Il fascino sospeso dei laghi italiani: ecco dove la natura invernale dà il meglio di sé, lontano dalla folla

Quando l'acqua diventa roccia e il silenzio si fa assoluto: una guida ai bacini dove la superficie ghiacciata riscrive le regole del viaggio e il freddo modella paesaggi fuori dal tempo

LAGO DI BARCIS - Le sue acque color zaffiro rimangono incastrate tra le rocce delle Prealpi Carniche, creando un contrasto cromatico unico con la neve che imbianca le sponde e le passerelle panoramiche.
Lago di Barcis
Laghi di Fusine
Lago Agnel
Lago di Braies
Lago di Carezza
Lago di Livigno
Lago di San Domenico

Prima o poi, arriva quel momento dell’anno in cui le temperature scendono sotto lo zero e il laghi del nostro Paese sembrano mutare completamente conformazione: strati di ghiaccio vitreo e la cristallizzazione delle sponde trasformano queste distese d’acqua in ecosistemi statici e silenziosi, accessibili solo attraverso un escursionismo consapevole.

Lontano dai comprensori sciistici affollati, questi bacini diventano laboratori naturali dove osservare fenomeni fisici rari. Nella gallery potete scoprire quali sono i laghi più belli d’Italia da visitare in inverno.

Lago di Braies (Bolzano)

In inverno, la superficie di questo lago alpino a 1.496 metri si trasforma in una piattaforma solida circondata dalle pareti verticali della Croda del Becco. Il fenomeno più rilevante è la formazione di uno strato di ghiaccio che può raggiungere spessori considerevoli, permettendo l’attraversamento pedonale sicuro (previa verifica delle autorità). La particolarità sta nel contrasto termico: l’ombra profonda delle cime dolomitiche mantiene il bacino congelato fino a primavera inoltrata.

Lago di San Domenico (L’Aquila)

Questo bacino artificiale nel comune di Villalago è caratterizzato da acque color smeraldo che, con il gelo, contrastano con la neve delle pareti calcaree circostanti. La scarsa illuminazione solare della forra favorisce la formazione di galaverna sulle sponde. Il sentiero che conduce all’Eremo è spesso coperto da ghiaccio da colamento, richiedendo l’uso di ramponcini per superare i tratti esposti sopra le gelide acque del fiume Sagittario.

Lago di Carezza (Bolzano)

Conosciuto come “Lec de Ergobando” (lago dell’arcobaleno), a 1.520 metri, in inverno può ridursi drasticamente di volume, lasciando intravedere le formazioni rocciose del fondale sotto una crosta di ghiaccio trasparente. Le foreste di abeti rossi circostanti (il famoso “legno di risonanza”) danno vita a un perimetro di protezione dal vento, favorendo una cristallizzazione del ghiaccio molto regolare e uniforme.

Laghi di Fusine (Udine)

I due laghi (Superiore e Inferiore) si trovano in una delle zone più gelide d’Italia. A causa della loro posizione in una conca chiusa ai piedi del Mangart, subiscono forti inversioni termiche. Qui il ghiaccio raggiunge spessori tecnici elevati, spesso coperto da metri di neve farinosa. Camminare lungo il perimetro del Lago Superiore offre una vista su formazioni di ghiaccio azzurro provocate dal congelamento dei piccoli affluenti che scendono dalle pareti rocciose.

Lago di Livigno (Sondrio)

Situato in una delle aree abitate più fredde d’Europa, il Lago di Livigno si ghiaccia quasi integralmente ogni inverno. La particolarità è la lunghezza (circa 10 km) e l’altitudine elevata, che favorisce la pratica dell‘ice driving e del winter trekking estremo. La superficie ghiacciata deve sopportare venti gelidi costanti, rendendo l’aria estremamente secca e la neve sopra il ghiaccio molto leggera e instabile (polvere).

Lago di Barcis (Pordenone)

Nonostante la quota relativamente bassa (402 metri), il Lago di Barcis in inverno regala uno spettacolo cromatico unico grazie alla limpidezza delle acque fredde. Raramente si ghiaccia completamente a causa della corrente del torrente Cellina, ma le temperature rigide della Valcellina creano cristalli di ghiaccio lungo le sponde rocciose e sulle passerelle del “Sentiero del Dint”, che mette a disposizione punti panoramici tecnici sulle formazioni carsiche circostanti.

Lago Agnel (Torino)

Situato a 2.296 metri presso il Colle del Nivolet, Agnel rappresenta l’alta quota pura. Inaccessibile ai veicoli durante i mesi invernali, è raggiungibile solo con sci da alpinismo o ciaspole. Qui la stagione fredda dura oltre 6 mesi e il lago spesso sparisce completamente sotto una coltre di ghiaccio e neve che lo rende indistinguibile dal resto dell’altopiano.

Foto Canva

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