Il segreto nella roccia di Pizzo Calabro: la Chiesetta di Piedigrotta e le sue statue vive

Sulla scogliera calabrese, questo tempio di tufo custodisce centinaia di statue scavate a mano che cambiano volto col passare delle ore tra leggende di naufraghi e arte sacra rupestre

Chiesetta di Piedigrotta, Calabria

La luce del Mediterraneo gioca scherzi meravigliosi lungo la Costa degli Dei. Superato l’abitato di Pizzo Calabro, appare una scalinata che profuma di salsedine e ginestre, al termine della quale c’è una facciata modesta incastonata nella roccia. Fermatevi e non andate oltre, perché dopo quella soglia la realtà muta forma: siete dentro la Chiesetta di Piedigrotta, un unicum mondiale in quanto tempio interamente scolpito nel tufo sedimentario. Il tutto a pochi passi dalle onde che lambiscono il bagnasciuga.

Una genesi tra tempeste e fede: breve storia della Chiesetta di Piedigrotta

Le radici della Chiesetta di Piedigrotta affondano nel XVII secolo. Si narra che la sua nascita si debba a un veliero napoletano che, purtroppo (o per fortuna), fu travolto da una burrasca violenta proprio davanti alle coste. L’equipaggio, chiaramente terrorizzato, decise di fare voto alla Madonna custodita nella cabina del capitano: in caso di salvezza, avrebbero eretto un altare in suo onore. La nave andò distrutta contro gli scogli, ma miracolosamente sia gli uomini che l’icona sacra toccarono terra incolumi.

Sorpresi e felici, i marinai mantennero la promessa ampliando una piccola cavità naturale per proteggere il quadro. La loro intuizione fu quella di sfruttare la morbidezza della pietra arenaria per modellare lo spazio necessario al posizionamento del dipinto della Madonna. Quella roccia, inizialmente barriera ostile contro cui la nave si era infranta, divenne improvvisamente una tela plasmabile su cui incidere la propria gratitudine.

Oggi di quell’antico luogo di preghiera rimane ben poco, perché negli anni successivi Angelo Barone, artigiano di Pizzo con una fede incrollabile e una pazienza fuori dal comune, decise di scolpire in questo stesso luogo e con il medesimo materiale delle figure dettagliatissime, ma senza che la struttura crollasse.

Statue della Chiesetta di Piedigrotta

Era la fine fine dell’Ottocento quando l’uomo riuscì a tramutare una scogliera anonima in un tempio che pare sorgere direttamente dalle viscere della Terra. Del resto, Barone gli dedicò la sua intera vita armandosi di piccone giorno dopo giorno. Oggi le pareti grezze delle Chiesetta di Pedigrotta sono una serie di gruppi scultorei monumentali che riproducono scene bibliche di rara intensità.

Dentro un labirinto di figure vive

L’interno colpisce per la densità emotiva delle opere, anche perché il figlio Alfonso proseguì il lavoro paterno aggiungendo dettagli e personaggi (un terzo Barone – il nipote Giorgio – restaurò le opere nel dopoguerra, inserendo anche due medaglioni dedicati a Kennedy e Papa Giovanni XXIII). Attualmente si contano oltre cento figure tra cui:

  • Il presepe: rappresentazione plastica e fiera della natività.
  • La pesca miracolosa: con pesci e reti che sembrano emergere direttamente dalla pietra porosa.
  • Angeli e santi: figure che sorvegliano gli angoli bui, illuminate solo dai raggi solari che filtrano dai fori nella volta.

L’elemento più affascinante riguarda la metamorfosi cromatica. Il tufo assorbe l’umidità marina e riflette i riflessi dell’acqua esterna. Al mattino le statue appaiono dorate, quasi soffici; al tramonto assumono toni bronzei e severi. La salsedine agisce quale artista invisibile, erodendo e levigando i contorni tanto da far diventare i volti espressivi e quasi pulsanti di vita propria.

Consigli per la visita

Per cogliere l’anima del sito è meglio raggiungere la Spiaggia di Piedigrotta (nota anche come zona della Madonnella) nelle prime ore pomeridiane.

Spiaggia di Piedigrotta, Calabria

È proprio camminando sul bagnasciuga, dopo aver disceso la scalinata, che si accede alla grotta. Terminata l’esplorazione, risalite verso il centro abitato: la vista sul Golfo di Sant’Eufemia ripaga ampiamente la fatica dei gradini.

Foto Canva

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