Sulla sponda orientale del Lago di Como, il torrente Pioverna lavora incessantemente da 1,5 milioni di anni. Un’erosione costante che ha modellato (e continua a farlo) una profonda fenditura nella roccia calcarea, creando quella che oggi appare come una cicatrice verticale nel paesaggio montano. Parliamo dell’Orrido di Bellano, dove la forza cinetica della corrente trasporta detriti che, ruotando vorticosamente in punti specifici, levigano le pareti formando ampie cavità sferiche.
Tali formazioni naturali, chiamate popolarmente Marmitte dei Giganti, testimoniano la potenza idrica capace di perforare la pietra. Il rumore fragoroso dei salti d’acqua rimbomba tra le pareti strette, rendendo il sito in una cassa di risonanza naturale dal fascino primordiale.
La Cà del Diavol e il folklore locale
All’ingresso del percorso svetta una torretta irregolare che cattura immediatamente l’attenzione dei passanti. Si tratta di una costruzione umana, nota universalmente come la Cà del Diavol, che evoca timore e curiosità per via degli affreschi che raffigurano il diavolo, segni zodiacali e figure mitologiche.
Nessuno conosce con esattezza l’origine della struttura, sebbene la tradizione orale parli di antichi riti pagani svolti tra le sue mura. Stando a delle particolari leggende (oscure, occorrebbe dire) vi furono feste peccaminose tenute proprio a ridosso del baratro, alimentando il mistero che avvolge il borgo di Bellano. La posizione isolata dell’edificio, unita alla sua architettura angusta, giustifica la reputazione sinistra guadagnata nei secoli.
L’eredità industriale e la seta
Oltre all’aspetto paesaggistico, l’Orrido di Bellano racconta una storia di progresso economico cruciale per la Lombardia. Durante il XIX secolo, la famiglia Gavazzi realizzò importanti lavori di gallerie e condotte forzate per sfruttare l’energia idraulica delle cascate del Pioverna, incrementando macchinari di opifici tra cui attività legate alla seta e, soprattutto, alla lavorazione del ferro. I condotti scavati nella roccia convogliavano il flusso verso le turbine, rendendo estremamente efficiente la produzione.
Restano ancora visibili alcuni elementi delle chiuse e delle condotte forzate, simboli di un’epoca in cui la natura diventava il motore primario del lavoro manifatturiero. La vicinanza tra la forza selvaggia del torrente e l’ordine geometrico delle fabbriche definisce l’identità unica di questo tratto di costa lecchese.
Architettura del percorso sospeso
A disposizione dei visitatori ci sono delle passerelle metalliche moderne che si snodano lungo i fianchi della gola, le quali permettono un transito sicuro proprio sopra le correnti rapide. Questi camminamenti seguono le curvature naturali della pietra, regalando prospettive ravvicinate su muschi rari e felci che prosperano grazie all’umidità perenne.
Sotto i piedi dei visitatori, la schiuma bianca del Pioverna mette in scena contrasti cromatici evidentissimi con il grigio scuro del sasso. Poi c’è l‘illuminazione artificiale (installata recentemente) che valorizza i profili delle rocce anche durante le ore serali: mette in risalto dettagli morfologici altrimenti invisibili. Percorrere tale tracciato consente di osservare da vicino la stratificazione geologica del territorio, comprendendo visivamente il passaggio dei millenni.
Dettagli logistici e modalità di accesso
La pianificazione della visita dell’Orrido di Bellano richiede attenzione verso il calendario stagionale e le diverse opzioni tariffarie disponibili. Dal 21 marzo al 31 maggio, il sito accoglie il pubblico nei giorni feriali tra le 10 e le 18, mentre il fine settimana l’orario si estende dalle 9 alle 19. Aperture straordinarie con orario prolungato interessano i giorni del 3, 4, 5 e 6 aprile, oltre alle ricorrenze del 25 aprile e del 1° maggio. L’ingresso singolo per l’Orrido costa € 7,00, con riduzioni a € 5,00 per i giovani dai 6 ai 14 anni e per chi utilizza trasporti pubblici come treno o navigazione. I soci Touring Club accedono con € 6,00. I residenti bellanesi, i bimbi sotto i sei anni e i possessori di Disability Card con accompagnatore entrano gratuitamente.
L’esperienza può essere arricchita includendo la Cà del Diavol, San Nicolao e il Museo Giancarlo Vitali. Il pacchetto completo feriale ammonta a € 15,00, salendo a € 20,00 nei festivi e durante il mese di agosto. Esistono agevolazioni per nuclei familiari (due adulti e due bambini sotto i 12 anni) fissate a € 20,00 nei feriali e € 30,00 nei giorni di festa. Le scolaresche e i gruppi numerosi godono di tariffe dedicate ma devono obbligatoriamente prenotare il proprio turno. La struttura fisica del tracciato presenta scale e strettoie, fattori che precludono l’uso di passeggini o carrozzine. Gli amici a quattro zampe possono accompagnare i proprietari lungo le passerelle dell’Orrido, restando però esclusi dalla torre storica e ammessi nei musei solo se protetti in trasportini o borse.
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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