Non tutti ci pensano, preoccupati per il freddo, ma marzo è il mese ideale per osservare fauna selvatica in Valtellina tra parchi, riserve e aree umide.
A marzo le giornate si allungano, la neve si ritira progressivamente e molti animali tornano più attivi dopo i mesi invernali. In Valtellina, tra alta quota, boschi e zone umide, questo periodo offre condizioni ideali per vedere cervi, stambecchi, rapaci e uccelli migratori.
ecco perché è una buona idea andarci adesso.
Parco Nazionale dello Stelvio: cervi, marmotte e gipeto
Nel settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio vivono oltre 260 specie di vertebrati. Con l’aumento delle temperature, cervi e caprioli tornano a muoversi ai margini dei boschi e nelle radure più esposte al sole. Le marmotte iniziano gradualmente a riemergere dalle tane, soprattutto nelle zone meno innevate.
Nei cieli è più facile avvistare l’aquila reale e, in alcune aree, il gipeto, il grande rapace tornato sulle Alpi grazie a un progetto di reintroduzione che ha riportato questa specie a nidificare stabilmente nel parco.
La vegetazione ancora poco fitta facilita l’osservazione, soprattutto nelle prime ore del mattino.
Val di Mello: stambecchi e camosci sui versanti esposti
La Riserva Naturale Val di Mello, in Val Masino, è uno degli ambienti più adatti per vedere ungulati alpini in movimento. A marzo stambecchi e camosci si spostano più frequentemente sui versanti soleggiati alla ricerca di cibo.
Oltre ai grandi mammiferi si possono osservare marmotte, volpi e rapaci come poiane e astori. Il fondovalle pianeggiante permette camminate semplici, adatte anche a chi non cerca dislivelli impegnativi.
È importante muoversi con discrezione e mantenere le distanze per non disturbare animali che stanno recuperando energie dopo l’inverno.
Pian di Spagna: il mese del birdwatching
La Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola, tra Valtellina e Valchiavenna, è una delle aree umide più importanti del Nord Italia. A marzo inizia una fase intensa di migrazione e ritorno alla nidificazione.
Sono state censite 175 specie di uccelli su un totale di 257 specie di vertebrati presenti nell’area. Tra canneti e specchi d’acqua si possono osservare aironi, anatre selvatiche, svassi e rapaci di passo.
Le condizioni microclimatiche favoriscono la presenza di specie specializzate, rendendo questo periodo particolarmente interessante per il birdwatching.
Perché marzo è il mese giusto
Dopo l’inverno molti animali aumentano l’attività per cercare cibo e ristabilire i territori. L’assenza di vegetazione fitta migliora la visibilità e i flussi turistici sono ancora contenuti rispetto alla primavera avanzata.
Le fasce orarie migliori restano l’alba e il tardo pomeriggio, quando la fauna è più attiva.
Poi, dopo una giornata nella natura, niente di meglio che andare a mangiare una polenta uncia, o i pizzoccheri. O fare un salto alla magiche terme valtellinesi.
Come osservare la fauna senza disturbarla
Marzo è un periodo delicato. Per questo è fondamentale restare sui sentieri segnalati, evitare rumori e movimenti bruschi, mantenere sempre la distanza e non tentare di avvicinare gli animali per fotografarli.
La Valtellina offre un contesto ideale per un turismo naturalistico rispettoso, dove l’osservazione è parte di un equilibrio tra uomo e ambiente.
Foto Canva, APF Valtellina
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