Cosa mangiano gli operatori del Soccorso Alpino durante i loro interventi

La Dolomiti Rescue Race è stata l'occasione per fare il punto su cosa mangiano gli operatori del Soccorso Alpino durante i loro interventi

Cosa mangiano gli operatori del Soccorso Alpino durante i loro interventi

Lo scorso weekend si è tenuta la 10^ Dolomiti Rescue Race, l’unica manifestazione al mondo riservata ai componenti del soccorso alpino, con prove tecniche e di resistenza. Nata con lo scopo di incontrarsi e confrontarsi tra tutti i componenti del Soccorso Alpino d’Italia e del mondo, è stata anche l’occasione per condividere alcuni consigli nutrizionali e di integrazione con Elena Casiraghi, esperta in nutrizione e integrazione sportiva dell’Equipe Enervit.
«Siamo consapevoli dello sforzo quotidiano che gli uomini del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico sono chiamati a sostenere, per questo desideriamo supportarli nella loro attività con i nostri prodotti e la nostra esperienza pluriennale maturata sul campo, perché sappiamo quanta energia e concentrazione servono durante gli interventi – dichiara Alberto Sorbini, Presidente Enervit – La Dolomiti Rescue Race è una bellissima iniziativa. Un evento unico nel suo genere, che raduna non solo gli addetti ai soccorsi che spesso operano in contesti impervi, ma rappresenta un’occasione di ritrovo per tutti gli appassionati, confronto e conoscenza di questo prezioso ambiente».

Pubblicità

Cosa mangiano gli operatori del Soccorso Alpino durante i loro interventi

Che si tratti di sfida o evento raduno, poca è la differenza. Ciò che conta infatti è assicurarsi la giusta energia in un’attività sportiva e lavorativa dove la parola sicurezza è al centro della riuscita di ogni operazione. Non solo il corpo ma anche la mente necessita del corretto apporto di energia. Essa infatti utilizza come unico substrato energetico il glucosio, in altre parole la forma più semplice dello zucchero. E la richiesta di tale sostanza è aumentata in situazioni di freddo ed emergenza. Come appunto quelle che quotidianamente si trovano ad affrontare gli operatori del soccorso alpino dagli interventi più semplici a quelli più impegnativi.

Serve quindi curare ogni minimo dettaglio, dal materiale all’integrazione energetica. Se l’uscita prevede diverse ore è necessario consumare sin dall’inizio barrette energetiche sfruttando i momenti maggiormente distensivi come ad esempio gli spostamenti in elicottero o su altro mezzo o sulle pelli. Nei momenti invece di maggior impegno, concentrazione, stress il supporto dev’essere fornito da sport gel o isotonic gel: i primi sono concentrati mentre i secondi già diluiti in acqua. Entrambi forniscono molta energia in poco volume e sono pratici da portare con sé e consumare in ogni momento.

Come nelle discipline di endurance, anche in questo caso, è necessario non attendere il momento del bisogno ma anticiparlo assumendo almeno ogni ora di sforzo un integratore energetico a base di carboidrati per favorire la disponibilità di energia, ridurre la fatica muscolare e incrementare la lucidità mentale.

Anche l’idratazione, però, vuole la sua parte. Essa non può essere trascurata, pena una riduzione delle capacità cognitive, come ad esempio quelle decisionali o di problem solving, e un aumento della percezione dello sforzo. Anche a basse temperature, quindi, è necessario idratarsi. Il consiglio è di assumere miscele isotoniche a base di sali minerali, disponibili in pratiche bustine monouso facilmente trasportabili, da diluire in acqua.

Terminato l’intervento di soccorso non è ancora tempo di perdere l’attenzione. Per preparare al meglio il proprio organismo al successivo impegno è indispensabile curare la prima ora che segue lo sforzo fisico. Questa, infatti, è la finestra di tempo più efficace per iniziare a recuperare le riserve di energia e riparare gli stress muscolare. È indispensabile sfruttarla in particolare quando gli impegni, come appunto gli interventi di soccorso, si susseguono tra loro, a volte, con poco tempo di recupero. A seconda delle esigenze personali si può consumare una protein bar oppure una miscela in polvere recovery da diluire in acqua a base di maltodestrine, aminoacidi, minerali e vitamine antiossidanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Nessun Tag per questo post