Wild Atlantic Way in Irlanda: le tappe del percorso più remoto nelle Northern Headlands

Foto: wildatlanticway / YouTube

L’Irlanda è un paradiso tutto da scoprire per gli amanti dei viaggi nella natura incontaminata. Specialmente se si parla della Wild Atlantic Way, un itinerario di 2500 chilometri che collega il nord e il sud dell’isola passando per la costa occidentale del paese. Una delle regioni più remote e affascinanti toccata dal percorso è quella dei promontori del nord (Northern Headlands), la cui contea (Donegal) è stato messo al primo posto della  Top 17 coolest places for 2017 di National Geographic. Tra vertiginose scogliere in granito puro, fenomeni solari nel cielo, vecchi fari e natura selvaggia, attraversare questa zona in parte disabitata può rivelarsi un’esperienza pazzesca, quasi surreale.

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(Credits: ireland.com)

Come organizzarsi

L’unico aeroporto della zona nordoccidentale si trova a Donegal Town. I voli disponibili dall’Italia, però, non sono diretti e hanno costi che superano i 400-500 euro se non si prenota con un larghissimo anticipo. La soluzione migliore è quella di atterrare a Dublino per poi, in macchina, immettersi nella Wild Atlantic Way e salire verso i promontori del nord. Sia a Donegal che a Buncrana, i due punti di partenza degli itinerari che consiglieremo successivamente, ci sono diversi servizi di noleggio auto (anche da ritirare direttamente all’aeroporto) convenzionati con Expedia o Skyscanner: è sempre meglio, infatti, bloccare il mezzo prima della partenza e dare un’occhiata alle varie offerte.

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Come vestirsi

Il clima della zona è sempre umido ed estremamente ventoso, con piogge continue e temperature percepite basse anche d’estate. Ma questo è il bello dell’avventura, che la renderà ancora più vera ed epica. In valigia, quindi, non devono mancare scarponcini da trekking in Gore-Tex, k-way, felpe in pile e scaldacollo. È bene ricordare che i Northern Headlands sono vastissimi e hanno una densità di popolazione molto bassa, quindi è buona norma portarsi nello zaino scorte di cibo e acqua ogni volta che si parte da un centro abitato (sia in auto che a piedi).

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Dove dormire

A differenza delle altre zone dell’Irlanda, i promontori del nord sono disabitati in diversi punti e quindi non c’è l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda gli alloggi per la notte. Una delle poche guesthouse della regione si trova a Donegal Town e si chiama Atlantic (i prezzi partono dai 60-70 euro a notte), perfetta per chi arriva da sud e vuole iniziare il suo tour nella zona dei Northern Headlands dopo una sosta. L’alternativa migliore è dormire negli accoglienti bed and breakfast situati nei vari centri abitati. AirBnb, però, si sta espandendo anche nell’estremo nord del paese ed è una soluzione da prendere in considerazione.

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Fenomeni solari

Forse in pochi lo sanno, ma la zona dei promontori del nord dell’Irlanda è una delle migliori in assoluto per vedere le Northern Lights, meglio conosciute come aurora boreale. Quella che di solito si può osservare nel circolo polare artico. Si tratta di un fenomeno solare causato dalla collisione di particelle elettricamente cariche (di origine solare) che entrano nell’atmosfera terrestre. Il risultato visivo è un grande fascio di luce colorato e in movimento che danza nel cielo.

Specialmente negli ultimi anni, nella zona dei Northern Headlands c’è stato un notevole incremento dei casi in cui stato possibile ammirare una di queste meraviglie. Un aspetto che non è passato inosservato agli occhi dei turisti, che spesso scelgono di passare nella contea di Donegal apposta per provare a fotografare l’aurora boreale. Adam Rory, celebre fotografo della zona intervistato dal sito ufficiale della Wild Atlantic Way, ha detto che tra Malin Head e Dunree Head e tra la penisola di Inishowen e Fanad le possibilità di vedere le luci aumentano. Questo fenomeno solare, visibile di notte, è più frequente nei punti lontani dalle città e dalle illuminazioni artificiali.

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Luci nel cielo a Inishowen (Credits: wildatlanticway.com)

Luci nel cielo a Inishowen (Credits: wildatlanticway.com)

Il percorso di un giorno

Si parte da Donegal Town (la città più grande della regione) e si arriva ad Ardara, piccolissimo paese di 730 anime, percorrendo una distanza di 106 chilometri per 2 ore totali di guida su asfalto. Questo suggestivo percorso si estende nei pressi delle scogliere più panoramiche del paese (e d’Europa) ed è contraddistinto dalle favolose viste che offre in alcuni tratti. Da non perdere i piccoli villaggi e i centri di artigianato della zona, dove si può respirare l’antica e preziosa cultura di una regione che ancora oggi sta resistendo agli invasivi interventi dell’uomo. Di seguito raccontiamo le tappe pensate principalmente per chi si sposta in macchina, magari con i bambini. È possibile, però, anche muoversi a piedi, organizzandosi prima, mappa alla mano, per decidere dove fermarsi la notte.

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Tappa 1: Donegal Town-Sliabh Liag (49 chilometri)

A Donegal Town, dove è situato l’aeroporto, è possibile noleggiare un auto per spostarsi verso ovest sulla N56 e raggiungere, dopo circa tre quarti d’ora di macchina, la catena montuosa di Sliabh Liag, che ospita alcune delle scogliere più alte d’Europa.  Nel video alla fine del paragrafo potrete godervi un piccolo assaggio della vastità di questa regione. Una volta parcheggiata l’auto, per ammirare una vista meravigliosa, si possono fare 2,8 chilometri a piedi lungo il Pilgrim’s Path, che termina praticamente sul picco di una struttura rocciosa sul mare.
L’alternativa è fare un’escursione in barca (si parte solo se c’è bel tempo) con la speranza di imbattersi in una balena o in un gruppo di delfini; i prezzi variano dai 20 ai 25 euro a persona. Un ottimo locale per il pranzo è il Tì Linn Café, dove è possibile gustare la tipica cucina delle comunità artigiane irlandesi. Per chi va a piedi e preferisce dividere in due la tappa, l’idea migliore è quella di fermarsi dopo circa 30 chilometri in un B&B a Killybegs (il Seawinds Bed and Breakfast è uno dei più gettonati della zona), un tipico villaggio di pescatori.


Tappa 2: Sliabh Liag-Malin Beg (16,9 chilometri)-Glencolmcille (14 chilometri)

Questa tappa si estende per intero lungo la R263, terminando nella selvaggia valle di Glencolmcille. Prima di arrivare a destinazione, però, vale la pena fermarsi a Malin Beg, una baia isolata visibile solo dalla spiaggia di Silver Strand. Le sue particolarità sono le scogliere a ferro di cavallo, accessibili dopo aver attraversato a piedi dei punti piuttosto ripidi. A Glencolmcille c’è un villaggio folcloristico (aperto dalla settimana di pasqua al mese di ottobre), che permette ai visitatori di immergersi nella cultura irlandese del ‘700-‘800.

Tappa 3: Glencolmcille-Ardara (26 chilometri)

Come la seconda tappa, la terza è percorribile anche a piedi senza doversi fermare a dormire a metà strada. Spostandosi verso il piccolo paesino di Ardara, ci si immerge in una delle zone più vaste e sconfinate dei Northern Headlands, con prati verdi e vallate che sembrano infinite. Per concludere in bellezza la giornata, l’ideale è una cena a base di frutti di mare freschi presso il Nancy’s Bar di Ardara, un locale a conduzione familiare che va avanti da ben sette generazioni.

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Il panorama da una scogliera della Sliabh Liag (Credits: wildatlanticway.com) Il panorama da una scogliera della Sliabh Liag (Credits: wildatlanticway.com)

Il percorso di due giorni

Questo itinerario, che ha una durata di due giorni per chi si sposta in auto, offre una varietà di attività e paesaggi difficile anche solo da immaginare. Il punto di partenza è la cittadina di Buncrana, famosa per le sue spiagge dorate, e il punto di arrivo è il villaggio sul mare di Dunfanaghy. Il tempo di guida totale è di quasi 3 ore al primo giorno e di 2 ore e 45 circa al secondo.

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PRIMO GIORNO

Tappa 1: Buncrana-Grianàn of Àileach, Burt (18,5 chilometri)

Si parte da Buncrana, dove si può noleggiare un’automobile per poi spostarsi verso sud lungo la bellissima R238. Per gli amanti del Golf, sulla strada si trova il rinomato Buncrana Golf Club. Dopo circa 25 minuti di auto (o 4 ore a piedi) si giunge al punto di arrivo della prima tappa, che coincide con la fortezza di pietra di Grianàn of Àileach. Questa struttura circolare è nata nel 1700 a.C. e si trova su una collina a 250 metri sopra il livello del mare. La vista lascia senza fiato.

Tappa 2: Grianàn of Àileach-Greencastle (40 chilometri)

Terminata la visita alla fortezza, la marcia può riprendere verso est per tornare, dopo qualche chilometro, a costeggiare l’altro lato del promontorio. Sulla strada vale la pena fermarsi al Moville Pottery, un antico negozio di ceramiche fondato da rinomati designers che permette ai visitatori di imparare le tecniche degli artigiani irlandesi. Il punto di arrivo è il pittoresco villaggio sul mare di Greencastle, dove si trovano il museo marittimo di Inishowen (chiuso nei fine settimana, l’ingresso costa 10 euro per gli adulti) e il New Planetarium. Un’attività da non perdere, specialmente per i bambini, è lo spettacolo di immersione in 3D presso il planetario.

Tappa 3: Greencastle-Cardonagh-Buncrana (96 chilometri)

Prima di proseguire a sud, la terza tappa inizia con una quarantina di minuti di auto verso nord fino al Capo Malin , il punto più alto di tutta l’Irlanda, caratterizzato da vastissimi paesaggi sul mare  (vedi il video sotto) che attraggono turisti da tutto il mondo. Le attività da fare presso questo luogo incantevole sono estremamente varie: escursioni che terminano in cima alle scogliere, pesca, nuoto e non solo. A nord della baia di Trawbreaga, inoltre, si trovano le Five Finger Strand, ossia una serie di dune di sabbia dalle notevoli dimensioni. Nel tragitto di ritorno verso Buncrana, il miglior posto per passare la notte in vista del secondo giorno di tour, è consigliabile fermarsi a Carndonagh a dare un’occhiata alla riserva naturale di Inch Wild Fowl.

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SECONDO GIORNO

Tappa 1: Buncrana-Rathmullan (62 chilometri)

Il secondo giorno inizia con un’ora di macchina per visitare il villaggio sul mare di Rathmullan. Qui, il 4 settembre del 1607, avvenne la Fuga dei Conti, uno degli episodi più enigmatici e controversi della storia irlandese. Non mancano, infatti, memoriali e mostre dedicate. Per chi sta facendo il percorso a piedi (o non vuole prendere l’automobile), da Buncrana è possibile anche prendere un traghetto che porta direttamente a Rathmullan.

Tappa 2: Rathmullan-Fanad Head (29 chilometri)

Partendo da Rathmullan, dopo 40 minuti di macchina verso nord si arriva nella penisola di Fanad, che ospita uno dei fari più famosi della Wild Atlantic Way e di tutta l’Europa (è possibile partecipare a un tour guidato di 45 minuti al suo interno). Sulla R268, lungo il tragitto verso il faro (14,5 chilometri dopo Rathmullan), è obbligatorio fare uno stop per godersi la libertà che si respira sulla Ballymastocker Strand. Si tratta di una strada sopraelevata che offre una clamorosa vista sulla baia e sulla seconda spiaggia più bella del mondo secondo l’Observer , un magazine dell’edizione online del Guardian inglese. Di seguito il video dedicato al faro citato in precedenza.

Tappa 3: Fanad Head-Rosguill-Dunfanaghy (54 chilometri)

Proseguendo a sud di Fanad, passando per il per il celebre ponte di Harrey Blaney, si consiglia di parcheggiare l’automobile a Rosguill. Dopo una passeggiata lungo la spiaggia di Trà na Rossan e un pasto tra le mura dell’antico Singing Pub, il modo migliore per continuare la giornata è una camminata (eventualmente si può anche andare in macchina) di una quindicina di chilometri lungo la pittoresca Atlantic Drive, che porta fino al Glenveagh National Park e al Castello di Church Hill. Giusto per far capire il fascino e l’appeal del luogo, questa antica dimora è stata visitata addirittura da Marilyn Monroe. Terminato il tour, si riprende la macchina (è necessaria un’ora di guida) per concludere il secondo e ultimo giorno con una cena in un ristorante sul mare a Dunfanaghy.

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Il Glenveagh National Park (Credits: Glenveagh National Park / Facebook)

Il Glenveagh National Park (Credits: Glenveagh National Park / Facebook)

La guida

Il modo migliore per informarsi sul percorso, le attrazioni e le offerte in fatto di vitto e alloggio è il sito ufficiale della Wild Atlantic Way. Non mancano inoltre le guide cartacee sull’Irlanda, fra cui suggeriamo quella aggiornata al 2016 della Lonely Planet.

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