Montserrat è una montagna sacra che sfida il cielo invernale della Catalogna

Sulla Cattedrale di Pietra che sfida il cielo: i segreti della montagna sacra della Catalogna che sorge dal nulla e con panorami nitidi fino ai Pirenei (pure in inverno)

Montserrat, Catalogna

Sorge improvvisa dalla pianura, simile a un colossale castello di sabbia pietrificato dal tempo e dagli elementi. Parliamo di Montserrat, una struttura geologica eccezionale nata milioni di anni fa dal sollevamento di un antico delta fluviale, che oggi si presenta come un groviglio di guglie arrotondate e pilastri ciclopici. La roccia, un particolare ammasso di ciottoli cementati chiamato conglomerato, è stata scolpita dall’erosione fino a dar vita a forme che richiamano figure umane o profili di giganti.

I mesi invernali restituiscono a queste vette la loro identità più autentica: quella di un eremo silenzioso avvolto da un’aria limpida e pungente. Mentre l’estate porta con sé confusione e calura, la stagione fredda fa sì che si possa cogliere l’essenza mistica del luogo, regalando orizzonti che spaziano dai Pirenei innevati fino alle acque blu del Mediterraneo.

Il cuore sacro: tra leggenda e storia

Montserrat rappresenta il baricentro spirituale della Catalogna. La sua sacralità nasce da una combinazione di leggende antiche e presenza monastica millenaria. Il fulcro del culto risiede nella Moreneta, la Madonna Nera del XII secolo custodita nella Basilica. Secondo i racconti tradizionali, alcuni pastorelli nell’anno 880 videro luci misteriose scendere dal cielo verso una grotta, al cui interno trovarono l’immagine lignea della Vergine.

Monserrat, la montagna sacra

Ma non fu solo tale evento a gettare su questa meraviglia della natura un’aurea sacra e di mistero. Perché ogni tentativo di spostare la statua a valle, infatti, risultò inutile: il simulacro diventava pesantissimo, manifestando la volontà di restare tra queste vette. Da quel momento, il massiccio è diventato un tempio a cielo aperto e protettore dell’identità e della cultura locale.

Il Cammino verso la Santa Cova

Per chi desidera toccare con mano le radici mistiche del posto, il sentiero verso la Santa Cova (la Grotta Santa) risulta imprescindibile. Si tratta di un percorso scavato sul fianco della montagna che conduce esattamente nel punto del leggendario ritrovamento. Il tragitto inizia vicino alla stazione della funicolare, per poi snodarsi lungo una discesa panoramica che regala viste vertiginose sulla valle del fiume Llobregat.

Lungo il cammino si incontrano gruppi scultorei di immenso valore, realizzati da artisti del calibro di Antoni Gaudí che trasformano la passeggiata in un museo d’arte sacra outdoor. Il sentiero termina in una piccola cappella incastonata nella roccia, che sembra sfidare le leggi della gravità. In inverno, l’umidità della parete rende l’atmosfera carica di un silenzio quasi primordiale.

La Santa Cova di Montserrat

Trekking tra le “Dita di Pietra”

La stagione del gelo offre vantaggi straordinari per gli escursionisti. La mancanza di foschia fa posare lo sguardo su panorami nitidi lungo i sentieri superiori. In questo periodo, infatti, il massiccio si spoglia del turismo di massa per mostrare la sua struttura geologica più pura: un labirinto di pilastri giganteschi, cilindri e verticali che la tradizione chiama “Dita di Pietra“.

L’ascesa a Sant Jeroni

Con i suoi 1.236 metri, Sant Jeroni costituisce la cima più alta. In questo caso, il sentiero parte dal monastero e risale attraverso boschi di lecci. Durante i mesi invernali la brina decora i rami degli alberi, mettendo in scena un paesaggio fiabesco. È bene sapere che questa è la salita regina del parco naturale e che inizialmente si sviluppa attraverso una ripida scalinata scavata nel bosco. La lunghezza è di circa 9,5 chilometri (andata e ritorno partendo dal monastero), con un sentiero che risulta ben segnalato, ma che richiede un buon allenamento a causa del dislivello positivo di circa 600 metri.

Sant Jeroni, Monserrat

La via delle Ermite

Qui siamo di fronte a un itinerario che tocca i resti di antichi eremi in cui i monaci cercavano l’isolamento assoluto. Qualsiasi curva svela una nuova prospettiva sulle guglie verticali, ovvero sulle “Dita di Pietra” che svettano sopra i camminamenti. Il sentiero è circolare e di circa 7,5 chilometri. Risulta meno faticoso rispetto a Sant Jeroni, anche perché il dislivello si aggira intorno ai 300 metri.

Info utili per i trekking invernali

Affrontare Montserrat tra dicembre e marzo necessita di accortezza. Il sole tramonta presto dietro le alte pareti, portando un calo termico repentino. Il terreno, tra le altre cose, può risultare bagnato o ghiacciato e per questo insidioso. Ciò vuol dire che servono scarponi con suola scolpita, ma anche un guscio antivento per le creste esposte.

È consigliato anche portare una pila frontale per i rientri pomeridiani. Se si è stanchi, il mezzo più suggestivo per muoversi è il Cremallera, il treno a cremagliera che si arrampica lungo il fianco della montagna con tanto di finestrini panoramici grazie a cui osservare la trasformazione del paesaggio verso le nuvole. Le funicolari di Sant Joan e della Santa Cova facilitano l’accesso ai punti panoramici più elevati, risparmiando energie per i sentieri di cresta.

Foto Canva

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