Pietrapertosa è il comune più alto della Basilicata, arroccato a 1.088 metri di quota, letteralmente aggrappato alla roccia delle Dolomiti Lucane. Visto da lontano sembra una continuazione naturale della montagna: case, scale e vicoli si confondono con le guglie di pietra, come se il borgo fosse nato dalla roccia stessa.
Qui l’architettura non è mai decorativa. È funzionale, essenziale, verticale. Ogni casa è un adattamento al terreno, ogni strada una soluzione ingegnosa per salire, scendere, resistere.
Il Rabatana, cuore scavato nella roccia
La parte più antica del paese è il Rabatana, quartiere medievale di origine araba, un dedalo di abitazioni scavate, archi, passaggi coperti e scalinate ripidissime. Il nome richiama le fortificazioni islamiche e racconta un passato di difesa, isolamento e controllo del territorio.
Camminare nel Rabatana significa muoversi in uno spazio dove il confine tra naturale e costruito è quasi invisibile. Le pareti delle case sono spesso la roccia viva. Il silenzio è totale. D’inverno, con la neve che smorza ogni rumore, l’atmosfera diventa quasi sospesa.
Il legame visivo (e aereo) con Castelmezzano
Pietrapertosa guarda Castelmezzano dall’alto, separata da una valle profonda e scenografica. I due borghi sembrano fronteggiarsi, come se dialogassero da secoli attraverso lo spazio. Si trova no entrambi nel Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane.
In estate sono collegati dal Volo dell’Angelo, la fune sospesa che attraversa la valle. Ma anche senza volare, il legame è evidente: stessi profili dolomitici, stessa pietra chiara, stessa sensazione di precarietà affascinante. Due paesi diversi, ma complementari.
Perché vedere Pietrapertosa in inverno
L’inverno è forse il momento migliore per cogliere l’anima più autentica di Pietrapertosa. Non c’è folla, non c’è rumore, non c’è spettacolo costruito. Restano il borgo, la roccia, il vento.
La neve sottolinea le geometrie verticali, rende il Rabatana ancora più essenziale, amplifica il senso di isolamento positivo. È un luogo che invita a camminare lentamente, a osservare, a fermarsi. Un borgo che non chiede di essere “consumato”, ma capito.
Come arrivare a Pietrapertosa
Pietrapertosa si raggiunge in auto dalla Basentana (SS407), uscendo in direzione Castelmezzano–Pietrapertosa e risalendo una strada panoramica di montagna. Gli ultimi chilometri sono tortuosi ma suggestivi.
Il borgo non è attraversabile in auto: si parcheggia all’ingresso e si prosegue a piedi. Scarpe comode sono indispensabili, soprattutto in inverno, quando le strade interne possono essere innevate o ghiacciate.
Un borgo che non assomiglia a nessun altro
Pietrapertosa non è un borgo “carino”. È un borgo potente. Verticale. Ruvido. Un luogo che racconta cosa significa abitare la montagna senza addomesticarla.
Insieme a Castelmezzano forma uno dei paesaggi umani più sorprendenti d’Italia. Ma da solo, soprattutto in inverno, Pietrapertosa è un’esperienza rara: quella di un paese che sembra ancora in equilibrio precario tra cielo e roccia.
Foto Canva
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