Han-sur-Lesse è un grazioso villaggio belga che rappresenta anche il cuore geologico del paese. In sostanza, da queste parti la natura ha lavorato per millenni nel silenzio dell’oscurità dando vita a meraviglie di cui possiamo godere ancora oggi. Ne sono degli esempi concreti le Grotte di Han, nate in epoche remotissime a causa dell’erosione incessante del fiume Lesse.
Il corso d’acqua ha scolpito questi spazi agendo come un architetto invisibile e pure oggi si lancia nell’oscurità dell’abisso di Belvaux, luogo in cui scompare sotto terra per riemergere solo dopo aver attraversato l’intero massiccio calcareo. Il risultato è un complesso di stanze monumentali, tra cui la Sala della Cupola, talmente vasta da ospitare una volta alta 127 metri in cui la percezione dello spazio si perde tra le ombre proiettate dalle luci soffuse.
L’accesso al cuore della terra: tram e percorsi guidati
L’avventura inizia proprio dal centro del villaggio: per l’ingresso alle cavità, infatti, si utilizza un tram d’epoca che percorre circa 4 chilometri tra i boschi, trasportando i visitatori indietro nel tempo prima ancora di varcare la soglia del sottosuolo. Una volta giunti a destinazione, l’esplorazione avviene esclusivamente con l’accompagnamento di guide esperte, che conducono i gruppi attraverso gallerie illuminate con cura per svelare i segreti della geologia locale.
Foto: user:Hullie – Own work, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia
Esistono due modalità principali per affrontare le profondità:
- Cave Discovery: percorso di circa un’ora e un quarto, ideale per chi desidera ammirare le sale più emblematiche e uno spettacolo di luci senza affrontare eccessivi dislivelli (prevede comunque la presenza di circa 360 gradini).
- Cave Journey: traversata completa di due ore che copre circa due chilometri di gallerie. Questo itinerario è più impegnativo, con oltre 500 gradini da risalire e discendere, ma consente di seguire l’intero corso della Lesse sotterranea fino alla sua spettacolare riemersione all’aperto.
Il rientro verso il borgo, al termine del viaggio ipogeo, avviene nuovamente a bordo del tram o tramite brevi tragitti su mezzi del parco.
Lo spettacolo di luci: Origin
Presso la Sala della Cupola si assiste a Origin, un gioco di luci e proiezioni laser che mappano la roccia. No, non è affatto una banalità, perché questo show è in grado di mettere in risalto le rughe e le sfumature cromatiche del calcare, dal bianco puro al rosso ruggine.
Foto: Domain of the Caves of Han
Le stalagmiti, come il massiccio “Trofeo“, brillano sotto i riflettori rivelando migliaia di anni di accumulo minerale, mentre il ticchettio ipnotico delle gocce che continuano a modellare le pareti rende l’esperienza un vero e proprio viaggio nel ventre della Terra.
Ma non è finita qui, perché all’uscita della grotta si assiste allo sparo del cannone, una tradizione secolare che serve a dimostrare la potenza dell’eco generata dalla morfologia delle rocce circostanti. La transizione dal buio assoluto della profondità alla luce naturale avviene gradualmente, permettendo alla vista di riabituarsi ai colori della foresta esterna.
La biodiversità del comprensorio: la Riserva degli Animali
Il complesso turistico si estende ben oltre le Grotte di Han: occupa un’area protetta di più di 250 ettari dedicata alla conservazione della fauna europea. In questo spazio, caratterizzato da colline calcaree e boschi fitti, vivono esemplari di specie che rischiavano la scomparsa totale dal continente. Il bisonte europeo, un gigante della foresta dal peso che può superare la tonnellata, è uno dei protagonisti. Accanto ad esso, i branchi di lupi grigi si muovono tra la vegetazione, osservati dai visitatori attraverso postazioni sicure che non interferiscono con il comportamento naturale degli animali.
Il sentiero panoramico si snoda lungo i bordi dell’altopiano, regalando vedute sulla vallata sottostante e sulla confluenza dei fiumi. Si avvistano orsi bruni impegnati nelle loro attività quotidiane, linci dai tratti eleganti e schivi, oltre a maestosi cervi che dominano le radure.
Foto: Domain of the Caves of Han
La gestione del parco si focalizza sulla reintroduzione di alcune specie in natura, facendo di Han-sur-Lesse un polo scientifico di rilievo. La flora locale, tipica dei terreni calcarei delle Ardenne, presenta orchidee selvatiche e piante rare che fioriscono in primavera, completando un quadro naturalistico di eccezionale valore botanico e zoologico.
Foto di copertina: GrottesdeHan – Own work, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia
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