L’arcipelago situato nel Golfo Borromeo (cuore pulsante del Lago Maggiore) è la culla di un lembo di terra emersa che sfida le leggi della natura attraverso l’ingegno umano. Questo luogo, situato a circa 400 metri dalla costa di Stresa, in pieno Piemonte, porta il nome di Isola Bella. Anticamente appariva solo quale umile scoglio abitato da pochi pescatori, identificato sulle mappe come Isola Inferiore. Ma, come nelle storie più emozionanti che conosciamo, il suo destino cambiò drasticamente nel 1630, anno in cui il conte Carlo III Borromeo avviò lavori grandiosi.
Ciò che avvenne fu una vera e propria trasformazione, la quale mirava a rendere omaggio a sua moglie, Isabella d’Adda, mutando gradualmente il toponimo originale in Isola Isabella. La visione dei proprietari prevedeva la creazione di un complesso monumentale con la forma di un vascello pronto a salpare verso l’orizzonte del lago. Vitaliano VI rimane il vero fondatore, colui che diede l’impulso decisivo a una fabbrica durata quasi 400 anni e conclusasi simbolicamente solo nel 1948 con l’ultimazione del Salone Nuovo.
Palazzo Borromeo e i segreti delle sue venti sale
A dominare la punta settentrionale di Isola Bella c’è Palazzo Borromeo che si erge sopra le acque con una maestosità che riflette il prestigio della casata. Entrare in questi ambienti permette di percorrere un itinerario tra stucchi neoclassici, marmi rari e arredi secenteschi perfettamente conservati. La Galleria Berthier rappresenta un tesoro raro: ospita un mosaico di oltre 130 dipinti che coprono intere pareti. Spostando lo sguardo verso i soffitti, si avverte il peso della storia nella Sala del Trono o nella Galleria degli Arazzi, in cui preziosi tessuti fiamminghi in seta e oro narrano vicende mitologiche.
Personaggi storici di immenso rilievo calpestarono questi pavimenti. Napoleone Bonaparte fu uno di loro, il quale soggiornò tra queste mura lasciando il proprio nome alla stanza che lo vide come visitatore. Successivamente, nel 1935, la Sala della Musica divenne lo scenario politico della Conferenza di Stresa, incontro cruciale tra capi di Stato per discutere le sorti dell’Europa pre-bellica. Il documento che, tra la altre cose, rimane tuttora esposto all’interno della stanza.
Una curiosità riguarda il pittore Pieter Mulier, noto con il soprannome di “Cavalier Tempesta” per la sua abilità nel ritrarre mari in burrasca: l’artista visse a lungo sull’isola realizzando 80 opere che tappezzano i muri del palazzo, conferendo un tocco drammatico agli interni.
Il giardino piramidale e il Teatro Massimo
Verso la zona meridionale si incontra invece il cuore scenografico del progetto: il giardino barocco all’italiana. Si tratta di una raffinata struttura che si sviluppa su 10 terrazze digradanti che formano una piramide tronca, raggiungendo i 37 metri di altezza sopra il livello del Verbano. Al centro troneggia il Teatro Massimo, un monumento ad anfiteatro decorato da statue realizzate da Carlo Simonetta alla fine del ‘600. Le sculture personificano fiumi, venti e stagioni, mettendo in scena un dialogo costante tra arte e paesaggio.
La sommità del giardino ospita l’Unicorno, simbolo araldico dei Borromeo, raffigurato mentre viene cavalcato dall’Onore. Dalla terrazza superiore la vista spazia verso Baveno e Verbania, permettendo di comprendere l’imponenza di questo galeone di pietra. Scendendo verso il basso, si raggiungono le grotte artificiali, ovvero degli ambienti decorati con ciottoli di lago, schegge di tufo e conchiglie che servivano a rinfrescare i nobili durante la calura estiva. Scrittori come Stendhal e Dickens rimasero estasiati da tale artificio architettonico, descrivendolo come un sogno fantastico divenuto realtà tangibile.
Tradizione dei pescatori e borgo antico
Oltre le mura del palazzo e i cancelli del parco botanico, sopravvive il nucleo abitativo originario. Il borgo conserva l’identità della comunità che un tempo viveva esclusivamente di pesca. Vicoli stretti collegano piccole abitazioni a botteghe artigiane e boutique eleganti. Passeggiando in questa zona si percepisce il contrasto tra la grandiosità della nobiltà e la semplicità delle radici lacustri.
Visitare questo gioiello richiede una pianificazione stagionale, poiché l’apertura al pubblico avviene solitamente tra fine marzo e fine ottobre. La fioritura primaverile trasforma i parterre in un’esplosione cromatica, mentre l’autunno tinge le piante esotiche di sfumature dorate. Isola Bella è raggiungibile attraverso i traghetti che partono regolarmente da Stresa e rimane un esempio insuperato di come il genio umano possa modellare la roccia per generare un paradiso terrestre.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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