Ogni inverno, la città cinese di Harbin mette in scena un miracolo che sembra quasi sfidare la fisica. Quando il fiume Songhua si solidifica in una lastra profonda oltre un metro, migliaia di operai estraggono blocchi da 250 chili per costruire l’Ice and Snow World. Sì, avete capito bene, vengono innalzati nei cieli dei veri e propri edifici strutturali alti fino a 50 metri, assemblati usando acqua che gela istantaneamente fungendo da malta naturale.
Il visitatore che arriva in città, quindi, ha l’opportunità di camminare tra torri trasparenti e di entrare in un ecosistema dove la fisica del freddo permette di dare vita grattacieli di luce che, al tramonto, si accendono grazie a chilometri di LED interni. In questo modo, il buio della Manciuria si rivela un caleidoscopio psichedelico.
La sopravvivenza tecnica tra il gelo e l’elettronica in tilt
Visitare Harbin è magnifico, ma anche una sfida alla resistenza termica. A queste temperature, infatti, l’aria cristallizza il respiro istantaneamente e le batterie degli smartphone passano dal 100% allo spegnimento in meno di 3 minuti se esposte all’esterno. Il segreto dei viaggiatori esperti è l’uso di strati termici a compressione e scaldini chimici adesivi nelle scarpe.
Anche l’attrezzatura fotografica richiede cura, perché passare dai -30°C esterni al caldo umido dei locali causa una condensa immediata che può distruggere i circuiti. Per questo motivo, è fondamentale sigillare tutto in sacchetti ermetici prima di rientrare al chiuso.
Il segreto del “Ghiaccio Blu” del fiume Songhua
Per costruire i castelli di Harbin non si usa acqua di rubinetto congelata (che risulterebbe bianca e opaca a causa delle bolle d’aria), ma il ghiaccio estratto direttamente dal cuore del fiume Songhua. Questo ghiaccio è estremamente denso e cristallino, con una sfumatura naturale azzurrina. Gli operai tagliano blocchi enormi solo quando lo spessore del fiume supera gli 80 centimetri, garantendo una resistenza strutturale simile a quella del cemento.
All’interno dell’Ice and Snow World l’attrazione più adrenalinica è lo scivolo di ghiaccio più lungo del mondo: oltre 500 metri di pista scavata in un unico blocco, che si percorre a bordo di slittini gommati. È una delle file più lunghe del festival, ma l’esperienza di sfrecciare tra palazzi illuminati a quella velocità è irripetibile.
La città che respira: il ghiaccio “intelligente”
Le strutture di Harbin sono vive. All’interno dei muri di ghiaccio sono incassati sensori che monitorano la pressione e la temperatura. Poiché il ghiaccio si espande e si contrae con le variazioni termiche, gli ingegneri devono calcolare margini di errore millimetrici per evitare che le cattedrali alte 40 metri crollino su se stesse.
Ma non è finita qui perché, mentre i turisti tremano sotto 5 strati di piumino, gli abitanti di Harbin praticano il nuoto invernale. Sul fiume Songhua vengono scavate delle vere e proprie piscine rettangolari nel ghiaccio vivo. Vedere uomini e donne di 60 o 70 tuffarsi nell’acqua a 0°C mentre l’aria esterna è a -30°C è uno shock culturale che racconta molto della tempra degli abitanti della Manciuria.
Infine, non sarà atipico poter assistere a matrimoni: ogni anno, centinaia di coppie arrivano da tutta la Cina per celebrare unioni di gruppo all’interno della città di ghiaccio. È diventato uno status symbol: sposarsi a temperature polari immersi in castelli di cristallo è considerato un augurio di purezza e forza per l’unione.
Il volto russo della Cina nel cuore della “Mosca d’Oriente”
Oltre il muro di ghiaccio, Harbin rivela un’anima fatta di architettura barocca e cupole a cipolla. La Cattedrale di Santa Sofia e la storica Zhongyang Street sono testimonianze vive di un passato legato alla ferrovia Transiberiana. In questo angolo di mondo, infatti, la cultura cinese si fonde con quella siberiana: si mangiano ravioli bollenti accanto a banchi che vendono ghiaccioli alla crema consumati rigorosamente all’aperto.
È un paradosso sensoriale in cui il ghiaccio è l’elemento unificante, rendendo Harbin una delle poche località al mondo dove l’inverno è una risorsa artistica anziché un limite.
Info Utili per la stagione 2026
Il Festival di Harbin apre ufficialmente il 5 gennaio 2026, ma le strutture principali (Ice and Snow World) sono già visitabili in anteprima dal 20 dicembre 2025. La chiusura dipende dal meteo, solitamente a fine febbraio.
L’ingresso all’Ice and Snow World costa circa 330 RMB (più o meno 43€) ed è obbligatorio presentare il passaporto originale per entrare.
Per arrivarci, a disposizione dei visitatori c’è la Linea 2 della metropolitana che si ferma proprio alla stazione “Ice and Snow World”, mentre il momento migliore per l’ingresso è alle 15:00: avrete un’ora di luce naturale per scattare foto al ghiaccio “puro” prima che il tramonto (verso le 16:30) accenda lo spettacolo dei LED.
Foto Canva
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