Anche la Campania, durante i mesi più freddi dell’anno, si spoglia della sua veste solare per mostrare un volto verticale, silenzioso e inaspettatamente alpino. Sulle creste dei Monti Lattari, infatti, l’aria si fa tagliente e il respiro si ferma davanti a panorami che abbracciano l’intero Golfo di Napoli.
È qui che l’outdoor diventa sfida: camminare sul ghiaccio guardando il mare è un paradosso sensoriale che trova la sua naturale conclusione solo una volta tornati a valle, quando il gelo delle ossa viene sciolto dalla dolcezza densa e agrumata di un piatto di Struffoli artigianali.
Dalla Magna Grecia alla tavola: la storia e il sapore dello Struffolo
Nonostante sia il simbolo del Natale napoletano, lo Struffolo ha radici che affondano nell’antica Grecia. Il nome stesso deriva probabilmente dal greco strongoulos (arrotondato). Furono infatti proprio i Greci a portare nel Golfo queste palline di pasta fritta, che nel tempo sono state adottate e perfezionate nei conventi napoletani con le le suore che le preparavano come dono per le famiglie nobili che si distinguevano per la carità.
Il sapore è un equilibrio di contrasti brutali ma armoniosi. Al primo morso c’è la croccantezza della frittura (che deve essere asciutta e leggera), seguita immediatamente dall’avvolgenza vellutata del miele bollente. Ma la vera firma aromatica è data dai canditi e dalla scorza d’agrumi: il cedro e l’arancia rilasciano oli essenziali che tagliano la dolcezza del miele, mentre i “diavulilli” aggiungono una nota zuccherina croccante.
L’ascesa al Monte Molare: la vetta più alta del Golfo
Il trekking invernale per eccellenza parte dal Piazzale dei Capi, sul Monte Faito. Da qui ci si incammina verso il Monte Molare (1444 metri), la cima più alta della provincia di Napoli. Il sentiero (CAI 300) è un’esperienza tecnica che attraversa faggete secolari prima di inerpicarsi su una rampa di roccia calcarea spesso ricoperta da un sottile strato di ghiaccio. In cima lo sguardo abbraccia contemporaneamente il Vesuvio, il Golfo di Salerno e i Faraglioni di Capri, stagliati contro un blu cobalto che solo l’inverno sa regalare.
Valle delle Ferriere: il canyon incantato in cui il tempo si ferma
Partendo dal borgo di Pontone, ci si addentra in un canyon profondo dove il torrente Canneto crea cascate che, nei giorni più freddi, sembrano sculture di cristallo. Qui si può fare un’escursione tra i ruderi delle antiche ferriere medievali, in cui l’umidità della valle contrasta con l’aria secca della costa, creando un ecosistema unico dove sopravvive la Woodwardia radicans, una felce preistorica sopravvissuta alle ere glaciali.
Dove assaggiare i veri Struffoli artigianali
Dopo la fatica dei sentieri, ecco dove la tradizione viene rispettata senza compromessi:
- Pasticceria Pansa (Amalfi): un’istituzione dal 1830. I loro Struffoli sono famosi per l’uso di canditi artigianali derivati dai loro agrumeti. Perfetti dopo la Valle delle Ferriere.
- Panificio Nonna Maria (Agerola): per chi termina l’escursione a Bomerano. Qui troverete Struffoli fatti con lo strutto, come vuole la tradizione rurale, e coperti da un miele di castagno locale dal retrogusto balsamico.
- Pasticceria De Vivo (Pompei): se rientrate verso Napoli, questa sosta è sacra. I loro Struffoli sono piccoli come perle, garantendo che ogni singola pallina sia perfettamente caramellata dal miele.
Foto Canva
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