Il Castello di Racconigi si trova a Racconigi, in provincia di Cuneo, a 34 chilometri a sud del Palazzo Reale di Torino. Netflixmania Da fuori sembra un castello come tanti. Poi entri nel parco e cambia tutto.
Concepita come un sistema organico dove il castello, con le sue pertinenze, si integra con l’ampio parco di oltre 170 ettari che si apre a nord, la tenuta è stata frequentata dai Savoia durante le villeggiature estive fino al 1946. Poi è diventata proprietà dello Stato, è stata restaurata, riaperta al pubblico.
Ma alcune parti — la Margaria neogotica, le Serre reali, il Giardino dei Principini — sono rimaste quasi sempre chiuse. Quest’anno, per la prima volta in modo sistematico, aprono. Con un programma che non è una semplice rassegna di eventi: è un invito a frequentare il parco come si frequentava una volta, lentamente, in stagioni diverse.
Il castello: mille anni di storia e quattro secoli di gusto sabaudo
Fondato intorno all’XI secolo come casaforte nella Marca di Torino, il castello passò successivamente ai marchesi di Saluzzo e poi ai Savoia. Nel 1670, quando divenne residenza dei Savoia-Carignano, André Le Nôtre progettò il giardino — lo stesso che pochi anni prima aveva disegnato i giardini di Versailles. Nel 1676 fu Guarino Guarini a ristrutturare l’edificio, lavori mai completati e ripresi nel Settecento da Giambattista Borra.
Con l’ascesa al trono di Carlo Alberto la residenza assunse il suo aspetto odierno: nel 1820 il giardiniere tedesco Xavier Kurten ridisegnò gli spazi verdi, mentre la decorazione e il riallestimento degli interni furono affidati all’architetto Pelagio Palagi, il cui gusto tra neoclassico ed eclettico è ben rappresentato dal Gabinetto Etrusco, ambiente di singolare fascino.
Gli appartamenti sovrappongono quattro secoli di gusto di corte senza soluzione di continuità: stucchi barocchi, gabinetti cinesi settecenteschi, sale neoclassiche, ambienti liberty e déco del primo Novecento. Alle 23:15 del 15 settembre 1904 nacque qui Umberto II, l’ultimo re d’Italia. Nel 1909 la residenza fu sede della visita dello zar Nicola II per sottoscrivere il Trattato di Racconigi.
La grotta di Merlino: il tunnel del re che amava le leggende
Nel mezzo del parco romantico, tra corsi d’acqua e laghetti, si trova una delle stranezze più belle della residenza. La grotta del mago Merlino è un piccolo tunnel artificiale rivestito di intonaco impastato a pietre luccicanti con stalattiti e stalagmiti provenienti dalle Grotte di Bossea, nelle valli del Monregalese. La grotta è dedicata alla figura leggendaria di Merlino, sedotto dalla Dama del Lago che gli fece perdere i propri poteri: aveva la funzione simbolica di preservare i sovrani sabaudi da controproducenti passioni amorose.
Non è chiaro se il monito funzionasse. Il parco è pieno di installazioni di questo tipo — una dacia russa riadattata in occasione della visita dello zar Nicola II nel 1909, ponticelli, pergolati, architetture di servizio trasformate in capricci romantici. È il tipo di parco che si può percorrere più volte senza aver visto tutto.
Le cicogne: il nido che torna ogni anno
Nel parco nidificano le cicogne, che lo rendono un’oasi di grande interesse naturalistico.
Non è un dettaglio ornamentale: le cicogne tornano ogni anno sugli stessi nidi, sulle torrette della Margaria e sui grandi alberi del parco, e la loro presenza trasforma una passeggiata nel parco in qualcosa di diverso da una visita a un monumento. Primavera è il momento migliore per vederle — arrivano a marzo, si insediano nei nidi, e restano fino all’estate inoltrata.
La Margaria: il castello neogotico che i Savoia chiamavano casa di campagna
Il complesso della Margaria, costruito tra il 1834 e il 1843, rappresenta uno degli esempi più alti e raffinati del neogotico italiano e internazionale. Disegnata da Pelagio Palagi come un castello neogotico “a uso cascina”, nell’Ottocento la Margaria non solo era destinata al romitaggio romantico di Carlo Alberto, ma era anche una modernissima azienda agricola.
Stalle, scuderie, alloggi, una citroniera, magazzini — tutto inserito in un involucro architettonico che imita i manieri medievali con una precisione quasi teatrale.
Come scenografica chiusura del cortile della Margaria verso nord, le Serre reali furono realizzate dal 1844 al 1848 su progetto del milanese Carlo Sada.
Queste strutture — insieme al Giardino dei Principini, l’area riservata alla famiglia reale con frutteto e colture floreali — sono normalmente chiuse al pubblico. La rassegna Effimera le apre.
Effimera: vivere il parco da aprile a ottobre
Il titolo dice già tutto: ogni appuntamento è unico, pensato in relazione al parco e al suo mutare stagionale. Il programma si articola in 22 giornate tra aprile e ottobre con linguaggi diversi e pubblici diversi.
Performing arts — lo spettacolo di circo contemporaneo “Non m’indosso” del Collettivo Binario Zero, ispirato alle protagoniste di Puccini (24 maggio e 13 settembre, ore 17:30); il teatrale “Il sogno di Bottom” spin-off shakespeariano di Onda Larsen (28 giugno, ore 16:30); il reading “Ma piantala lì!” di Alessandro Barbaglia — storie di semi e alberi, fotosintesi e tempo (30 agosto, ore 16:30).
Cinema all’aperto nel cortile delle Serre reali con aperitivo — “The Artist” di Michel Hazanavicius, 5 premi Oscar 2012 (13 giugno, ore 19); “Le regole del caos” di Alan Rickman con Kate Winslet, su André Le Nôtre e i giardini di Versailles — l’uomo che progettò anche il giardino di questo castello (11 luglio, ore 19).
Visite naturalistiche con pic-nic nel Giardino dei Principini con l’agronomo delle Residenze reali: storie di giardini e giardinieri (24 maggio, 14 giugno, 16 agosto, 26 settembre, ore 10:30).
Osservazione del cielo con aperitivo a cura di Infini.To — Planetario di Torino: astronomi, telescopi e il cielo sopra il parco (20 giugno, ore 19:30).
Per famiglie e bambini — laboratori di marionette con la Fondazione Grilli, cacce al tesoro tra arte e natura, visite guidate con personaggi storici, attività dai 3 agli 11 anni distribuite lungo tutto il calendario.
Il programma completo e sempre aggiornato è su museipiemonte.cultura.gov.it.
Come arrivare e informazioni pratiche
In treno — stazione di Racconigi su linea Torino-Cuneo.
In auto — da Torino circa 40 minuti, autostrada A6 uscita Carmagnola, poi direzione Racconigi. Da Cuneo circa 25 minuti.
Parco — aperto giovedì-venerdì ore 9:30-17:00, sabato-domenica ore 9:30-18:00.
Biglietti — Castello €8, Parco €2, gratuito under 18. Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card accettati. Prenotazione — non necessaria per il parco, consigliata per il castello: racconigi.prenotazioni@cultura.gov.it.
Tel. 0172 84005.
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