Trekking in Svizzera: il Sentiero del Lago di Lugano

Swiss_Image monte tamaro

Cosa fanno gli italiani (e sopratutto i milanesi che vivono vicinissimi al confine) quando vanno in Ticino? Fanno shopping, vanno al casinò, nel migliore dei casi visitano qualche mostra d’arte a Lugano e a Locarno e d’inverno vanno a sciare ad Airolo.

D’estate invece la scelta ricade sui laghi – la riva svizzera del Lago Maggiore, le decine di laghi alpini piccolissimi e ovviamente il Lago di Lugano.

È proprio sul Lago di Lugano che il vero uomo outdoor può conciliare il proprio desiderio di movimento con la legittima aspirazione all’ozio su una spiaggia erbosa a prendere il sole. Non solo in Ticino si perde il conto di sentieri e rifugi ma nell’area più meridionale del cantone, proprio a ridosso del confine italo-elvetico, infatti esiste un trekking della lunghezza di 130 km il cui itinerario tocca angoli molto suggestivi, con un continuo (e impegnativo) “up and down” dalle creste in quota fin giù alle rive dei laghi per un notevole dislivello complessivo.
monte generosoSi chiama ufficialmente “Sentiero del Lago di Lugano” ed è suddiviso per consuetudine in 9 tappe da quasi 15 km l’una, il che si traduce all’incirca in quattro o cinque ore di cammino al giorno (a meno che non si decida di accorciarlo utilizzando i mezzi pubblici per qualche trasferimento).

La partenza canonica è fissata a Magliaso, sul ramo più occidentale del Lago di Lugano, a un paio di chilometri dall’italiana Ponte Tresa: da qui, l’itinerario prosegue verso nord ovest fino a Miglieglia e da lì, seguendo in quota la linea di frontiera, fino alla Capanna Tamaro (da dove si gode il primo di una lunga serie di panorami fuori dal comune) e al villaggio di Monte Ceneri. Qui, all’Alpe Foppa, c’è la nota Chiesa di Santa Maria degli Angeli progettata dall’architetto di fama Mario Botta. Scendere in valle a Rivera, nel medesimo comune, significa riposarsi allo Splash&Spa, uno dei centri benessere con piscine e scivoli più grandi di tutta la Svizzera.luganoL’itinerario prosegue poi con l’ascesa ai 1600 metri della Capanna Monte Bar e ai 1300 della Capanna Pairolo passando poi dai Denti della Vecchia, un gruppo di vette calcaree intorno ai 1500 metri di quota molto vicine e “frastagliate”. Da  qui è un attimo scendere a Lugano e la città con il suo lungolago, il centro storico e le sue chiese romaniche e il polo culturale, merita una visita adeguata.

Un po’ di riposo, inoltre, è necessario se si pensa alle salite delle tappe successive: la prima è al vicino Monte San Salvatore e la seconda – dopo aver passato il caratteristico villaggio di pescatori di Morcote e dopo aver visitato il Museo dei fossili di Monte San Giorgio, patrimonio mondiale dell’UNESCO – è al Monte Generoso, dalla cui cima a 1700 metri di domina tutto il lago. Da qui a Mendrisio è tutta discesa.morcote

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