Ho fatto la Red Bull Scatené e la ripida salita di San Luca con tanta goliardica e irriverenza

Red Bull Scatené

Appena prima della curva delle Orfanelle, a Bologna, si sono radunati in un soleggiato sabato di ottobre SuperMario, Biancaneve, Wile E. Coyote e Beep Beep, Babbo Natale, ET già nel cesto della bici, Gandalf del Signore degli Anelli, il Genio della Lampada, Gesù con la croce attaccata alla schiena e tanti altri personaggi per l’evento goliardico Red Bull Scatené, una prima mondiale in assoluto organizzato dalla bevanda che “ti mette aaaaali”. Tutti i 160 partecipanti avevano in comune una bicicletta: con essa dovevano scalare il resto della salita che porta al santuario di San Luca in una gara con quattro manches e finale.

Red Bull Scatené, il ciclismo ma goliardico e irriverente

Se non siete bolognesi e arrivate a Bologna da qualsiasi direzione, in auto o in treno, a pochi chilometri dalla città non potete non vedere la Basilica di San Luca in cima ad una collina non troppo alta ma sufficiente per stagliare all’orizzonte la cupola tanto cara ai bolognesi.

Red Bull Scatené

La ripida salita è affiancata da una linea continua di portici connessi alla vasta rete degli oltre 60 chilometri che caratterizzano la città e che dal 2021 è stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

La salita stradale ha accolto in oltre un secolo competizioni di ogni tipo: automobilistiche, motociclistiche (qui un giovanissimo Giacomo Agostini conquistò la sua prima vittoria della carriera), podistiche, ma soprattutto ciclistiche, con la prima edizione nel 1909 del Giro dell’Emilia che ancora oggi è una delle classiche per professionisti. La gara è stata vinta da tante leggende e alcuni indossando la maglia iridata: Girardendo (5 volte dal 1918 al 25), Coppi, Bartali, Baldini, Merckx, Moser, De Vlaeming, Fondriest, Bugno, Rominger, Ullrich, Roglic, Pogacar e Del Toro. Poi ci sono passate numerose edizioni del Giro d’Italia e il Tour de France nell’unicum del 2024.

Red Bull Scatené

La Red Bull Scatené è la visione ironica e irriverente del ciclismo che probabilmente rivedremo ancora nei prossimi anni, con la performance sportiva ridicolizzata dalle biciclette, per regolamento, senza il cambio. Iscriversi era apparentemente facile e gratuito: bastava compilare il form che consisteva nel mostrare la foto o il rendering della propria bici e il relativo outfit indossato dal partecipante in sintonia col ciclo. Più si è originali e più è probabile essere accettati per il proprio quarto d’ora di notorietà.

Vincitore al traguardo, e vincitore per votazione

La gara ha avuto il suo vincitore e un podio con tanto di trofei, ma il vincitore che meglio interpretava lo spirito dell’evento è uscito dalla votazione dell’apposita giuria della gara che ha premiato la bici e il suo conducente più estrosi e divertenti.

Red Bull Scatené

In questa prima edizione il miglior mix è stato quello con la bici-razzo ispirata a Wile E. Coyote e Beep Beep col ciclista adeguatamente vestito, compresa una maschera realizzata con polistirolo e colla a caldo. Bellissimo ed allegorico, ma al contrario: per il peso e per la difficoltà a pedalare è arrivato ultimo.

Premio meritato, ma per l’impegno offerto da altri estrosi partecipanti ne citiamo due. Il primo interpretava Eddie the Eagle – Il coraggio della follia, un film del 2016 che raccontava la storia vera di un saltatore inglese con gli sci che volle a tutti i costi, nonostante difficoltà di ogni genere e numerose fratture, partecipare alle Olimpiadi Invernali del 1988. Il ciclista era anche somigliante all’attore del film e sulla bici aveva montato due mini-sci nella parte anteriore della bicicletta. Un altro meritevole di citazione è stato l’interprete del cartone pubblicitario Red Bull: un candido angioletto con alucce che partecipava con una bici pieghevole completamente rivestita con le lamiere delle lattine della bibita. Troppo allineato? Il merito che gli va riconosciuto era per la provenienza di ogni lattina, rigorosamente recuperata in strada per smaltire la spazzatura.

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