Nell’estremo nord dell’Alto Adige, dove le strade finiscono e le valli salgono fino a incontrare il confine con l’Austria, la Valle Aurina è uno di quei posti che d’estate accoglie escursionisti e d’autunno torna a essere se stessa. I boschi di larici cambiano colore settimana dopo settimana, l’aria si fa frizzante e tersa, e nei paesi di Campo Tures, Valle Aurina, Predoi e Selva dei Molini si entra in quella fase dell’anno che le comunità alpine sentono come la più autentica.
Il territorio è circondato da oltre ottanta vette sopra i tremila metri. In ottobre, con il foliage che trasforma i versanti in un gradiente di giallo e arancio, il paesaggio ha una qualità visiva che non è facile trovare altrove sulle Alpi italiane. E poi c’è il Kiehkemma.
Il Kiehkemma: un rituale che vale il viaggio
Il nome è dialetto tirolese e dice già tutto: è il ritorno delle mandrie dai pascoli alti alle stalle a valle, la transumanza d’autunno che segna la fine della bella stagione. In queste valli non è solo un fatto logistico. È uno dei momenti più sentiti dell’anno, una tradizione che le famiglie aspettano, che i bambini ricordano, che i visitatori guardano con quella sensazione di essere capitati nel posto giusto al momento giusto.
Il 17 e 18 ottobre 2026 a Riva di Tures si tiene la Festa d’Autunno dedicata al Kiehkemma: gli animali scendono dai pascoli addobbati con corone di fiori, accompagnati da musica dal vivo e dagli stand dei produttori locali. È una di quelle feste che non ha bisogno di essere annunciata con i superlativi: basta starci.
Campo Tures: le cascate, il castello e la miniera
Il paese di Campo Tures è il punto di partenza naturale per chi vuole esplorare la valle. Dal centro si risale lungo il torrente fino alle Cascate di Riva, tre salti d’acqua che in autunno, con la nebbia leggera tra i larici, hanno una loro scena precisa. Il percorso è accessibile e adatto anche con bambini. Allungando l’itinerario si arriva a Castel Taufers, castello medievale che guarda dall’alto la vallata e che è uno degli scorci più fotografati di questa zona.
Spostandosi verso Predoi, il paese più remoto della valle, c’è una tappa insolita: l’ex miniera di rame, visitabile a bordo di un piccolo trenino minerario che entra direttamente nelle gallerie sotterranee. Una delle poche esperienze del genere ancora funzionanti in Alto Adige. Alla storia della miniera è legata anche una tradizione artigiana sorprendente: dopo la chiusura dell’attività estrattiva, le famiglie di Predoi si riconvertirono alla lavorazione del merletto a tombolo, una tecnica che si pratica ancora oggi.
Selva dei Molini e i Sentieri del Sole
A Selva dei Molini i percorsi tra i vecchi mulini ad acqua raccontano la vita rurale della valle in un modo che i musei etnografici spesso non riescono a fare. I mulini sono lì, lungo il torrente, ancora leggibili nella loro funzione.
Lungo tutto il versante esposto a sud corrono i Sentieri del Sole: tratti pianeggianti alternati a brevi salite tra masi storici con le antiche travature in legno. Questi sentieri avevano in passato un uso molto meno poetico: erano le rotte dei contrabbandieri che attraversavano il confine. Oggi ci camminano le famiglie, e l’atmosfera è considerevolmente più tranquilla.
Il Graukäse e la stuba
In Valle Aurina l’autunno si mangia. Il Graukäse è il formaggio grigio della valle, tutelato da Slow Food, dal sapore deciso e dalla consistenza granulosa che lo rende difficile da dimenticare. Lo si trova nei ristoranti e nelle strutture ricettive, spesso servito con pane di segale e cipolla.
Nelle stube di legno riscaldate, con fuori i larici che continuano a perdere gli aghi dorati, è il tipo di conclusione di giornata che giustifica da sola il viaggio.
Foto Valle Aurina
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