Tra i profili boscosi dei Monti Cimini (Alto Lazio), a circa 507 metri di altitudine, è custodito un segreto geologico di origine vulcanica. Siamo nella provincia di Viterbo e più o meno 800.000 anni da le esplosioni del vulcano Vicano hanno dato vita a quello che oggi tutti chiamano Lago di Vico (anticamente conosciuto come Lacus Ciminus). E no, non è un bacino qualsiasi perché rappresenta uno degli esempi meglio conservati di caldera in Europa.
Al suo interno, il paesaggio si divide tra acque profonde fino a 45 metri e pendici che salgono rapide verso le vette del Monte Fogliano, che raggiunge i 965 metri, e del Monte Venere, alto 851 metri. Quest’ultimo è un piccolo cono lavico sorto dopo lo sprofondamento della bocca principale, un tempo isola circondata dalle acque e oggi rilievo boscoso che domina la riva settentrionale.
Una protezione storica per un ambiente selvaggio
La tutela di questo ecosistema risale al 28 settembre 1982, quando la Regione Lazio istituì la Riserva Naturale Lago di Vico. Una decisione che ha permesso di preservare 3240 ettari di territorio dalla cementificazione, mantenendo le sponde quasi prive di abitazioni. Gli unici insediamenti significativi si trovano in località Punta del Lago, lasciando il resto del perimetro, lungo approssimativamente 18 chilometri, alla libera evoluzione della flora e della fauna.
Antichi popoli come Etruschi e Romani frequentarono queste rive, lasciando segni del loro passaggio. Proprio gli Etruschi iniziarono l’opera di scavo di un emissario sotterraneo per abbassare il livello del lago, lavoro completato secoli dopo dalla potente famiglia Farnese per guadagnare terreni fertili.
Oltre ai dati scientifici, il su fascino è legato alla mitologia classica: secondo un racconto popolare, Ercole, passando per la Tuscia, volle sfidare gli abitanti locali per testare la loro forza. Il semidio conficcò la sua pesante clava nel terreno, invitando chiunque a provare a estrarla. Davanti al fallimento di tutti i presenti, l’eroe la rimosse con un unico gesto violento.
Il buco lasciato nel suolo generò una sorgente impetuosa che in breve tempo riempì la valle, dando vita allo specchio d’acqua che ammiriamo oggi. Anche il nome attuale pare derivi dal castello dei Prefetti di Vico, il Castrum Vici, i cui resti giacciono nascosti dalla vegetazione sulla sponda meridionale.
Orchidee selvatiche e la faggeta depressa
A colpire è anche la biodiversità della Riserva per la presenza di specie vegetali rare. Tra i boschi di querce e i noccioleti si trovano ben 15 varietà di orchidee selvatiche. L’elemento botanico più curioso resta però la cosiddetta faggeta depressa del Monte Venere. Normalmente il faggio cresce a quote superiori agli 800 metri, ma qui, grazie a un microclima particolare e all’umidità ristagnante nella conca, esemplari secolari prosperano ad appena 530 metri sul livello del mare.
Questo bosco ospita tre specie di picchi e mammiferi schivi come il gatto selvatico, la martora e l’istrice. Nelle acque, invece, nuotano lucci di grandi dimensioni, coregoni e persici reali, mentre il canneto circostante è il regno dello svasso maggiore e di numerosi uccelli migratori.
Bagni e relax al Lago di Vico
Le acque del bacino vicano risultano balneabili e rappresentano una meta molto apprezzata per chi cerca refrigerio in un contesto naturale preservato. La conformazione della caldera offre diversi punti di accesso alle acque, distribuiti principalmente lungo le rive meridionali e orientali, dove il terreno è meno scosceso.
Esistono opzioni per ogni preferenza:
- Spiagge libere: si trovano tratti di costa in cui è possibile fermarsi gratuitamente, spesso caratterizzati da un aspetto selvaggio e circondati dalla fitta vegetazione della riserva. Un esempio è la Spiaggia libera situata lungo la SP39 in territorio di Ronciglione.
- Stabilimenti attrezzati: per chi desidera servizi come ombrelloni, lettini e punti ristoro, sono presenti diverse strutture. Tra le più note figurano lo Stabilimento Spiaggia Lago di Vico – Beach Vico a Caprarola, e strutture come Riva Verde e Mira Lago Beach sul versante di Ronciglione.
- Attività acquatiche: presso i lidi è spesso possibile noleggiare canoe e pedalò, ideali per esplorare le sponde del Lago di Vico da una prospettiva differente e godersi il silenzio lontano dalla riva.
La balneazione avviene in un’area protetta, quindi l’acqua è limpida ma il fondale può presentare una natura vulcanica o zone con erbe acquatiche vicino ai canneti. La zona di riferimento per i principali servizi turistici e la balneazione rimane comunque la località Punta del Lago.
Borghi rinascimentali e architetture farnesiane
Esplorare i dintorni permette di scoprire centri storici di grande valore. Il comune di Caprarola ospita il maestoso Palazzo Farnese, capolavoro del Vignola con giardini rinascimentali che dominano il panorama. Poco distante sorge Ronciglione, borgo che conserva un nucleo medievale intatto, mentre San Martino al Cimino si sviluppa attorno a una suggestiva abbazia cistercense.
Chi desidera ampliare il percorso può raggiungere Carbognano, paesino in cui svetta il castello appartenuto a Giulia Farnese, o Fabrica di Roma per osservare le rovine della città antica di Falerii Novi. Viterbo stessa, con il quartiere San Pellegrino, dista solo pochi chilometri, completando un itinerario che unisce trekking naturalistico e storia dell’arte.
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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