Dopo la calura africana e l’eccesso del turismo di agosto, si può passare ad una fase più piacevole e meno costosa per scoprire le destinazioni più attraenti. Ho avuto l’opportunità di pedalare in una delle aree dolomitiche più suggestive dove mondanità ed eventi eclatanti non sono ingredienti usati per aumentare l’attrattività. Siamo nel comprensorio del Civetta, nelle Dolomiti bellunesi, un’ampia area dove in inverno lo sci è il protagonista, ma in estate il trekking e il ciclismo, soprattutto fuori dall’asfalto, diventano le attività principali.
A rendere ulteriormente fruibile l’accesso ai sentieri ciclabili cinque impianti di risalita, in posizione strategica per raggiungere strade poderali e piste, sono attivi. Con essi si accede a 20 percorsi che creano una rete di itinerari a varia difficoltà di oltre 520 chilometri lungo i quali sono attivi 10 rifugi super attrezzati per il relax, con una gastronomia di grande qualità e la ricarica per le ebike.
Pedalare al cospetto di Monte Civetta e Pelmo tra Val di Zoldo, Val Fiorentina e Agordino
Si transita attraverso tre valli: Val di Zoldo, Val Fiorentina e Agordino, che collegano i tre paesi principali: Val di Zoldo, Selva di Cadore e Alleghe alla presenza di due delle cime dolomitiche più riconoscibili e affascinanti, il Monte Civetta e il Pelmo. Nel sito di riferimento www.civettasuperbike.it, versione estiva del sito invernale Ski Civetta, si trovano tutte le informazioni generali, la descrizione dettagliata dei percorsi con le relative tracce gpx, fino all’acquisto diretto dell’accoppiata guida bike e bike pass ad un prezzo interessante, 59 € comprensivo di bike pass, guida e assicurazione. Soltanto il bike pass costa 34 €. Io ho optato per essere accompagnato dalla guida affinchè godermi al massimo la pedalata senza consultare il gps.

Ho trovato un ottimo professionista (maestro di sci in inverno) che, oltre a guidare me e i miei compagni, ci annunciava le eventuali difficoltà che avremmo incontrato, ci illustrava il territorio, i numerosi aspetti geologici, naturalistici fino a farci delle rapide lezioni per migliorare il nostro stile dopo averci visto all’opera, come un vero maestro di sci. Per essere al suo primo anno di vita il progetto dedicato al ciclismo Civetta Superbike ha il merito di aver connesso tutti i migliori servizi che i ciclisti necessitano, dai principianti ai più evoluti.
Dal noleggio dell’e-bike
La mia esperienza è iniziata alla partenza dell’impianto di risalita a Pecol (Val di Zoldo Ski Area) dove c’è un ampio e gratuito parcheggio. Per comodità ho noleggiato la bici nel rent che in inverno noleggia sci e scarponi. Volevo provare una e-bike e qui ho trovato una Scott Patron con motore Bosch molto evoluta: biammortizzata, reggi sella telescopico con comando al manubrio, fondamentale per le discese ripide, altre regolazioni alle sospensioni per aumentare il confort e l’efficienza della pedalata, ma soprattutto il motore Bosch di seconda generazione con un un display sul quale trovare tante informazioni che analizzano tutti i dati dell’escursione. Rispetto ai prodotti di alta gamma di alcuni anni fa questo modello così allestito ha fatto un grande balzo di qualità.

Agli impianti di risalita
Qualche minuto per indicare le modalità di pulsanti e manettini, e si sale sul primo impianto dove la voce narrante della guida indica il maestoso Monte Pelmo e il versante zoldano del Monte Civetta, oltre alle numerose vette oltre le quali si trovano le altre valli del comprensorio, fino alla celebre Cortina, appena oltre la fila di cime aguzze. All’arrivo immancabilmente le piste da sci scendono e, in puro stile sciistico, si lasciano correre le ruote sul terreno compatto adatto anche al totale profano. Gli spazi aperti si alternano ai boschi, dal ripido si passa al falsopiano e poi ancora discesa ma senza esagerare. Si incontrano delle malghe con intorno le mucche al pascolo che si sentono con grande anticipo per i loro campanacci. Poi si lascia la pista da sci e finalmente si pedala a mezzacosta su una facile strada bianca che porta a Malga Fontanafredda dove è obbligatorio fermarsi per un bagno di autenticità.
Mucche, capre, malghe e formaggi
Oltre alle mucche qui ci sono le capre perché a Fontanafredda si producono formaggi di tanti tipi, ben esposti all’interno nell’area super essenziale del bar ristorante. Non c’è il menù, ma una lavagna con i due/tre piatti del giorno affiancata da una tabella con i piatti classici (polenta in varie maniere, formaggi e taglieri). I profumi non sono quelli accattivanti della cucina, ma del formaggio in stagionatura.
Si riparte col rimpianto di non poter acquistare qualche buon formaggio a causa della mancanza dello zainetto. Si procede in direzione Forcella Pecol, il valico naturale che collega la Val di Zoldo con la Val Fiorentina. Il percorso è suggestivo perché il panorama cambia notevolmente e in particolare il Pelmo e il Civetta modificano il loro profilo per il cambio di prospettiva. L’arguta osservazione è suggerita dalla guida che ad effetto si ferma nel punto migliore per farlo notare.

Si arriva a La Vizza, una strada forestale panoramica costruita in seguito alla “Tempesta Vaia” del 2018, per recuperare gli alberi caduti. Da qui ci si affaccia sulla Val Fiorentina: Pescul, Santa Fosca e Selva di Cadore appaiono in successione, mentre il Pelmo cambia nuovamente volto e in lontananza si intravede il Piz Boè del Gruppo del Sella.
La discesa termina sul passo Staulanza e al rifugio Aquileia, con la ciclabile sulla sponda del torrente Fiorentina che scorre all’ombra di un bosco fiabesco. La guida svela il segreto di tanto ordine e cura: le “Regole di Selva di Cadore”, una sorta di associazione non governativa ma con grande autorità alla quale vengono affidate da secoli le competenze sulla gestione e salvaguarda del territorio.
Si arriva a Pescul, caratterizzata da antichi tabià, i caratteristici fienili di montagna in legno, oggi suggestive residenze adornate di coloratissimi gerani e altri fiori di grande effetto coreografico.
Finita la discesa, una nuova risalita
Per arrivare all’impianto di risalita si attraversa un ponticello in legno elegantemente adornato di fiori, una vera chicca, impossibile da non fotografare. Da qui si sale in seggiovia a Cima Fertazza con l’ultimo tratto che offre un’immagine di ulteriore bellezza sulla parete nord-ovest del Civetta, una delle vie più celebri che ha fatto la storia dell’alpinismo dolomitico.
L’arrivo è ai 2000 m. del rifugio Belvedere che stupisce per l’imponente Cervo, la scultura in legno di oltre 6 metri d’altezza realizzata dall’artista Marco Martalar con i resti degli alberi abbattuti dalla Tempesta Vaia. Dopo lo stupore artistico arriva quello gastronomico: basta sedersi ai grandi tavoli esterni per gustarsi piatti tipici di montagna al piacevole tepore del sole.
La quintessenza della bellezza alpina
Dalla terrazza del rifugio il paesaggio è la quintessenza della bellezza alpina: montagne tutt’intorno e prati verdissimi in contrasto col cielo azzurrissimo, aria frizzante. Con una breve pedalata e scalando altri 100 m. di dislivello si raggiunge la Croce di Cima Fertazza, dove si ha una vista a 360°. La guida li conosce tutti e li sciorina a raffica: Civetta, Marmolada, Piz Boè del Gruppo del Sella, le cime delle Dolomiti Ampezzane, Settsass, Lagazuoi, Averau, Nuvolau fino all’altopiano di Mondeval dove è stato ritrovato l’uomo preistorico Valmo, i Lastoni di Formin, l’Antelao e il Pelmo in una incredibile successione di montagne che fa capire perché l’Unesco le ha riconosciute come bellezza assoluta.

Si riparte seguendo la guida nella lunga discesa che alterna anche brevi salite e tratti pianeggianti. Si raggiunge Piani di Pezzè, dove c’è stato l’arrivo di tappa del Giro d’Italia 2026. Nell’Ally Farm, un grande parco estivo con attività all’aria aperta (slacklines, aree boulder, un laghetto per il percorso Kneipp) è opportuna una sosta rigenerante con i piedi nell’acqua prima dell’ultima lezione della guida sulle rampe e gli ostacoli del bike park: trampolini e rampe di legno si affrontano con facilità grazie al suggerimento tecnico. Si inizia con un po’ di circospezione e man mano si acquisisce fluidità aumentando pure la velocità. Mai l’avrei provato spontaneamente, ma con un vero tutor che mi ha guidato a voce diventa quasi naturale. Il viaggio continua per raggiungere Alleghe usando anche la ciclabile che corre lungo il lago. Il piccolo paese è caratterizzato dalla presenza di numerose meridiane, alcune molto antiche e altre più recenti per continuare la tradizione centenaria.
Il rientro evitando le strade trafficate
Per ritornare in Val di Zoldo evitando la strada statale si devono scavalcare le montagne, ma con l’aiutino degli impianti di risalita si evitano le salite ripide. La guida mi offre la possibilità di scegliere percorsi con caratteristiche diverse: strade forestali più tranquille oppure un trail tecnico nel bosco. La scelta è per il secondo affinchè mettere alla prova lo stato di confidenza con i tratti più impegnativi. Dislivello, radici ingombranti, grossi sassi: la guida ci vola sopra. Io freno molto e sbaglio. Non ho ancora acquisito gli automatismi. Mi serve una prova d’appello fra qualche settimana quando l’autunno inizierà a colorare i boschi e sembrerà di pedalare in un luogo mai visto prima.
Box note
Tutte le informazioni sulle piste e le tracce, ma anche i rifugi, i dettagli sugli impianti e tutti i servizi necessari per ciclisti ed accompagnatori sul sito ufficiale www.civettasuperbike.it
Il noleggio Live Civetta è all’inizio degli impianti di risalita di Pecol www.livecivetta.it
L’hotel Maè in località Mareson www.residence-panorama.net/ è stato scelto certamente per la buona qualità della struttura, ma soprattutto per l’ottima cucina molto tradizionale. Sorge sulla strada che dalla strada statale sale verso il paese di Coi, solo 2 chilometri per una salto spazio-tempo grazie al ripristino di numerosi tabià, forse i più pittoreschi di tutta la zona.
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