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	<title>studio Archives - SportOutdoor24</title>
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	<description>Per spiriti liberi</description>
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	<title>studio Archives - SportOutdoor24</title>
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		<title>Prova a stare seduto 21 minuti in meno al giorno e vedrai come migliora la tua salute</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/la-nostra-salute-migliora-se-stiamo-seduti-21-minuti-in-meno-al-giorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2024 06:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[sedentarietà]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo sport e l’alimentazione sana, si sa, rappresentano la ricetta più efficace per tornare in[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1920" height="1264" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-olly-3757065.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Prova a stare seduto 21 minuti in meno al giorno e vedrai come migliora la tua salute" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-olly-3757065.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-olly-3757065-300x198.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-olly-3757065-1024x674.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-olly-3757065-768x506.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-olly-3757065-1536x1011.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br><br><p>Lo sport e l’alimentazione sana, si sa, rappresentano la ricetta più efficace per tornare in forma dopo un periodo in cui ci lasciamo un po’ andare, come magari può accadere d’estate. Un’ottima soluzione per migliorare la nostra salute, però, può anche essere la semplice riduzione del tempo che trascorriamo seduti <strong>sul divano o sulla scrivania</strong> durante il giorno. Più precisamente di 21 minuti. A ipotizzarlo è uno studio finlandese dell’Università di Jyväskylä.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/la-vita-sedentaria-ci-fa-invecchiare-di-8-anni-come-si-puo-rimediare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">La vita sedentaria ci fa invecchiare di 8 anni. Come si può rimediare? </a></strong></p>
<h3>Lo studio</h3>
<p>Gli esperti hanno reclutato 133 impiegati d’ufficio con figli, che sono stati divisi in due gruppi. I membri del primo, per un anno, hanno indossato un accelerometro professionale in grado di registrare in modo preciso tutti i loro movimenti. In contemporanea, ai soggetti in questione è stata fornita una consulenza dedicata alle strategie per ridurre il tempo trascorso seduti nell’arco di una giornata. Anche applicando tali tecniche, i partecipanti <strong>hanno gradualmente ridotto</strong> i momenti quotidiani passati sul divano o sulla sedia di una scrivania. Il secondo gruppo, invece, ha svolto una funzione di controllo.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/abbandonate-il-divano-il-vero-pericolo-e-stare-seduti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Abbandonate il divano: il vero pericolo è stare seduti </a></strong></p>
<h3>Tanti benefici per una salute migliore</h3>
<p>Trascorsi tre mesi, tutti i partecipanti del primo gruppo sono arrivati a ridurre di 21 minuti il proprio tempo trascorso seduti durante il giorno. Gli esperti, da quel momento, hanno iniziato a notare dei miglioramenti sulla salute degli individui, che dopo i vari esami hanno mostrato una <strong>diminuzione del livello di zuccheri nel sangue</strong> a digiuno e un minor rischio di contrarre malattie cardiovascolari. I benefici (rispetto al secondo gruppo) sono stati osservati anche dal punto di vista del mantenimento della massa muscolare. “Tutto ciò accade perché, quando il nostro corpo è attivo, il processo di trasporto dello zucchero del sangue verso le cellule è più efficiente”, spiegano i ricercatori.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-646899" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-shvets-production-9052459.jpg" alt="Prova a stare seduto 21 minuti in meno al giorno e vedrai come migliora la tua salute" width="1920" height="1280" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-shvets-production-9052459.jpg 1920w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-shvets-production-9052459-300x200.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-shvets-production-9052459-1024x683.jpg 1024w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-shvets-production-9052459-768x512.jpg 768w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/10/pexels-shvets-production-9052459-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/una-vita-da-divano-litalia-e-tra-i-paesi-piu-pigri-del-mondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Una vita da divano: l’Italia è tra i paesi più pigri del mondo </a></strong></p>
<p>Alla fine dell’esperimento, durato dodici mesi, i partecipanti del primo gruppo hanno mantenuto degli ottimi livelli di <strong>massa muscolare</strong> (specialmente sugli arti inferiori) rispetto agli individui del gruppo di controllo, nei quali invece è diminuita. Dagli esami del sangue, inoltre, gli studiosi hanno notato un abbassamento dei valori di colesterolo cattivo. Insomma, ridurre il tempo che trascorriamo seduti può farci bene anche solo dopo un anno.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/sindrome-di-home-simpson-la-sedentarieta-e-unepidemia-che-colpisce-fin-da-bambini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> Sindrome di Homer Simpson: la sedentarietà è un’epidemia che colpisce fin da bambini </a></strong></p>
<h3>L’importanza di fare movimento durante il tempo libero</h3>
<p>La ricerca, pubblicata su <a href="http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0183299" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">PlosOne</a>, non vuole dirci che bisogna stare attenti a stare seduti 21 minuti spaccati in meno al giorno, ma che ridurre la sedentarietà può farci bene sotto diversi punti di vista. E che solo 5 o 10 minuti in meno <strong>potrebbero non essere sufficienti.</strong> Chi svolge un lavoro d’ufficio, come i partecipanti dello studio, passa tanto tempo sulla sedia della scrivania e deve stare attento a come trascorre i momenti liberi. Questi vanno sfruttati facendo attività all’aperto, praticando sport o camminando per la città. È importante, perciò, non farsi tentare dal divano e cercare di combattere la pigrizia, anche se la stanchezza incombe. Un’altra soluzione può essere quella di muoversi a piedi o in bici quando la macchina o i mezzi si possono tranquillamente evitare.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/per-una-vita-sana-bastano-3-mila-passi-al-giorno-a-ritmo-sostenuto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> Per una vita sana bastano 3 mila passi al giorno a ritmo sostenuto </a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Partenze veloci nella corsa: perché possono rallentarti</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/sport/running/corsa-perche-le-partenze-veloci-possono-farti-rallentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Malnati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 09:01:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Running]]></category>
		<category><![CDATA[acido lattico]]></category>
		<category><![CDATA[corsa]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando si corre, le partenze sprintose possono giocare brutti scherzi. E, soprattutto, farci perdere terreno[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Corsa-Partenze-troppo-veloci.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Corsa Partenze troppo veloci" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Corsa-Partenze-troppo-veloci.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Corsa-Partenze-troppo-veloci-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2016/04/Corsa-Partenze-troppo-veloci-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Quando si corre, le partenze sprintose possono giocare brutti scherzi. E, soprattutto, farci perdere terreno subito dopo averlo guadagnato. Lo ha dimostrato uno <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26817745" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">studio</a> condotto dalla Norwegian University of Science and Technology e pubblicato sul Journal od Strenght and Conditioning Research. Analizzando l&#8217;<strong>effetto dell&#8217;acido lattico</strong> sulla performance di alcuni atleti &#8211; corridori e sciatori – professionisti, i ricercatori si sono accorti che le partenze troppo rapide ed energiche possono abbassare la qualità della prestazione sportiva.</p>
<h3>Perché le partenze veloci nella corsa possono rallentarti</h3>
<p>L&#8217;esperimento consisteva nel far correre gli sportivi fino a farli stancare per poi<strong> lasciarli riposare</strong> alcuni minuti. Nel frattempo veniva monitorato il livello di acido lattico nel sangue: una parte degli atleti veniva fatta ripartire con una quantità di 3 mmol/L di questa sostanza, l&#8217;altra con 5 mmol/L.</p>
<p>Al termine della seconda corsa, gli atleti con una percentuale maggiore di acido lattico in circolo si dimostravano di gran lunga <strong>meno performanti</strong> rispetto agli altri, totalizzando uno scarto di mezzo minuto in una corsa di 10 minuti.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/sport-invernali/come-far-passare-il-mal-di-gambe-dopo-aver-sciato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come far passare il mal di gambe da acido lattico</a></p>
<p>Se teniamo conto con alle partenze veloci il corpo reagisce producendo più acido lattico, allora è chiaro che chi deve affrontare delle corse di resistenza <strong>non avrà alcun vantaggio a iniziare il percorso a mille</strong> poiché nel lungo periodo questo provocherà un rallentamento. Il discorso interesserà di meno chi si appresa a completare brevi corse di velocità. Insomma, lo studio norvegese non fa altro che confermare il proverbio “chi va piano va sano e lontano”.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche</strong>: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/come-evitare-i-crampi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come evitare i crampi</a></p>
<p><em>Credits photo: Dimension Data</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Coronavirus, gli uomini vengono colpiti più delle donne a causa dei testicoli? I risultati di uno studio</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/coronavirus-gli-uomini-vengono-colpiti-piu-delle-donne-a-causa-dei-testicoli-i-risultati-di-uno-studio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 15:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno dei misteri che circonda la nuova pandemia di Coronavirus riguarda il perché gli uomini[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/coronavirus-gli-uomini-vengono-colpiti-piu-delle-donne-a-causa-dei-testicoli-i-risultati-di-uno-studio.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="coronavirus-gli-uomini-vengono-colpiti-piu-delle-donne-a-causa-dei-testicoli-i-risultati-di-uno-studio" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/coronavirus-gli-uomini-vengono-colpiti-piu-delle-donne-a-causa-dei-testicoli-i-risultati-di-uno-studio.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2020/04/coronavirus-gli-uomini-vengono-colpiti-piu-delle-donne-a-causa-dei-testicoli-i-risultati-di-uno-studio-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Uno dei misteri che circonda la nuova pandemia di <strong>Coronavirus</strong> riguarda il perché gli <strong>uomini</strong> infettati dal virus mostrano generalmente sintomi più gravi e hanno <strong>maggiori probabilità rispetto alle donne di morire di COVID-19</strong>. Forse abbiamo la risposta: perché gli uomini <strong>eliminano il virus più lentamente</strong> delle donne dai loro corpi. È il risultato di uno studio, ancora da approvare, condotto dai ricercatori del Montefiore Health System e dell&#8217;Albert Einstein College of Medicine, che ha portato anche a capire il motivo, cioè l’esistenza di una sorta di &#8220;serbatoio&#8221; di Coronavirus per soli uomini, che si trova nei <strong>testicoli</strong>, le cui cellule sono più esposte all&#8217;infezione. La differenza di reazione di fronte all&#8217;attacco del virus starebbe qui.<br />
Di cosa si tratta? Cerchiamo di capirlo.</p>
<h2>Perché gli uomini muoiono di Coronavirus più delle donne?</h2>
<p>In collaborazione con l&#8217;ospedale Kasturba per le malattie infettive a Mumbai, in India, gli scienziati hanno dimostrato per la prima volta che gli uomini eliminano il virus dai loro corpi più lentamente delle donne. Lo studio è stato pubblicato su MedRxiv, che è un sito Web creato dal Cold Spring Harbor Laboratory per rendere immediatamente disponibili alla comunità scientifica le ricerche su Covid-19 prima che vengano sottoposte al normale processo di peer review, per condividere rapidamente informazioni durante la pandemia. Si tratta quindi di un lavoro <strong>ancora da verificare e approvare dalla comunità scientifica.<br />
&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/coronavirus-il-fiuto-dei-cani-riconosce-il-virus-covid-19-potremmo-usarli-negli-aeroporti/" data-wpel-link="internal">Il fiuto dei cani riconosce il Covid-19?</a></strong></p>
<p>L&#8217;analisi ha coinvolto <strong>68 persone</strong> (48 uomini e 20 donne) con sintomi di COVID-19 monitorati all&#8217;ospedale indiano Kasturba per le malattie infettive, a Mumbai. Dopo i test iniziali di tampone nasale che indicano un&#8217;infezione attiva, gli individui sono stati nuovamente testati con tamponi seriali fino a quando i test non sono diventati negativi, indicando il tempo impiegato per eliminare il coronavirus. Si è così scoperto che le donne hanno eliminato il virus significativamente prima degli uomini: una mediana di <strong>quattro giorni per le donne contro sei giorni per gli uomini.</strong><br />
Successivamente, sono state identificate tre famiglie di Mumbai in cui uomini e donne erano risultati positivi all&#8217;infezione da coronavirus durante i test di tampone. Con <strong>lo stesso risultato.</strong><br />
&#8220;Il nostro studio collaborativo ha scoperto che gli uomini hanno più difficoltà a eliminare il coronavirus dopo l&#8217;infezione, il che potrebbe spiegare i loro problemi più gravi con la malattia di COVID-19&#8221;, spiega Aditi Shastri, oncologo e autore principale dello studio Montefiore-Einstein.<br />
<strong>&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/news/coronavirus-i-bambini-contagiati-sono-piu-di-quel-che-si-pensi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Coronavirus, i bambini contagiati sono più di quel che si pensa </a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Perché gli uomini eliminano più lentamente il Coronavirus?</h2>
<p>Per rispondere alla domanda i ricercatori si sono concentrati su <strong>come si verifica l&#8217;infezione da coronavirus,</strong> ovvero il meccanismo per cui, per infettare le cellule, i coronavirus devono prima agganciarsi a determinate proteine (i recettori ACE2), che spuntano come minuscole antenne dalle superfici delle cellule; le cellule con abbondanti livelli di ACE2 sulla loro superficie sono <strong>più suscettibili all&#8217;infezione.<br />
</strong>Così gli studiosi hanno consultato tre database indipendenti con informazioni sull&#8217;espressione di ACE2 in diversi tessuti. E hanno visto che i <strong>testicoli, insieme a polmoni e reni,</strong> erano tra le aree del corpo con la massima espressione di ACE2, cosa che <strong>non succede nel tessuto delle ovaie.<br />
&gt;&gt; LEGGI ANCHE: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/ambiente/coronavirus-in-islanda-contro-lisolamento-dicono-di-abbracciare-gli-alberi/" data-wpel-link="internal">Coronavirus: abbracciare gli alberi contro l&#8217;isolamento</a><br />
</strong></p>
<h2>La risposta differente di testicoli e ovaie</h2>
<p>Sarebbe proprio la differenza fisiologica di genera a determinare l maggiore sensibilità maschile al contagio? La Shastri sottolinea che la <strong>capacità del nuovo coronavirus di infettare e moltiplicarsi nel tessuto testicolare</strong> individuata nello <a href="http://dx.doi.org/10.1101/2020.04.16.20060566" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">studio</a> deve essere confermata, ma afferma che la cosa non la sorprenderebbe. Anche perché sarebbe la conferma di <strong>un altro studio, condotto in Cina</strong>, in cui sono stati confrontati i livelli degli ormoni sessuali nei pazienti maschi COVID-19 rispetto a uomini sani della stessa età: i ricercatori cinesi hanno scoperto che i pazienti con COVID-19 avevano sperimentato una <strong>compromissione della funzione testicolare</strong>, una prova che dimostra che i testicoli possono essere significativamente influenzati quando gli uomini sviluppano COVID-19.<br />
(foto <a href="https://pixabay.com/it/users/fernandozhiminaicela-6246704/" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">PIxabay</a>)</p>
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		<title>I braccialetti fitness demotivano gli adolescenti?</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/i-braccialetti-fitness-demotivano-gli-adolescenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 06:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[braccialetti fitness]]></category>
		<category><![CDATA[fitness tracker]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
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					<description><![CDATA[I braccialetti fitness, come abbiamo già spiegato, sono caratterizzati da funzionalità e caratteristiche che possono[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/08/smart-watch-821565_1280.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/08/smart-watch-821565_1280.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/08/smart-watch-821565_1280-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2017/08/smart-watch-821565_1280-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>I braccialetti fitness,<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/8-consigli-per-comprare-lo-smartwatch-o-il-fitness-tracker/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> come abbiamo già spiegato</a>, sono caratterizzati da funzionalità e caratteristiche che possono dare un aiuto importante agli sportivi di ogni livello. Alcune persone, superato l’entusiasmo iniziale, tendono però a <strong>non trovarsi a loro agio</strong> con un tracker sul polso durante l’attività fisica. Uno studio inglese, condotto presso l’Università di Birmingham e la Brunel University (Londra), ha quindi deciso di focalizzarsi sull’altra faccia della medaglia di questi strumenti da indossare mentre si corre (e non solo).</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/e-se-i-braccialetti-fitness-ci-rovinassero-il-sonno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> E se i braccialetti fitness ci rovinassero il sonno? </a></strong></p>
<h3>Lo studio</h3>
<p><a href="http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/19325037.2017.1343161?scroll=top&amp;needAccess=true" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">La ricerca</a>, pubblicata sull’American Journal of Health Education, si è concentrata su 84 adolescenti inglesi (44 femmine e 40 maschi) di 13 e 14 anni, selezionati all’interno di sei corsi differenti di educazione fisica. I partecipanti hanno indossato per otto settimane un <strong>FitBit Charge</strong> e utilizzato l’App collegata al braccialetto, completando dei questionati pre e post periodo di rilevazione. Le domande, poi analizzate da un team di psicologi, riguardavano le sensazioni provate durante l’utilizzo e il tipo di attività sportiva svolta.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/i-braccialetti-fitness-ci-aiutano-a-prevedere-le-malattie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">I braccialetti fitness ci aiutano a prevedere le malattie </a></strong></p>
<h3>Pressione, competizione e demotivazione</h3>
<p>Quasi tutti gli adolescenti hanno mostrato entusiasmo solo nelle prime quattro settimane, per poi cambiare totalmente atteggiamento verso il fitness tracker. L’uso costante dei braccialetti, infatti, avrebbe provocato nei partecipanti non solo sensazioni di noia e demotivazione, ma anche un’eccessiva competizione con i coetanei. La funzionalità meno apprezzata è stata quella del <strong>numero di passi minimo</strong> da completare nell’arco della giornata, che ha messo tanta pressione sulla maggior parte dei soggetti. Non c’è stata, quindi, alcuna stimolazione a farli muovere di più.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/sport/fitness/i-braccialetti-fitness-non-servono-davvero-a-dimagrire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> I braccialetti fitness non servono davvero a dimagrire </a></strong></p>
<p>Soprattutto i ragazzi che hanno fatto registrare tempi (o calorie bruciate e distante percorse) poco confortanti, si sono fortemente demotivati al momento del confronto con i coetanei. Infatti, “in loro non è nato un desiderio autonomo di essere più attivi, <strong>ma solo la voglia di superare gli amici</strong>”, ha ammesso Charlotte Kerner, una delle autrici della ricerca.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche:<a href="https://www.sportoutdoor24.it/lifestyle/tecnologia/il-tuo-fitness-tracker-e-sicuro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal"> Il tuo fitness tracker è sicuro? </a></strong></p>
<h3>Un discorso che si limita agli adolescenti?</h3>
<p>La ricerca si è limitata a studiare gli effetti dei fitness tracker sugli adolescenti, che potrebbero perdere il puro piacere di fare sport senza pressioni esterne. È vero, però, che i ragazzi di 13-14 anni sono più <strong>sensibili e influenzabili</strong> rispetto gli adulti, perciò questo problema potrebbe essere tendenzialmente limitato agli sportivi in erba. Il passo successivo, in ogni caso, sarà quello di studiare il fenomeno su campioni di popolazione più estesi e meno omogenei dal punto di vista dell’età.</p>
<p><strong>&gt; Leggi anche: <a href="https://www.sportoutdoor24.it/salute/come-funzionano-i-braccialetti-fitness-e-perche-non-bisogna-fidarsi-troppo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="internal">Come funzionano i braccialetti fitness (e perché non bisogna fidarsi troppo) </a></strong></p>
<p><em>Credits: <a href="https://pixabay.com/p-821565/?no_redirect" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">Pixabay</a></em></p>
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		<title>L’omeopatia non funziona. Lo dice uno studio australiano</title>
		<link>https://www.sportoutdoor24.it/salute/lomeopatia-non-funziona-lo-dice-uno-studio-australiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bressa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 10:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sportoutdoor24.it/?p=26393</guid>

					<description><![CDATA[Sull’efficacia dell’omeopatia come alternativa alla medicina allopatica non esistono sicure prove scientifiche. Anzi, in Australia[...]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="670" height="470" src="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/omeopatia.jpg" class="attachment-full size-full wp-post-image" alt="Credits: Patrik Nygren / Flickr" loading="lazy" srcset="https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/omeopatia.jpg 670w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/omeopatia-300x210.jpg 300w, https://www.sportoutdoor24.it/app/uploads/2015/03/omeopatia-331x232.jpg 331w" sizes="(max-width: 670px) 100vw, 670px" /><br><br><p>Sull’<strong>efficacia dell’omeopatia</strong> come alternativa alla medicina allopatica non esistono sicure <strong>prove scientifiche</strong>. Anzi, in Australia sono stati recentemente <a href="https://www.nhmrc.gov.au/guidelines-publications/cam02" target="_blank" rel="noopener noreferrer external" data-wpel-link="external">pubblicati i risultati</a> di una lunga ricerca che smentiscono con forza qualsiasi potere attribuito ai rimedi omeopatici.</p>
<p>A condurre l’indagine è stato il più importante istituto di ricerca medica australiano, l’<strong>Australian National Health and Medical Research Council (NHMRC)</strong>. Gli scienziati hanno esaminato circa <strong>1800 pubblicazioni scientifiche</strong>, valutandone l’attendibilità alla luce di alcuni elementari <strong>criteri di ricerca</strong>, come la presenza o meno di gruppi di controllo, o verificando il numero sufficiente di campioni per determinare rilevanti dati statistici.</p>
<p>Da quella mole di pubblicazioni, i ricercatori hanno selezionato quindi 225 documenti che rispecchiavano i corretti parametri, e che consideravano circa una settantina di diverse patologie.</p>
<p>Ebbene, <em>“la conclusione è che non esistono patologie per le quali sia provata l’efficacia reale dell’omeopatia. Coloro che la scelgono mettono a rischio la propria salute se rifiutano o rimandano trattamenti che invece hanno dato prova scientifica di essere salutari ed efficaci.”</em>. Queste sono le parole lapidarie che concludono la relazione del NHMRC.</p>
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