Spot, il progetto che porta il climbing dove non c’è

Domanda per gli scalatori: mai pensato che le Filippine possano essere una meta interessante per andare ad arrampicare? La risposta probabilmente è no, perché l’arcipelago asiatico è fuori dalla mappa dei luoghi battuti dagli appassionati. Eppure è un peccato: è un paese di paesaggi variegati (7100 isole!) e pareti ancora tutte da scoprire. Insomma, ha del potenziale. Ma da solo fatica a emergere.

E qui entra in gioco Spot, un progetto per promuovere l’arrampicata nei paesi meno fortunati sviluppato da Once Upon a Climb, ossia il duo formato da Caroline Ciavaldini (che abbiamo intervistato al Kalymnos Climbing Festival) e il suo compagno James Pearson. Nei mesi passati Caroline e James hanno viaggiato nelle Filippine, hanno conosciuto la comunità di scalatori locali e hanno deciso di aiutarli.

Caroline e l’amica scalatrice-fotografa Sandra Ducasse hanno quindi sottoposto il progetto a Climbers Without Borders, un’organizzazione no profit internazionale che raccoglie climber di primo piano e che ha come scopo quello di mettere in relazione gli appassionati di tutto il mondo, per far crescere l’arrampicata anche dove mancano mezzi, strumenti e conoscenze. È nata così una collaborazione che ha trasformato Spot in una realtà.

L’obiettivo è raccogliere materiale tecnico (o donazioni per comprarlo) e inviarlo nelle Filippine; per esempio, chiodi e materassini protettivi, che là non si trovano. Inoltre Caroline, James e un altro celebre atleta, Yuji Hirayama, andranno in prima persona sull’isola di Cebu a tracciare e attrezzare nuove vie di difficoltà elevata, per offrire nuove sfide gli scalatori locali. E ancora, Spot è impegnato nel far conoscere nel mondo la realtà del climbing nelle Filippine attraverso video e reportage fotografici.

Chi volesse dare il suo contributo può effettuare una donazione o acquistare una maglietta sul sito dell’iniziativa.

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