Un pilastro di ardesia ellittico, una formazione naturale talmente stretta da rendere impossibile la costruzione di una classica fortezza estesa. Eppure, questa limitazione non si è rivelata un problema invalicabile: ha imposto una soluzione strutturale unica, ovvero lo sviluppo verso l’alto. È così che si presenta il Castello di Eltz, come una sorta di grattacielo medievale perché le sue abitazioni sono letteralmente schiacciate tra loro e sovrapposte, raggiungendo ben 35 metri di altezza.
Per 8 secoli, ogni nuova necessità abitativa ha trovato spazio solo aggiungendo piani, abbaini o bovindi sporgenti nel vuoto, creando un labirinto di mura in cui i confini tra le proprietà dei vari rami familiari risultano quasi invisibili. Le torri sono talmente raggruppate da formare un corpo unico che sembra scaturire direttamente dalla pietra sottostante. Una struttura verticale che deriva da un patto di famiglia del 1268: tre rami della stessa stirpe decisero di vivere insieme nello stesso luogo per dividere le spese di gestione. Non a caso, ogni fazione possedeva la propria torre privata con cucina e riscaldamento indipendenti.
Il sentiero tra i boschi e l’apparizione del Castello di Eltz
L’esperienza di visita al Castello di Eltz inizia lontano dalle mura, percorrendo i sentieri dell’omonima foresta che non è altro che una riserva naturale che isola completamente il maniero dal mondo moderno. Esistono due opzioni principali: il tragitto breve dal parcheggio di Wierschem, circa 15 minuti di discesa ripida, o l’escursione panoramica da Moselkern. Quest’ultima richiede più o meno 90 minuti di cammino lungo il ruscello, ma regala la vista più autentica: il profilo delle torri che emerge improvvisamente dal verde intenso della valle.
Una volta raggiunto il ponte di pietra, l’ingresso conduce direttamente nel cortile interno, il vero cuore pulsante del complesso. Qui la sensazione di essere schiacciati tra le pareti è massima. Le facciate si alzano strette sopra la testa dei visitatori, mostrando i diversi stili scelti dalle tre casate. Si osservano i graticci rossi dei piani alti e i bovindi che sporgono per rubare spazio all’aria. In questo perimetro ridotto si incrociano le storie dei Rübenach, dei Rodendorf e dei Kempenich, i tre rami familiari che hanno diviso il possesso del maniero per generazioni.
Le sale abitate e i comfort del passato
La visita guidata permette di entrare negli ambienti privati, raramente così ben conservati in Europa. La Sala dei Cavalieri impressiona per la sua ampiezza, ricavata con sforzo architettonico nel nucleo centrale. Le pareti ospitano armature pesanti e i ritratti degli antenati, mentre sopra i portali ad attirare l’attenzione sono le maschere del silenzio, ammonimento per chiunque partecipasse alle riunioni di famiglia. Proseguendo verso le stanze dei Rübenach, si scoprono i letti a baldacchino originali e i bagni a caduta, testimonianza di un’igiene superiore agli standard medievali comuni.
Nella sezione dei Rodendorf si trova la cucina, un locale rimasto fermo al 1500. Il soffitto annerito dal fumo e i grandi calderoni in rame descrivono la fatica necessaria per nutrire i residenti della rocca. Gli arredi, dalle cassapanche intagliate alle stufe in ceramica, non sono ricostruzioni ma pezzi autentici appartenuti alla stirpe Eltz.
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La cassaforte blindata nelle fondamenta
Prima di ripartire, il passaggio nella Sala del Tesoro situata nelle cantine voltate risulta obbligatorio. Questo spazio blindato protegge oltre 500 oggetti di immenso valore, accumulati in 8 secoli di diplomazia e commerci. Si ammirano calici d’argento, armi cerimoniali tempestate di pietre preziose e automi meccanici che servivano a stupire gli ospiti stranieri. Il pezzo più celebre rimane la “Madonna con Bambino e uva” di Lucas Cranach il Vecchio, un capolavoro del Rinascimento tedesco che brilla sotto le luci soffuse della cripta.
Uscendo dal castello, vale la pena fare una sosta sulla piattaforma panoramica esterna per scattare una foto alla struttura intera. Da quella prospettiva si comprende come le torri siano stipate l’una sull’altra, dando vita a un incastro perfetto che ha resistito al tempo e alle guerre.
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Dove si trova e come arrivare
Il castello sorge nel comune di Wierschem, nella regione della Renania-Palatinato, in Germania. La sua posizione è quasi invisibile dall’esterno: è nascosto in una profonda gola boscosa scavata dal ruscello Elzbach, tra le città di Coblenza e Treviri. Le opzioni più pratiche per arrivare (se non si vuole camminare troppo) sono:
- In auto: (la scelta più rapida): inserendo nel navigatore “Burg Eltz, Wierschem”, si giunge al parcheggio ufficiale situato sulla collina sovrastante. Da lì si può scendere a piedi lungo un sentiero asfaltato (circa 15 minuti di camminata con vista panoramica) oppure utilizzare la navetta privata (costo circa 2 € a tratta).
- In treno e bus (solo in stagione): durante il periodo di apertura (da fine marzo a inizio novembre). Bisogna prendere il treno regionale fino alla stazione di Hatzenport (sulla linea Coblenza-Treviri), per poi salire sul bus 365 (chiamato Burgenbus), che effettua corse regolari e porta direttamente al parcheggio del castello.
Foto Canva
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