Un obelisco di roccia nel cuore selvaggio d’Italia: il misterioso Campanile di Val Montanaia

Un viaggio a piedi nel cuore selvaggio delle Prealpi Carniche, dove una sbalorditiva ed isolata guglia rocciosa sfida la gravità al centro di un monumentale anfiteatro naturale alpino

Bivacco Val Montanaia, Friuli Venezia Giulia

Il territorio montano del Friuli Venezia Giulia è la casa di alcune meraviglie geologiche che hanno una “certa erà”: sono nate millenni fa a causa di trasformazioni naturali. Molte di queste sono delle guglie solitarie in grado di attrarre appassionati da ogni angolo del continente. E nel comune di Cimolais, in provincia di Pordenone, la Val Cimoliana si estende come un santuario di biodiversità e aspre pareti rocciose, protetto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Superando boschi fitti e risalendo valli laterali, lo sguardo incontra improvvisamente una struttura che spezza la continuità del paesaggio, un torrione isolato posizionato al centro di un anfiteatro naturale di straordinaria bellezza. Questa imponente guglia, che svetta verso il cielo completamente staccata dalle creste circostanti, possiede il celebre soprannome di Urlo di Pietra. Si tratta del Campanile di Val Montanaia, un obelisco dolomitico alto circa 250 metri sulla parete sud, situato a una quota di 2.173 metri, divenuto nel tempo il vero emblema del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.

Origine e formazione del Campanile di Val Montanaia

La nascita del Campanile di Val Montanaia risale al periodo del Triassico superiore, epoca in cui si depositarono i sedimenti della Dolomia Principale. La particolare conformazione isolata rappresenta il risultato di intensi fenomeni di erosione alpina, guidati principalmente dall’azione dei grandi ghiacciai che occupavano la vallata fino a meno di 10000 anni fa.

Val Montanaia, Friuli Venezia Giulia

Foto: By Scosse – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

Le enormi lingue di ghiaccio hanno progressivamente modellato i versanti, asportando i materiali rocciosi circostanti. Questo processo demolitivo è stato fortemente agevolato da un lodevole sovrascorrimento tettonico e dalla presenza di numerose faglie. Lungo queste linee di frattura, la massa rigida della Dolomia Principale si è mossa sopra strati rocciosi più recenti e plastici, generando colossali attriti.

La roccia, sottoposta a forze immani, si è frantumata, favorendo la nascita di pareti verticali, conoidi detritici e ampi alvei ghiaiosi. Mentre i versanti della valle arretravano sotto i colpi degli agenti atmosferici, questo pilastro centrale è rimasto miracolosamente in piedi, separato dall’anfiteatro dei Monfalconi, assumendo la morfologia slanciata attuale.

Come funziona la visita, trekking e cosa vedere

L’avvicinamento a questo monumento naturale comincia dal Rifugio Pordenone, situato a 1249 metri di quota, raggiungibile in auto da Cimolais percorrendo una strada sterrata di circa 13 chilometri caratterizzata da guadi e fondo sassoso. Il percorso a piedi segue il sentiero CAI 353, che si sviluppa inizialmente all’ombra di un fitto bosco di faggi e larici.

Terminati i primi 15 minuti di marcia nel sottobosco, l’itinerario devia su un immenso e faticoso ghiaione detritico, che copre circa i tre quarti dell’intera escursione. Il tracciato richiede più o meno 2 ore e 30 minuti di cammino per superare 970 metri di dislivello positivo lungo 3 chilometri. La pendenza costante e la natura mobile del terreno rendono la salita impegnativa dal punto di vista fisico, sebbene priva di passaggi tecnici rischiosi per gli escursionisti.

L'incredibile Campanile di Val Montanaia

Foto: By Anna.Marcon1998 – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

Risalendo il vallone in direzione nord, il grigio dei detriti lascia spazio a una conca verdeggiante dove sorge il Bivacco Perugini. Parliamo di una piccola struttura che offre riparo e permette di riposare sui prati circostanti, ammirando la verticalità della torre. Proseguendo ancora verso nord lungo il terreno detritico, si raggiunge la Forcella Montanaia, valico che regala un panorama esteso sulla vicina Cridola e sui massicci del Popera, dell’Antelao e del Pelmo.

Per gli alpinisti esperti, la via normale di salita, inaugurata il 17 settembre 1902 dai primi scalatori Wolf von Glanvell e Karl von Saar, supera difficoltà di terzo e quarto grado, con un passaggio chiave di quinto grado inferiore lungo la fessura Cozzi, conducendo alla stretta cima in circa 3 ore di arrampicata esposta.

I rintocchi del vento sopra il Bivacco Perugini

Il fascino indiscusso della Val Montanaia risiede in un dettaglio acustico insolito, legato alla presenza di una celebre campanella metallica ancorata sulla ristretta sommità della guglia. Gli alpinisti che completano l’ardita ascensione lungo le vie verticali sono soliti suonare questo strumento per celebrare il raggiungimento della vetta. Il suono si propaga nell’anfiteatro naturale, raggiungendo gli escursionisti sdraiati sui prati del sottostante Bivacco Perugini.

Escursione in Val Montanaia

Foto: By gatomato – Campanile, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia

La conca montuosa amplifica le note metalliche, creando un’atmosfera suggestiva che interrompe il silenzio della natura selvaggia. Questo legame tra la cima isolata e la base della valle rende l’esperienza emotivamente intensa, trasformando la fatica del ghiaione in un ricordo indimenticabile. Chi desidera assistere a questo spettacolo sonoro sotto la volta stellata deve dotarsi di tenda e sacco a pelo, poiché il piccolo bivacco risulta spesso completo. L’inizio dell’escursione all’alba garantisce inoltre la presenza dell’ombra protettiva fino alle 10 del mattino, evitando il forte riverbero solare sulle rocce bianche della valle.

Foto di copertina: By Stefano Zocca – Own work, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia

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