Tarquinia oltre il mito: la perla etrusca che punta al trono di Capitale Italiana della Cultura 2028

Finalista ufficiale per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, Tarquinia svela un mosaico di torri medievali, spiagge selvagge e tesori ipogei unici al mondo

Tarquinia, Lazio

Il 2028 segna una data cruciale sul calendario di questa terra: Tarquinia è ufficialmente in corsa per il titolo di Capitale Italiana della Cultura. Inserita nella prestigiosa lista delle dieci finaliste dal Ministero della Cultura, la città vive un momento di euforia collettiva (e totalmente meritato). Siamo nel quadrante settentrionale del Lazio, in quella Tuscia viterbese che profuma già di Maremma, un avamposto di storia situato strategicamente tra il porto di Civitavecchia e i confini toscani. Per chi scrive, raccontare questa località significa dare voce a un luogo che fonde l’eleganza rinascimentale con una forza naturale dirompente e che spesso, purtroppo, viene sottovalutato.

Un labirinto di pietra tra le nuvole

A Tarquinia lo sguardo ruota senza sosta tra mille possibilità diverse: il fascino magnetico del centro storico, la distesa azzurra del mare, il mistero delle necropoli e i sentieri selvaggi della Maremma laziale. C’è di tutto di più in questo angolo di Tuscia che profuma di sale e storia antica.

Il visitatore che arriva in questa zona si rende subito conto che il centro storico si erge fiero su uno sperone di roccia calcarea, che l’atmosfera medievale è ancora sorprendentemente intatta e che è segnata da torri altissime che svettano contro l’azzurro del cielo.

Il cuore pulsante risiede attorno al maestoso Palazzo Vitelleschi, capolavoro rinascimentale che custodisce i celebri Cavalli Alati, simbolo di una potenza artistica che ancora oggi ispira scultori e designer. Passeggiando lungo le mura, si avverte la stratificazione di una cittadina che fu signoria medievale e centro strategico marittimo. Una complessità storica che, inevitabilmente, funge da motore per il progetto culturale in atto, trasformando ogni piazza in un palcoscenico naturale per eventi e mostre internazionali.

Il bellissimo centro storico di Tarquinia

Necropoli dei Monterozzi, la città dei morti che parla ai vivi

Il cuore della candidatura pulsa nella Necropoli dei Monterozzi. Distesa lungo l’omonimo colle per circa 6 km, è sede della principale necropoli cittadina. Avete capito bene: “della principale” perché in realtà in zona ci sono diverse antiche città dei morti. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2004, è una sorta di mondo a sé stante al punto da apparire separata dal rumore del presente.

Scendere nelle camere sepolcrali fa sì che si possano ammirare alcuni degli affreschi etruschi più importanti del Mediterraneo: scene di caccia, banchetti e danze che mantengono colori vividi dopo millenni. Questo luogo sacro trasmette un’energia magnetica, raccontando un popolo che celebrava la vita con una gioia visibile ancora adesso sulle pareti di tufo.

Necropoli di Monterozzi, Tarquinia

L’abbraccio selvaggio del Tirreno

Ai piedi della collina da dove sembra voler toccare il cielo il prezioso centro storico, il paesaggio si distende verso il mare con il Lido di Tarquinia. La costa si presenta con spiagge profonde e dune sabbiose modellate dal vento, tipiche della Maremma più vera.

L’acqua riflette i toni di tramonti spettacolari, mentre la brezza marina risale i pendii portando il profumo del sale fin dentro le case del borgo. Si tratta di un litorale ampio, il top per chi cerca un contatto diretto e poco artefatto con l’elemento acquatico.

Lido di Tarquinia, Lazio

Travel outdoor: avventure tra dune e sentieri

A Tarquinia è possibile percepire anche un altro tipo di energia: quella che esplode non appena si lasciano i percorsi asfaltati per immergersi in una natura che mescola sapientemente l’asprezza della Maremma con la dolcezza del litorale. Per chi ama muoversi a ritmo lento o con l’adrenalina addosso, il territorio diventa una palestra a cielo aperto in cui ogni escursione è una sorta di scoperta archeologica o naturalistica.

Il Sentiero dell’Acropoli: trekking tra storia e natura

Il percorso che conduce alla Pian di Civita rappresenta l’essenza stessa del trekking culturale. Partendo dal perimetro del centro storico, ci si addentra verso il sito dell’antica città etrusca. Si tratta di un itinerario ad anello di circa 8-10 chilometri, con dislivelli contenuti ma panorami immensi, durante il quale si incontrano i resti del maestoso tempio dell’Ara della Regina accompagnati da prati in cui pascolano i bovini maremmani.

Se volte un consiglio, sappiate che il momento migliore in cui intraprenderlo coincide con le prime ore del mattino, quando la luce radente sottolinea i profili delle antiche mura e il mare brilla in lontananza.

La Riserva Naturale delle Saline: birdwatching e silenzio

Per chi predilige l’escursionismo naturalistico in piano, le Saline di Tarquinia sono una tappa obbligata. Questa oasi protetta è un mosaico di specchi d’acqua e strutture di archeologia industriale, ma anche un posto in cui poter osservare una biodiversità straordinaria. È il regno del Cavaliere d’Italia e del Fenicottero rosa, che qui trova rifugio e nutrimento.

Per viverla al meglio è necessario portare con sé un binocolo e una macchina fotografica con teleobiettivo. Il percorso è agevole e adatto anche a chi pratica nordic walking, grazie ai sentieri battuti che costeggiano i bacini di evaporazione (attenzione però, perché ci sono regole ben precise sui tragitti che si possono intraprendere).

Saline di Tarquinia, Tuscia

Mountain Bike sulla costa e nei boschi

Gli appassionati delle due ruote trovano pane per i loro denti esplorando il litorale e l’entroterra. Dal Lido di Tarquinia, infatti, partono tracce pianeggianti che costeggiano le pinete e raggiungono le foci dei fiumi locali, fantastiche per una pedalata rilassante respirando l’odore del pino marittimo.

Per i più allenati, i sentieri che si spingono verso l’interno regalano pendenze sfidanti e un fondo più tecnico, tra boschi di querce e affacci vertiginosi sulla Maremma Laziale.

Sport d’acqua e vento al lido

Infine, è bene sapere che il mare di Tarquinia non è solo contemplazione. Grazie alla particolare esposizione ai venti di Maestrale e Scirocco, il litorale è un punto di riferimento per le attività acquatiche:

  • Kitesurf e windsurf: le ampie spiagge del Lido permettono manovre in sicurezza sia per principianti che per esperti.
  • Kayak da mare: pagaiare lungo la costa al tramonto, partendo dalla foce del fiume Marta, regala una prospettiva unica sulla città murata che svetta sulla collina, circondata dal verde delle vigne e degli ulivi.

Foto Canva

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