C’è un momento, ogni anno a Peñafiel, in cui il tempo si ferma. È la Domenica di Resurrezione, poco dopo che le campane hanno rotto il silenzio del mattino. La processione entra nella Plaza del Coso, la Vergine coperta dal velo nero del lutto prende posto al centro.
Il pubblico ammassato sui balconi in legno del XVIII secolo trattiene il respiro. Poi una grande sfera bianca si apre lentamente in due metà, e un bambino vestito da angelo, con le ali e la corona dorata, inizia la sua discesa verso terra.
Dura pochi secondi. Basta a far piangere chi lo vede per la prima volta, e anche chi lo vede per la trentesima.
Un rito antico che aspira a diventare Patrimonio UNESCO
La Bajada del Ángel è la rappresentazione del momento in cui un angelo annuncia alla Vergine Maria la resurrezione di Cristo, togliendo il velo del lutto. A Peñafiel, nella provincia di Valladolid, nel cuore della Ribera del Duero, si celebra almeno dalla fine del XVIII secolo, ma i documenti di quell’epoca la citano già come tradizione antica, il che fa ipotizzare origini medievali.
Nel 2011 è stata dichiarata Festa di Interesse Turistico Nazionale, e oggi aspira al riconoscimento come Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, nell’ambito di una rete europea delle tradizioni degli angeli volanti che connette Spagna e Italia.
La connessione con l’Italia non è sentimentale. È tecnica, storica, precisa.
Brunelleschi e la macchina del paradiso
Per capire cosa vola sulla Plaza del Coso di Peñafiel bisogna tornare a Firenze, anno 1439. Il Concilio di Firenze riunisce le Chiese d’Oriente e d’Occidente, e la città dei Medici mette in scena una delle rappresentazioni sacre più spettacolari mai viste: un angelo scende lungo tutta la navata della chiesa della Santissima Annunziata, sospeso su corde, illuminato da centinaia di lumi, dentro una mandorla che si apre come un fiore meccanico. Il progettista della macchina è Filippo Brunelleschi, lo stesso che ha appena terminato la cupola di Santa Maria del Fiore.
Brunelleschi aveva già inventato quelli che i fiorentini chiamavano “ingegni”, macchinari scenici per far volare angeli nelle chiese con un sistema di carrucole, argani e funi, usato nei suoi cantieri edilizi e adattato al teatro sacro. Con la sua Macchina del Paradiso portò queste soluzioni al massimo della spettacolarità: una piattaforma coperta di bambagia e lampade che scendeva dall’alto come una nuvola luminosa, con un bambino sopra, vestito da arcangelo.
Queste tecniche, portate in Spagna dalle compagnie teatrali italiane del XV e XVI secolo, vennero assorbite dagli Autos Sacramentales spagnoli, le rappresentazioni sacre medievali castigliane, e si trasformarono nelle feste popolari che sopravvivono ancora oggi. La Bajada del Ángel di Peñafiel è una di queste. Il meccanismo è antico ma ancora efficace: due torri di circa cinque metri addobbate con drappi cremisi, un sistema di funi, la sfera bianca che avanza, si apre, e rivela il bambino-angelo con le colombe tra le mani.
La piazza: un teatro naturale di seicento anni
Lo spettacolo non sarebbe lo stesso senza il suo contenitore. La Plaza del Coso è uno dei luoghi per la corrida più antichi di Spagna, con i primi documenti che risalgono al 1443. È uno spazio rettangolare di circa 3.500 metri quadrati, delimitato da 48 edifici in pietra e legno con balconi del XVIII e XIX secolo decorati con motivi arabescati. I balconi hanno ancora il cosiddetto derecho de vistas, un privilegio medievale che consente ai proprietari di utilizzarli durante le celebrazioni pubbliche anche se non abitano nell’edificio: un diritto di veduta che risale al Medioevo e sopravvive intatto fino a oggi, caso raro di consuetudine ancestrale ancora operativa.
Tutto intorno, già nelle prime ore del mattino, arriva il profumo dell’agnello da latte che cuoce nei ristoranti del paese. La Domenica di Resurrezione a Peñafiel è anche il giorno in cui si mangia il lechazo asado, l’agnello da latte alla brace, specialità assoluta della Ribera del Duero.
Il bambino che vola
Ogni anno, seguendo una rigorosa turnazione, una delle quattro confraternite di Peñafiel sceglie il bambino o la bambina che incarnerà l’angelo. È lo stesso che cavalcherà l’asinello la Domenica delle Palme e che porterà il peso di una tradizione sulle sue piccole spalle per una settimana intera. Poi arriva il momento del volo, davanti a tutto il paese e ai visitatori, e quel momento non assomiglia a niente di ordinario.
Quando il velo nero viene tolto alla Vergine risuona l’inno nazionale, le campane suonano a festa, partono i fuochi, il coro intona l’Alleluia. Le colombe bianche volano libere sulla folla. Il bambino risale verso la sfera celeste. La piazza esplode.
Il filo italiano: da Firenze ad Alghero
La rete europea delle tradizioni degli angeli che sta lavorando al riconoscimento UNESCO include molte feste italiane che condividono la stessa origine tecnica e simbolica. Il Volo dell’Angelo di Venezia, durante il Carnevale, nacque nel XVI secolo come omaggio di un acrobata turco e si sviluppò sugli stessi principi scenotecnici. La Descesa de l’Àngel si celebra in diverse località sarde e siciliane con influenza aragonese, come Alghero, dove angeli-bambini scendono per annunciare la Resurrezione. In Italia esiste anche la Corsa dell’Angelo a Ischia-Forio, il Volo dell’Angelo a Vastogirardi nel Molise e quello a Giugliano in Campania. Tutte discendono dallo stesso albero, piantato a Firenze nel XV secolo da un uomo che di giorno costruiva cupole e di sera faceva volare angeli.
Come visitare Peñafiel e la Bajada del Ángel
Dove si trova: Peñafiel, provincia di Valladolid, comunità autonoma di Castiglia e León. A 150 km da Madrid, nel cuore della Ribera del Duero.
Quando: la Bajada del Ángel si celebra ogni anno la Domenica di Resurrezione. La Settimana Santa di Peñafiel è dichiarata Festa di Interesse Turistico Regionale dal 2023.
Come arrivare: in auto da Madrid circa 1 ora e 45 minuti. In treno da Madrid fino a Valladolid, poi auto a noleggio — circa 60 km verso est sulla N-122.
Cosa vedere: oltre alla Bajada, il Castello di Peñafiel, che sovrasta il paese da una cresta rocciosa a forma di nave, ospita il Museo Provinciale del Vino della Ribera del Duero. Il paese si visita facilmente a piedi in mezza giornata. Intorno, le cantine della Ribera del Duero offrono visite e degustazioni tra i vigneti.
Nota per chi pianifica la Pasqua 2026: la Domenica di Resurrezione nel 2026 cade il 5 aprile. Per partecipare alla Bajada del Ángel è consigliabile prenotare alloggio con almeno due mesi di anticipo, perché i posti disponibili nel paese sono limitati e la festa richiama visitatori da tutta la Spagna.
Foto Spagna Turismo
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