Ciaspole in Trentino: i 15 itinerari più belli (tra Dolomiti e laghi alpini)

Da Madonna di Campiglio alla Val di Fassa, dal Lagorai alle Pale di San Martino: 15 ciaspolate imperdibili tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO, laghi ghiacciati e rifugi panoramici. Con tutte le info pratiche.

Il Trentino è il paradiso delle ciaspole. Dolomiti Patrimonio UNESCO, laghi alpini ghiacciati, malghe d’alta quota, foreste incantate e panorami che spaziano dal Brenta alle Pale di San Martino. In questa regione ogni valle racconta una storia diversa: la Val di Fassa ai piedi del Catinaccio, Madonna di Campiglio circondata dalle guglie del Brenta, l’Alpe Cimbra con i suoi altopiani ventosi, il Lagorai selvaggio e incontaminato.

Ciaspole in Trentino: i 15 itinerari più belli (tra Dolomiti e laghi alpini)

Il Trentino ha una caratteristica unica tra tutte le regioni alpine italiane: un’incredibile varietà di ambienti in poco spazio. In un’ora di auto passi dalle Dolomiti patrimonio UNESCO ai boschi del Lagorai, dagli altopiani dell’Alpe Cimbra alle valli ladine, dai laghi della Valsugana ai ghiacciai dell’Adamello.

L’accessibilità è ottima: da Trento in mezz’ora sei ovunque, da Verona in un’ora, da Milano in due ore e mezza. La rete stradale è efficiente anche d’inverno, con strade sempre ben sgomberate. I parcheggi sono organizzati e spesso serviti da navette gratuite.

Ciò che rende speciale il Trentino è la cura del territorio: i sentieri invernali sono segnalati con paline specifiche, molti percorsi sono battuti e mantenuti, le malghe e i rifugi sono aperti anche d’inverno. È la regione perfetta per chi vuole ciaspolare senza rinunciare al comfort.

Nota sulla sicurezza: consulta sempre il bollettino valanghe del Trentino (disponibile su meteo.provincia.tn.it) e porta con te ARVA, pala e sonda quando esci dai percorsi battuti. Anche i sentieri turistici possono presentare rischi dopo nevicate abbondanti.

Pronto a scoprire le ciaspolate più belle del Trentino? Partiamo!

I 15 PERCORSI IN SINTESI

DOLOMITI E VAL DI FASSA

  1. Val di Fassa – Rifugio Gardeccia 🟢 Facile
  2. Val Duron – Rifugio Micheluzzi 🟡 Medio
  3. Passo San Pellegrino – Rifugio Fuciade 🟢 Facile
  4. Passo Rolle – Val Venegia e Baita Segantini 🟡 Medio

MADONNA DI CAMPIGLIO E BRENTA 5. Madonna di Campiglio – Lago di Nambino 🟢 Facile 6. Madonna di Campiglio – Cascate di Vallesinella 🟢 Facile 7. Andalo – Rifugio La Montanara 🟡 Medio

VAL DI FIEMME E LAGORAI 8. Passo Lavazè – Malga Ora e Passo Oclini 🟢 Facile 9. Lagorai – Passo 5 Croci e Rifugio Conseria 🟡 Medio 10. Passo Rolle – Laghi di Colbricon 🟡 Medio

ALPE CIMBRA E VALSUGANA 11. Alpe Cimbra – Cima Vezzena (Pizzo di Levico) 🟡 Medio 12. Alpe Cimbra – Monte Maggio da Passo Coe 🟡 Medio

VAL DI SOLE E VAL DI NON 13. Val di Rabbi – Ponte Tibetano e Malga Fratte 🟢 Facile 14. Val di Non – Monte Peller 🔴 Impegnativo 15. Val di Non – Passo Fresna da Rumo 🟡 Medio

DOLOMITI E VAL DI FASSA: AI PIEDI DEL CATINACCIO

La Val di Fassa è la valle ladina per eccellenza, dominata dalle guglie rosa del Catinaccio e del Latemar. Qui la cultura ladina è ancora viva, i paesi hanno nomi che suonano come musica e le malghe servono piatti che mescolano tradizione italiana e mitteleuropea.

1. Val di Fassa – Rifugio Gardeccia, Nel Cuore del Catinaccio

📍 Partenza: Muncion (1600m)
Durata: 3 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 7 km
📈 Dislivello: 320m
🎯 Difficoltà: 🟢 Facile
🅿️ Parcheggio: Muncion (verificare accesso auto)

Il Rifugio Gardeccia è uno dei classici assoluti della Val di Fassa, un percorso che regala emozioni fortissime anche d’inverno. Il sentiero, quasi sempre battuto, si snoda prima nel bosco e poi si apre in un anfiteatro dolomitico spettacolare dominato dalle Torri del Vajolet e dal Catinaccio.

Si parte da Muncion (informarsi presso l’ufficio turistico sulle modalità di accesso in auto, talvolta limitato) e si segue il sentiero ben segnalato che sale gradualmente nel bosco di larici. Il percorso è ampio e mai ripido, perfetto per prendere confidenza con le ciaspole.

Dopo circa 45 minuti il bosco si dirada e improvvisamente ti ritrovi di fronte allo spettacolo: le guglie dolomitiche del Catinaccio si ergono tutt’intorno, rosa al tramonto come vuole la leggenda di Re Laurino. Il sentiero prosegue tra pascoli innevati fino al rifugio Gardeccia (1920m), piccola costruzione in legno e pietra che d’inverno è chiusa.

Ma è il panorama che vale il viaggio: Torri del Vajolet, Catinaccio d’Antermoia, Roda di Vaèl, tutte le vette più famose delle Dolomiti si mostrano in un colpo d’occhio. È uno di quei posti dove ti senti piccolo di fronte alla maestosità della montagna.

Il rientro avviene per lo stesso percorso. Se vuoi prolungare, puoi proseguire verso Gardeccia di Sotto per un giro ad anello più lungo.

Da Madonna di Campiglio alla Val di Fassa, dal Lagorai alle Pale di San Martino: 15 ciaspolate imperdibili tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO, laghi ghiacciati e rifugi panoramici. Con tutte le info pratiche.

Perché vale la pena: Uno dei panorami più spettacolari sulle Dolomiti, sentiero facile e ben segnalato, accessibile a tutti. Imperdibile.

2. Val Duron – Rifugio Micheluzzi, Valle Incantata

📍 Partenza: Campitello di Fassa (1448m)
Durata: 4 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 8 km
📈 Dislivello: 600m
🎯 Difficoltà: 🟡 Medio
🅿️ Parcheggio: Campitello di Fassa, parcheggio centro paese

La Val Duron è una delle valli più belle e selvagge della Val di Fassa, una conca glaciale stretta e profonda che si insinua tra il Sella e il Sassolungo. Il Rifugio Micheluzzi (2000m) e la Baita Brach da Lino sono le mete di questa bellissima ciaspolata.

Si parte da Campitello di Fassa seguendo le indicazioni per la Val Duron. Il sentiero sale costantemente ma senza strappi attraverso un bosco di abeti e larici. La traccia è ben battuta e durante i weekend molto frequentata.

Man mano che si sale, la valle si fa più stretta e le pareti dolomitiche più imponenti. Dopo circa un’ora e mezza si raggiunge il Rifugio Micheluzzi, piccolo rifugio di montagna aperto anche d’inverno nei weekend. La posizione è spettacolare, circondato dalle pareti verticali del Sassolungo.

Chi vuole può proseguire per altri 20 minuti fino alla Baita Brach da Lino, altra malga aperta d’inverno dove gustare piatti tipici ladini. Da qui il panorama è ancora più bello, con vista anche sul Sella.

Il ritorno avviene per lo stesso sentiero. Attenzione nelle giornate di forte vento, che in questa valle stretta può essere molto intenso.

Perché vale la pena: Valle spettacolare e selvaggia, rifugi aperti d’inverno, cucina ladina autentica. Per chi cerca Dolomiti vere.

3. Passo San Pellegrino – Rifugio Fuciade, Tra Tabià e Dolomiti

📍 Partenza: Passo San Pellegrino (1918m)
Durata: 2 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 5 km
📈 Dislivello: 50m
🎯 Difficoltà: 🟢 Facile
🅿️ Parcheggio: Passo San Pellegrino

Una delle ciaspolate più facili e pittoresche del Trentino. Il percorso, quasi pianeggiante e sempre battuto, attraversa un paesaggio da cartolina fatto di antichi fienili (tabià), boschi di cirmolo e panorami sulle Pale di San Martino.

Si parte dal parcheggio del Passo San Pellegrino e si segue la strada forestale ben segnalata. Il percorso è così facile che molti lo fanno anche senza ciaspole, semplicemente camminando sulla neve battuta. È perfetto per famiglie con bambini o per chi vuole una passeggiata rilassante.

Il sentiero attraversa prati ondulati punteggiati da tabià, i tipici fienili di montagna in legno che creano un’atmosfera fiabesca. Sulla sinistra si ergono le Dolomiti di Falcade, sulla destra le Pale di San Martino. È un paesaggio dolce e armonioso, diverso dalle guglie verticali delle Dolomiti classiche.

Dopo circa un’ora si raggiunge il Rifugio Fuciade, che di rifugio ha solo il nome: è in realtà un ristorante stellato dove gustare alta cucina di montagna. Prenotazione obbligatoria, ma ne vale assolutamente la pena per la qualità dei piatti e l’atmosfera raffinata.

Il percorso è talmente bello e facile che molti lo fanno anche con la slitta trainata da cavalli, esperienza suggestiva soprattutto al tramonto.

Da Madonna di Campiglio alla Val di Fassa, dal Lagorai alle Pale di San Martino: 15 ciaspolate imperdibili tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO, laghi ghiacciati e rifugi panoramici. Con tutte le info pratiche.

Perché vale la pena: Facilità estrema, paesaggio da favola, ristorante stellato. Perfetto per tutti, anche per chi non ha mai usato le ciaspole.

4. Passo Rolle – Val Venegia e Baita Segantini, L’Icona delle Pale

📍 Partenza: Passo Rolle (1984m)
Durata: 5 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 10 km
📈 Dislivello: 400m
🎯 Difficoltà: 🟡 Medio
🅿️ Parcheggio: Passo Rolle

La Baita Segantini è probabilmente la costruzione alpina più fotografata del Trentino: una baita in legno solitaria con dietro le Pale di San Martino che si ergono verticali. L’escursione che parte da Passo Rolle e attraversa la Val Venegia è un must assoluto.

Si parte dal parcheggio del passo e si sale brevemente ma in modo ripido verso la Capanna Cervino. Il primo tratto è il più faticoso ma dura solo 20 minuti. Arrivati alla Capanna Cervino (2000m circa) si gira a destra seguendo le indicazioni per la Baita Segantini.

Il sentiero attraversa un bellissimo altopiano con larici sparsi e vista spettacolare sulle Pale di San Martino. Dopo circa 30 minuti si raggiunge la Baita Segantini, icona assoluta delle Dolomiti trentine. Sosta fotografica obbligatoria!

Dalla baita si scende con ampie curve nella Val Venegia, valle glaciale selvaggia e bellissima. Si prosegue fino alla Malga Venegiota (1950m), dove se è aperta puoi fermarti per un pranzo tipico. La valle è ampia e il senso di spazio è magnifico.

Per il ritorno si risale lo stesso percorso. Attenzione: la salita finale dal passo alla Capanna Cervino al ritorno può essere faticosa se sei stanco.

Perché vale la pena: Baita Segantini iconica, Val Venegia selvaggia, Pale di San Martino spettacolari. Un classico da fare almeno una volta.

MADONNA DI CAMPIGLIO E BRENTA: NEL REGNO DELLA REGINA

Madonna di Campiglio è la località sciistica più elegante del Trentino, circondata dalle guglie del Brenta. Ma è anche un paradiso per le ciaspole, con decine di itinerari ben segnalati e manutenuti.

5. Madonna di Campiglio – Lago di Nambino, Il Lago Incantato

📍 Partenza: Madonna di Campiglio centro (1550m) o parcheggio Val Nambino (1650m)
Durata: 3,5 ore (A/R) dal centro; 2 ore dal parcheggio
📏 Lunghezza: 8 km dal centro; 4 km dal parcheggio
📈 Dislivello: 400m dal centro; 250m dal parcheggio
🎯 Difficoltà: 🟢 Facile
🅿️ Parcheggio: Centro Madonna o parcheggio Val Nambino

Il Lago di Nambino è una delle mete più classiche e fotografate di Madonna di Campiglio. Il laghetto alpino ghiacciato con il rifugio in legno e le Dolomiti di Brenta sullo sfondo creano un’immagine da cartolina.

Si può partire dal centro di Madonna di Campiglio oppure, più comodamente, dal parcheggio all’imbocco della Val Nambino (raggiungibile in auto). Dal parcheggio si segue la strada che entra nella valle, poi si prende il sentiero segnalato che sale nel bosco.

Il percorso è quasi sempre battuto e molto frequentato, quindi facile da seguire. Si sale gradualmente attraverso un bellissimo bosco di abeti e larici, con qualche tratto un po’ più ripido ma mai impegnativo. Dopo circa un’ora dal parcheggio (2 ore e mezza dal centro) si esce dal bosco e il lago appare improvviso.

Il Lago di Nambino ghiacciato, circondato da montagne e con il piccolo rifugio in legno, è uno spettacolo. Il rifugio d’inverno è chiuso ma l’atmosfera è magica. Se il ghiaccio è stabile puoi fare il giro del lago (informati prima sulla sicurezza).

Da Madonna di Campiglio alla Val di Fassa, dal Lagorai alle Pale di San Martino: 15 ciaspolate imperdibili tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO, laghi ghiacciati e rifugi panoramici. Con tutte le info pratiche.

Perché vale la pena: Lago alpino da favola, rifugio scenografico, percorso facile e ben battuto. Un classico di Madonna di Campiglio.

6. Madonna di Campiglio – Cascate di Vallesinella, Tra Boschi e Acqua

📍 Partenza: Madonna di Campiglio, località Vallesinella (1540m)
Durata: 2,5 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 6 km
📈 Dislivello: 200m
🎯 Difficoltà: 🟢 Facile
🅿️ Parcheggio: Vallesinella

Le Cascate di Vallesinella d’inverno si trasformano in colonne di ghiaccio spettacolari. L’escursione è facile e molto panoramica, perfetta per una mezza giornata.

Si parte dal parcheggio di Vallesinella seguendo il sentiero che risale la valle. Il percorso attraversa un bellissimo bosco di abeti con vista sulle Dolomiti di Brenta. In inverno il sentiero è ben battuto e segnalato.

Dopo circa un’ora si raggiungono le Cascate di Mezzo, spettacolari formazioni di ghiaccio che d’inverno creano sculture naturali impressionanti. Chi vuole può proseguire fino alle Cascate Alte, ancora più spettacolari ma con percorso più impegnativo.

Il sentiero è chiamato anche “Sentiero dell’Arciduca” perché era uno dei percorsi preferiti dell’Arciduca Alberto d’Asburgo quando veniva in vacanza a Madonna di Campiglio.

Perché vale la pena: Cascate di ghiaccio spettacolari, bosco incantato, percorso storico. Facile e molto suggestivo.

7. Andalo – Rifugio La Montanara, Terrazzo sul Brenta

📍 Partenza: Andalo (1040m)
Durata: 2,5 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 6 km
📈 Dislivello: 400m
🎯 Difficoltà: 🟡 Medio
🅿️ Parcheggio: Andalo centro

Il Rifugio La Montanara è un balcone spettacolare sulle Dolomiti di Brenta. L’escursione parte da Andalo e sale attraverso il bosco fino al rifugio panoramico.

Si parte dal centro di Andalo seguendo le indicazioni per il rifugio. Il sentiero sale costantemente nel bosco con pendenza moderata. È ben segnalato e d’inverno quasi sempre battuto.

Dopo circa un’ora e mezza si raggiunge il Rifugio La Montanara (1430m), aperto anche d’inverno nei weekend. Dalla terrazza del rifugio la vista sulle Dolomiti di Brenta è spettacolare: Cima Tosa, Crozzon di Brenta, Campanile Basso si mostrano in tutta la loro maestosità.

Dal rifugio si può proseguire verso Baita Pineta e fare un anello attraverso il Sentiero Sciury, itinerario tematico nel bosco (aggiungere 1 ora), oppure rientrare per lo stesso percorso.

Perché vale la pena: Rifugio panoramico aperto d’inverno, vista magnifica sul Brenta, percorso gratificante. Ottimo rapporto fatica/panorama.

VAL DI FIEMME E LAGORAI: TRA BOSCHI E LAGHI

La Val di Fiemme e la catena del Lagorai rappresentano il Trentino più selvaggio e autentico, lontano dalle folle delle Dolomiti famose. Qui trovi boschi infiniti, laghi alpini ghiacciati e un senso di solitudine raro.

8. Passo Lavazè – Malga Ora e Passo Oclini, Panorami sul Catinaccio

📍 Partenza: Passo Lavazè (1805m)
Durata: 2 ore (A/R) fino a Malga Ora; 3,5 ore fino a Passo Oclini
📏 Lunghezza: 5 km fino a Malga Ora; 8 km fino a Passo Oclini
📈 Dislivello: 150m
🎯 Difficoltà: 🟢 Facile
🅿️ Parcheggio: Passo Lavazè

Una delle ciaspolate più panoramiche e facili della Val di Fiemme, con vista spettacolare sul Catinaccio e Latemar. Il percorso è quasi sempre battuto e ben segnalato.

Si parte dal Passo Lavazè seguendo le indicazioni per Malga Ora. Il sentiero attraversa boschi di larici alternati a radure aperte con vista magnifica sulle Dolomiti. Catinaccio e Latemar dominano la scena, rosa al tramonto.

Dopo circa un’ora si raggiunge Malga Ora (1920m), bella malga d’alpeggio aperta anche d’inverno nei weekend. Qui puoi fermarti per canederli, polenta o strudel di mele fatto in casa.

Dalla malga, chi vuole può proseguire verso Passo Oclini (aggiungere 1 ora e mezza), al confine con l’Alto Adige. Dal passo la vista spazia anche sul Corno Bianco e sul canyon del Bletterbach. Il percorso prosegue attraverso il bosco su sentiero sempre ben segnalato.

Perché vale la pena: Vista spettacolare sul Catinaccio, malga accogliente aperta d’inverno, facili té e panoramicità. Perfetto per tutti.

9. Lagorai – Passo 5 Croci e Rifugio Conseria, Nel Cuore Selvaggio

📍 Partenza: Ponte Conseria (1380m)
Durata: 4,5 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 8 km
📈 Dislivello: 600m
🎯 Difficoltà: 🟡 Medio
🅿️ Parcheggio: Ponte Conseria

Il Lagorai è una catena montuosa selvaggia e poco frequentata, ideale per chi cerca solitudine e natura autentica. Il Passo 5 Croci regala una vista sublime sulla Cima d’Asta.

Si parte da Ponte Conseria seguendo la strada forestale che sale a tornanti nel bosco. Il percorso è lungo ma con pendenza regolare, perfetto per camminare con ritmo costante.

Dopo circa 2 ore si raggiunge il Rifugio Conseria (1800m circa), bel rifugio di montagna aperto anche d’inverno su prenotazione. Da qui si prosegue ancora per circa 45 minuti fino al Passo 5 Croci (1980m).

Dal passo la vista sulla Cima d’Asta, vetta simbolo del Lagorai, è magnifica. L’ambiente è selvaggio e incontaminato, molto diverso dalle Dolomiti turistiche. È il posto perfetto per chi cerca la montagna vera, senza fronzoli.

Perché vale la pena: Lagorai selvaggio e solitario, Cima d’Asta spettacolare, rifugio accogliente. Per chi ama la natura incontaminata.

10. Passo Rolle – Laghi di Colbricon, Due Gioielli Alpini

📍 Partenza: Passo Rolle (1984m)
Durata: 3,5 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 7 km
📈 Dislivello: 250m
🎯 Difficoltà: 🟡 Medio
🅿️ Parcheggio: Passo Rolle

I Laghi di Colbricon sono due laghi alpini incastonati in una conca panoramica ai piedi delle Pale di San Martino. D’inverno ghiacciati creano uno scenario da favola.

Si parte dal Passo Rolle seguendo il sentiero che sale verso i laghi. Il primo tratto è in salita nel bosco, poi il sentiero si fa più dolce attraversando zone aperte con vista sulle Pale.

Dopo circa un’ora e mezza si raggiunge il primo lago (Lago Inferiore) e poco dopo il secondo (Lago Superiore). I due laghi ghiacciati, circondati da boschi di cirmolo e con le Pale sullo sfondo, sono spettacolari.

Poco sopra i laghi si trova il Rifugio Colbricon, aperto anche d’inverno nei weekend. È il posto perfetto per una sosta prima del rientro.

ciaspole in trentino

Perché vale la pena: Due laghi alpini bellissimi, Pale di San Martino spettacolari, rifugio accogliente. Classico del Trentino orientale.

ALPE CIMBRA E VALSUGANA: SUGLI ALTOPIANI

L’Alpe Cimbra è l’altopiano dei Cimbri, popolazione di origine bavarese che si stabilì qui nel Medioevo. È una zona di altopiani ventosi e panoramici, perfetta per ciaspolate con grandi visuali.

11. Alpe Cimbra – Cima Vezzena (Pizzo di Levico), Terrazza sulla Valsugana

📍 Partenza: Passo Vezzena (1400m)
Durata: 4 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 8 km
📈 Dislivello: 500m
🎯 Difficoltà: 🟡 Medio
🅿️ Parcheggio: Passo Vezzena

Cima Vezzena, chiamata anche Pizzo di Levico, è uno dei balconi più spettacolari del Trentino con vista a 360° su gran parte della provincia, inclusi i laghi di Levico e Caldonazzo.

Si parte da Passo Vezzena seguendo il sentiero che passa per il Forte Verle. Da qui si prende la strada militare austriaca che sale nel bosco con tornanti regolari. La salita è costante ma mai troppo ripida.

Usciti dal bosco, il sentiero attraversa praterie aperte sempre più panoramiche. Gli ultimi metri portano alla cima, dove si trova il Forte Vezzena, fortificazione della Grande Guerra oggi visitabile.

Dalla vetta (1908m) la vista è straordinaria: Valsugana con i laghi di Levico e Caldonazzo, Monte Bondone, Cima Paganella, Dolomiti di Brenta in lontananza. Nelle giornate limpide si vede anche l’Altopiano di Asiago.

Perché vale la pena: Panorama a 360° eccezionale, forte della Grande Guerra, vista sui laghi. Una delle viste più belle del Trentino.

12. Alpe Cimbra – Monte Maggio da Passo Coe, Salita Panoramica

📍 Partenza: Passo Coe (1610m)
Durata: 3,5 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 6 km
📈 Dislivello: 320m
🎯 Difficoltà: 🟡 Medio
🅿️ Parcheggio: Passo Coe

Il Monte Maggio è una delle vette più panoramiche dell’Alpe Cimbra, con vista spettacolare sugli altopiani e le montagne circostanti.

Si parte da Passo Coe seguendo il sentiero che attraversa Malga Zonta. Da qui si sale seguendo le tracce sulla neve fino a collegarsi al sentiero che porta alla croce di vetta.

La salita è abbastanza ripida negli ultimi tratti ma mai tecnica. Dalla vetta (1853m) la vista spazia su tutta l’Alpe Cimbra, il Monte Bondone, la Paganella e in lontananza le Dolomiti di Brenta.

Perché vale la pena: Vetta panoramica, percorso gratificante, vista sull’Alpe Cimbra. Per chi cerca un po’ più di impegno.

VAL DI SOLE E VAL DI NON: VALLI AUTENTICHE

Le valli del Trentino occidentale sono meno turistiche ma altrettanto belle, con percorsi che attraversano boschi infiniti e malghe d’alta quota.

13. Val di Rabbi – Ponte Tibetano e Malga Fratte, Con Ritorno in Slitta

📍 Partenza: Fonti di Rabbi (1200m)
Durata: 3 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 6 km
📈 Dislivello: 200m
🎯 Difficoltà: 🟢 Facile
🅿️ Parcheggio: Fonti di Rabbi

Una ciaspolata facile e spettacolare che porta al ponte tibetano della Val di Rabbi e alla Malga Fratte. Il bello è che il ritorno lo puoi fare con lo slittino!

Si parte da Fonti di Rabbi seguendo le indicazioni per il ponte tibetano. Dopo pochi minuti si attraversa il ponte sospeso sopra la cascata Ragaiolo, spettacolare d’inverno quando è ghiacciata.

Superato il ponte si prosegue nel bosco seguendo il sentiero che sale dolcemente verso Malga Fratte (1400m circa). La malga è aperta nei weekend invernali e serve ottimi piatti tipici.

Dopo il pranzo puoi noleggiare uno slittino alla malga e scendere lungo la pista preparata fino a Fonti di Rabbi. È un’esperienza divertente che piace a grandi e piccini!

Perché vale la pena: Ponte tibetano spettacolare, malga accogliente, ritorno in slittino. Perfetto per famiglie.

14. Val di Non – Monte Peller, Salita Impegnativa

📍 Partenza: Località Splazoi (1200m)
Durata: 6 ore (A/R)
📏 Lunghezza: 10 km
📈 Dislivello: 1000m
🎯 Difficoltà: 🔴 Impegnativo
🅿️ Parcheggio: Splazoi

Il Monte Peller è una ciaspolata impegnativa riservata a escursionisti allenati, ma regala panorami eccezionali sulla Val di Non, Monte Bondone, Cima Paganella e in lontananza Altopiano del Renon e Valle Isarco.

Si parte da Splazoi seguendo il sentiero che sale costantemente nel bosco passando per malghe e baite. La salita è lunga ma con pendenza regolare. Dopo circa 2 ore si raggiunge un bivio con segnaletica: si va a sinistra lasciandosi alle spalle il bosco.

Si entra nel vasto altopiano del Peller. In questo tratto è fondamentale seguire la traccia battuta (se c’è) o avere buona capacità di orientamento, perché l’altopiano è ampio e può essere difficile orientarsi. Si raggiunge il Rifugio Peller (2000m circa), aperto solo su prenotazione d’inverno.

Dal rifugio si può salire fino alla vetta (2319m) per un panorama ancora più spettacolare. Solo per esperti e con buone condizioni nivologiche.

Perché vale la pena: Panorami vastissimi, senso di avventura, rifugio d’alta quota. Solo per esperti e molto allenati.

15. Val di Non – Passo Fresna da Rumo, Tra Malghe e Panorami

📍 Partenza: Lanza (Rumo) (1000m)
Durata: 4 ore (anello)
📏 Lunghezza: 8 km
📈 Dislivello: 400m
🎯 Difficoltà: 🟡 Medio
🅿️ Parcheggio: Lanza

Un bellissimo anello tra le frazioni di Rumo che porta al panoramico Passo Fresna con vista su Dolomiti e Gruppo delle Maddalene.

Si parte da Lanza seguendo il suggestivo Sentiero del Lez che sale gradualmente attraverso boschi e prati. Si raggiunge la località Sacra Famiglia e si prosegue verso il Maso del Crislot, maso privato in posizione spettacolare.

Dal maso si entra brevemente nel bosco per uscire nei pressi del Passo Fresna (1400m circa), da cui si gode di un bellissimo panorama su Catinaccio, Corno Bianco e Gruppo delle Maddalene.

Dal passo si rientra verso Lanza con un comodo sentiero in discesa completando l’anello.

Perché vale la pena: Sentiero del Lez suggestivo, maso panoramico, vista sulle Dolomiti. Anello vario e interessante.

INFORMAZIONI PRATICHE

Quando Andare: Il Calendario

DICEMBRE
✅ Neve presente sopra i 1400m
✅ Val di Fassa, Madonna di Campiglio attive
⚠️ Possibile poca neve sui percorsi più bassi
Migliori zone: Dolomiti, Madonna di Campiglio

GENNAIO-FEBBRAIO
✅ Periodo perfetto, neve ovunque
✅ Tutte le zone attive e rifugi aperti
✅ Temperature rigide ma neve stabile
Migliori zone: Tutte, è l’alta stagione

MARZO
✅ Clima più mite, giornate più lunghe
✅ Neve ancora abbondante sopra i 1600m
⚠️ Percorsi bassi iniziano a sciogliersi
Migliori zone: Percorsi sopra i 1800m, passi dolomitici

APRILE
✅ Ultime nevi, clima primaverile
⚠️ Solo percorsi sopra i 2000m
Migliori zone: Passo Rolle, Colbricon, rifugi alti

Sicurezza e Bollettino Valanghe

Il Trentino ha un ottimo servizio meteo e nivologico:

Numeri di emergenza:

  • Soccorso Alpino: 118
  • Numero unico emergenze: 112

FAQ – DOMANDE FREQUENTI

Serve l’ARVA per le ciaspolate in Trentino?
Per i percorsi turistici battuti e segnalati non è obbligatorio, ma consulta sempre il bollettino valanghe. Per uscite fuoripista è obbligatorio avere ARVA, pala e sonda.

Quali sono le ciaspolate più facili in Trentino?
Rifugio Fuciade (pianeggiante), Lago Nambino, Cascate Vallesinella, Malga Ora, Ponte Tibetano Val di Rabbi. Tutte con poco dislivello e sentieri battuti.

Dove ciaspolare con i bambini in Trentino?
Rifugio Fuciade è perfettissimo: pianeggiante, corto, panoramico. Anche Val di Rabbi con il ponte tibetano e ritorno in slittino è ideale per famiglie.

Le Dolomiti sono accessibili con le ciaspole?
Assolutamente sì! Val di Fassa, Passo Rolle, Val Venegia, Colbricon offrono percorsi di tutti i livelli con vista sulle Dolomiti Patrimonio UNESCO.

Quando c’è più neve in Trentino?
Gennaio e febbraio sono i mesi migliori. I passi dolomitici (Rolle, Lavazè, San Pellegrino) garantiscono neve fino ad aprile sopra i 1800m.

Il Trentino è affollato per le ciaspole?
Le zone più famose (Lago Nambino, Rifugio Fuciade, Gardeccia) possono essere affollate nei weekend. Zone come Lagorai, Val di Non, Passo Fresna sono molto più tranquille.

Posso fare ciaspole in Trentino a marzo?
Assolutamente sì, marzo è ottimo: clima mite, giornate lunghe, neve ancora abbondante sopra i 1600m. Evita percorsi bassi che potrebbero essere senza neve.

I rifugi sono aperti d’inverno?
Molti sì, soprattutto nei weekend. Rifugi come Fuciade, Micheluzzi, La Montanara, Malga Ora sono aperti. Verifica sempre prima di partire.

Quanto costa un weekend con le ciaspole in Trentino?
Budget medio: 100-150€ alloggio (2 notti B&B per 2 persone), 25€ noleggio ciaspole, 40-50€ pasti. Totale 165-225€ a persona per un weekend completo.

CONCLUSIONE

Il Trentino è il paradiso delle ciaspole per chi cerca varietà. In poche decine di chilometri passi dalle Dolomiti Patrimonio UNESCO ai boschi selvaggi del Lagorai, dagli altopiani ventosi dell’Alpe Cimbra ai laghi alpini della Val di Fiemme, dalle valli ladine ai passi panoramici.

Ciò che rende speciale questa regione è l’organizzazione: i sentieri sono segnalati con paline invernali, molti percorsi sono battuti e mantenuti, i rifugi sono aperti anche d’inverno, i collegamenti sono ottimi. È la regione perfetta per chi vuole la bellezza della montagna senza rinunciare al comfort e alla sicurezza.

Il Trentino non è solo natura: è anche cultura, tradizione, gastronomia. Ogni valle ha la sua storia, ogni rifugio serve piatti tipici diversi, ogni percorso racconta qualcosa di diverso. Dalle valli ladine con i loro tabià ai forti della Grande Guerra, dai boschi di cirmolo ai pascoli d’alta quota.

Il nostro consiglio? Se vai per un weekend, scegli una zona e approfondiscila: Val di Fassa per le Dolomiti, Madonna di Campiglio per il Brenta, Val di Fiemme per varietà. Se hai una settimana, alterna valli diverse per apprezzare la ricchezza del territorio.

Non dimenticare che molte località offrono la Trentino Guest Card gratuita con gli alloggi, che include trasporti pubblici e sconti su musei e attività. È un modo intelligente per vivere il territorio risparmiando.

E ricorda: la montagna trentina d’inverno è bella ma seria. Consulta sempre il bollettino valanghe, porta l’attrezzatura di sicurezza quando serve, rispetta la natura e gli altri escursionisti. Il Trentino ti accoglie con i suoi paesaggi meravigliosi, ma richiede rispetto e prudenza.

Che tu cerchi le Dolomiti iconiche o i boschi solitari del Lagorai, i laghi alpini ghiacciati o le vette panoramiche, il Trentino ha la ciaspolata perfetta per te. Vieni a scoprirlo con le racchette ai piedi!

Buone ciaspolate tra Dolomiti e laghi alpini! ⛰️❄️

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