Castelmezzano non si visita: si attraversa con lo sguardo. Appare all’improvviso, incastrato tra le guglie frastagliate delle Dolomiti Lucane, come se qualcuno avesse appoggiato le case una sopra l’altra seguendo le pieghe della roccia. Non c’è separazione netta tra architettura e paesaggio: qui la pietra diventa muro, scala, tetto. E il borgo sembra sospeso, in bilico tra cielo e montagna.
Siamo in Basilicata, in provincia di Potenza, in uno dei luoghi più fotografati – e meno compresi – del Sud Italia. Castelmezzano è piccolo, verticale, silenzioso. Ed è proprio questo che lo rende così potente.
Un borgo scolpito nella montagna
Castelmezzano nasce come insediamento fortificato in epoca normanna, ma la sua forma attuale è il risultato di secoli di adattamento alla roccia. Si trova nel Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.
Le case seguono l’andamento naturale delle pareti, si incastrano negli anfratti, si arrampicano lungo speroni impossibili. Camminando tra i vicoli si ha spesso la sensazione di muoversi dentro una struttura naturale più che in un paese.
Le Dolomiti Lucane non hanno nulla di alpino nel senso classico del termine: sono aspre, taglienti, meridionali. La pietra qui è viva, dominante, e Castelmezzano sembra una prosecuzione logica del paesaggio.
Cosa vedere a Castelmezzano
Il centro storico è un dedalo di scalinate, archi, sottopassi e terrazze naturali. Tra i punti più suggestivi:
- la Chiesa Madre di Santa Maria dell’Olmo, semplice e raccolta
- i resti del Castello Normanno, raggiungibili con un sentiero panoramico
- i belvedere naturali affacciati sulla valle del Basento
Ogni punto alto diventa un balcone naturale. Ogni scorcio sembra studiato, anche se non lo è.
Il legame con Pietrapertosa
Castelmezzano forma una coppia unica con Pietrapertosa, il borgo gemello arroccato sulla montagna di fronte. I due paesi si guardano da secoli, separati da una valle profonda e collegati oggi dal celebre Volo dell’Angelo, la fune sospesa che li unisce. Ma anche senza adrenalina, il dialogo visivo tra i due borghi è uno degli aspetti più affascinanti del luogo.
Perché vedere Castelmezzano in inverno
L’inverno è la stagione perfetta per cogliere l’anima vera di Castelmezzano. Niente folla, niente rumore, niente filtri. Le case sembrano ancora più aderenti alla roccia, le guglie emergono nette contro il cielo, la luce radente disegna ombre profonde.
Con la neve – quando arriva – il borgo diventa quasi irreale. Ma anche senza, il freddo asciutto e l’aria limpida rendono i panorami più incisivi. È il momento giusto per camminare lentamente, ascoltare il silenzio, fermarsi nei piccoli bar e parlare con chi qui ci vive davvero.
E di notte è ancora più suggestivo.
Come arrivare a Castelmezzano
Castelmezzano non è di passaggio. E questo è un bene.
- In auto: da Potenza si raggiunge in circa 1 ora seguendo la SS407 Basentana fino all’uscita Campomaggiore–Castelmezzano. Gli ultimi chilometri sono tortuosi ma panoramici.
- In treno: la stazione più vicina è Potenza Centrale, poi è necessario proseguire in auto o bus locali.
- In aereo: gli aeroporti di riferimento sono Bari e Napoli, entrambi a circa 2 ore e mezza.
Una volta arrivati, si gira tutto a piedi. E conviene farlo piano.
Un luogo che resta addosso
Castelmezzano non ha grandi numeri, grandi musei o attrazioni classiche. Ha qualcosa di più raro: un’identità fortissima. È uno di quei posti che non urlano, ma lasciano il segno.
Un borgo che sembra sfidare la gravità e il tempo, incastrato nella roccia come un’idea ostinata.
Foto Canva
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