L’altopiano che circonda il borgo di Calascio, in provincia dell’Aquila, è la culla di un tesoro architettonico che rompe la “monotonia” delle vette appenniniche. Questa struttura, nota come Chiesa di Santa Maria della Pietà, sorge in una posizione che toglie il fiato, proprio nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Ci troviamo a circa 1500 metri di quota, su un pianoro che domina la piana di Navelli e l’antico tratturo, la storica autostrada d’erba usata un tempo dai pastori per la transumanza. Il contesto geografico è aspro, selvaggio, eppure questo tempietto appare come un miraggio di rara eleganza, posizionato a pochi passi dalle rovine del castello più alto d’Italia.
Breve storia della Chiesa di Santa Maria della Pietà
Le origini della Chiesa di Santa Maria della Pietà risalgono al 1596, ma il terreno su cui poggia possiede radici ancora più antiche. Prima dell’edificio attuale, infatti, esisteva una piccola edicola votiva, un angolo di preghiera semplice ma caro agli abitanti della zona. La decisione di costruire un tempio più imponente nacque da un episodio di sangue e coraggio.
Stando alla tradizione locale, tutto fa riferimento a una feroce banda di briganti che, arrivando dal vicino Stato Pontificio e da Campo Imperatore, tormentava la popolazione con furti e violenze. Gli abitanti di Calascio riuscirono a sconfiggere i malviventi proprio in questo punto e, per ringraziare la Vergine della protezione concessa, decisero di edificare l’oratorio che ammiriamo ancora oggi.
Geometria rinascimentale tra le nuvole d’Abruzzo
L’architettura della chiesa è un caso raro per una zona così remota di montagna. La pianta ottagonale di 5,5 metri per lato richiama i grandi maestri del Rinascimento italiano. Molti studiosi citano i disegni del Bramante o del Brunelleschi come possibili fonti d’ispirazione per le sue proporzioni così armoniose.
La cupola a 8 spicchi si chiude con una lanterna sottile, mentre all’esterno si fanno notare paraste in ordine tuscanico che disegnano gli spigoli di pietra chiara. Il portale principale, rivolto verso il sole del sud, presenta colonne ioniche e un timpano interrotto che racchiude un’altra piccola edicola decorativa. Accanto al corpo centrale si appoggia la sagrestia, un volume trapezoidale che completa la sagoma inconfondibile del monumento.
Un set cinematografico naturale per Ladyhawke
Oltre alla valenza religiosa, questo posto possiede una personalità che ha affascinato il mondo dell’arte e del cinema. La sua silhouette solitaria contro le cime del Corno Grande ha convinto grandi produzioni a trasformarla in scenografia. Qui sono state girate scene di film leggendari come “Il nome della rosa” e “Ladyhawke“, pellicole che hanno reso l’immagine di Santa Maria della Pietà famosa a livello internazionale.
Persino il Maestro Ettore Spalletti era profondamente legato a queste pietre, tanto da trarne ispirazione per le sue opere. L’interno, sobrio e scandito da blocchi lapidei, custodisce un dipinto della Vergine e una statua di San Michele armato, protettore contro le insidie.
Come visitare questa perla dell’Aquilano
Raggiungere la chiesetta richiede una breve camminata lungo il sentiero che unisce Calascio a Santo Stefano di Sessanio. Il sito non è sempre accessibile internamente, poiché la gestione è affidata alla cura di alcuni volontari del comune che ne garantiscono l’apertura durante cerimonie private, matrimoni o ricorrenze speciali.
Anche restando all’esterno, però, si percepisce l’unicità di un luogo che fonde la maestosità della natura con la precisione del genio umano. 1482 metri di altitudine rappresentano una sfida per qualsiasi costruzione, ma questa sentinella di pietra continua a vegliare sulla valle del Tirino da oltre 400 anni.
Foto Canva
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Dottoressa di Ricerca in Psicologia Cognitiva e viaggiatrice per indole, tutto nasce tra le pagine del suo blog, I Frattempi della Mia Vita, per poi farsi strada nelle collaborazioni con SiViaggia, VDGmagazine, Serenis e altri ancora. Redattrice Web per amore della scrittura, resta una nomade zaino in spalla: assaggia ogni sapore, si immerge nella natura ed empatizza col prossimo, raccontando avventure ed emozioni con il sorriso e la curiosità del primo giorno. Per Sportoutdoor24 scrive di Viaggi, andando alla scoperta di luoghi fuori dai soliti circuiti.
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