Poche località nel Lazio vantano un impatto scenografico tanto immediato come riesce a fare Castel di Tora: salendo lungo la dorsale che domina la Valle del Turano, la sagoma del paese appare improvvisamente. Le case si accalcano le une sulle altre, sfidando la gravità su uno sperone roccioso che domina la superficie liquida del bacino artificiale.
Una conformazione assolutamente particolare e che ha spinto molti a definire il paesino come la “Piccola Svizzera” del Centro Italia, sebbene la sua anima del sia profondamente appenninica. La struttura urbanistica conserva intatta l’impronta del XI secolo, epoca della sua fondazione. Entrare nel nucleo storico vuol dire dover risalire vicoli stretti, scale ripide e passaggi coperti che proteggevano gli abitanti dai venti invernali.
Cosa vedere a Castel di Tora
Passeggiare tra i vicoli di Castel di Tora è quasi come perdersi in un labirinto di roccia e storia. Il punto di partenza ideale coincide con la Piazza della Fontana, situata proprio al centro del nucleo medievale. Qui svetta la Fontana del Tritone, opera risalente alla fine dell’Ottocento che ancora oggi scandisce il ritmo della vita quotidiana.
Risalendo verso la parte alta, i resti del Palazzo Pentagonale ricordano l’antica funzione difensiva del castello. Questa torre, parte del complesso fortificato dei Signori di Tora, dominava la valle sottostante ben prima che il bacino del Turano venisse creato. Merita una sosta anche la Chiesa di San Giovanni Evangelista, proprio per ammirare le meraviglie interne: tele del Seicento e decorazioni in stucco che contrastano con l’esterno austero dell’edificio.
Poco distante dal centro, percorrendo i sentieri che si addentrano nel bosco, si trova anche la Grotta di Santa Anatolia, luogo di culto legato alla martire locale.
L’unicità della penisola di Antuni
Spostando lo sguardo leggermente oltre il nucleo abitato principale, emerge una striscia di terra che si allunga nel lago. Si tratta del Monte Antuni, collegato alla terraferma da un sottile istmo. Questo luogo custodisce l’omonimo borgo fantasma e il Palazzo del Drago che, dopo anni di abbandono, grazie a dei restauri è oggi un interessante complesso che sembra vigilare sulla valle in totale solitudine.
L’accesso avviene tramite dei sentieri che richiedono calzature adatte, regalando una prospettiva insolita sulla diga (imponente opera ingegneristica degli anni Trenta).
Come arrivare
Raggiungere la zona di Castel di Tora richiede circa un’ora di auto da Roma o Rieti. La strada si snoda tra curve panoramiche nelle quali è pressoché impossibile non fare soste fotografiche frequenti.
Il periodo migliore per raggiungere il borgo coincide con la primavera, quando la vegetazione esplode in un verde brillante, oppure l’autunno, momento in cui il foliage trasforma le rive del lago in una tavolozza di colori caldi.
Foto Canva
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