Monoliti, grotte e una cascata bizzarra: nel Sentiero delle Tane scopri l’autunno dell’Appennino bolognese

Il Sentiero delle Tane è un anello escursionistico nell\'Appennino bolognese, nel territorio di Castel d\'Aiano, che collega le Grotte di Labante — le cavità in travertino più antiche d\'Italia — con le Tane del Paroletto, i monoliti panoramici e i villaggi medievali di Povolo, Torrazza e Ribecco. Attraversa i boschi dove durante la Seconda Guerra Mondiale i partigiani si nascosero dalle truppe tedesche. Difficoltà bassa-media, adatto a tutti tranne che con fondo bagnato. Si fa in circa 3-4 ore.

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Le Grotte di Labante sono le cavità in travertino più antiche d’Italia, formate nei secoli dall’acqua della sorgente di San Cristoforo che ha depositato strato su strato di calcare, costruendo dal niente due grotte su cui scorre ancora oggi la cascata.
Chi arriva alle grotte per la prima volta quasi sempre si ferma, guarda l’acqua che cade, fotografa il laghetto naturale e risale in macchina.
Il Sentiero delle Tane comincia esattamente dove quasi tutti si fermano.sentiero-delle-tane

L’anello, che collega le grotte all’Abbazia medievale di Labante, ai villaggi abbandonati o semi-abbandonati dell’Appennino bolognese e alle formazioni rocciose chiamate Tane, è una delle escursioni più complete dell’area metropolitana di Bologna.
Difficoltà media, boschi densi, pochi turisti e un’atmosfera che cambia completamente rispetto ai percorsi più frequentati dell’Appennino romagnolo.

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Le Grotte di Labante: punto di partenza e arrivo

Prima di descrivere il sentiero vale la pena capire cosa sono le grotte, perché non sono quello che la maggior parte dei visitatori si aspetta.
Le grotte di travertino di Labante si sono formate grazie alla sorgente di San Cristoforo: l’acqua che emerge ricca di carbonato di calcio deposita lentamente il travertino sulle rocce, costruendo formazioni che crescono di qualche millimetro ogni anno.
Sono tra le più grandi grotte in travertino d’Italia e la cascata che vi scorre sopra è parte integrante della struttura, non un elemento separato.grotte-di-labante

Le grotte non si visitano all’interno se non per un piccolo tratto e non è possibile fare il bagno nelle pozze naturali.
A quelle sulla sinistra si accede arrampicandosi sulle rocce con l’aiuto di corde e appigli; quelle sulla destra, dove si crea un laghetto, sono osservabili da un ponte in legno.
L’ingresso è gratuito, sempre aperto.

Il pezzo dedicato alle Grotte di Labante racconta storia, geologia e dettagli pratici della visita — incluso come arrivare e cosa aspettarsi in ogni stagione.

Il percorso: dall’Abbazia ai monoliti, passando per i boschi partigiani

Il sentiero si percorre in circa 3-4 ore. L’anello completo misura poco meno di 10 km con un dislivello moderato.
Punto di partenza: parcheggio di Labante, nei pressi delle grotte. Coordinate e traccia GPS disponibili su Wikiloc e AllTrails cercando “Sentiero delle Tane Labante”.
Il senso consigliato, dopo aver visitato le grotte, è salire verso l’Abbazia di Labante e poi procedere verso le Tane, tornando infine alla cascata.
Alcuni escursionisti preferiscono il senso opposto: il cartello all’inizio del tratto delle Tane riporta “tratti difficili” — ma si tratta di una difficoltà reale solo con il fondo bagnato.
Con terreno asciutto il percorso è accessibile a tutti.

grotte-di-labante-casteldaianoPrima tappa — Abbazia di Labante:
Dopo una breve salita il sentiero si apre su un prato e porta ai ruderi dell’imponente Abbazia di Labante, un monastero benedettino medievale che fu anche luogo di sosta per i viandanti sulla via tra Emilia e Toscana.
Oggi sono rovine, ma il contesto è suggestivo: l’erba alta intorno, il bosco che riprende possesso dei muri, le pietre sbozzate che raccontano una storia di abbandono lento.

Seconda tappa — Povolo e il Mulino:
Proseguendo sul sentiero si raggiunge la piccola frazione di Povolo e il suo mulino abbandonato sul corso d’acqua.
I villaggi dell’alta valle del Reno hanno una caratteristica comune: case in pietra, poca gente, paesaggi che sembrano fermi a cinquant’anni fa.

Terza tappa — Le Tane del Paroletto:
Il punto più caratteristico dell’intero anello.
Le Tane del Paroletto sono cavità naturali nelle formazioni rocciose, non grotte elaborate come Labante, ma anfratti e ripari sotto pareti di pietra che il bosco ha quasi inghiottito.

Durante la Seconda Guerra Mondiale questi boschi furono rifugio dei partigiani, che usarono le tane come nascondigli dalle truppe tedesche. La storia è ancora viva nella toponomastica locale: alcuni siti portano i nomi dei gruppi che vi si rifugiarono.
La Tana dell’Istrice è uno dei punti più caratteristici del percorso.sentiero-delle-tane-bologna

Quarta tappa — I monoliti:
Seguendo il sentiero 152/A con l’indicazione “Le Tane”, si raggiungono alcune formazioni rocciose isolate, i monoliti, che offrono il punto panoramico migliore dell’intero percorso.
Vista sull’Appennino bolognese, silenzio, e in autunno i colori del foliage che avvolge tutto.

Ritorno alle grotte:
Dal punto dei monoliti si prosegue sul sentiero 152 che riporta alle Grotte di Labante, completando l’anello.

Cosa incontri lungo il sentiero

Il territorio è parte della Rete Natura 2000, area IT4050028 Grotte e Sorgenti Pietrificanti di Labante, e ospita una fauna diversificata: caprioli, istrici (da qui il nome di alcune tane), volpi e diversi rapaci.
Il bosco è prevalentemente di roverella, castagno e faggio nelle quote più alte.
In autunno il foliage sui versanti nord del percorso è tra i più intensi dell’Appennino bolognese.
La stagione ideale è primavera e autunno, in estate il caldo può rendere il tratto a bassa quota poco gradevole, in inverno il fondo bagnato rende le sezioni più ripide tecnicamente impegnative.

Come arrivare

In auto da Bologna: prendere la SP569 verso Vignola e poi salire verso Castel d’Aiano,  circa 45-50 km, un’ora di guida.
Il parcheggio si trova nei pressi delle Grotte di Labante, segnalato dalla strada provinciale.
In auto da Modena: direzione Vignola, poi SP569 verso Castel d’Aiano, circa 55 km.
Con i mezzi pubblici: non ci sono collegamenti diretti, è un percorso che richiede l’auto.
Cosa portare: scarpe da trekking (obbligatorie, soprattutto con terreno umido), acqua sufficiente per 3-4 ore, giacca leggera nelle stagioni di transizione.

Info pratiche

Dove: Labante, comune di Castel d’Aiano, città metropolitana di Bologna
Lunghezza: circa 9-10 km ad anello
Dislivello: moderato, circa 300-350 m D+
Difficoltà: facile-media, tratti difficili solo con fondo bagnato
Durata: 3-4 ore
Partenza: parcheggio Grotte di Labante
Sentieri: 152 e 152/A (CAI)
Tracce GPS: disponibili su Wikiloc e AllTrails cercando “Sentiero delle Tane Labante”
Grotte di Labante: ingresso gratuito, sempre aperto, non si entra all’interno
Periodo consigliato: primavera e autunno, evitare con pioggia recente
Cani: ammessi al guinzaglio

Foto Appenninobolognese, Canva, Rosapicci, CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons, Luciano Bernardi – Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=84773068, Castekdaianotrekking

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