Roma sa togliere il fiato, ma trovarsi davanti a questa distesa di travertino bianco è un’esperienza che scuote l’anima. La Fontana di Trevi, infatti, attrae sguardi da ogni angolo del pianeta, e anche per questo dal 2 febbraio 2026 il suo sagrato cambia volto: l’accesso diventa a pagamento (per chi non è di Roma e della Città Metropolitana) in orari specifici. Una scelta pensata per proteggere la delicatezza delle sculture e gestire la folla che ogni giorno tenta di rubare uno scatto perfetto. Pagare un piccolo contributo di soli 2 euro sarà il biglietto per preservare un’opera che appartiene all’umanità intera e che, soprattutto, nasconde moltissimi e curiosi segreti.
L’architetto che sfidò il destino
In molti credono che Bernini sia il padre di questo miracolo, ma la realtà è ben diversa. Il progetto definitivo appartiene a Nicola Salvi, un uomo che dedicò la vita intera a questo cantiere e che, purtroppo, morì prima di vederlo finito. Salvi concepì un racconto visivo dedicato alle forze della natura. Al centro troneggia Oceano, trainato da cavalli marini che rappresentano gli umori del mare: uno agitato, l’altro calmo.
Osservando bene le statue, si può infatti notare che ogni muscolo e qualsiasi venatura della pietra sembrano vibrare sotto il riflesso dell’acqua. Una maestria davvero unica nel suo genere.
Foto Canva
Il segreto dell’Asso di Coppe
Sulla destra della scogliera, proprio sul bordo che guarda verso via della Stamperia, svetta un enorme vaso di pietra soprannominato l’Asso di Coppe. La leggenda narra di un barbiere che tormentava Salvi con critiche feroci durante i lavori. L’architetto, spazientito, fece scolpire quel massiccio elemento decorativo esattamente davanti alla bottega del critico molesto, oscurandogli completamente la visuale.
Parliamo perciò di una sorta di atto di vendetta artistica che è rimasto intatto per secoli.
La Città dell’Acqua: il cuore sotterraneo
Quello che vi stiamo per raccontare potrebbe essere un’enorme rivelazione: la vera magia della Fontana di Trevi prosegue sotto i piedi dei visitatori. Scendendo a pochi metri di profondità, infatti, si raggiunge il Vicus Caprarius, un’area archeologica straordinaria (che si può visitare) nota come la “Città dell’Acqua“. Qui si ammirano i resti di un’antica domus romana e le strutture dell’Acquedotto Vergine.
Vedere l’acqua scorrere ancora adesso tra le antiche murature romane, prima che risalga verso una parte della fontana monumentale, è un viaggio nel tempo che lascia senza parole.
Foto Lalupa – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Via Wikimedia
Numeri e tradizioni millenarie
Ogni mattina vengono raccolti circa 3.000 euro in monete che sono destinati interamente alle mense e i progetti della Caritas. Con pazienza, tra le altre cose, potrete notare che sulla fontana vi sono scolpite ben 30 specie diverse di piante tra le rocce.
Sappiate che il lancio di un soldino garantisce il ritorno nella Città Eterna, ma serve un protocollo preciso: bisogna dare le spalle alla vasca, chiudere gli occhi e usare la mano destra passando sopra la spalla sinistra. Se fate al contrario, il desiderio non vale.
Sul lato destro (o sinistro, dipende da dove si guarda) si trova inoltre la Fontanella degli Innamorati. Un tempo, i fidanzati bevevano insieme da questo piccolo getto prima di una partenza per giurarsi fedeltà eterna.
Foto Copertina: Anthony Majanlahti – https://www.flickr.com/photos/antmoose/35893232/sizes/z/in/photostream/, CC BY 2.0, Via Wikimedia
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