Il borgo abbandonato che nasconde la Grande Muraglia d’Europa, una meraviglia che (però) è naturale

In Aragona resiste al passare del tempo un borgo ormai disabitato che custodisce antiche chiese, rovine medievali e gigantesche pareti di roccia affacciate su un lago turchese

Roques de la Vila, Spagna

Due gigantesche pareti di roccia calcarea si innalzano quasi parallele sopra le acque turchesi di un lago, con un’accuratezza davanti a cui “impallidisce” persino la geologia. Tra le loro creste si distinguono persino i resti di un castello medievale e di una piccola chiesa romanica. Ma forse la questione più difficile da accettare è che a costruire questa straordinaria fortificazione non è stato l’uomo, ma la natura stessa e ben milioni di anni prima che i nostri simili decidessero di insediarsi tra le montagne dell’Aragona.

La chiamano Muraglia Cinese di Finestres, anche se il suo nome originario è Roques de la Vila. Si trova nella provincia spagnola di Huesca, ai margini dei Pirenei, accanto a un villaggio che ha perso tutti i suoi abitanti nel corso del XX secolo. Qui, infatti, ci si imbatte in case di pietra ormai sventrate, antichi edifici religiosi e sentieri che attraversano una vegetazione sempre più fitta. Sullo sfondo c’è il bacino artificiale di Canelles, il quale aggiunge un elemento piuttosto surreale al panorama.

Le Roques de la Vila, la Muraglia Cinese di Finestres

Vista dall’alto, la formazione rocciosa appare come il risultato di un progetto architettonico particolarmente ambizioso. Ci sono due file di pareti calcaree quasi verticali, disposte lungo un medesimo allineamento, che vanno a racchiudere uno stretto corridoio naturale. Le sommità sono irregolari, alternate a speroni affilati e profonde fenditure che ricordano torri, bastioni e merlature.

Il nome tradizionale è Roques de la Vila, letteralmente le rocce del villaggio. Il soprannome di Muraglia Cinese, diventato celebre soprattutto attraverso la promozione turistica, deriva invece dall’evidente somiglianza con la celebre fortificazione asiatica. Ma come è possibile tutto ciò? La scienza ci spiega che durante i processi di formazione della catena montuosa, gli strati sedimentari furono sottoposti a enormi pressioni, piegandosi e sollevandosi fino ad assumere una disposizione quasi verticale.

L’erosione successiva consumò progressivamente i materiali meno resistenti, lasciando emergere le spettacolari creste visibili attualmente. A rendere ancora più impressionante il risultato è il lago artificiale di Canelles, con acque che raggiungono la base delle pareti durante i periodi di maggiore riempimento: quando l’acqua si ritira, emergono ampie superfici rocciose e porzioni del fondovalle normalmente sommerse: nei periodi di piena, invece, le muraglie sembrano innalzarsi direttamente dalla superficie del bacino.

Il castello medievale incastrato tra le pareti di roccia

La singolarità di Finestres diventa ancora più evidente osservando lo spazio compreso tra le due muraglie, perché proprio lì furono costruiti un castello e una piccola chiesa. La fortificazione risale al Medioevo, tanto che figura tra le conquiste di Arnau Mir de Tost, importante signore feudale legato alla contea di Urgell.

Oggi sono soprattutto rimanenza, come una parte di una torre rettangolare con una base di circa 7 x 5 metri e un ingresso caratterizzato da un arco a tutto sesto. Accanto alle rovine c’è pure l’Ermita de San Vicente, un edificio romanico del XII secolo con una fase costruttiva più antica. La chiesa presenta una navata unica, scandita da arcature murarie, e termina in un’abside semicircolare.

Finestres, la storia del villaggio abbandonato

Poco distante dalle spettacolari rocce si incontrano le rovine dell’antico nucleo abitato, che oggi si mostra come un insieme di case in pietra, muri sbrecciati e aperture prive di infissi. In sostanza, questa zona montuosa è stata vissuta per secoli da una vera e propria comunità. Finestres, infatti, era un centro rurale di dimensioni estremamente ridotte.

Già nel XIX secolo il geografo spagnolo Pascual Madoz descriveva un villaggio composto da appena 6 case, disposte lungo un’unica strada. A circa 40 passi dall’abitato si trovava anche la residenza del signore locale, ormai disabitata all’epoca della sua testimonianza. Tra le costruzioni più interessanti c’è proprio la cosiddetta Casa del Señor, della quale rimangono elementi murari e un ingresso ad arco.

Muraglia di Finestres, Spagna

Foto: By Sílvia Martín -CC BY 2.0, via Wikimedia

Merita attenzione anche l’antica chiesa di Santa María che presenta una navata unica, cappelle laterali e una testata rettilinea. Un tempo possedeva un campanile a vela con due aperture, oggi crollato. Il progressivo abbandono del paese fu legato alle difficili condizioni di vita, alla scarsità di collegamenti e all’emigrazione verso i centri urbani, al quale contribuì anche la realizzazione del bacino di Canelles.

Foto di copertina: By Angela Llop from Spain – Les Roques de la Vila o les dents de Finestres, Viacamp i Literà, Ribagorça, Huesca, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia

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