Ogni anno milioni di visitatori raggiungono il Museo del Louvre di Parigi per ammirare il sorriso più famoso della storia dell’arte: quello della Gioconda. È sbagliato? Assolutamente no, ma quello che in molti non sanno è che, a oltre 1.500 km dalla capitale francese, c’è un piccolo centro della Basilicata che custodisce una tradizione che riguarda proprio la donna ritratta da Leonardo da Vinci. Si tratta di Lagonegro, borgo della provincia di Potenza situato alle pendici del Monte Sirino, tra vette ricoperte di boschi.
Tra vicoli stretti, scalinate in pietra, edifici medievali e i resti di un castello, si nasconde infatti una storia particolarmente curiosa: secondo una leggenda, Lisa Gherardini, conosciuta universalmente con il nome di Monna Lisa o Gioconda, sarebbe morta proprio qui nel 1506 e avrebbe trovato sepoltura nella chiesa di San Nicola.
La leggenda della Gioconda sepolta a Lagonegro
Agli inizi del ‘500 Firenze rappresentava uno dei principali centri artistici e commerciali d’Europa. All’epoca Lisa Gherardini era una donna appartenente a una famiglia fiorentina, sposata dal 1495 con Francesco del Giocondo, un facoltoso mercante di seta (sì, proprio dal cognome del marito deriva il nome Gioconda, mentre Monna Lisa è una forma abbreviata di Madonna Lisa, un appellativo di rispetto utilizzato a quei tempi).
Intorno al 1503, Leonardo da Vinci iniziò a realizzare il ritratto destinato a diventare uno dei dipinti più celebri al mondo. L’opera, attualmente conservata al Louvre, avrebbe continuato ad accompagnare l’artista per molti anni, fino alla sua morte in Francia nel 1519.
La tradizione di Lagonegro racconta, però, un destino diverso per la protagonista del quadro. Stando alla versione più diffusa, Lisa avrebbe intrapreso un viaggio verso la Calabria insieme al marito, impegnato in alcuni affari commerciali. Durante il tragitto, le sue condizioni di salute sarebbero improvvisamente peggiorate, rendendo necessaria una sosta nel borgo lucano.
Colpita da una grave infezione, la donna sarebbe morta nel 1506, lontana dalla sua Firenze. La comunità locale avrebbe quindi provveduto alla sepoltura nella chiesa di San Nicola, all’interno dell’antico abitato.
La vera storia della morte di Monna Lisa
Per quanto suggestiva sia la versione lucana, la verità è che c’è un problema storico importante: le ricerche documentarie condotte sulla famiglia Gherardini collocano la morte di Lisa a Firenze nel 1542, ben 36 anni dopo la data indicata dalla tradizione di Lagonegro. Un registro dei defunti della basilica fiorentina di San Lorenzo riporta il decesso della moglie di Francesco del Giocondo il 15 luglio 1542 e la sua sepoltura nel monastero di Sant’Orsola.
Rimane comunque interessante il modo in cui una vicenda legata a un personaggio rinascimentale sia entrata così profondamente nell’identità di un piccolo centro dell’Italia meridionale. A Lagonegro, infatti, il racconto della Gioconda è diventato parte del patrimonio culturale locale, indipendentemente dalla sua autenticità.
Cosa vedere a Lagonegro
La ricerca dei luoghi legati alla presunta sepoltura di Monna Lisa conduce nella parte più antica del paese, sviluppata intorno a una rocca che un tempo ospitava il castello feudale. Qui le case sono addossate le une alle altre, mentre le graziose stradine seguono le irregolarità del terreno aprendosi in passaggi stretti che conducono verso la sommità.
La chiesa di San Nicola di Bari, conosciuta anche con il nome di San Nicola al Castello, è la casa di opere d’arte realizzate tra il ‘500 e il ‘700, testimonianze della lunga storia religiosa della comunità. La famosa tomba di Lisa Gherardini rimane soltanto un elemento della tradizione, senza identificazioni archeologiche o documentarie attendibili.
Per raggiungere la parte alta dell’antico abitato si attraversa invece la cosiddetta Porta di Ferro, uno degli accessi storici al borgo. Sul varco compare una rappresentazione di San Michele Arcangelo nell’atto di sconfiggere il drago. Oltre la porta, una scalinata conduce verso la chiesa di San Nicola e i resti dell’antico castello, un tempo elemento fondamentale del sistema difensivo di Lagonegro.
Il rapporto con la Gioconda, tuttavia, non si esaurisce nella leggenda e, anzi, ha ispirato la nascita del Monna Lisa Museum, iniziativa culturale dedicata alla tradizione che collega Lisa Gherardini al territorio. Il museo è stato ospitato nello storico Palazzo Corrado, edificio del ‘700 situato nella parte più recente del paese (prima di programmare una visita specifica è opportuno verificarne l’effettiva apertura).
Lagonegro custodisce infine altri edifici religiosi di interesse storico e artistico: nella chiesa della Madonna del Rosario si trova un affresco del Giudizio Universale ispirato alla celebre composizione di Michelangelo nella Cappella Sistina; la chiesa di Sant’Anna, quella del Crocifisso e la parrocchiale della Santissima Trinità valgono altrettanto la pena.
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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