Un centinaio di anni fa Sir Clough Williams-Ellis coltivava un desiderio ambizioso: dimostrare quanto lo sviluppo di un luogo naturale potesse avvenire senza distruggerne la bellezza intrinseca. Fu così che, nel 1925, decise di costruire Portmeirion, trasformando una scogliera trascurata in un borgo che ricalca le linee dei paesi affacciati sul Tirreno.
Situato lungo l’estuario del fiume Dwyryd, questo villaggio privato si distingue per le facciate dipinte con tonalità pastello, in cui il giallo ocra e il rosa antico risaltano contro il verde intenso della vegetazione locale. Molti visitatori chiamano questo posto la Portofino del Galles, un soprannome nato dalla somiglianza estetica con la celebre località italiana (sebbene il progettista abbia sempre sostenuto di essersi ispirato a un’atmosfera mediteranea piuttosto che a una singola mappa geografica).
Colori italiani tra scogliere e boschi antichi di Portmeirion
Passeggiando tra le viuzze, si incontrano dettagli recuperati da ville demolite o palazzi in rovina. Williams-Ellis amava definirsi un salvatore di edifici, un collezionista di frammenti storici che trovavano nuova vita in questa scenografia gallese. La piazza centrale ospita una fontana circondata da statue classiche, mentre portici eleganti riparano i passanti durante le giornate uggiose.
Foto: By Mike McBey – Portmeirion, Wales, CC BY 2.0, Via Wikimedia
Ci sono le palme, poi, che crescono rigogliose grazie alla Corrente del Golfo, dando vita a un contrasto visivo spiazzante con le montagne di Snowdonia che si stagliano poco distanti. Elementi barocchi si fondono con lo stile Arts and Crafts, dettagli che rendono il complesso un esperimento visivo unico in tutto il pianeta. La cura è infatti maniacale, dalle decorazioni dei cornicioni fino alla scelta delle tonalità cromatiche che mutano riflesso a seconda della luce solare.
La celebrità televisiva e il mistero del prigioniero
Portmeirion ottenne fama internazionale negli anni ’60, grazie all’attore e regista Patrick McGoohan che scelse le sue piazze geometriche e gli edifici eccentrici per ambientare la serie cult The Prisoner. All’interno del telefilm, la località veniva identificata semplicemente come The Village, una prigione dorata da cui fuggire risultava impossibile.
Un’ associazione storica che, senza dubbio, attira ancora oggi appassionati di fantascienza desiderosi di trovare i posti esatti delle riprese, come la residenza del Numero 6.
L’aura di mistero avvolge ancora i sentieri costieri, chiamati The Gwyllt, una parola gallese che indica un territorio selvaggio. All’interno di questi boschi si trovano giardini botanici rari, rododendri giganti e un cimitero per cani unico nel suo genere, testimonianza delle bizzarrie dei proprietari storici.
Un’esperienza fuori dal tempo tra marea e silenzio
Da queste parti il ritmo della giornata viene scandito dal movimento dell’acqua: quando la marea si ritira, l’estuario rivela distese di sabbia vastissime, cambiando radicalmente la percezione del panorama. Si tratta di un fenomeno naturale che trasforma la scogliera in un punto di osservazione privilegiato sulle cime del parco nazionale circostante.
Soggiornare all’Hotel Portmeirion, situato proprio a ridosso del mare, permette di percepire l’isolamento cercato dal suo fondatore. Williams-Ellis ha lasciato un’eredità che protegge il paesaggio dalle speculazioni edilizie moderne, mantenendo intatta un’illusione che dura da quasi un secolo.
Visitare questa perla equivale a comprendere la visione di un uomo che voleva unire arte, natura e architettura in un unico, armonioso abbraccio. L’identità di Portmeirion rimane protetta da una gestione privata che ne preserva l’incanto, evitando il caos delle mete turistiche eccessivamente sfruttate (sì, è aperto al pubblico).
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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