Fra aironi e cicogne, in primavera il Parco Fluviale Gesso e Stura mostra la natura selvaggia che si risveglia

Un parco che non somiglia a nessun altro parco. Lungo le rive del Gesso e della Stura di Demonte, a pochi minuti dal centro di Cuneo, la natura non è addomesticata ma lasciata a se stessa: ghiaia, ontani, aironi, cicogne e tratti di fiume che sembrano Scandinavia. In primavera tutto si accende — e quasi nessuno lo sa.

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A Cuneo si va per il mercato del martedì, per il cioccolato, per i portici. Pochissimi sanno che a meno di cinque minuti dal centro esiste un ecosistema fluviale tra i meglio conservati del Piemonte meridionale, dove la ghiaia si alterna alle foreste riparie e il silenzio è interrotto soltanto dagli aironi cenerini e, da qualche anno, dal ritorno stabile della cicogna bianca.

Il Parco Fluviale Gesso e Stura si estende per oltre 5.700 ettari lungo la confluenza dei due fiumi omonimi, coprendo una fascia verde che abbraccia Cuneo fino ai comuni della pianura circostante. Non è un parco in senso classico — niente cancelli, niente biglietti, niente aree gioco ogni cento metri. È un corridoio ecologico vivo, con tratti quasi intatti, dove la vegetazione spontanea e il regime del fiume dettano le regole.

Perché proprio adesso

La primavera trasforma il parco in modo radicale. Da aprile a fine maggio le rondini tornano a caccia radente sul Gesso, i pioppi e gli ontani esplodono di verde acido, e lungo le rive fiorite si muovono specie che in estate o inverno non vedresti mai.torrente-gesso-parco
È il momento di maggiore biodiversità: oltre 80 specie di uccelli sono state censite nell’area tra fine marzo e maggio, tra cui il martin pescatore, il corriere piccolo e il falco di palude. L’acqua in questo periodo è alta, veloce, trasparente.
I fondali ghiaiosi emergono sui tratti bassi e creano piccole isole temporanee frequentate da limicoli e anatre. Lo spettacolo è gratuito, e l’accesso è libero praticamente ovunque.

Cosa fare: percorsi e punti forti

La pista ciclabile lungo il Gesso

Il percorso ciclopedonale che costeggia il torrente Gesso è il backbone del parco: asfaltato nel tratto urbano, poi sterrato e naturalista verso le frazioni. Pedalare qui in mattinata presto — diciamo entro le 8 — significa avere il fiume tutto per sé, con la nebbia bassa che si dissolve lentamente e i rapaci in volo sulle prime termiche.ciclabile-gesso-stura
Distanza percorribile facilmente: 10-12 km andata e ritorno, adatti a qualsiasi livello.

L’oasi naturalistica e il birdwatching

Nella porzione del parco verso Boves e Vignolo si trovano le aree umide più ricche, con canneti e specchi d’acqua stagnante che attraggono specie palustri. Non servono strumenti da ornitologo professionista: un binocolo da 8×42 basta per identificare in tempo reale quello che vola. I capanni di osservazione sono semplici e discreti.

I greti del fiume: il paesaggio che sorprende

Quello che colpisce di più, alla prima visita, è la morfologia selvaggia del greto. La Stura di Demonte in particolare — uno dei fiumi alpini con il regime più irregolare del nord-ovest — lascia nel suo percorso distese di ghiaia grigia e bianca che sembrano paesaggi islandesi.
Niente di costruito, nessun intervento umano visibile per centinaia di metri. In aprile la luce radente del mattino le rende fotogeniche come certi tratti della Durance in Provenza.

Attività sportive leggere

Il parco è frequentato da runner, ciclisti, pescatori a mosca e, sempre più, da chi pratica stand-up paddle nei tratti più calmi del Gesso.oasi_madonnina
Non aspettarti strutture. Aspettati natura accessibile, qualche pannello informativo ben fatto e la libertà di muoverti senza orari.

I percorsi di Mauro: un sentiero botanico con un nome preciso

A Sant’Albano Stura, lungo la Stura di Demonte, l’Oasi Naturalistica Madonnina custodisce uno dei patrimoni vegetali meno conosciuti del parco. Non è solo un’area protetta: è il risultato di anni di lavoro volontario, di classificazioni pazienti, di passeggiate fatte con taccuino e occhi allenati. Qui esiste un percorso botanico che porta un nome — “I percorsi di Mauro” — dedicato a Mauro Fissore, vicepresidente dell’associazione scomparso improvvisamente nel luglio 2024.oasi_madonnina_parco-percorsi
Il modo in cui un posto decide di ricordare qualcuno dice molto sulla qualità di quel posto. Il percorso documenta le specie arboree e arbustive della foresta riparia: ontano nero (Alnus glutinosa), farnia (Quercus robur), frassino maggiore, carpino bianco, olmo campestre e ciliegio selvatico, insieme a specie più discrete come la frangola, il ligustro e la fusaggine — quella con i frutti rosa acceso che in autunno sembrano orecchini. In primavera, quando le gemme esplodono in sequenza e ogni albero ha il suo momento, camminare qui con una guida botanica tascabile diventa un esercizio di attenzione raro.
L’Oasi Madonnina è visitabile liberamente — gli orari di apertura sono sul sito ufficiale — e rappresenta uno dei punti di accesso più ricchi e silenziosi all’intero sistema fluviale.

Info pratiche

Accesso: libero, da più punti del perimetro urbano di Cuneo e dai comuni limitrofi (Boves, Vignolo, Borgo San Dalmazzo).
Come arrivare: in auto da Cuneo centro bastano 5-10 minuti verso qualsiasi delle entrate naturali; in bici, si può raggiungere direttamente dal centro storico. Attrezzatura consigliata: scarpe da trail o impermeabili leggere, binocolo, abbigliamento a strati (le mattinate primaverili sul fiume sono fresche).forma-parco-struraPeriodo migliore: aprile e maggio per flora e fauna; prime ore del mattino per la fauna selvatica.
Costo: gratuito.
Sito di riferimento: Parco Fluviale Gesso e Stura.

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