L’Altopiano di Navelli, terra d’elezione per lo zafferano e per i silenzi d’alta quota, custodisce nel comune di Caporciano (L’Aquila) un tesoro che la critica ha consacrato come la Cappella Sistina d’Abruzzo: l’Oratorio di San Pellegrino a Bominaco. Si tratta di una preziosa struttura che, dall’esterno, appare come un volume compatto costruito in pietra locale, quasi severo nel suo isolamento montano a circa 1000 metri d’altitudine.
Superata la soglia, però, l’architettura svanisce per lasciare spazio a una narrazione visiva totale: un’esplosione di colori che riveste ogni centimetro delle pareti, proprio come il capolavoro vaticano, ma con la forza arcaica del Medioevo. Costruito nel 1263 per volere dell’abate Teodino, questo spazio racchiude un ciclo di affreschi perfettamente conservato che regala un’esperienza di pura estasi cromatica.
L’enigma del Calendario e il trionfo del blu
La caratteristica che rende Bominaco una meta di valore inestimabile risiede nel Calendario Bominacense. Lungo le superfici si snoda una rara raffigurazione dei mesi dell’anno, in cui la spiritualità si fonde con la vita materiale: ogni riquadro descrive le fatiche dei contadini, i segni zodiacali e le ricorrenze religiose del XIII secolo.
Foto: Pietro – Moto Itinerari, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia
È un fermo immagine sulla quotidianità medievale, dipinto con una maestria che predilige i toni caldi delle terre e l’intensità del blu lapislazzulo. A dividere lo spazio sacro intervengono i plutei marmorei, balaustre finemente scolpite con figure di draghi e creature fantastiche, che delimitano il coro distinguendo il luogo dei monaci da quello dei pellegrini.
Un complesso monumentale senza eguali
L’esperienza si arricchisce a pochi metri dall’Oratorio, dove sorge la Chiesa di Santa Maria Assunta. Questa abbazia romanica stupisce per l’eleganza delle proporzioni e la ricchezza degli arredi interni. Spicca l’ambone del 1180, opera del maestro Nicodemo, un capolavoro di scultura caratterizzato da minuziosi dettagli zoomorfi e intrecci floreali che sembrano emergere vivi dalla pietra calcarea.
Foto: Pietro – Moto Itinerari, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia
Salendo verso la sommità della collina, i resti del castello recinto offrono una protezione simbolica al borgo e regalano una vista vertiginosa che spazia dal massiccio del Gran Sasso fino alle cime del Sirente, creando un legame indissolubile tra l’arte e la natura selvaggia dell’Abruzzo interno.
Come arrivare
Raggiungere questo santuario dell’arte richiede di attraversare paesaggi di rara bellezza, situati a circa 30 chilometri dall’Aquila e 80 chilometri da Pescara:
- In auto: percorrendo la Strada Statale 17 (SS17), l’arteria che taglia l’Altopiano di Navelli, occorre imboccare il bivio segnalato per Caporciano e proseguire per circa 4 chilometri di salita panoramica fino al borgo.
- A piedi o trekking: il sito è toccato dal Tratturo Magno, l’antica autostrada verde della transumanza. Seguendo i sentieri segnati che collegano i borghi della valle, si giunge ai piedi del castello respirando l’essenza storica di queste terre.
La sezione del Tratturo Magno
Partendo dalla piana di Navelli è possibile calpestare la storia stessa dell’Appennino: la salita verso l’oratorio ricalca i passi di eremiti e pastori, snodandosi tra profumi di timo selvatico e ginestre.
- Lunghezza: circa 9 km (andata e ritorno).
- Tempo di percorrenza: 2 ore e 45 minuti (escluse le soste per le visite).
- Dislivello positivo: 250 metri circa.
- Difficoltà: Turistico/Escursionistico (T/E). Il sentiero è ampio e ben tracciato, adatto anche a camminatori non esperti.
- Punto di Partenza: Borgo di Navelli (AQ).
- Punto di Arrivo: Complesso monumentale di Bominaco.
Il tracciato si sviluppa su un fondo prevalentemente sterrato ed erboso. Il tragitto sale dolcemente verso nord-ovest e, man mano che si guadagna quota, la vista si apre sull’intera valle e sulle vette del Sirente. L’arrivo a Bominaco avviene dal basso: prima si vede stagliarsi la mole del castello recinto e, poco sotto, le absidi romaniche della Chiesa di Santa Maria Assunta. È un approccio trionfale che consente di percepire la posizione strategica e spirituale del sito prima ancora di varcarne la soglia.
Un ultimo accorgimento: la custodia di questo scrigno è affidata alla passione di referenti locali; prima di affrontare il cammino, assicuratevi di concordare l’apertura per evitare che il portone sbarrato interrompa l’incanto proprio sul traguardo.
Foto: dove non specificato Canva
Leggi Anche
- A Pescasseroli in Abruzzo, dove i boschi abbracciano le montagne e il tempo sembra rallentare
- Lupi, orsi, camosci: le escursioni magiche a vedere gli animali nel Parco Nazionale d’Abruzzo
- Nel cuore sotterraneo delle Grotte di Lascaux, la Cappella Sistina della Preistoria
©RIPRODUZIONE RISERVATA







