È praticamente impossibile non riconoscere Soriano nel Cimino già da lontano: sopra a un fitto intreccio di tetti in cotto, campanili e abitazioni addossate al pendio, svetta fiera un’enorme fortezza merlata, tanto imponente da sembrare quasi sproporzionata rispetto al paese stesso. È il Castello Orsini, simbolo di questo centro della Tuscia, adagiato a circa 500 metri di altitudine sul versante nord-orientale dei Monti Cimini.
Alle spalle dell’abitato si estendono castagneti e faggete che ricoprono rilievi di origine vulcanica, mentre il centro storico conserva tracce di epoche molto differenti. Il carattere del borgo, però, dipende strettamente dal suo rapporto con i boschi circostanti: la castagna è protagonista della gastronomia e delle celebrazioni popolari, mentre sulla cima del Monte Cimino sopravvive una faggeta vetusta riconosciuta dall’UNESCO, uno dei patrimoni naturalistici più importanti dell’Alto Lazio.
Cosa vedere a Soriano nel Cimino, tra castelli, palazzi e chiese
Senza dubbio, la prima meraviglia è quella struttura massiccia, severa e riconoscibile per le alte mura coronate da merli: il Castello Orsini. Domina l’intero abitato e comprende un grande corpo fortificato di forma quadrangolare, una torre più antica e possenti opere murarie, costruite per adattare l’edificio alla conformazione del colle.
Assolutamente degni di nota sono anche gli ambienti interni, con stanze di particolare interesse come l’ex cappella del carcere, che custodisce un altare in peperino proveniente dall’antica chiesa della Trinità del Cimino.
Dal carattere militare della rocca si passa all’eleganza delle residenze nobiliari con Palazzo Chigi-Albani, uno degli edifici più rappresentativi della Soriano rinascimentale. Qui, però la vera particolarità si trova accanto al palazzo ed è la Fontana Papacqua, conosciuta anche con il suggestivo appellativo di Regina delle acque. Satiri, figure bibliche, animali e mascheroni emergono dal peperino, la pietra vulcanica caratteristica della zona.
Poi c’è Piazza Vittorio Emanuele II che introduce un altro volto del paese, dominato dalla facciata in laterizio della Collegiata di San Nicola di Bari. Presenta ben due campanili laterali e un’impostazione neoclassica. All’interno, caratterizzato da una pianta a croce greca, si conservano una statua marmorea tardogotica di Sant’Antonio da Pdova e un fonte battesimale rinascimentale.
Merita attenzione anche la Chiesa di Sant’Eutizio, precedente sede principale del culto cittadino, situata nel nucleo medievale, nei pressi della quattrocentesca Fontana di Dentro. Ancora più antiche sono le origini della Chiesa di San Giorgio, edificio romanico situato fuori dal centro abitato.
La Faggeta del Monte Cimino, una foresta millenaria riconosciuta dall’UNESCO
A pochi chilometri dal centro storico, il paesaggio fatto di boschi di castagno cede progressivamente il posto ai faggi del Monte Cimino, rilievo vulcanico che raggiunge circa 1.053 metri di altitudine. Sulla sua sommità cresce una faggeta vetusta inserita dal 2017 nel Patrimonio Mondiale UNESCO, all’interno del sito seriale transnazionale dedicato alle antiche faggete primordiali d’Europa.
Alcuni faggi raggiungono dimensioni eccezionali, con esemplari alti più di 50 metri. La conformazione vulcanica del terreno e le particolari condizioni ambientali hanno favorito lo sviluppo di questo patrimonio vegetale. Tra le curiosità naturali del Monte Cimino figura anche il Sasso Naticarello, un grande masso di origine vulcanica appoggiato su una base rocciosa, conosciuto per il suo particolare equilibrio. In autunno, la faggeta assume tonalità gialle, ramate e arancioni, trasformandosi in una delle mete più interessanti della Tuscia per escursioni e fotografia naturalistica.
La Sagra delle Castagne e il legame con una battaglia del 1489
Soriano nel Cimino possiede una tradizione che esprime tutta la vocazione agricola: la Sagra delle Castagne, celebrata in ottobre. Si tratta di una manifestazione storica che ricorda un episodio sanguinoso avvenuto nel 1489, quando il signore di Vignanello Pietro Paolo Nardini tentò di conquistare il castello.
La popolazione sorianese riuscì a respingere gli assalitori nella battaglia passata alla storia con il nome di Fosso del Buonincontro. In seguito, il Consiglio della Comunità istituì una celebrazione commemorativa che costituisce l’origine della festa attuale. Durante la manifestazione, le 4 contrade di Papacqua, Rocca, Trinità e San Giorgio partecipano a rievocazioni, cortei in costume e competizioni tradizionali. Particolarmente sentito è il Palio delle Contrade, caratterizzato da prove di abilità equestre e tiro con l’arco.
Le taverne dei rioni propongono inoltre specialità del territorio, tra cui minestra di ceci e castagne, gnocchi co’ i ferro e dolci preparati con il frutto simbolo dei Monti Cimini. La 59ª edizione del 2026 si svolge dall‘1 al 18 ottobre, con appuntamenti dedicati alla storia, all’artigianato e alla gastronomia locale.
Foto Canva
Leggi Anche
- La Piccola Roma della Tuscia che custodisce il segreto degli Etruschi: benvenuti a Tuscania
- L’architettura del tempo nelle forre etrusche: meraviglie e segreti del Parco Regionale Marturanum
- Fiaba e geologia nel Sasseto, il Bosco di Biancaneve della Tuscia viterbese
Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA







