abbiamo idea della profondità e dei volumi.</p>
<p>Insomma, uno pensa alla <strong>montagna ideale e gli viene in mente il Cervino</strong>, la montagna con la forma di montagna.</p>
<p>Be’, sorprendetevi: <strong>le montagne con la forma di montagna sono poche</strong>. Anzi, una minoranza. È quanto ha scoperto uno studio condotto da Paul Elsen dell&#8217;università di Princeton e pubblicato sulla rivista <a href="http://www.nature.com/nclimate/journal/vaop/ncurrent/full/nclimate2656.html#affil-auth" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Nature Climate Change</a>, che <strong>per la prima volta ha mappato la forma di 182 catene montuose del mondo</strong>.</p>
<p>La balzana idea di verificare se davvero le montagne hanno la forma di montagna è saltata in mente ad Elsen mentre faceva un trekking in Himalaya per fare il suo lavoro, che è quello di studioso della biodiversità degli uccelli: <strong>pensava di salire, salire e salire, secondo l’idea che più si sale e più l’area disponibile diminuisce</strong>, e invece si ritrovava sugli immensi plateau himalayani, dove la vista si perde quasi all’infinito.</p>
<p>Tornato a terra si è messo a <strong>studiare la topografia delle montagne</strong>, e ha scoperto due cose. La prima è che sostanzialmente esistono 4 tipologie di forma per le montagne: quella a piramide che tutti abbiamo in mente; quella di diamante; quella di clessidra; e quella di piramide rovesciata.</p>
<figure id="attachment_28613" aria-describedby="caption-attachment-28613" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Tipologia-Forme-Montagne.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-28613" alt="Credits: Paul Elsen, Morgan Tingley, and Mike Costelloe" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Tipologia-Forme-Montagne.jpg" width="670" height="422" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Tipologia-Forme-Montagne.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Tipologia-Forme-Montagne-300x188.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption id="caption-attachment-28613" class="wp-caption-text"><em>Credits: Paul Elsen, Morgan Tingley, and Mike Costelloe</em>&nbsp;</p>
<p></figcaption></figure>
<p>Per capirci, la maggior parte delle montagne &#8211; 4 su 10 &#8211; ha la forma di un diamante, come per esempio le Montagne Rocciose negli Stati Uniti.</p>
<figure id="attachment_28614" aria-describedby="caption-attachment-28614" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Montagne-Rocciose.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-28614" alt="Credits: FlickrCC Zach Dischner" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Montagne-Rocciose.jpg" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Montagne-Rocciose.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Montagne-Rocciose-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption id="caption-attachment-28614" class="wp-caption-text"><em>Credits: FlickrCC <a href="https://www.flickr.com/photos/zachd1_618/8042036522/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Zach Dischner</a></em>&nbsp;</p>
<p></figcaption></figure>
<p>Le montagne a forma di piramide come le nostre Alpi (o il Cervino appunto) sono circa 3 su 10. Poi ci sono le montagne come l’Himalaya, che hanno la forma di una clessidra.</p>
<figure id="attachment_28616" aria-describedby="caption-attachment-28616" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Himalaya.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-28616" alt="Credits: FlickrCC Koshy Koshy " src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Himalaya.jpg" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Himalaya.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Himalaya-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption id="caption-attachment-28616" class="wp-caption-text"><em>Credits: FlickrCC <a href="https://www.flickr.com/photos/kkoshy/11490510604/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Koshy Koshy</a> </em>&nbsp;</p>
<p></figcaption></figure>
<p>E infine ci sono le montagne come il Kunlun che hanno la forma di una piramide rovesciata e sono 1 su 10.</p>
<figure id="attachment_28617" aria-describedby="caption-attachment-28617" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Kunlun.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-28617" alt="Credits: FlickrCC Chen Zhao" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Kunlun.jpg" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Kunlun.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Kunlun-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption id="caption-attachment-28617" class="wp-caption-text"><em>Credits: FlickrCC <a href="https://www.flickr.com/photos/livepine/1514182593/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Chen Zhao</a></em>&nbsp;</p>
<p></figcaption></figure>
<p>Insomma, nella maggior parte delle catene montuose <strong>non è affatto vero che l’area disponibile e il volume diminuiscono con l’aumentare dell’altitudine</strong>, anzi è vero proprio il contrario.</p>
<p>A cosa serve questa ‘scoperta’ di Paul Elsen? Di certo non a cambiare il modo in cui i nostri bambini disegnano le montagne. La ricerca di Elsen getta invece una <strong>luce diversa sul modo in cui gli animali sfuggono ai cambiamenti climatici</strong>. Sta infatti accadendo una <strong>specie di migrazione verso l’alto dovuta all’aumento delle temperature</strong>, con molte specie animali che inseguono il clima a cui sono abituate semplicemente salendo di quota. Salendo di quota in teoria ci dovrebbe essere meno spazio, e quindi maggior competizione per le risorse, ma in effetti questo è vero solo per le Alpi, mentre per tutte le altre tipologie di montagne questo non avviene, e potrebbe essere una buona notizia: <strong>pur salendo gli animali troverebbero comunque risorse sufficienti per vivere</strong>, almeno nelle zone in cui non ci sono montagne a forma di montagna.</p>
<figure id="attachment_28618" aria-describedby="caption-attachment-28618" style="width: 670px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Mappa-Montagne-Forma.jpg" data-wpel-link="internal"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-28618" alt="Credits: Paul Elsen, Morgan Tingley, and Mike Costelloe" src="https://www.sportoutdoor24.it/wp-content/uploads/2015/05/Mappa-Montagne-Forma.jpg" width="670" height="335" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Mappa-Montagne-Forma.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/Mappa-Montagne-Forma-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></a><figcaption id="caption-attachment-28618" class="wp-caption-text"><em>Credits: Paul Elsen, Morgan Tingley, and Mike Costelloe</em>&nbsp;</p>
<p></figcaption></figure>
<p><em>Credits immagine Cervino: FlickrCC <a href="https://www.flickr.com/photos/71267357@N06/14258699540/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Transformer18</a></em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Come stanno i ghiacciai italiani?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/come-stanno-i-ghiacciai-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2015 05:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ghiacciai]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
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					<description><![CDATA[Dove sono e come stanno i nostri ghiacciai? Era dal 1962 che non si faceva[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/adamello.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="(Credits: fran-42/Flickr)" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/adamello.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/adamello-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/05/adamello-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Dove sono e come stanno i nostri ghiacciai? Era dal 1962 che non si faceva un <strong>check up completo ai ghiacci eterni </strong>italiani. Proprio in questi giorni è stato presentato all’Università Statale di Milano, in occasione del <a href="http://users.unimi.it/glaciol/19agm/19agm_home.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">19th Alpine Glaciology Meeting</a>, il <strong>Nuovo catasto dei ghiacciai italiani</strong>. Si tratta del frutto delle ricerche condotte da un team di esperti coordinati dal professor Claudio Smiraglia, glaciologo della Statale, con il supporto scientifico del <a href="http://www.glaciologia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Comitato Glaciologico Italiano</a>. Accanto a loro anche Levissima e l’<a href="http://www.evk2cnr.org/cms/it/comitato_evk2cnr/comitato_oggi/associazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Associazione Riconosciuta Ev-K2-CNR</a>.</p>
<p>Dal rapporto emergono <strong>alcuni dati significativi</strong>. Innanzitutto, rispetto al censimento di cinquant’anni fa, risulta <strong>un aumento del numero dei ghiacciai</strong> nostrani, da 835 a 903. Ma, paradossalmente, non si tratta di un dato positivo: questo fenomeno è infatti legato all’<strong>intensa frammentazione</strong> che le nostre unità glaciali hanno subito nel corso degli anni. La superficie glaciale è infatti diminuita di circa il 30% (da 527 a <strong>370 chilometri quadrati totali</strong>) portando a uno scenario di molti ghiacciai di piccole dimensioni, in media intorno agli 0,4 chilometri quadrati. Solamente tre superano i 10 chilometri quadrati, ossia i Forni nel <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/tutti-i-parchi-nazionali-in-italia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Parco Nazionale dello Stelvio</a>, il Miage in <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/venite-ad-aosta-a-provare-lelibike-con-noi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Valle d’Aosta</a> e il complesso dell’Adamello-Mandrone, nel <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/cammini/sentiero-pace-trekking-storia-natura/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Parco dell’Adamello</a>, quest’ultimo a tutti gli effetti il più grande d’Italia.</p>
<p>Nel catasto si nota come predominino i ghiacciai di tipo “montano” (57%), davanti ai “glacionevati” (40%) e a quelli “vallivi” (3%), distribuiti sostanzialmente <strong>quasi tutti nelle regioni alpine</strong>. La Valle d’Aosta detiene il primato con 134 chilometri quadrati, seguita dagli 88 della Lombardia e gli 85 dell’Alto Adige. Veneto e Friuli posseggono rispettivamente 3,2 e 0,2 chilometri quadrati di ghiacci perenni. Sugli <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/le-piu-belle-piste-da-sci-degli-appennini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Appennini</a> se ne trova solo uno, il Calderone, sui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/dove-sciare/5-posti-per-sciare-in-abruzzo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">rilievi dell’Abruzzo</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credits: <a href="https://www.flickr.com/photos/fran-42/5243676364/in/photolist-9XkQ66-4nd2iV-2HyN1p-oSApxQ-oSmkWi-dedKhq-6WCa5B-9XoHbj-9XoGu7-9XoGFy-9XoG6S-3Ua7Qs-37sUZJ-3RRdVA-6WAJp6-oAaygn-48d2g7-3EbgXT-8Zndib" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">fran-42/Flickr</a></p>
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		<title>L’omeopatia non funziona. Lo dice uno studio australiano</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/lomeopatia-non-funziona-lo-dice-uno-studio-australiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 10:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=26393</guid>

					<description><![CDATA[Sull’efficacia dell’omeopatia come alternativa alla medicina allopatica non esistono sicure prove scientifiche. Anzi, in Australia[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/omeopatia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Credits: Patrik Nygren / Flickr" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/omeopatia.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/omeopatia-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/omeopatia-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Sull’<strong>efficacia dell’omeopatia</strong> come alternativa alla medicina allopatica non esistono sicure <strong>prove scientifiche</strong>. Anzi, in Australia sono stati recentemente <a href="https://www.nhmrc.gov.au/guidelines-publications/cam02" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">pubblicati i risultati</a> di una lunga ricerca che smentiscono con forza qualsiasi potere attribuito ai rimedi omeopatici.</p>
<p>A condurre l’indagine è stato il più importante istituto di ricerca medica australiano, l’<strong>Australian National Health and Medical Research Council (NHMRC)</strong>. Gli scienziati hanno esaminato circa <strong>1800 pubblicazioni scientifiche</strong>, valutandone l’attendibilità alla luce di alcuni elementari <strong>criteri di ricerca</strong>, come la presenza o meno di gruppi di controllo, o verificando il numero sufficiente di campioni per determinare rilevanti dati statistici.</p>
<p>Da quella mole di pubblicazioni, i ricercatori hanno selezionato quindi 225 documenti che rispecchiavano i corretti parametri, e che consideravano circa una settantina di diverse patologie.</p>
<p>Ebbene, <em>“la conclusione è che non esistono patologie per le quali sia provata l’efficacia reale dell’omeopatia. Coloro che la scelgono mettono a rischio la propria salute se rifiutano o rimandano trattamenti che invece hanno dato prova scientifica di essere salutari ed efficaci.”</em>. Queste sono le parole lapidarie che concludono la relazione del NHMRC.</p>
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