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	<title>soccorsi Archives - SportOutdoor24</title>
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	<title>soccorsi Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Porta sempre con te il fischietto da trekking e impara i segnali per chiamare i soccorsi</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/perche-dovresti-sempre-portare-un-fischietto-durante-le-escursioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Sport]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 08:33:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvivenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Se ami trekking e ciaspolate, ti piacciono la MTB o lo scialpinismo, e in generale[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1500" height="1000" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/fischietto-escursionismo-pexels-tima-miroshnichenko-6204479.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Perché dovresti sempre portare un fischietto durante le escursioni" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/fischietto-escursionismo-pexels-tima-miroshnichenko-6204479.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/fischietto-escursionismo-pexels-tima-miroshnichenko-6204479-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/fischietto-escursionismo-pexels-tima-miroshnichenko-6204479-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/fischietto-escursionismo-pexels-tima-miroshnichenko-6204479-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><br><br><p>Se ami trekking e ciaspolate, ti piacciono la MTB o lo scialpinismo, e in generale passi il tempo in avventure nella natura, <strong>dovresti sempre portare un fischietto durante le escursioni</strong>. Pochi euro spesi bene che potrebbero salvarti la vita. E gli scenari in cui un fischietto da escursionismo potrebbe fare la differenza tra tornare a casa e non far sapere più nulla di se stessi sono più di quanto immagini, e più probabili di quanto pensi.</p>
<p>Da qualcosa di relativamente innocuo, come una brutta distorsione alla caviglia mentre sei da solo su un sentiero di montagna, a qualcosa di immediatamente grave, come scivolare in un dirupo, un fischietto da escursionismo è il miglior strumento per ottenere aiuto quando ne hai più bisogno.</p>
<h2>Perché portare un fischietto durante le escursioni</h2>
<p>Si stenta a crederci, ma secondo i <a href="https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/interventi-e-interviste/interventi-e-interviste-raccolta-anni-precedenti/ogni-mese-spariscono-italia-1600-persone-terzo-non-sa-piu-nulla" target="_blank" rel="noopener external noreferrer" data-wpel-link="external">dati del Ministero dell&#8217;Interno</a> <strong>ogni mese spariscono in Italia 1600 persone</strong>, e di 1/3 non se ne sa più nulla. Il Soccorso Alpino conta ogni anno qualcosa come circa 10.000 interventi in montagna e ambienti impervi, con quasi 300 vittime, circa 40 dispersi e quasi mille ferite gravi.<br />
Secondo i dati (americani ma universali) di SmokeyMountain.com, <strong>i motivi sono i più banali</strong>: allontanamento dal sentiero, perdita dell&#8217;orientamento causa maltempo, cadute e infortuni, perdita o guasto dell&#8217;attrezzatura.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-87878" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/81z2m1-0mUL._AC_SL1500_.jpg" alt="Perché dovresti sempre portare un fischietto durante le escursioni" width="1500" height="1366" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/81z2m1-0mUL._AC_SL1500_.jpg 1500w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/81z2m1-0mUL._AC_SL1500_-300x273.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/81z2m1-0mUL._AC_SL1500_-1024x933.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2023/01/81z2m1-0mUL._AC_SL1500_-768x699.jpg 768w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<h3>Come chiamare i soccorsi nel caso di bisogno durante un&#8217;escursione</h3>
<p>Ecco appunto, l&#8217;attrezzatura: <strong>ormai ci si affida quasi completamente allo smartphone</strong>, pensando che in ogni caso sia possibile fare una telefonata al numero unico delle emergenze 112 o mandare un messaggio di richiesta d&#8217;aiuto. Ma <strong>in Italia praticamente 1 comune su 8 non è coperto da segnale telefonico</strong> (il dato è della Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), e le aree scoperte sono più, più grandi e più vicino a casa di quanto si possa immaginare. Basta fare una ricerca su Google per &#8220;<em>dispersi nei boschi in Italia</em>&#8221; per trovare una rassegna stampa di gitanti, fungaioli e cacciatori scomparsi proprio dietro casa. Si stenta a crederlo ma è così. E quando il telefono non prende e non si hanno a disposizione mezzi più sofisticati e costosi (come il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/garmin-inreach-localizzatore-satellitare-perche-comprarlo/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">localizzatore satellitare Garmin inReach</a>) la cosa più utile che vorresti avere tra le mani per chiamare aiuto è un fischietto.</p>
<h3>Fischietti da escursionismo: sottovalutato ma vitale</h3>
<p>I fischietti da escursionismo sono probabilmente <strong>l&#8217;equipaggiamento più sottovalutato ma potenzialmente vitale nel nostro zaino</strong>. Per chiedere aiuto ma anche per dare soccorso: qualora sentiste una richiesta di aiuto lontana sotto forma di un segnale di soccorso fischiato, l&#8217;unico modo per rispondere alla chiamata è il fischietto.<br />
I fischietti per l&#8217;escursionismo sono <strong>progettati per mandare un segnale molto forte e acuto</strong>. E quindi facilmente udibile anche a grande distanza.</p>
<p>Per fare un paragone concreto: <strong>la voce umana, al massimo, può raggiungere un volume di circa a 100 decibel (dB)</strong>. Il record mondiale è di ben 129 dB, più forte di una motosega o di un concerto rock dal vivo, ma non quanto un motore a reazione. Tuttavia, urlare la richiesta di aiuto con questo volume richiede un grande sforzo e una grande energia, che in condizioni di pericolo non è detto di avere e che probabilmente potrebbe portare alla perdita della voce.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h3>Cosa sono i fischietti da trekking?</h3>
<p>È qui che potreste ringraziare voi stessi per aver portato con voi sempre la torcia frontale, il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/avventura/perche-non-dovresti-mai-uscire-di-casa-senza-questo-braccialetto-paracord/" target="_blank" rel="noopener" data-wpel-link="internal">braccialetto paracord</a> e il fischietto da escursionismo, che permette di <strong>generare con facilità un tono acuto continuo che supera i 120 dB</strong>. I suoni acuti sono più direzionali di quelli bassi, il che significa che chiunque senta la vostra richiesta di soccorso dovrebbe essere in grado di decifrare la direzione da cui proviene, consentendo magari ai soccorsi di localizzare l&#8217;area in cui vi trovate. Ancora meglio sarebbe conoscere i segnali di fischio convenzionali per attirare l&#8217;attenzione e chiedere aiuto.</p>
<h3>Segnali di fischio per l&#8217;escursionismo</h3>
<p>Esistono <strong>segnali di fischio riconosciuti per l&#8217;escursionismo</strong> che possono essere utilizzati per chiamare i soccorsi. Conoscerli può aiutare ad attirare l&#8217;attenzione in caso di emergenza, soprattutto se i soccorsi sono impegnati a cercarvi.<br />
Gli stessi segnali convenzionali si possono fare anche con una torcia elettrica, una lampada frontale o la luce del telefonino. Una combinazione di luce e suono è preferibile e offre le migliori possibilità di essere visti o sentiti.</p>
<p>Fu l&#8217;<strong>alpinista inglese Clinton Thomas Dent</strong>, protagonista di una serie di prime ascensioni nelle Alpi durante l&#8217;età d&#8217;argento dell&#8217;alpinismo tra la prima ascensione del Cervino da parte di Edward Whymper nel 1865 e la salita del Dent du Géant da parte di William Woodman Graham nel 1882, a ideare per primo il segnale di soccorso alpino nel 1894, presto adottato dagli alpinisti di tutto il mondo.</p>
<h3>Il segnale di soccorso alpino</h3>
<p>Il segnale di soccorso alpino consiste in <strong>sei colpi in rapida successione ripetuti una volta al minuto</strong>, sia &#8220;fischiati&#8221; che eseguiti con la luce. Nel caso di bisogno il protocollo dice di ripetere il segnale finché non si ottiene una risposta. Se sentite invece che qualcun altro sta usando il segnale di soccorso alpino, dovete <strong>rispondere con tre colpi in rapida successione ripetuti una volta al minuto</strong>, per far sapere a chi è in difficoltà che lo avete sentito. E ovviamente se è possibile chiedere aiuto, ad esempio chiamando il soccorso alpino, fatelo subito.</p>
<h3>Segnale di soccorso SOS universale</h3>
<p>Un altro segnale molto conosciuto è il <strong>segnale SOS, che consiste in tre brevi soffi in rapida successione, seguiti da tre soffi lunghi, seguiti da altri tre soffi brevi</strong>, ripetuti ogni minuto. Come nel caso del segnale di soccorso alpino, si risponde con tre brevi colpi per far capire alla persona in difficoltà di averla sentita.</p>
<p>L&#8217;SOS deriva dal <strong>Codice Morse, sviluppato negli anni Quaranta del XIX secolo</strong> dagli americani Samuel Morse, Joseph Henry e Alfred Vail, che idearono un sistema di telegrafia elettrica con cui potevano comunicare utilizzando impulsi elettrici. Il segnale SOS, composto da tre punti, tre trattini e altri tre punti, è stato originariamente creato e utilizzato in ambito marittimo. Dato che tre punti stanno per S e tre trattini per O, frasi come &#8220;Save Our Souls&#8221; (Salvate le nostre anime) o &#8220;Save Our Ship&#8221; (Salvate la nostra nave) divennero messaggi di aiuto molto utilizzati.</p>
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		<title>Se capiti in mezzo a un temporale in montagna, questi sono i rischi da non correre assolutamente</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/temporale-in-montagna-pericoli-cosa-fare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 07:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Trekking]]></category>
		<category><![CDATA[fulmini]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
		<category><![CDATA[temporali]]></category>
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					<description><![CDATA[Un temporale in montagna è una situazione potenzialmente piena di pericoli, e non solo per[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/Temporale-in-montagna-pericoli-cosa-fare.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Temporale in montagna pericoli cosa fare" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/Temporale-in-montagna-pericoli-cosa-fare.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/Temporale-in-montagna-pericoli-cosa-fare-331x232.jpg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/08/Temporale-in-montagna-pericoli-cosa-fare-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Un <strong>temporale in montagna</strong> è una situazione potenzialmente piena di pericoli, e non solo per quanto riguarda i <strong>fulmini</strong>, che sono il rischio maggiore ma anche il più raro che si può correre in montagna durante un temporale. Un nubifragio infatti comporta sempre anche un repentino e drastico <strong>abbassamento delle temperature</strong>, che possono essere un serio problema se non si è <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/come-vestirsi-per-andare-in-montagna-destate/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">vestiti e attrezzati adeguatamente</a>, può obbligare a fermarsi fino a farsi sorprendere dal <strong>sopraggiungere del buio</strong>, con inevitabili problemi a ridiscende a valle o trovare un riparo per la notte, e può rendere <strong>difficoltoso camminare</strong> lungo i sentieri se non si calzano <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/scarpe-da-trekking-come-sceglierle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">scarpe adeguate a un trekking in montagna</a>. Per tutti questi motivi è davvero importante saper cosa fare per prevedere e prevenire un temporale in montagna e sapere come comportarsi nel caso si sia colti di sorpresa da esso.</p>
<h2>Temporale in montagna: come prevederlo</h2>
<p>La prima cosa da fare quando si organizza una gita è <strong>controllare le previsioni meteo</strong>. Vero che per loro natura i temporali possono essere sia improvvisi che imprevedibili, ma nella stagione estiva è molto probabile che verso il tardo pomeriggio si scatenino temporali causati dallo scontro di masse d&#8217;aria calda spinte verso l&#8217;alto con altre di aria più fredda che scendono verso terra. Sostanzialmente i temporali sono dati dal <strong>forte riscaldamento dell&#8217;aria ad altezza suolo</strong>, che comincia a salire verso l&#8217;alto fino a incontrare l&#8217;aria fredda: questo ovviamente avviene più verso la fine della giornata, quando il suolo ha accumulato calore, che di mattina, e quindi già organizzare una gita prevedendo di tornare verso la metà del pomeriggio è un buon modo per provare a evitare pericoli dovuti ai temporali in montagna. Le previsioni meteo sono sempre da controllare e rispettare, ma <strong>i temporali sfuggono spesso ai modelli matematici delle previsioni del tempo</strong>, motivi per cui può essere utile imparare a riconoscere le condizioni che portano verso il fenomeno temporalesco.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-609832" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/tim-trad-bW7SJZQWB4w-unsplash.jpg" alt="Temporale in montagna, ecco i rischi da non correre assolutamente" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/tim-trad-bW7SJZQWB4w-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/tim-trad-bW7SJZQWB4w-unsplash-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/tim-trad-bW7SJZQWB4w-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/tim-trad-bW7SJZQWB4w-unsplash-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/tim-trad-bW7SJZQWB4w-unsplash-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vero è che sono le tipiche condizioni estive ma in una giornata in cui fin dal mattino c&#8217;è <strong>caldo afoso e assenza di vento</strong>, quindi aria ferma, e nel cielo si vedono già <strong>piccole nubi a pecorella</strong> (avete presente il proverbio &#8220;cielo a pecorelle, pioggia a catinelle&#8221;?) è molto probabile che si creeranno le condizioni per un temporale. Il temporale in realtà scaturisce da un altro tipo di nubi, che sono i <strong>cumulonembi, grosse nuvole con contorni netti</strong>, bitorzoli tipo cavolfiore e uno spiccato sviluppo verticale, tanto che di solito possono andare da 1000 metri fino a oltre i 10.000 di quota. Il cumulonembo è composta da una massa di aria calda spinta verso l&#8217;alto e può incontrare masse di aria fredda provenienti da fianchi (nel caso di parla di <strong>temporali da fronte freddo</strong>, con l&#8217;aria più fredda che si insinua sotto quella calda scatenando anche grandine oltre a pioggia, abbassamento delle temperature e fulmini) o dall&#8217;alto (e nel caso di parla di <strong>temporale termoconvettivo</strong>, che ha la caratteristica di essere molto localizzato ed esaurirsi in un tempo mediamente breve, tra mezz&#8217;ora e l&#8217;ora).</p>
<p>In presenza di questi cumulonembi nel cielo e di nuvole che risalgono i fianchi della montagna, se ci si trova a quote sopra i 2.000 metri, è molto probabile che prima o poi si scatenerà un temporale, e quindi è il caso di affrettarsi a mettersi in una condizione di sicurezza.</p>
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<h3>Temporale in montagna: che rischi si corrono</h3>
<p>I rischi che si corrono per un temporale in montagna sono diversi e di diversa entità. Pioggia, grandine e abbassamento repentino delle temperature sono rischi potenziali, che diventano tali qualora non si sia adeguatamente vestiti ed equipaggiati. Lo tesso vale per l&#8217;eventuale difficoltà a camminare, dovuta a calzature inadeguate. Ma il pericolo maggiore, che può facilmente diventare un rischio, è quello legato ai <strong>fulmini, che possono essere mortali</strong>.</p>
<p>I fulmini sono sostanzialmente una scarica elettrica e si formano per via della differenza di potenziale tra due nuvole vicine o tra la parte alta e quella bassa di una stessa nuvola. Esistono <strong>due tipi di fulmini</strong>: quelli da nuvola a nuvola, che si potrebbe dire &#8220;orizzontali&#8221;, e quelli che scaricano a terra, quindi &#8220;verticali&#8221;. Il fulmine si manifesta con l&#8217;emissione di una luce violenta in brevissimo tempo (il cosiddetto lampo, che ha una temperatura di 30.000 gradi e procede alla velocità di 10.000 km/sec.) e dal conseguente fragore, dato dal riscaldamento repentino dell&#8217;aria, chiamato tuono.</p>
<p>Ci sono alcune manifestazioni che possono aiutare a <strong>capire quanto lontano è il temporale</strong> e se un fulmine sta per scaricarsi nelle nostre vicinanze. Poiché la velocità del suono è di circa 1 km ogni 3 secondi, dividendo per 3 il numero di secondi che intercorrono tra il lampo e il tuono si può avere idea della <strong>distanza a cui si trova il temporale</strong> e, nel tempo, se si sta avvicinando o allontanando. Se si vede solo il lampo ma non si sente il tuono significa che il temporale si trova ad almeno 30 km di distanza.</p>
<p>Fortunatamente <strong>i fulmini che scaricano a terra sono una piccola percentuale</strong> di tutti i fulmini che scaturiscono da un temporale, ma se ci si trova in montagna sono quelli sicuramente più pericolosi. Ci sono alcuni segni premonitori che possono farci capire se si sta per scaricare un fulmine nelle nostre vicinanze. Se <strong>l&#8217;aria &#8220;frigge&#8221;</strong>, se tralicci e cavi elettrici emettono un ronzio più forte del solito, se <strong>i peli e i capelli sono elettrici</strong>, nel senso che si rizzano, o si percepisce solletico o pizzicorio, o ancora se si avvistano i <strong>fuochi di Sant&#8217;Elmo</strong>, che sono scariche elettriche bluastre che si sprigionano in prossimità di oggetti metallici appuntiti (un traliccio, una croce di vetta, pali metallici, antenne, etc) allora c&#8217;è l&#8217;alto rischio che un fulmine stia per scaricarsi nelle vicinanze e occorre prendere le opportune precauzioni.</p>
<h3>Come ripararsi dai fulmini durante un temporale in montagna</h3>
<p>Ripararsi dai fulmini è la cosa più importante da fare nel caso di temporale in montagna, ma non è né semplice né banale. Essenzialmente si tratta di <strong>evitare di essere una &#8220;punta&#8221; che attira il fulmini</strong>, ma questo vuol dire molte cose anche molto diverse tra loro.</p>
<p>Come prima cosa occorre <strong>allontanarsi da tutto ciò che rappresenta una punta isolata</strong> o ci porta a esserlo: via dalle vette, via dalle creste, via da guglie e massi ma anche via da alberi isolati e anche via dalle radure, nelle quali non siamo altro che una cosa che punta verso l&#8217;alto e attira il fulmine.</p>
<p>Se si è <strong>in gruppo meglio dividersi</strong> (un gruppo di persone produce aria calda che, salendo verso l&#8217;alto, genera una specie di corridoio che attira i fulmini) e se si è in una grande radura meglio <strong>accucciarsi a terra</strong> (piedi vicini, testa dentro le ginocchia) isolandosi da terra (ci si può sedere sullo zaino, rialzandosi quindi un po&#8217; dal terreno). Se c&#8217;è un bosco può essere una buona soluzione infilarsi al suo interno, evitando però di stare accanto agli alberi alti che puntano verso il cielo e cercando magari di <strong>stare nel folto delle piante più basse</strong>.</p>
<p>Bisogna <strong>allontanarsi immediatamente da qualunque oggetto metallico</strong>: via quindi da tralicci, pali e cavi dell&#8217;alta tensione ma anche dalle <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/prima-volta-su-una-via-ferrata-le-cose-importanti-da-sapere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">strutture delle vie ferrate</a>, dai ponti tibetani in metallo, da catene e qualunque oggetto metallico. Anche quelli indosso (moschettoni, picozze, <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/bastoncini-da-trekking-per-camminare-in-montagna-consigli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">bastoncini da trekking</a>) sono da lanciare il più lontano possibile perché conducono elettricità. Sarebbe bene spegnere anche il cellulare e qualunque altro dispositivo elettronico (ma questi potrebbero essere <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/soccorso-in-montagna-come-farsi-trovare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">utili per chiamare i soccorsi</a>, nel caso fosse necessario).</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-609836" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/micah-tindell-AdOeV-qlAs4-unsplash.jpg" alt="Temporale in montagna, ecco i rischi da non correre assolutamente" width="1920" height="1195" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/micah-tindell-AdOeV-qlAs4-unsplash.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/micah-tindell-AdOeV-qlAs4-unsplash-300x187.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/micah-tindell-AdOeV-qlAs4-unsplash-1024x637.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/micah-tindell-AdOeV-qlAs4-unsplash-768x478.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2021/05/micah-tindell-AdOeV-qlAs4-unsplash-1536x956.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cercate di evitare di divenire voi stessi “una punta” e, se siete in uno spazio aperto, mettetevi il più possibile vicino a terra, accucciati facendo attenzione ad avere la minor porzione di corpo a contatto col terreno. L’ideale è sedersi sullo zaino (asciutto), <strong>isolando il più possibile il corpo dal terreno e dalle correnti di superficie</strong> che si propagano dopo la scarica del fulmine. Ancora più ideale sarebbe trovare una conca o piccolo abbassamento del terreno rispetto alla rimanente superficie. Nel caso si abbia con sé una coperta termica evitare assolutamente di usarla per ripararsi perché attira fortemente le scariche elettriche.</p>
<p>Attenzione che anche le <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/arrampicata/come-fatta-una-corda-da-arrampicata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">corde da arrampicata</a> possono condurre elettricità, così come i teli termici e le pietre: per questo bisogna stare alla larga da massi e pietre sporgenti, allontanarsi dalla parete in cui eventualmente si sta arrampicando e comunque <strong>non trovare riparo sotto una parete verticale</strong>. Per lo stesso motivo anche una grotta potrebbe essere subdolamente molto pericolosa: vero che ripara dall&#8217;acqua ma potrebbe condurre la scarica elettrica del fulmine, per cui occorrerebbe isolarsi dal fondo (sedendosi sullo zaino, come detto sopra) e stare a debita distanza di almeno un paio di metri dalle sue pareti, accanto a sé e sopra la testa.</p>
<h3>Quando ci si può sentire al sicuro durante un temporale in montagna</h3>
<p>La risposta sarebbe: tendenzialmente mai. Tuttavia, se si sono prese tutte le precedenti precauzioni si sono davvero ridotti al minimo tutti i rischi, e si può aspettare che finisca in relativa tranquillità. Se il temporale è abbastanza distante (diciamo una decina di km, o il tempo di 30 secondi tra lampo e tuono) si può trovare un riparo sicuro in ragionevole sicurezza. E quando il <strong>temporale è esaurito da una mezz&#8217;ora</strong>, e non si sentono più tuoni, significa che non ci sono nemmeno pericoli di fulmini inattesi.</p>
<p><em>Photo by <strong><a href="https://www.pexels.com/@frank-cone-140140?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Frank Cone </a></strong>from <strong><a href="https://www.pexels.com/photo/lightning-photography-2226190/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Pexels</a></strong></em></p>
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		<title>Zaino da MTB: cosa portare sempre con sé</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/zaino-da-mtb-cosa-portare-sempre-con-se/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 12:45:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MTB]]></category>
		<category><![CDATA[mtb]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
		<category><![CDATA[zaini]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo zaino da MTB è il compagno inseparabile di ogni uscita in mountain bike. Sì,[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/zaino-da-mtb-cosa-portare-sempre-con-sé.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="zaino da mtb cosa portare sempre con sé" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/zaino-da-mtb-cosa-portare-sempre-con-sé.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/zaino-da-mtb-cosa-portare-sempre-con-sé-331x232.jpeg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/02/zaino-da-mtb-cosa-portare-sempre-con-sé-300x210.jpeg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Lo <strong>zaino da MTB</strong> è il compagno inseparabile di ogni uscita in mountain bike. Sì, per sentieri, sterrate e montagne in bicicletta ci si porta sempre lo zaino. Un po&#8217; perché chi fa mountain bike usa i modelli con la sacca idrica, che sono decisamente più comodi della borraccia sul telaio (e qui puoi trovare qualche <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/miglior-zaino-idrico-i-consigli-per-sceglierlo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">consiglio per scegliere quello più adatto alle tue esigenze</a>), un po&#8217; perché nello zaino ogni rider ha il suo personalissimo kit di sopravvivenza. Ora, qui non parliamo di come usarlo (<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/il-kit-di-sopravvivenza-per-la-bici-parte-iii-lo-zaino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">puoi trovare utili consigli qui</a>) ma di cosa metterci dentro. Cioè cosa portare nello zaino da MTB ogni volta che si esce di casa in sella alla propria bici. Tenendo conto che peso e volume di quello che si mette nello zaino &#8211; da mangiare e da bere, qualche attrezzo per veloci manutenzioni e riparazioni in strada e magari qualcosa per gestire le emergenze &#8211; diventeranno ben presto una piacevole ossessione.</p>
<h2>Cosa mettere nello zaino da MTB</h2>
<p>Come detto sono essenzialmente <strong>3 le categorie di cose da mettere nello zaino da MTB:</strong> qualcosa da mangiare e bere, attrezzatura per veloci riparazioni e manutenzioni improvvise, e qualcosa per le emergenze.</p>
<h3>Cosa portare da mangiare e bere durante un giro in MTB</h3>
<p>Intanto è bene sottolineare come sia indispensabile avere sempre con sé qualcosa da mangiare e bere durante un giro in MTB. Ogni ciclista sa bene che la &#8220;cotta&#8221; è sempre dietro l&#8217;angolo, ed estate o inverno che sia serve idratarsi regolarmente e magari avere anche qualche rifornimento di carburante. L&#8217;acqua va sempre più che bene, e non c&#8217;è sempre bisogno di scomodare sport drink e integratori (nel caso, qui <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/integratori-sport-drink-quali-scegliere-quando-usarli-salute/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">qualche informazione per sapere cosa si compra</a>): con gli zaini idrici se ne porta facilmente 1 litro e l&#8217;unica accortezza è quella di ricordarsi di svuotarlo e <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/cattivo-odore-nella-borraccia-come-toglierlo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">non lasciar stagnare l&#8217;acqua al suo interno per giorni e giorni</a>. Sul cibo, senza scomodare gel e simili, può bastare una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-prepararsi-in-casa-una-barretta-energetica-ai-cereali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">barretta ai cereali</a> o, per i più ruspanti, un panino morbido con dell&#8217;affettato. In fondo si tratta solo di evitare la crisi di fame o il calo di forze.</p>
<h3>Attrezzatura da mettere nello zaino da MTB per riparazioni e manutenzione</h3>
<p>Durante una uscita in mountain bike può succedere di tutto: forare, stallonare, la catena che si rompe o qualche vite che si allenta. E se si è lontani da casa o da un punto di appoggio ci sono solo 2 soluzioni: la bici in spalla oppure una riparazione al volo. Per evitare la prima e riuscire nella seconda serve un po&#8217; di attrezzatura specifica. In primis almeno una camera d&#8217;aria (ma meglio due) e un <a href="https://www.amazon.it/riparazione-pneumatici-mountain-fissare-foratura/dp/B07WHDQG6R/ref=sr_1_8?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=Y8JKI0WZ7LTV&amp;dchild=1&amp;keywords=kit+riparazione+pneumatici+mtb&amp;qid=1583425848&amp;sprefix=kit+riparazione+pneumatici+mt%2Caps%2C169&amp;sr=8-8&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=4090438646bf0874bdce329c3aff538c&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">kit di riparazione per gli pneumatici della MTB</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />,eventualmente con <a href="https://www.amazon.it/Schwalbe-gomma-della-bicicletta-pezzi/dp/B000UAQL6C/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=295HGUMGKZVD6&amp;dchild=1&amp;keywords=levagomme+mtb&amp;qid=1583426071&amp;s=sports&amp;sprefix=levagom%2Csporting%2C225&amp;sr=1-1&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=16b49913602eee3eb9d2713ad82aead2&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">levagomme</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" /> e pompa per <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/quanto-gonfiare-le-gomme-della-bicicletta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">rigonfiare le gomme</a>. Poi un <a href="https://www.amazon.it/Crank-Brothers-Multi-19-Attrezzi-manutenzione/dp/B002VYB4QC/ref=sr_1_4?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=330Q7G2C5Z7H3&amp;dchild=1&amp;keywords=multitool+mtb&amp;qid=1583426148&amp;s=sports&amp;sprefix=multit%2Csporting%2C174&amp;sr=1-4&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=87db5ecbbc8a4fc2801fdae604494182&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">multitool</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" /> non deve mai mancare, e non stiamo parlando di un semplice coltellino svizzero: quelli specifici hanno sicuramente chiave a bocca, cacciavite, chiave Torx e chiave a brugola, tiraraggi e smagliacatena. Con questo, un po&#8217; di manualità e anche di ingegno si possono risolvere buona parte dei problemi di riparazione in strada. Infine, nel dubbio, un paio di <strong>falsemaglie per riparare la catena</strong>, del nastro isolante (non si sa mai, ma alla fine serve sempre) e magari una pinza (o un multiuso con pinza tipo <a href="https://www.amazon.it/Leatherman-Multi-Tools-Utensile-richiudibile-confezione/dp/B00T8FKH8I/ref=sr_1_3?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=K9UCXYHP1LLO&amp;keywords=multitool+pinza&amp;qid=1583426244&amp;s=sports&amp;sprefix=multitool+pinza%2Csporting%2C224&amp;sr=1-3&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=f799fa3d1a8080a1cbe326188bab195a&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Leatherman</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />) vale sempre la pena metterli nello zaino.</p>
<h3>Emergenza in mountain bike: cosa mettere nello zaino da MTB</h3>
<p>Infine in mountain bike può capitare di dover affrontare qualche emergenza di tipo non meccanico, ed è sempre utile avere il necessario nel proprio zaino da MTB. Banalmente può cambiare il meteo, e quindi una <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/mtb/abbigliamento-mtb-come-vestirsi-per-andare-in-mountain-bike/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">giacca guscio con taglio tecnico da MTB</a>, che sia impermeabile e antivento, è sempre utile, magari insieme a una maglia tecnica di ricambio (arrivo in vetta sudato, le temperature si sono abbassate, mi fermo per mangiare qualcosa, meglio farlo con il primo strato a contatto con la pelle asciutto).</p>
<p>Poi c&#8217;è il <strong>rischio di perdersi</strong>, magari non nel giro nelle proprie zone, intorno a casa, ma in vacanza e in zone poco conosciute sì: è sempre meglio non fidarsi troppo del proprio smartphone (e comunque nel dubbio una powerbank è bene averla con sé) e se non ci si può permettere un <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/bici/i-nuovi-garmin-edge-530-a-pulsanti-e-830-touch/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">GPS specifico per MTB</a> con le mappe c&#8217;è sempre la vecchia, cara e affidabile cartina topografica (rigorosamente dentro una busta plastificata e al riparo dalla pioggia). Se siete ansiosi meglio prevedere anche qualche modo per chiamare i soccorsi: l&#8217;<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/soccorso-in-montagna-come-farsi-trovare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">App del 112 dovrebbe essere sempre installata sullo smartphone</a>, ma ci sono zone senza copertura di segnale in cui funzionano solo dispositivi come il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/garmin-inreach-localizzatore-satellitare-perche-comprarlo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Garmin Inreach</a> o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/spot-i-dispositivi-satellitari-con-chiamate-e-localizzazione-senza-rete-cellulare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">SPOT</a>.</p>
<p>Nel dubbio <strong>una lampada frontale da casco è sempre utile</strong>, pesa poco, ingombra ancora meno ed è bene averla con sé, insieme magari a un fischietto (molti zaini ne sono già dotati, oppure ci sono i survivor tipo quello della Gerber con anche una corda di soccorso). Last but not least un <strong>piccolo kit di pronto soccorso</strong> trova sempre spazio: non che ci si debba ricucire come Rambo, ma insomma può capitare di doversi disinfettare o medicare per una caduta, e quando serve i si ringrazia da soli di averlo nello zaino.</p>
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		<title>Monte Circeo: 2 dispersi incontrano 2 dispersi. Forestale e Vigili del Fuoco li salvano assieme</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/monte-circeo-2-dispersi-incontrano-2-dispersi-forestale-e-vigili-del-fuoco-li-salvano-assieme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2020 08:24:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
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					<description><![CDATA[È accaduto mercoledì 18 novembre sul monte Circeo, in provincia di Latina: due dispersi hanno[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/11/Monte-Circeo-due-dispersi-incontrano-due-dispersi.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Monte Circeo: 2 dispersi incontrano 2 dispersi. Forestale e Vigili del Fuoco li salvano assieme" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/11/Monte-Circeo-due-dispersi-incontrano-due-dispersi.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/11/Monte-Circeo-due-dispersi-incontrano-due-dispersi-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>È accaduto mercoledì 18 novembre sul monte Circeo, in provincia di Latina: due dispersi hanno chiesto il soccorso al 115 e mentre Forestale e Vigili del Fuoco li stavano andando a recuperare <strong>hanno incontrato altri due dispersi</strong>. Come riporta <a href="https://www.ilmessaggero.it/latina/quattro_escursionisti_dispersi_al_circeo_tratti_in_salvo_durante_la_notte-5595553.html" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Il Messaggero di Roma</a> sono stati salvati tutti assieme.<br />
No, <strong>non è Lercio ma è successo davvero</strong>. Mercoledì 18 novembre, verso il tardo pomeriggio, una coppia di escursionisti che aveva perso l&#8217;orientamento e non era in grado di ritrovare la strada ha <strong>chiamato il 115, per chiedere l&#8217;aiuto della stazione dei Carabinieri di Sabaudia</strong>. I Forestali hanno allertato i Vigili del Fuoco di Terracina, a cui si è aggiunta un&#8217;altra squadra proveniente da Latina con in dotazione le attrezzature necessarie per questo genere di interventi. Non avendo in dotazione uno <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/garmin-inreach-localizzatore-satellitare-perche-comprarlo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">strumento per segnalare la propria posizione</a>, né essendo in funzione nella provincia di Latina il <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/soccorso-in-montagna-come-farsi-trovare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Numero Unico delle Emergenze 112 con SMS Locator</a>, i due escursionisti sono stati bravi e fortunati nel poter comunicare la propria posizione attraverso WhatsApp. A quel punto i soccorritori hanno intimato loro di non muoversi e aspettare l&#8217;arrivo delle squadre di soccorso. Ed è qui che è successo l&#8217;incredibile: <strong>i due dispersi hanno visto sbucare altri due escursionisti, della provincia di Roma, anch&#8217;essi dispersi</strong>: ai 4 è stato ribadito di non muoversi e le squadre di Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali, con l&#8217;aiuto del GPS e di altri strumenti di Topografia Applicata al Soccorso TAS, hanno raggiunto i 4 dispersi e li hanno tratti in salvo verso mezzanotte.</p>
<p><a href="https://pxhere.com/en/photo/141390?__cf_chl_jschl_tk__=d53118719bd3d17e6b8ac3b2d4218867155f1e72-1606205788-0-AaAg_5kkKjyv0Fu2TdNLin4qxToETvxouq1szWfr8MwuIERkuRz7smTYIMofSJZnHPOwWof408ZXuBa9Q4VhKYYI3cdCry1wq1-CVvtcY32EMosHOBKVLrvyVLwzE9omXlxJdzT8fsStYPH46kgq600Iin9N1gaaGp1DnrKShYvZObykoJxtp5Ch8lwFg3cIZOkcbBP_1CCuHd_RWdnkw_FyuH9uLMAEbWyjFZu_uLoNcq8k4DOjziqShcCL3jcQzecfm_8AKbHjbSzuyFIu8IBQIuHpaHIgS-jkkp9agnBq8GvRpvDHGxUlR3mNa59gWA" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external"><em>Foto d&#8217;archivio</em></a><em>.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Scrivere SOS sulla sabbia funziona</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/news/scrivere-sos-sulla-sabbia-funziona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2020 12:28:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Scrivere SOS sulla sabbia funziona. E lo possono raccontare i 3 pescatori della Micronesia naufragati[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/Scrivere-SOS-sulla-sabbia-funziona.jpeg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Scrivere SOS sulla sabbia funziona" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/Scrivere-SOS-sulla-sabbia-funziona.jpeg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/Scrivere-SOS-sulla-sabbia-funziona-331x232.jpeg 331w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/08/Scrivere-SOS-sulla-sabbia-funziona-300x210.jpeg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Scrivere SOS sulla sabbia funziona. E lo possono raccontare i <strong>3 pescatori della Micronesia naufragati sull&#8217;isola di Pikelot</strong>, nell&#8217;Oceano Pacifico, e tratti in salvo da un elicottero della marina militare australiana che li ha individuati proprio grazie all&#8217;<strong>enorme messaggio di aiuto scritto sulla spiaggia</strong> deserta.<br />
I 3 pescatori della Micronesia avevano avuto un problema di navigazione mentre stavano facendo un viaggio tra gli atolli di Pulawat e Pulap. Terminato il carburante e persa la rotta, avevano anche mandato un messaggio di allerta captato e diffuso dalle autorità USA che si trovano sull&#8217;isola di GUAM. Dopo circa 24 ore al messaggio di richiesta di aiuto l&#8217;elicottero della marina australiana li ha <strong>individuati a circa 200 km di distanza da dove i 3 pescatori erano partiti</strong>, circa 160 km più lontano di dove avevano progettato di navigare. L&#8217;elicottero ha potuto atterrare sull&#8217;isola di Pikelot e offrire acqua e cibo ai tre pescatori, sincerandosi che fossero in buone condizioni di salute. Dopo questo intervento è stata inviata una nave della marina della Micronesia a recuperare i 3 uomini.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">A huge shout out to HMAS Canberra and its embarked aviation assets for working together with partners in the Pacific to locate the three-person crew that had been missing for nearly three days in Micronesia <a href="https://twitter.com/hashtag/YourADF?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">#YourADF</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/PacificFamily?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">#PacificFamily</a> <a href="https://t.co/6MCUSWTqZM" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">pic.twitter.com/6MCUSWTqZM</a></p>
<p>— Alex Hawke MP (@AlexHawkeMP) <a href="https://twitter.com/AlexHawkeMP/status/1290458515669225477?ref_src=twsrc%5Etfw" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">August 4, 2020</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Contrariamente a film come Cast Away, con protagonista Tom Hanks, scrivere SOS sulla sabbia funziona, e quello dei 3 pescatori della Micronesia non è nemmeno un caso isolato. Già nel 2015 Geoff Keys, 63enne turista britannico, era stato <a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-3207559/British-tourist-Geoff-Keys-saved-stranded-Jardine-National-Park-far-north-Queensland-Search-Rescue-crews-desperate-SOS-message.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">rintracciato e salvato nel parco nazionale del fiume Jardine</a>, in Australia, grazie al fatto che i soccorritori avevano individuato dall&#8217;alto la scritta di richiesta di aiuto.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: 0;" tabindex="0" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d3949.964532132443!2d147.64468971478007!3d8.105093844165053!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x66571fde4b719659%3A0xa105d5ef329daf92!2sPikelot!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1596543598540!5m2!1sit!2sit" width="600" height="450" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" aria-hidden="false"></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Localizzatore satellitare Garmin Inreach: 7 motivi per cui dovresti comprarlo subito</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/garmin-inreach-localizzatore-satellitare-perche-comprarlo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Gervasoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 14:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[garmin]]></category>
		<category><![CDATA[satellitare]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.sportoutdoor24.it/?p=54438</guid>

					<description><![CDATA[Garmin inReach Mini e GarminGPSMAP 66i sono un localizzatore satellitare che permette di conoscere la propria[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Garmin-inReach.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Garmin inReach perché comprarlo" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Garmin-inReach.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/Garmin-inReach-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Garmin inReach Mini e GarminGPSMAP 66i sono un localizzatore satellitare che permette di <strong>conoscere la propria posizione, comunicarla in caso di emergenza e richiedere aiuto ovunque nel mondo</strong>. Detta così sembra la descrizione di un dispositivo che può interessare solamente a chi si spinge in zone remote e ad alto rischio per avventure precluse ai più. Ma così non è, e sono i numeri e i dati di fatto nudi a crudi a dire perché sarebbe il caso di comprarlo, e portarlo sempre con sé, ogni volta che lasciamo la città e ce ne andiamo nella natura.</p>
<h2>Incidenti in montagna e persone disperse in Italia</h2>
<p>Ogni anno, in Italia, scompaiono circa 18mila persone (per la precisione, <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2019/01/29/news/persone_scomparse_nel_2018_sono_quasi_5mila_in_piu_-217753944/" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">nel 2018 18.468 denunce di scomparsa</a>, e ben 13.745 di queste persone non sono ancora state ritrovate). In questo numero, che è parti a un comune di medie dimensioni, c&#8217;è dentro di tutto: dagli allontanamenti volontari alle fughe dei migranti dai centri di accoglienza, ma c&#8217;è anche <strong>chi esce di casa per fare una passeggiata in montagna o per cercare funghi nel bosco e la sera non rientra più</strong>. E sono più di quanti se ne possa pensare: nel 2019 il conto dice di un morto al giorno, e non sempre e non solo si tratta di alpinisti vittime di incidente in alta montagna. Nel conto degli interventi del Soccorso Alpino Italiano ci sono anche fungaioli, escursionisti, gitanti che sono rimaste vittima di cadute, distorsioni, malori. A inizio settembre i dati <a href="https://www.agi.it/cronaca/morti_montagna_2019-6185550/news/2019-09-14/" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">dati del Soccorso Alpino Italiano</a> a partire <strong>dal 1° gennaio contavano 6.780 interventi di soccorso in montagna e ambienti impervi</strong>, con 250 vittime, 32 dispersi e 936 feriti gravi.</p>
<h2>La copertura telefonica in Italia per chiamare soccorso</h2>
<p>&#8220;<em>Be&#8217; ma se mi succede qualcosa chiamo i soccorsi con il cellulare</em>&#8220;. Sì ma no: in Italia ci sono <strong>1450 comuni non coperti da segnale telefonico</strong> (il dato è della <a href="https://uncem.it/telefonia-mobile-senza-segnale-1450-segnalazioni-trasmesse-a-uncem-intervengano-politica-agcom-e-le-aziende-di-telecomunicazioni-necessari-investimenti-privati-e-pubblici-anche-europei-5g-e-band/" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani</a>), praticamente 1 comune su 8. Sono dove andiamo a <a href="https://www.sportoutdoor24.it/viaggi/italia/dove-andare-a-raccogliere-le-migliori-castagne-ditalia/" target="_blank" data-wpel-link="internal">raccogliere le castagne</a> o i funghi, dove andiamo a passeggiare con il cane o la famiglia, <strong>dove è morto a fine agosto Simon Gautier</strong>, l’escursionista francese di 27 anni <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/soccorso-in-montagna-come-farsi-trovare/" target="_blank" data-wpel-link="internal">vittima di una incredibile serie di concause</a>. Noi, per esempio, per testare Garmin inReach siano stati a Ponteranica, in un bosco a poche centinaia di metri dal limite del comune di Bergamo, un capoluogo di provincia: è bastato allontanarsi 5&#8242; a piedi nel bosco per ritrovarsi completamente isolati dal segnale telefonico. Nessuna possibilità di chiamare né di inviare un messaggio: e in queste condizioni non c&#8217;è Numero Unico delle Emergenze 112 o <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/trekking/georesq-servizio-di-localizzazione-e-sicurezza-in-montagna-di-cai-e-soccorso-alpino/" target="_blank" data-wpel-link="internal">App come GeoResq del Cai</a> che tenga. <strong>Se non c&#8217;è segnale, non si può chiamare in nessun modo</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-54474" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/IMG_20191120_110323.jpg" alt="Garmin inReach Mini" width="3000" height="4000" /></p>
<h2>Come funziona Garmin inReach</h2>
<p>Ecco, in tutte queste situazioni, e nel caso di emergenza, <strong>l&#8217;unico dispositivo che funziona sempre è un localizzatore satellitare</strong> come il Garmin inReach: ne esistono 2 modelli, il Mini, tascabile e compatto, e il GPSMAP 66i con anche la cartografia e la navigazione outdoor, ma quello che conta è il sistema satellitare che permette di conoscere e inviare la propria posizione e chiedere aiuto. Garmin inReach non si aggancia al segnale telefonico ma a quello dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Iridium_(satellite)" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">satelliti Iridium</a>, che hanno 2 particolarità: la prima è che <strong>garantiscono la copertura terrestre al 100%</strong>, da Ponteranica al Circolo Polare Artico o l&#8217;Himalaya; la seconda è che trattandosi di satelliti orbitali (e non stazionari) LEO (Low Earth Orbit) <strong>riescono a inviare il proprio segnale anche all&#8217;interno di spaccature del terreno</strong> come crepacci, forre, cavità carsiche. Garmin inReach funziona in modo molto semplice: una volta acceso registra a intervalli regolari impostati a propria scelta la posizione del dispositivo e ne permette la visualizzazione in tempo reale anche a chi è a casa (tramite la pagina Web o un App su smartphone); ma soprattutto, in caso di incidente è sufficiente <strong>premere il tasto SOS che si trova su un lato del dispositivo per inviare la richiesta di aiuto</strong> alla centrale operativa internazionale GEOS. C&#8217;è da sottolineare che hanno un costo sia il dispositivo (<a href="https://www.amazon.it/Garmin-inReach-Mini-Nero/dp/B07D4GQ782/ref=sr_1_1_sspa?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=YB1P8M7RIPX1&amp;keywords=garmin+inreach+mini&amp;qid=1574423074&amp;sprefix=garmin+inre%2Caps%2C164&amp;sr=8-1-spons&amp;psc=1&amp;smid=A15582MB4VOI9O&amp;spLa=ZW5jcnlwdGVkUXVhbGlmaWVyPUExVEpUWkFMVjVKNkwzJmVuY3J5cHRlZElkPUEwMDkwODI4MTY3Q1RFVFZWMUk2SSZlbmNyeXB0ZWRBZElkPUEwNjYxNjMxMTdJUVNPN1c4SjJMMyZ3aWRnZXROYW1lPXNwX2F0ZiZhY3Rpb249Y2xpY2tSZWRpcmVjdCZkb05vdExvZ0NsaWNrPXRydWU=&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=2d2cda1f8c6d7e270040d20fd35d238e&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">349,99 per il Mini</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />, <a href="https://www.amazon.it/Garmin-GPSMAP-localizzatore-Personale-Nero/dp/B07TKN8N9G/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;crid=3GA0BK9ZXUXWT&amp;keywords=garmin+gpsmap+66i&amp;qid=1574423260&amp;s=electronics&amp;sprefix=Garmin+GPSMAP+66i%2Celectronics%2C212&amp;sr=1-1&amp;_encoding=UTF8&amp;tag=sportoutdoor2-21&amp;linkCode=ur2&amp;linkId=dbd6a3b304d0102ce143c566f26bff4e&amp;camp=3414&amp;creative=21718" target="_blank" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">599,99 Euro per il GPSMAP 66i</a><img loading="lazy" style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="//ir-it.amazon-adsystem.com/e/ir?t=sportoutdoor2-21&amp;l=ur2&amp;o=29" alt="" width="1" height="1" border="0" />) che il servizio di soccorso ed emergenza internazionale (ci sono varie formule, annuale o a consumo mensile, con diversi plafond di copertura assicurativa, a partire da una quindicina di euro al mese). Inoltre Garmin inReach permette di <strong>comunicare anche con un gruppo di contatti selezionato</strong> oppure con altre persone dotate del dispositivo. Spiegato in termini pratici: mi succede qualcosa, sono in una zona senza copertura telefonica, posso inviare un messaggio a un mio contatto o a un compagno di escursione dotato di Garmin inReach inviando le coordinate GPS con l&#8217;esatta posizione e dicendo cosa mi è successo, oppure invio l&#8217;SOS al centro di coordinamento emergenze internazionale GEOS e indipendentemente che io sia ancora in grado di comunicare o meno (la prima risposta è sempre un messaggio con richiesta di chiarimenti nella propria lingua, ma magari sono svenuto oppure mi è caduto il dispositivo) si mette in moto la macchina dei soccorsi.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-54475" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2019/11/IMG_20191120_110338.jpg" alt="Garmin inReach GPSMAP 66i" width="4000" height="3000" /></p>
<h2>Come funzionano i soccorsi con Garmin inReach</h2>
<p>Ora, qui bisogna essere molto chiari: Garmin inReach è un dispositivo che ha un costo di acquisto e che offre anche un servizio a pagamento come quello del centro di coordinamento emergenze internazionale GEOS. Poi però <strong>i costi dell&#8217;eventuale soccorso sono a carico dell&#8217;utente</strong>, e qui dipende se si ha un&#8217;assicurazione (e cosa copre, e fino a che cifra), se il Soccorso addebita il costo dell&#8217;intervento (in Italia la situazione è molto variegata, e all&#8217;estero altrettanto) oppure se rientra tra gli interventi a carico dello Stato.</p>
<h3>Garmin inReach, perché comprarlo?</h3>
<p>Alla fine, allora, <strong>perché comprarlo questo Garmin inReach?</strong> Principalmente perché le <strong>aree in cui è di fatto impossibile usare il cellulare</strong> per chiamare soccorso sono più, e più estese, di quanto si pensi; per la <strong>facilità d&#8217;uso</strong> di un solo bottone da premere in caso di emergenza o incidente; perché registrando la posizione satellitare e rendendola visibile a famigliari e amici può aiutare ad allertare i soccorsi anche nel caso in cui non si riesca a farlo in prima persona (cado, svengo, i miei famigliari vedono che sono da ore fermo in una posizione e non rispondo a chiamate e messaggi = allertano i soccorsi); perché <strong>la copertura è garantita al 100%</strong> in ogni angolo della Terra, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, 365 giorni l&#8217;anno, festività comprese; perché ha un livello di resistenza a urti, freddo, polvere, acqua superiore a un normale cellulare; perché la batteria dura da 50 ore con invio della posizione ogni 10&#8242; a 1 anno in modalità standby; perché in fondo <strong>la nostra vita vale più del costo di 1 caffè al giorno</strong> e un abbonamento alla PayTv al mese.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Claudio Gervasoni' src='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/fab570b755998a5820d1502100cd0773?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/claudio-gervasoni/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Claudio Gervasoni</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Giornalista, autore, consulente nel digital marketing e sportivo praticante, scrive di outdoor, fitness, sport e tecnologia per importanti testate internazionali come Men’s Health, GQ, Wired e Starbene. Quando non scrive ama correre, fare escursioni in montagna a piedi o con la sua bici gravel, e camminare a piedi nudi.</p>
</div></div><div class="saboxplugin-web "><a href="http://claudiogervasoni.wordpress.com/" target="_self" data-wpel-link="external" rel="external noopener noreferrer">claudiogervasoni.wordpress.com/</a></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Le peggiori valanghe della storia</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/le-peggiori-valanghe-della-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Maria Corno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 06:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[soccorsi]]></category>
		<category><![CDATA[valanga]]></category>
		<category><![CDATA[valanghe]]></category>
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					<description><![CDATA[Valanghe, slavine, sistemi di ricerca con pala, sonda e artva o attraverso i mezzi di[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/flickr-cc-paul-downey.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/flickr-cc-paul-downey.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/flickr-cc-paul-downey-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/flickr-cc-paul-downey-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Valanghe, slavine, sistemi di ricerca con pala, sonda e artva o attraverso i mezzi di soccorso con i cani, tecniche di sopravvivenza, analisi del meteo e della qualità del manto nevoso: in questi giorni il lessico del Soccorso Alpino sta tristemente diventando linguaggio di uso corrente sui giornali e in televisione a causa delle <strong>ripetute notizie sulla valanghe che fino alla fine dell&#8217;inverno continueranno a cadere</strong>. La ragione è presto detta: i tempi moderni hanno portato un numero molto più alto di persone sui versanti della montagna rispetto a una volta anche se, allo stesso tempo, è aumentato &#8211; e di molto &#8211; il livello di sicurezza. Fondamentalmente, le valanghe o cadono su zone disabitate o vengono provocate artificialmente subito dopo una grande nevicata.</p>
<h4>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/perche-le-valanghe-non-cadono-sulle-piste-da-sci/" data-wpel-link="internal">Perché le valanghe non cadono sulle piste da sci</a></h4>
<p>Detto questo, ci siamo spaventati tutti a metà gennaio quando abbiamo visto le immagini di quell&#8217;incredibile nuvola di neve che, in conseguenza di una valanga fortunatamente fermatasi prima, ha inghiottito tutto il paese di Breuil-Cervinia. Nonostante l&#8217;imponenza del fenomeno, non c&#8217;è stato nemmeno un ferito al contrario di altre volte (per esempio i sei morti dello scorso weekend in Valle Aurina).</p>
<p>Il pensiero è corso immediato alle valanghe precedenti: <strong>come ci si può salvare da una valanga</strong>? Quanti danni può fare una valanga di grosse dimensioni? Quali sono state le valanghe più distruttive della storia?</p>
<h4>Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/pericolo-valanghe-regole-consigli/" data-wpel-link="internal">Il decalogo delle valanghe: cosa fare se si viene travolti</a></h4>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-35344" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/huarascau-flickr-cc-twiga269.jpg" alt="huarascau flickr cc twiga269" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/huarascau-flickr-cc-twiga269.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/huarascau-flickr-cc-twiga269-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>La montagna killer</h3>
<p>Lo <strong>Huascarán</strong>, sulle Ande, è la montagna più alta del Perù e sfiora i 6800 metri. La stessa è stata lo scenario delle tre valanghe più peggiori di sempre: <strong>nel 1970, a seguito di un terremoto, si staccò un&#8217;intera fetta di montagna e milioni e milioni di tonnellate di neve e ghiaccio scivolarono con essa per 11 km portandosi dietro tutto</strong>. Oltre 20.000 furono le vittime che andarono a sommarsi alle 6000 scomparse nel 1941 attorno al vicino Lago Palcacocha e alle 4000 del gennaio 1962 per una altra valanga causata da un repentino innalzamento della temperatura.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-35343" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/100_2476.jpg" alt="100_2476" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/100_2476.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/100_2476-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>Le sciagure in Italia</h3>
<p>I primi dati storici sulle valanghe sul territorio italiano risalgono a 1836 quando ci furono  24 vittime in Val Belluna nel giro di pochi giorni. 88 furono i morti a Valprato Soana, in provincia di Torino, oggi all&#8217;interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, e sempre in Piemonte 81 furono i minatori uccisi nel 1904 dalla Valanga del Beth in Val Chisone.</p>
<p>Il <strong>numero di scomparsi più alto di sempre in assoluto</strong> si registra nell&#8217;inverno del 1916 quando i militari italiani e austriaci, impegnati negli scontri della Prima Guerra Mondiale sulle Dolomiti, furono costretti a vedersela con una serie infinita di valanghe causate da un inverno particolarmente nevoso arrivato all&#8217;improvviso: <strong>gli storici hanno calcolato in 10.000 le vittime tra le truppe alpine di entrambi gli schieramenti</strong>, tutte nel giro di pochi giorni di dicembre del 1916. 253 di queste videro la morte al fronte, sulla Marmolada.</p>
<p>Dopo che le valanghe continuarono a susseguirsi per giorni con una frequenza inquietante, un&#8217;intera caserma austriaca sotto la vetta del Gran Poz fu investita da 200.000 tonnellate di neve, roccia e ghiaccio il 13 dicembre di quell&#8217;anno. La foto sotto è di quell&#8217;anno. Ci sono fonti storiche che suggeriscono la tragica idea che alcune valanghe fossero state causate volontariamente dal nemico definendo la vera prima grande arma di distruzione di massa.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-35346" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/MontePiana-RifornimentoMunizioni1.jpg" alt="MontePiana-RifornimentoMunizioni1" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/MontePiana-RifornimentoMunizioni1.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/MontePiana-RifornimentoMunizioni1-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>Gli inverni peggiori</h3>
<p>Se l&#8217;inverno del 1951 si rivelò tragico con un totale di 46 vittime in Italia, 97 in Svizzera e 135 solo in Austria e se 40 furono i decessi in Italia nel 1987, non vanno dimenticati i fatti di <strong>Courmayeur</strong> che il 17 febbraio 1991 sul Pavillon vide 12 sciatori in pista travolti dalla neve mentre 17 alpinisti finirono a più riprese sotto una serie di valanghe nell&#8217;estate del 2000.<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-35348" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Ph.-Gughi-Fassino-2012-270.jpg" alt="_Ph. Gughi Fassino 2012 (270)" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Ph.-Gughi-Fassino-2012-270.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/Ph.-Gughi-Fassino-2012-270-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<h3>Le tragedie più gravi all&#8217;estero</h3>
<p>In Austria ci furono oltre 380 vittime nel villaggio di Blons quando, tra il 10 e il 12 gennaio 1954, caddero 300 valanghe nell&#8217;arco di 48 ore. 38 furono i morti nel 1999 a Galtur (nella foto sotto), in Tirolo, a pochi chilometri da Ischgl. 100 morti il 15 maggio del 1965 a Garmisch in Germania per una valanga tardiva seguita da temperature molto alte. 255 vittime travolte nelle abitazioni o lungo le vie di comunicazione in Turchia nel 1991 nella zona di Bingol e di Diyabarkir.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-full wp-image-35342 aligncenter" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/069.jpg" alt="SONY DSC" width="670" height="470" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/069.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/03/069-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Credit photo: Flickr CC Paul Downey, Twiga 269, Paznaun Galtur Turismo, Gughi Fassino per Courmayeur</em></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Enrico Maria Corno' src='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/79cc9109370025a4fcc28b51a8029478?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.sportoutdoor24.it/author/enrico-maria-corno/" class="vcard author" rel="author" data-wpel-link="internal"><span class="fn">Enrico Maria Corno</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Enrico Maria Corno, giornalista per Corriere della Sera e Vanity Fair, vent’anni alla Rivista Sci e responsabile della passata edizione italiana del magazine americano Outside, collabora anche con enti di promozione turistica, federazioni e agenzie per l’organizzazione di eventi a tema outdoor, sport e sostenibilità. È con SportOutdoor24 fin dall&#8217;inizio.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div>]]></content:encoded>
					
		
		
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