In Italia c’è una misteriosa cripta sommersa: è sotto la Basilica di San Francesco a Ravenna

Un viaggio sotto il livello del mare tra mosaici bizantini e pesci rossi che nuotano dove un tempo pregavano i fedeli medievali in un'atmosfera unica al mondo

Cripta di San Francesco, Ravenna

Le città lambite dall’acqua, come Ravenna, nascondono spesso dei segreti che sfuggono ai viaggiatori meno attenti. Sotto il pavimento della Basilica di San Francesco, a pochi passi dalla tomba di Dante Alighieri, lì dove sta l’altare maggiore, si estende una misteriosa e curiosa cripta sommersa: vi nuotano persino dei pesci rossi.

L’affascinante Cripta di San Francesco

Appena varcata la soglia della chiesa, che si presenta con una facciata in mattoni a vista, sobria e tipica dello stile ravennate, si può notare che sotto il piano del pavimento si apre una finestrella rettangolare grazie a cui osservare un ambiente situato a diversi metri di profondità.

È proprio lei, la Cripta di San Francesco, concepita inizialmente per ospitare le spoglie del vescovo Neone. L’elemento che lascia sbalorditi molti dei visitatori che ci arrivano è la presenza costante di acqua dolce di falda e di risalita che riempie interamente questo vano sotterraneo.

La cripta sommersa di Ravenna

Foto: Greymouser – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

Se vi stata chiedendo a cosa è dovuto questo fenomeno, dovete sapere che Ravenna soffre da secoli di subsidenza, ovvero il lento ma inesorabile sprofondamento del suolo causato dalla natura argillosa del terreno e dalla vicinanza della falda acquifera.

Poiché la cripta si trova sotto il livello del mare, l’acqua invade lo spazio trasformandolo in una sorta di acquario mistico. La visione appare surreale: le colonne con capitelli finemente lavorati sorreggono archi sommersi, mentre il fondale conserva ancora i resti dei mosaici originali del V secolo appartenenti alla precedente chiesa dedicata ai Santi Apostoli.

Tra pesci e marmi antichi

Il dettaglio che rende questo posto celebre tra i viaggiatori internazionali riguarda la fauna che vive in queste acque “sacre”. Qui, infatti, nuotano alcuni esemplari di pesci rossi sopra i tasselli musivi, muovendosi tra i fusti delle colonne che un tempo delimitavano un luogo di preghiera asciutto e solenne. La luce artificiale, attivabile tramite una piccola offerta, illumina i riflessi dorati delle squame che contrastano con il verde delle alghe e il bianco del marmo proconnesio.

Pesci che nuotano nella Cripta di San Francesco

Foto: Incola – Own work, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia

I disegni pavimentali visibili attraverso la superficie cristallina mostrano motivi geometrici complessi e figure stilizzate, testimonianza della maestria degli artigiani bizantini. Questi reperti appartenevano alla prima basilica costruita in questo quadrante urbano. Osservando quel perimetro allagato, si percepisce lo scorrere del tempo in modo tangibile, realizzando quanto la città sia stratificata: Ravenna è letteralmente costruita sopra se stessa.

La Zona del Silenzio

La Basilica di San Francesco funge da perno per quella che i residenti chiamano la Zona del Silenzio. Tale soprannome identifica l’area circostante il sepolcro del Sommo Poeta, dove regna un rispetto assoluto e i rumori del traffico risultano ovattati. Entrare in questo complesso religioso equivale a toccare con mano la storia medievale. Del resto, proprio qui si celebrarono i funerali di Dante nel 1321.

Basilica di San Francesco, Ravenna

Foto Canva

La struttura odierna riflette i restauri avvenuti nel corso degli anni ’20 del secolo scorso, mirati a restituire una purezza lineare alle forme. Le tre navate divise da colonne marmoree guidano lo sguardo verso l’abside, ma la curiosità spinge quasi tutti verso quella cavità allagata.

Foto di copertina: © José Luiz Bernardes Ribeiro, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

Leggi Anche

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche...