Dimenticate per un attimo il sole, il mare e le spiagge affollate del Salento e del Gargano perché per scoprire l’anima più autentica della Puglia bisogna spingersi nell’entroterra dove piccoli borghi, ancora poco conosciuti, regalano un’esperienza surreale fatta di storia, arte, cultura e tradizione.
Non è un caso se Bovino, con i portali in pietra locale, i cortili fioriti, le strade acciottolate, i palazzi nobiliari e il sapore del pane cotto a legna che, ancora oggi, accoglie chiunque varchi le mura del borgo, ha conquistato non solo il titolo di uno dei borghi più belli d’Italia ma anche la bandiera arancione elargita dal Touring Club Italiano.
Chi decide di regalarsi un weekend a Bovino deve dimenticare programmi e orologio e cominciare a vagare senza meta lasciandosi trascinare dai tanti vicoli e dai circa 800 palazzi storici che, insieme ad un panorama mozzafiato, hanno trasformato questo piccolo comune in provincia di Foggia in un vero e proprio gioiello.
Cosa vedere: il Castello Ducale, le chiese e il Museo Civico
Raggiungibile sia attraverso le vie interne del borgo che percorrendo il Belvedere di Bovino, il Castello Ducale, di epoca normanna, è uno dei luoghi più affascinanti del borgo e tra i più visitati dai turisti. Abitato dai discendenti di don Giovanni Guevara fino al 1961, il castello è ricco di stanze che hanno conservato la struttura e l’arredamento dell’epoca e che sono tuttora visitabili.
All’interno del Castello si trova il Museo Diocesano con diversi reperti sacri e la cappella privata dove è custodito un frammento della Sacra Spina della corona di Cristo. Il Castello Ducale, inoltre, è circondato da splendidi giardini, location perfetta per le foto. A pochi passi dal castello, poi, si trova la Cattedrale di Santa Maria Assunta. In pieno stile romanico-pugliese.
Imperdibile è anche il Museo Civico per scoprire la storia e le tradizioni di Bovino. Prima di lasciare il borgo, poi, è obbligatorio concedersi una passeggiata tra i vicoli stretti ricchi di chiese ed edifici storici che regalano ai turisti l’impressione di trovarsi sul set di un film storico.
I Monti Dauni: il territorio intorno a Bovino
Bovino non è un borgo isolato: è la porta d’accesso a uno dei territori meno raccontati d’Italia. I Monti Dauni — conosciuti anche come Subappennino Dauno — sono una catena di colline al confine tra Puglia, Campania e Molise, con borghi medievali, boschi, tratturi della transumanza e una cucina contadina che non ha niente da invidiare alle province più blasonate.
A pochi chilometri da Bovino vale visitare Troia, con la sua straordinaria cattedrale romanica e i vigneti del Nero di Troia, uno dei grandi vini rossi pugliesi. Orsara di Puglia ha un centro storico medievale con una grotta di San Michele risalente al 1125 e due eventi pagani — l’Orsara Jazz e la Festa del Vino — che animano l’estate. Pietramontecorvino, anch’essa bandiera arancione, è dominata da una torre normanna con case in tufo che sembrano crescere dalla roccia. Sant’Agata di Puglia, soprannominata il Balcone delle Puglie, offre panorami sulle vallate che nelle giornate limpide arrivano fino al Gargano.
Attraverso i Monti Dauni passano anche tratti della Via Francigena del Sud e del Tratturo Pescasseroli-Candela, l’antico percorso della transumanza: perfetti per escursionismo lento e cicloturismo gravel su strade secondarie quasi senza traffico.
Cosa mangiare
La gastronomia di Bovino rispecchia i sapori autentici dell’Appennino pugliese. In tavola si trovano i salumi della tradizione — prosciutto, capocollo, soppressata, coppa — il caciocavallo podolico stagionato, i fagioli di Bovino coltivati nelle vallate locali e la pasta fatta a mano condita con sughi lenti di carne.
Le orecchiette con sugo di carni miste, i fusilli con pomodori freschi e ricotta grattugiata, l’agnello cotto a cutturiello in pentola di coccio. Le colazioni contadine con pane, olio pugliese e prodotti locali sono il modo migliore per iniziare la giornata. Imperdibili i dolci delle feste: cartellate e taralli che cambiano forma e sapore a seconda della stagione.
Quando andare
Il momento migliore per visitare Bovino è la primavera o l’autunno. In primavera le colline intorno al borgo sono verdi, i campi di grano ondeggiano, la luce è quella giusta per fotografare i portali in pietra e i panorami sull’Appennino. Le temperature sono umane, i borghi sono tranquilli, i prezzi delle strutture sono ragionevoli.
In autunno arriva la vendemmia, i colori cambiano, e i ristoranti propongono i menù stagionali con funghi e tartufo dei boschi locali. D’estate Bovino si anima ad agosto con sagre, mostre e la Cavalcata Storica in onore della Madonna di Valleverde — spettacolare, ma affollata. L’inverno ha il fascino silenzioso dei borghi spopolati e, il 19 marzo per la Festa del Papà, i vicoli si illuminano di piccoli falò.
Dove dormire
Le strutture sono poche e tutte a misura di borgo. Il Palazzo Ducale ospita un affittacamere ricavato negli spazi storici del castello — dormire dentro le mura di un palazzo normanno ha un valore che nessun hotel a quattro stelle può replicare.
Nel centro storico ci sono diversi B&B in pietra locale, tra cui La Casetta dei Racconti e Dormire nel Borgo. Per chi preferisce la campagna, la Masseria Salecchia a pochi chilometri offre agriturismo, parco avventura e una cucina fatta con i prodotti propri.
Come arrivare
In auto da Foggia circa 30 km sulla SS90. Dalla A16 Napoli-Canosa uscita Bovino-Vallata. In treno fino a Foggia, poi autobus per Bovino o navetta su prenotazione. L’aeroporto più vicino è quello di Foggia, in alternativa Bari con circa 2 ore di auto.
Foto Canva, visitmontidauni.it, Stereotommy – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=16327277, LucaAffatato – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=175824195
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