Chiudiamo con il botto: Milano candidata alle Olimpiadi estive del 2040?

dopo il successo delle Olimpiadi invernali , Milano potrebbe essere candidata ad ospitare le prossime Olimpiadi estive del 2040

Al termine dei Giochi e all’inizio delle Paralimpiadi (vi eravate accorti che c’erano anche quelle?), il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha espresso in un pubblico consesso e davanti alle telecamere la volontà di candidare la Lombardia e Milano per le Olimpiadi estive del 2040, cavalcando l’entusiasmo e l’esperienza dei Giochi invernali appena terminati.

Visti i commenti del giorno seguente, pare che la volontà politica per candidarsi non manchi. Sui soldi da spendere c’è ancora qualche dubbio.

Sulla scia del 2026, si ipotizza un evento che replichi lo sperimentato “modello diffuso”, coinvolgendo altre realtà lombarde.

Vogliamo fare lo stesso giochino che Attilio Fontana, Matteo Salvini, magari perfino il Sindaco Sala, magari perfino Formigoni e l’arcivescovo Delpini hanno fatto cercando di immaginare le future venues.

Dopo che Inter e Milan hanno impiegato vent’anni per decidersi a sistemare San Siro (Milano è l’unica città europea con un solo stadio per due squadre), adesso il Comune dovrà necessariamente costruirne un altro, addirittura con la pista da atletica. A meno che non vogliano fare tutto al campo XXV Aprile. Sarebbe bello che la Mondo di Cuneo – che ha realizzato le piste olimpiche delle ultime trenta edizioni di Giochi – stendesse un bel tappeto di tartan lungo 100 metri su Corso Buenos Aires con arrivo previsto davanti alle vetrine di Footlocker.

La Maratona? Gli atleti dovrebbero partire dal sagrato del Duomo, entrare in Galleria, fare la classica piroetta sulle palle del toro e continuare per gli altri 42 km.

 

Il beachvolley? All’Arco della Pace naturalmente. È già successo più volte. La Scherma? Sulla passerella dell’Armani Theatre in Via Bergognone: ci sono già le tribunette. La breakdance? Sul palco dell’Alcatraz. La cronometro di ciclismo? In Autodromo a Monza. La gara in linea? Sul percorso del Giro di Lombardia che comprende il Triangolo Lariano. I Navigli sono perfetti per il nuoto in acque libere, pantegane permettendo. È scontato che il windsurf vada all’Idroscalo e che il canottaggio vada a Lecco a casa del tre volte oro olimpico Antonio Rossi, Sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport, Grandi Eventi Sportivi e Olimpiadi. La arrampicata sportiva, sport outdoor per eccellenza? La vedremmo bene al Sasso Remenno in Val di Mello. La vela a Desenzano, il triathlon tra Como e Bellagio, la MTB ai Piani di Bobbio, il tiro con l’arco al Castello Sforzesco. In città sono ancora liberi l’Arena e il Palalido.

Detto questo, subito dopo l’annuncio, la concorrenza (o l’opposizione, fate voi…) nella persona del consigliere regionale Majorino si è affrettata a far sapere che il 54% delle infrastrutture la cui realizzazione era ritenuta indispensabile dal CIO sono ancora incompiuti. Sarò finita per allora la strada in Valtellina? Forse per allora ci muoveremo tutti con un drone personale.

E se il biglietto per vedere un turno di qualificazione del pattinaggio artistico un mese fa costava 450 €, nel 2040 serviranno un rene e una cistifellea per vedere la finale del Torneo di basket dal terzo anello.

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