Collodi, il borgo a cascata dove la pietra toscana ha dato vita alla leggenda di Pinocchio

Un viaggio d'altri tempi risalendo le ripide rughe di un borgo medievale toscano rimasto intatto, dove la maestosità della Villa delle cento finestre incontra le radici della favola di Pinocchio

Collodi, Toscana

Arrampicandosi lungo le pendici del colle che domina la Valdinievole, appare una struttura urbana talmente ripida da sembrare sfidare le leggi della fisica. Parliamo del borgo di Collodi,  frazione di Pescia (provincia di Pistoia), che si presenta allo sguardo come una colata di abitazioni antiche che scivolano verso il basso, connesse esclusivamente da strette vie pedonali chiamate rughe.

Una conformazione a ventaglio che, in passato, garantiva una difesa naturale imbattibile e che oggi rende il paese in un labirinto a cielo aperto. I residenti mantengono vive tradizioni secolari, abitando edifici che possiedono portali in pietra e tetti in laterizio scuriti dal tempo. Salendo verso la sommità, il rumore del traffico di fondovalle svanisce, sostituito dal fruscio del vento tra gli ulivi circostanti. La sommità ospita la Pieve di San Bartolomeo, chiesa romanica custode di tesori d’arte sacra, dalla quale la vista spazia sopra l’intera pianura lucchese. Questo borgo, tra le altre cose, è famoso in tutto il mondo “a causa” di Pinocchio.

Il genio botanico del Giardino Storico Garzoni

Ai piedi del nucleo medievale di Collodi riposa una delle eccellenze paesaggistiche europee del ‘700: il Giardino Storico Garzoni. Questa residenza nobiliare sfrutta il dislivello del terreno per creare terrazzamenti scenografici, scalinate monumentali e giochi d’acqua alimentati dalla forza di gravità. Camminando tra i vialetti, si incontrano statue di divinità mitologiche, grotte artificiali fresche e siepi di bosso modellate con precisione geometrica.

Giardino Storico Garzoni, Collodi

La Villa, detta anche “delle cento finestre“, svetta imponente sopra il disegno del parco, testimoniando la ricchezza della famiglia che un tempo governava queste terre. Particolare attenzione la merita la Casa delle Farfalle, un edificio in vetro che è la culla di centinaia di specie di farfalle tropicali intente a volare liberamente in un microclima controllato. Le fioriture stagionali cambiano il volto del giardino ogni mese, garantendo uno spettacolo cromatico sempre differente tra camelie antiche e rose rare.

Le origini di Pinocchio tra realtà e pseudonimo

Ma arriviamo a Pinocchio: il nome dell’autore del burattino più celebre della storia nasconde un omaggio filiale profondo. Carlo Lorenzini scelse infatti lo pseudonimo di Collodi proprio in onore del paese natale della madre, Angiolina Orzali. L’infanzia dello scrittore è passata spesso tra queste viuzze, osservando i falegnami locali e la vita rurale che avrebbe poi trasposto nelle sue pagine.

Il Parco di Pinocchio a Collodi

Foto: Di I, Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia

Il Parco di Pinocchio, situato poco distante dal borgo antico, costituisce un percorso d’arte contemporanea unico nel suo genere. Invece di giostre meccaniche, i sentieri presentano sculture in bronzo e installazioni architettoniche realizzate da maestri quali Emilio Greco e Venturino Venturi. Il maestoso Pescecane, una struttura in cemento armato che svetta sopra uno specchio d’acqua, permette ai bambini di entrare fisicamente nel ventre del mostro marino. Tale approccio trasforma la visita in un’esperienza intellettuale e sensoriale, legando la letteratura al territorio pistoiese in modo indissolubile.

Sentieri panoramici e architetture dimenticate

Oltrepassando i confini del parco tematico, gli appassionati di outdoor trovano percorsi che collegano il borgo alle località montane limitrofe. La Via della Fiaba rappresenta l’itinerario più suggestivo, unendo Pescia a Collodi attraverso un tracciato circondato da muretti a secco e oliveti terrazzati. Si tratta di un sentiero che segue antiche mulattiere utilizzate per secoli dai contadini e che dona scorci inediti sulla struttura a cascata del paese.

Collodi, il borgo a forma di cascata

Lungo il cammino si incontrano piccoli oratori e fattorie isolate, in cui la produzione di olio extravergine d’oliva rappresenta ancora la principale attività economica. La vegetazione tipica della macchia mediterranea si alterna a castagneti man mano che la quota aumenta, regalando profumi intensi di resina e terra bagnata. Esplorare questi dintorni richiede calzature robuste, ma riesce a premiare la fatica con la scoperta di angoli rurali rimasti estranei alla modernità più invadente.

Foto Canva

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