Il borgo nell’Appennino lombardo con il salame nato ottocento anni fa: Varzi e la Valle Staffora

A un’ora e mezza da Milano, in una valle dell’Oltrepò Pavese che l’autunno tinge di giallo e rame, c’è il borgo di Varzi, la capitale dell’alta Valle Staffora. Si produce dal XIII secolo un salame che i Malaspina servivano ai propri banchetti. 

ValStaffora_Cecima

L’Oltrepò Pavese ha due facce. Quella che tutti conoscono è quella bassa, dei vigneti e delle colline verso il Po. Quella che quasi nessuno conosce è quella alta: la Valle Staffora, che sale verso l’Appennino fino ai confini con Piemonte ed Emilia, con borghi di pietra, foreste di faggio e una montagna che nelle giornate più limpide mostra il Mare Ligure dall’alto.Varzi_panorama

Al centro di questa valle c’è Varzi, un borgo che ha avuto il suo momento nel Medioevo e non ha ancora perso del tutto quell’aria. L’impianto urbanistico è rimasto quello, con i vicoli lastricati, le case in pietra grigia e soprattutto i tre ordini di portici ad arco che percorrono il centro storico. Sotto questi portici c’erano, e ci sono ancora, le botteghe. È un modello urbanistico antico, comune a molti borghi di pianura padana, che qui in montagna diventa qualcosa di più raccolto e meno scontato.

Le torri e i Malaspina

Varzi fu per secoli sotto i Malaspina, la famiglia feudale che controllava questa parte dell’Appennino settentrionale tra Liguria, Piemonte e Lombardia. A loro si devono le torri difensive: la Torre di Porta Soprana e la Torre di Porta Sottana, costruite nel 1275, alte e strette, ancora in piedi ai due estremi del centro storico. La prima è nota anche come Torre dell’Orologio. L’altra struttura sopravvissuta è la Torre Malaspina, chiamata localmente Torre delle Streghe: risale al XII secolo e fu usata come prigione durante l’Inquisizione. Il castello della famiglia, con il suo Giardino della Contessa e la Limonaia, si visita solo in occasioni speciali.Castello_Malaspina_Varzi

Per chi arriva aspettandosi un centro storico simile ai borghi più noti dell’Italia centrale, Varzi può sembrare meno immediatamente scenografico. È un posto che funziona meglio se ci si ferma: un giro sotto i portici, una sosta alle botteghe, una mattina nel silenzio dei vicoli prima che si riempia di visitatori nel weekend.

Il Salame di Varzi DOP

Il prodotto che ha reso Varzi nota al di fuori della sua valle è un salame che si produce qui dal XIII secolo. La tradizione vuole che comparisse già sulle tavole dei Malaspina. Oggi è a Denominazione di Origine Protetta: i maiali devono essere nati, allevati e macellati nelle province di Pavia, Alessandria e Piacenza, nell’area dell’Oltrepò Pavese montano. Gli ingredienti sono carne di maiale, sale, pepe in grani interi, aglio e vino rosso filtrato. Il risultato è un salame rosso vivo con la distribuzione del grasso bianco ben visibile, dal sapore dolce e persistente.
fette-salame-varziIn paese ci sono diverse botteghe e salumifici dove acquistarlo, con stagionature diverse. Le versioni più lunghe di stagionatura hanno una complessità aromatica che quelle giovani non hanno. Vale la pena confrontarle prima di scegliere.

Le escursioni in autunno

La valle si presta bene a essere camminata, e in autunno i faggi dell’alta Valle Staffora offrono uno spettacolo di colori che arriva qualche settimana dopo rispetto ai larici delle Dolomiti: siamo tra i 1.000 e i 1.700 metri, e il foliage più intenso si concentra a ottobre inoltrato.
Tutto l‘Oltrepo è luogo di passeggiate autunnali. Il punto di riferimento per le escursioni è il Monte Lesima, a 1.724 metri, la cima più alta dell’Appennino Pavese-Ligure-Piemontese. Il monte è compreso nella Riserva Naturale Le Torraie, un’area di quasi 600 ettari con boschi di faggio in quota e carpino nero sui versanti più bassi. Il patrimonio naturalistico è insolito: oltre 80 specie di farfalle, presenze di aquila reale e aquila minore, lupi e cervi.passeggiate-atuunno-oltrepo
L’area è anche una delle poche dell’Appennino settentrionale con una stazione di Astragalus sirinicus, pianta tipica dell’Italia meridionale qui al limite nord della sua distribuzione. Nelle giornate limpide di ottobre, dalla cima si vedono la val Trebbia, l’Appennino verso sud e, nelle condizioni migliori, una striscia di mare Ligure.

I principali accessi al Monte Lesima partono da Piani di Lesima e dalla strada per Brallo di Pregola, raggiungibile in auto lungo la Staffora dal centro di Varzi. I sentieri sono tracciati e segnalati, con tratti accessibili anche in mountain bike. Il Passo del Penice, poco distante, è un altro punto di accesso alla zona alta della valle, con vista su entrambi i versanti.

Come arrivarci e quando

Varzi dista circa 80 km da Milano. L’uscita autostradale è sulla A21 Torino-Brescia, a Voghera, poi la Strada Provinciale 461 risale la valley verso nord. Il centro storico si raggiunge in auto e c’è parcheggio ai bordi del borgo.
Il periodo migliore per la Valle Staffora è ottobre: le temperature si abbassano, i boschi cambiano colore e il paese è molto meno affollato rispetto ai weekend estivi. Chi può, vale la pena fermarsi una notte per fare l’escursione al mattino presto, quando la nebbia bassa ancora staziona sui prati e il sole non ha ancora bruciato i colori del fogliame.

Foto Di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17271319, Di Alessandro Vecchi – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14778864, Di Sara 1973 – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=62806803

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